“Altro che star zitti, bisogna urlare”, adesivi di Addiopizzo nei negozi

Due frasi di Libero campeggiano sui piccoli cartelli dell'associazione incollati nella notte sulle vetrine degli esercizi commerciali. La vedova Grassi: "Un modo concreto per dire no alla mafia"

Gli adesivi incollati alle vetrine dei negozi del centro

Era  il 29 giugno 2004, quando lungo le strade del centro vennero affissi centinaia di piccoli adesivi listati a lutto con la scritta: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignita”. Da allora sono passati poco più di sette anni ma i ragazzi di Addiopizzo continuano la loro battaglia contro il racket delle estorsioni. Oggi, a vent’anni dalla sua uccisione, due frasi di Libero Grassi campeggiano sugli adesivi dell’associazione che sono stati incollati nella notte sulle vetrine dei negozi del centro. I componenti del comitato hanno scelto di ricordare il sacrificio dell'imprenditore, firmando i volantini con la scritta “Libero Grassi 1991-2011”. Una frase si concentra sulla “denuncia delle estorsioni, l'altra sulla qualità del consenso, in vista della prossima campagna elettorale”, spiegano alcuni improvvisati “attacchini”.

“La prima cosa che controlla la mafia è il voto. A una cattiva raccolta di voti corrisponde una cattiva democrazia”, si legge sugli adesivi. E ancora: “Altro che star zitti, bisogna urlare! Liberiamoci dal pizzo”. Le strade battute a Palermo dai volontari di Addiopizzo sono quelle del centro, come via Roma, via Ruggero Settimo, piazza Castelnuovo, via Emerico Amari, via Libertà, via Maqueda, piazza Massimo. E poi corso Calatafimi, via Pindemonte e piazza Indipendenza.

“Se i panifici, i negozi d'abbigliamento, i tabacchi, i bar, i fiorai, le onoranze funebri, insomma tutti sono costretti a pagare il pizzo - dicono i soci del comitato, definiti ‘i nipoti di Libero’, dalla vedova Grassi, Pina Maisano - lo fanno con i soldi che tutti quanti spendiamo in questi esercizi commerciali. Se una percentuale del loro guadagno va alla mafia, allora tutti, con una piccola percentuale, rischiamo di finanziare la mafia. Attaccando dei semplici adesivi speriamo di affermare tra le strade della città una verità che pensiamo debba essere di dominio pubblico. La nostra pratica è un piccolo e fragile segno di implicita resistenza”. “E’ un modo concreto per dire no alla mafia - ha detto la stessa Pina Grassi - ribadito dallo slogan scelto quest'anno per il ventennale dell'anniversario e che dice: “Tu come hai scelto di essere Libero?’ L'ho apprezzato molto”.

 

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