Immobili confiscati alla mafia recuperati e consegnati a famiglie di senza casa

E' l'iniziativa "La solidarietà trova casa", lanciata da Addiopizzo lo scorso mese di marzo, e oggi portata a termine con le prime consegne. I beni sono stati ristrutturati con l'aiuto di associazioni e imprenditori volontari

Immobili confiscati alla mafia trasformati in case accoglienti per chi da anni attendeva un tetto sopra la testa con l'aiuto di associazioni e imprenditori. E' l'iniziativa "La solidarietà trova casa", lanciata da Addiopizzo lo scorso mese di marzo, e oggi portata a termine con le prime consegne.

Con altre associazioni e operatori economici del circuito di consumo critico Addiopizzo, si è dato vita a un processo di "autorecupero" che ha coinvolto le famiglie destinatarie di appartamenti confiscati alla criminalità organizzata. Si trattava di appartamenti che avevano bisogno di una serie di interventi che li rendessero abitabili.

"Oggi - dicono i promotori dell'iniziativa - a distanza di pochi mesi, consegniamo gli immobili in condizioni agibili alle due famiglie che da tempo erano in graduatoria e che per anni sono state private del diritto fondamentale ad avere un tetto. Un circolo virtuoso realizzato grazie alla manodopera e ai materiali edili, idraulici e sanitari forniti da diversi imprenditori, al sostegno di molte associazioni, alle donazioni di tanti cittadini e all'autorecupero delle due famiglie".

"A dodici anni dalla nascita di Addiopizzo - spiegano - la strategia del movimento che continuerà ad impegnarsi nel lavoro di cambiamento culturale e nell'accompagnamento alla denuncia delle vittime di estorsione, si evolve in rete sul territorio con tanti altri soggetti, anche per assicurare diritti essenziali a chi non ne ha. Crediamo infatti che iniziative come queste possano essere un modo per creare quegli anticorpi fondamentali per sottrarre chi, purtroppo, vive in condizioni di degrado, da fenomeni di illegalità diffusa, da Cosa nostra e dal suo sistema di potere. Adesso lavoreremo, assieme a tutti coloro che sono stati protagonisti sul territorio nell'ambito di questa campagna, per dare continuità a un esperimento che riteniamo sia riuscito".

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