Vandalizzate o dismesse, ora piacciono a sportivi e turisti: la nuova era delle fontanelle

Lavori in corso in prossimità dell'area verde di via Case Rocca, vicino allo Stadio delle Palme. Due al Politeama dopo i lavori dell'Anello. S'attende l'ok della sovrintendenza per installarne una al Massimo. Il presidente dell'Amap: "Una ventina sorgeranno nel percorso Arabo-Normanno e in siti strategici"

foto Giulio Marguglio

Nell'immediato dopoguerra erano più di 500. Trent'anni fa circa 300, adesso non più di 150 le fontanelle pubbliche disseminate su tutto il territorio cittadino. Il dato - fornito dall’Amap, l’ex municipalizzata che gestisce la distribuzione dell’acqua - è aggiornato a sei mesi fa.

L'uso improprio che certuni ancora oggi fanno (commercianti o cittadini che si allacciano abusivamente) e gli atti di vandalismo le stavano "condannando" alla dismissione, anche perché negli anni è venuta a mancare la loro funzione sociale: le fontanelle in passato erano infatti l’unica fonte per rifornirsi di acqua potabile per quei cittadini che a casa erano privi di quella corrente. Adesso sono ritornate in auge: le vogliono gli sportivi e piacciono ai turisti che visitano la città e d'estate sono sempre in cerca di refrigerio.

Non a caso è di recente ripresa l'installazione delle fontanelle. Nelle prossime settimane ne verrà collocata una in prossimità dell'area verde di via Case Rocca, vicino allo Stadio delle Palme. Attualmente sono in corso i lavori per l'allaccio dei tubi alla rete idrica. Altre tre fontanelle in ghisa a doppia vasca dovrebbero trovare posto al Politeama e al Massimo. "Per quest'ultima aspettiamo il via libera della sovrintendenza dei Beni culturali, che ci dovrà dire dove collocarla - afferma il presidente dell'Amap Alessandro Di Martino -. Per le altre due al Politeama c'è già l'ok, ma verranno messe dopo la fine dei lavori dell'Anello ferroviario. Il Covid ha rallentato la programmazione che avevamo fatto e che prevede una ventina circa di nuove fontanelle, nel percorso Arabo-Normanno e davanti a siti strategici come ad esempio la Cattedrale. Nelle fontanelle monumetali tra l'altro non è possibile allacciarsi abusivamente: l'acqua infatti viene azionata con un pulsante a terra e hanno una 'bocca di leone' dove non è possibile inserire un tubo".

Le vecchie fontanelle in ghisa hanno superato il secolo di vita e recano ancora visibili marchi di fabbrica prestigiosi: fonderia Oretea, fonderia Di Maggio, fonderia Michele Guadagnolo. Con date di fabbricazione che vanno dal 1886 al 1939. Si tratta di "pezzi" storici, come quella a doppia vasca piazzata dall'Amap davanti alla sede di via Volturno in sostituzione dell'erogatore elettrico distrutto dai vandali e da chi ne faceva un uso improrio. 

Ma ci sono anche le fontane monumentali, come quella di piazza Pretoria, realizzata nel 1554 da Francesco Camilliani a Firenze e trasferita a Palermo nel 1581. Non bisogna inoltre dimenticare le piccole fontanelle in muratura costruite negli anni del dopoguerra. Scrive Ettore La Scola, nel volume "Le fontanelle di Palermo": "L’acqua di qualche fontana è stata, ancora nel 1974, creduta miracolosa, come è accaduto per quella della Cala, dove gruppi di persone, di ogni parte di città, sostavano, in attesa del loro turno, per rifornirsi di quell'acqua". Una leggenda popolare sfatata in seguito dal professore Rosario La Duca - uno dei massimi studiosi della nostra città, scomparso nel 2008 - che però rinnova il fascino delle fontanelle.

"Sarebbe auspicabile che alla Cala ritorni ad esserci una nuova fontanella" dice il consigliere di Sinistra Comune, Marcello Susinno, convinto che "in vista della pedonalizzazione, anche sul lungomare di Mondello dovrebbero essere presenti dei punti acqua". E' proprio sui luoghi ad alta densità turistica e frequentati dagli sportivi che secondo Susinno bisognerebbe puntare. "La conferma arriva da via Case Rocca, dove già si è sparsa la voce e sono in corso i lavori per l'installazione. Tantissimi sportivi che la utilizzeranno - sottolinea Susinno - hanno già manifestato apprezzamento sui social. L'acqua che scorre dalle fontanelle pubbliche di Palermo e dai rubinetti delle nostre case è controllatissima e presenta parametri da acqua oligominerale".  

Sulla stessa scia il presidente dell'Amap: "L'acqua che eroghiamo è più salubre di quella imbottigliata, sia perché viene controllata e analizzata più volte sia perché non è esposta a sbalzi di temperatura". L'ottima qualità dell'acqua immessa nella rete idrica di Palermo è un motivo in più per spingere Amap e Comune a costruire nuove fontanelle oppure a ripristinare quelle dismesse. Sarebbe un bellissimo spot per Palermo, pensare che ogni persona (sportivi, turisti o semplici cittadini) possa bere un sorso d’acqua da una di queste fontanelle.

Nell'epoca di internet e dei social sarebbe anche cosa buona e giusta promuovere questo patrimonio pubblico ricco di storia e aneddoti, magari divulgando (e incrementando) le notizie contenute nella sezione "Le fontanelle di Palermo" presente sul sito dell'Amap. Uno strumento innovativo che si avvale di google maps per visualizzare le fontane e individuare il percorso per raggiungerle, nascosto però nella sezione "azienda" del sito.

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