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Addio pizzo: "A Natale il consumo critico antiracket vale doppio"

Dall'associazione spiegano: "Dal 14 al 21 dicembre il consumo critico al Cafè Verdone di Bagheria diventa inclusione sociale a piazza Magione"

"Dal 14 al 21 dicembre il consumo critico al Cafè Verdone diventa inclusione sociale a piazza Magione". E' il concetto espresso da Addio pizzo attraverso una nota. "L’emergenza sanitaria - spiegano dall'associazione - sta compromettendo il tessuto produttivo e ci sono operatori economici che pagano ancora più pesantemente il prezzo della pandemia da Covid. E' il caso dei ragazzi del Cafè Verdone di Bagheria, che con l’ausilio del nostro movimento si sono opposti al racket delle estorsioni, dopo essere stati costretti a subire soprusi, aggressioni e risse, scatenate senza ragioni, che hanno provocato una grave perdita di clientela. Ciò ha avuto conseguenze gravi anche sul piano economico a cui nel frattempo si sono aggiunte quelle causate dalla diffusione della pandemia. Per queste ragioni in occasione delle prossime festività vogliamo invitare i cittadini a fare consumo critico dal 14 al 21 dicembre e sostenere con la pratica degli acquisti i ragazzi del Cafè Verdone, giovani titolari del bistrot pizzeria di Bagheria, che hanno voluto investire e creare lavoro e ricchezza nella loro città".

"Fai che il Natale sia un dono per tutti - dicono da Addio pizzo -. Sei di Bagheria? Sostieni Cafè Verdone e riceverai i tuoi acquisti direttamente a casa. Vivi altrove? Doppia solidarietà, il tuo acquisto è un dono. La tua spesa verrà distribuita da noi a sostegno di famiglie indigenti della Magione. Il tuo gesto di partecipazione sarà ricambiato con uno sconto. Presenta entro un anno la ricevuta di donazione al Cafè Verdone e avrai uno sconto del 20% su una spesa minima di 30 euro".

Consumo critico e inclusione sociale

"Da anni - proseguono da Addio pizzo - la nostra associazione è presente a piazza Magione e nel quartiere della Kalsa coninterventi di inclusione sociale e di rigenerazione urbana realizzati insieme a ragazze e ragazzi, bambini e bambini e alle loro famiglie, perché siamo convinti che occorra partire dalla prevenzione e dalla cura di quelle condizioni di disagio e di difficoltà per favorire percorsi di emancipazione e di affrancamento da fenomeni di devianza. Non è infatti sufficiente accompagnare e sostenere commercianti e imprenditori a denunciare le estorsioni, se non si superano il degrado urbano e sociale che contribuiscono ad alimentare fenomeni di illegalità diffusa e di criminalità organizzata. Nel periodo della pandemia continuiamo ad assistere vittime di estorsione ma abbiamo coadiuvato, assieme ad altre realtà impegnate alla Kalsa, ancheoltre 80 famiglie del quartiere che vivono in condizioni di indigenza e a cui è stato dato supporto per accedere al sussidio alimentare previsto dal comune di Palermo e abbiamo distribuito centinaia di pacchi spesa e pasti caldi grazie a commercianti e imprenditori della rete di consumo critico antiracket. In un momento così difficile come quello che stiamo attraversando restiamo convinti che essere parte di una comunità significhi provare a non lasciare nessuno indietro".

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