Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Chiude sede dell'agenzia Beni confiscati, Orlando: "Atto grave e inspiegabile"

Lo prevede il nuovo codice antimafia, entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 4 novembre scorso. L'Agenzia manterrà solo le sedi di Roma e Reggio Calabria. Il primo cittadino sbotta: "Si dà un segnale di disimpegno"

L'Agenzia dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata chiuderà le sedi di Palermo, Napoli e Milano. Lo prevede il nuovo codice antimafia, entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 4 novembre scorso. L'Agenzia manterrà solo le sedi di Roma e Reggio Calabria. "Lo stabilisce la nuova legge - spiega il prefetto Ennio Mario Sodano, nuovo direttore dell'Agenzia - Stiamo cercando di capire come riorganizzare il lavoro. Le sedi di Milano, Napoli e Palermo per ora continuano a lavorare, poi dovremo comprendere se mantenerle come presidii in un'altra forma".

"L'annunciata chiusura - commenta il sindaco Leoluca Orlando - è un atto grave e inspiegabile che suona ancor più beffardo considerando che è stato deciso durante l'approvazione del codice antimafia.  Ancor più grave e adombrata dalle motivazioni che possono averla determinata, è la decisione di creare una unica sede decentrata a Reggio Calabria. Non è necessario ricordare a tutti che Sicilia, Campania e Lombardia sono le regioni con il maggior numero di beni confiscati, ma al di là del mero dato statistico, credo che sia la storia della confisca dei beni e della loro gestione, in positivo e in negativo, a rendere necessario non dare alcun segnale di disimpegno da questi territori".

Il codice antimafia stabilisce che "la sede principale è a Roma, la sede secondaria a Reggio Calabria ed è posta sotto la vigilanza del ministro dell'Interno". La novità, di cui si è discusso nei mesi scorsi quando la razionalizzazione degli uffici era ancora un'ipotesi, ufficialmente non è stata ancora comunicata al personale dell'agenzia di Palermo. "In un momento in cui sarebbe necessario dare segnali chiari di potenziamento delle strutture preposte alla lotta alla mafia e alla confisca e gestione dei beni confiscati - continua Orlando - ci si muove in direzione diametralmente opposta, col rischio che anziché risolvere i problemi manifestatisi negli anni sulla velocità ed efficienza delle procedure, queste subiscano un ulteriore aggravio, depotenziando l'efficacia della normativa sul riutilizzo a fini sociali dei beni e dei capitali mafiosi".

Già a luglio la prospettiva della chiusura aveva suscitato le critiche dei sindacati che ne aveva fatto una questione non solo simbolica, visto che il maggior numero di sequestri e confische in Italia viene disposto proprio in Sicilia. “Riteniamo sia grave e assurda la scelta di chiudere la sede dell'Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata a Palermo - afferma Mimma Calabrò, segretaria generale Fisascat Cisl Palermo Trapani -. Oltre a essere un presidio di legalità, la collaborazione con la struttura per noi è stata essenziale in questi anni in molte vertenze  in cui si è potuta garantire la continuità occupazionale dei lavoratori delle aziende, soprattutto della grande distribuzione e  sale  Bingo, sottoposte ai provvedimenti. Razionalizzare gli uffici per questa struttura soprattutto nel nostro territorio dove ricade quasi il 50 per cento dei beni confiscati e sequestrati è una decisione errata che non farà altro che allungare le procedure che già subiscono ritardi enormi a causa proprio della mole di attività, e a pagarne il prezzo saranno i lavoratori”.

Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani conclude, “auspichiamo che il presidio di Palermo possa restare attivo in modo da accompagnare anche la nostra attività di tutela dei lavoratori di queste aziende,  come si può pensare di garantire il percorso di rinascita e rivalorizzazione nel segno della legalità se poi le tantissime pratiche che proverranno dai provvedimenti di confisca e sequestro emessi nel nostro territorio, incontreranno le inevitabili lungaggini causate dalla riduzione delle sedi dell’Agenzia”.

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