"Dopo l'alt al loro acquascooter, assaltarono la guardia costiera": in tre a processo

I fatti sono avvenuti la scorsa estate nel mare di Porticello. I tre erano stati fermati per un controllo. Uno di loro strappò il telefonino dalle mani di uno dei militari e lo fece volare in acqua. Poi le indagini e gli arresti

Erano stati fermati dalla guardia costiera nel mare di fronte a Porticello, e si scagliarono contro i militari per sfuggire ai controlli. Adesso - a distanza di cinque mesi - per tre palermitani è scattato il rinvio a giudizio. La vicenda risale allo scorso mese di giugno ed è stata ricostruita dettagliatamente dalla guardia costiera.

"Tutto è nato quando 3 persone, a bordo di un acquascooter e un gommone (che erano in compagnia di altre persone tutti giovani di età) nel corso di un ordinario controllo di polizia marittima nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro, per sottrarsi ad una ispezione più approfondita che avrebbe messo in seria difficoltà uno di loro - una sanzione amministrativa oltre al fermo del mezzo, perché non in possesso della patente nautica - circondarono il battello della Guardia Costiera di Porticello".

Probabilmente, non curanti delle gravi conseguenze, che stavano per scaturire, i tre “assaltarono” di fatto il battello dell’autorità marittima di Santa Flavia. "Salirono a bordo senza autorizzazione - spiegano dalla guardia costiera - cercando di intimidire con fare minaccioso i due militari presenti e compiendo su di loro azioni di violenza psicologica, proferendo pesanti minacce e provocazioni nei loro confronti, per poi strappare il telefonino a uno dei due militari, da cui era stata fatta una foto per segnare la violazione, e gettarlo in acqua. Pochi giorni dopo, proprio per la gravità dell'episodio, è immediatamente scattata per uno l’ordinanza di custodia cautelare con l’obbligo di dimora, per l’altro gli arresti domiciliari, poi trasformatisi in detenzione in carcere (provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica). Del terzo, invece, non sembravano esserci più tracce".

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Le successive attività di indagine hanno permesso di individuare anche l’identità del terzo uomo. Anche per lui sono scattati immediatamente gli arresti domiciliari. Recentemente, valutati gli atti prodotti e le testimonianze acquisite nella fase delle indagini preliminari, i giudici hanno disposto il rinvio a giudizio.

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