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Quasi 500 euro a chi adotta un cane, l'Enpa contro il Comune: "Rischio business"

Secondo gli animalisti così non si risolve il problema del randagismo. La senatrice Pd Silvana Amati ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro della Salute e al ministro della Giustizia

Il Comune dà 480 euro a chi adotta un cane ospite del canile. L'Enpa non ci sta e accisa: "No alla mercificazione dei randagi, no alla mancia. Si sospenda la procedura e si apra un confronto con le associazioni". Il presidente nazionale Carla Rocchi ribadisce ancora una volta la propria contrarietà alla concessione, da parte del Comune, del bonus.

"Questa iniziativa - dichiara la presidente di Enpa - rischia di alimentare un vero business sulla pelle dei cani. Sembra infatti che non siano previsti controlli né pre né post affido sugli adottanti e che lo stesso controllo veterinario previsto sei mesi dopo l'avvenuta adozione possa essere in qualche modo bypassato dai malintenzionati. Questo progetto presenta lacune che potrebbero avere gravi conseguenze per la salute, per il benessere e forse persino per l'incolumità degli animali".

La pensa allo stesso modo la senatrice Pd Silvana Amati, che ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro della Salute e al ministro della Giustizia sottolineando come la strategia seguita dal Comune non affronti e non risolva le vere causa alla base del randagismo. L'Ente nazionale protezione animali chiede di sospendere la procedura e di aprire un confronto con le associazioni.
 

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