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Incubo "agalassia": la nuova infezione mette a rischio diecimila allevatori

Resta alta la guardia contro le malattie che colpiscono il bestiame. L'allarme è stato lanciato durante il convegno palermitano della Sisvet, la più antica società italiana delle scienze veterinarie

Resta alta la guardia contro le malattie che colpiscono il bestiame. Nelle aziende del comparto lattiero caseario siciliano il problema numero uno di allevatori e veterinari aziendali è rappresentato dalle infezioni mammarie (agalassia contagiosa e mastiti batteriche), che non hanno conseguenze per il consumatore di latte e latticini, ma che per la loro aggressività e severità clinica rischiano di tagliare fuori dal mercato l’allevatore e l’intera produzione dell’azienda.

“L’Istituto Zooprofilattico è da anni impegnato nello studio di un vaccino e da anni collabora con l’Animal e Health del Regno Unito per la lotta contro l’agalassia contagiosa, i cui effetti ricadono su diecimila allevatori siciliani”, ha spiegato Guido Loria, direttore dell’area Diagnostica Specialistica dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, durante il settantesimo convegno della Sisvet, la più antica società italiana delle scienze veterinarie, che sta festeggiando i suoi settant’anni a Palermo, ospitata dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia.

L’agalassia contagiosa è una malattia infettiva che colpisce pecore e capre, il cui sintomo più frequente è rappresentato dalla mastite, un’infiammazione della ghiandola mammaria, che può provocare il blocco totale della lattazione. 

Al convegno si è parlato anche di macellazione clandestina e mercato nero, certificazioni false o inesistenti sullo stato di salute degli animali: business attorno a cui ruota l’attività dei biologi e dei veterinari forensi dell’Istituto Zooprofilattico. Le attività dell’Istituto, dove ormai da anni le procedure sono consolidate, consentono di determinare i livelli di parentela tra capi (per la razza bovina, ovina, caprina, canina, equina), al fine di scoprire se si tratta di animali rubati. “Le scienze forensi, basate sulla genetica molecolare, forniscono il supporto tecnico-scientifico agli organi di polizia giudiziaria e alla magistratura nelle indagini sui reati commessi contro gli animali”, ha spiegato Stefano Reale, responsabile del laboratorio Tecnologie Diagnostiche Innovative dell’area Biologia molecolare dello Zooprofilattico.  

Padroni di casa del convegno della società Sisvet, presieduta dal professore Bartolomeo Biolatti, sono stati il direttore sanitario, Santo Caracappa e Salvatore Seminara, commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia: “Ci ha riempito di orgoglio la scelta della Sisvet di festeggiare a Palermo i suoi 70 anni – hanno detto – E’ un attestato di stima per i veterinari della città, pur non essendo sede di una facoltà veterinaria”.  

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