Il mistero dell'acqua potabile, la Procura valuta inchiesta: il carteggio tra Asp e Amap

In corso la valutazione per capire se ci sono estremi di reato. L'azienda sanitaria ha dato il via libera al consumo e il sindaco ha revocato i divieti, ma è ancora polemica per le comunicazioni contrastanti diffuse in poche ore. Uffici l'uno contro l'altro e cittadini confusi. Lo scambio di documenti tra Palazzo delle Aquile, Asp e l'azienda di via Volturno

Potrebbe avere una conseguenza nelle aule del tribunale il caos scoppiato ieri sulla qualità dell'acqua in città. La Procura, guidata da Francesco lo Voi, ha aperto un fascicolo di "Atti relativi" dopo la diffusione, da parte del Comune, dell'ordinanza sindacale che vietava l'uso dell'acqua a fini umani, perchè inquinata. Poco dopo lo stesso Comune ha fatto dietrofront spiegando che gli accertamenti che avevano motivato il divieto, fatti dall'Asp il 25 di febbraio, erano stati superati da altri esami effettuati dalla azienda municipale che gestisce il servizio idrico. Il fascicolo di Atti relativi non è ancora una vera e propria indagine ma prelude attività finalizzate a verificare che ci siano estremi di reato.

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Le comunicazioni contrastanti diffuse in poco tempo hanno creato non poca confusione. Da un lato i cittadini spaventati e disorientati per le notizie di senso opposto hanno preso d'assalto i supermercati alla ricerca di confezioni d'acqua, dall'altro si è assistito a uno scambio al vetriolo tra uffici comunali. 

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I documenti

La comunicazione "incriminata" tra Asp, Amap e Comune inizia il 25 febbraio scorso, quando l'Asp chiede ad Amap di "inviare una squadra per procedere con i campionamento d'acqua presso il serbatorio Petrazzi". Tre giorni dopo, il 28 febbraio, la stessa Asp segnala di avere riscontrato alcuni valori oltre i limiti. Si innesca l'iter per l'emanazione dell'ordinanza sindacale. Il 3 marzo dagli uffici dell'Amap parte una nuova comunicazione indirizzata all'Asp in cui si spiega che l'azienda sta provvedendo a ulteriori analisi con prelievi fatti il giorno precedente. Il 4 marzo Amap scrive ancora all'Asp inviando il risultato dei propri campionamenti. E il giorno dopo (5 marzo) parte una nuova comunicazione dall'Amap indirizzata sia al Comune sia all'Asp in cui si informa che "non vi è alcun problema di carattere microbiologico e invita il servizio Igiene a sospendere l'ordinanza sindacale".

Il 6 marzo però (ieri) è l'Asp a inviare una nota al Comune: "Considerata la discordanza dei risultati delle prove microbiologiche dei campioni effettuati il 25 febbraio, del laboratorio Sanità pubblica e del laboratorio di Amap, in data 3 marzo il personale di questa azienda ha chiesto la disponibilità per potere effettuare campionamenti di verifica della conformità ai valori di parametro dell'acqua in distribuzione dal serbatoio Petrazzi. Ciò non è stato possibile. I campionamenti sono stati effettuati il giorno successivo. Si è in attesa dei rapporti dei detti campioni. Finanto che le analisi dei controlli in itinere non avranno dato esito negativo per contaminazione mocrobiologica e conformità ai parametri torbidità, alluminio e solfati, si ritiene debba permanere ordinanza sindacale". Esito arrivato ieri alle 23, da qui la revoca dell'ordinanza.

Tutti i documenti inviati tra Asp e Amap (Pdf)

La revoca dei divieti (Pdf)

La decisione di Orlando

Orlando dopo avere firmato il provvedimento di revoca dell'ordinanza che ieri era stata richiesta dall’Asp per la presunta inidoneità dell’acqua per uso umano, ha disposto che il proprio Ufficio di Gabinetto curi la raccolta di tutti i documenti che hanno portato nella giornata di ieri alla emissione dell'ordinanza sulla qualità dell'acqua, nonché di tutte le comunicazioni ufficiali emesse dal Comune e dall’Amap e che segnali eventuali anomalie o irregolarità. “Come ho già detto ieri – ha detto Orlando – questa vicenda prima di tutto ha confermato che l'Amap ha operato correttamente per quanto riguarda i controlli sulla qualità dell'acqua. Purtroppo però è evidente anche che vi sono stati problemi di comunicazione e collaborazione fra l’Asp e l’Amap  prima e fra queste due e gli Uffici comunali dopo. Problemi che hanno portato alla predisposizione di un'ordinanza dal contenuto spropositato e che solo poche ore dopo si è rivelata del tutto inutile, ma che nel momento in cui mi è stata sottoposta con tutti i pareri non poteva non essere emessa. Ovviamente la cosa più importante è che sia rientrata la criticità rispetto alla qualità dell'acqua, ma da quanto avvenuto è indispensabile che tutti gli uffici comprendano quali sono stati gli errori organizzativi, al netto di eventuali responsabilità". Il sindaco aveva già disposto ieri che tutti i documenti inerenti la vicenda fossero pubblicati, così da permettere a ciascuno di conoscere il contenuto.

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Le conseguenze 

A fare le spese del caos comunicativo intanto è stato l'ufficio stampa della municipalizzata che si occupa del servizio idrico. Il presidente dell'Amap, Alessandro Di Martino, ha disposto oggi la "sospensione provvisoria delle attività dell'ufficio stampa dell'azienda fino a rimodulazione dell'iter comunicativo da perseguire per il futuro". Già lo scorso 6 febbraio Di Martino aveva disposto che ogni comunicazione indirizzata all'utenza fosse preventivamente verificata, ma "a seguito di quanto avvenuto ieri con il mancato rispetto della prescrizione", ha ritenuto di dover adottare un provvedimento ulteriore. "La struttura tecnica dell'Azienda ha operato con correttezza - afferma Di Martino - sul punto più importante che è quello del controllo sulla qualità dell'acqua. E' però evidente che nella fase di comunicazione vi è stato un eccesso di burocrazia ed una carenza di correttezza e completezza".

Le polemiche 

Il caso acqua inquinata ha aperto un nuovo fronte polemico contro l'Amministrazione. "Abbiamo vissuto un pomeriggio di ordinaria follia, fra comunicazioni ufficiali e successive smentite - dice il segretario responsabile dell’Ugl di Palermo Franco Fasola - una girandola di informazioni fuorvianti da parte del Comune di Palermo in primis, e della Protezione Civile e dell’Amap successivamente, specchio di una cattivissima organizzazione e amministrazione, un procurato allarme che merita dei provvedimenti immediati. Chi ha sbagliato ne risponda in prima persona, non si gioca con la pubblica salute”.  

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Sulla stessa linea Alessandro Aricò, capogruppo all'Ars di DiventeràBellissima: "Centinaia di migliaia di palermitani in allarme per colpa di una grave disinformazione. Dire prima che l'acqua non è idonea al consumo umano e poi, nell'arco di poche ore, sostenere invece che non ci sarebbero rischi, è molto grave. In un momento particolarmente delicato dal punto di vista dell'igiene come quello che stiamo vivendo per l'emergenza Coronavirus, nelle abitazioni cosi come negli ospedali, di tutto ci sarebbe bisogno tranne che di dilettanti allo sbaraglio. Si faccia chiarezza sulle responsabilità di questa disinformazione sulla pelle dei palermitani".

"Occorre fare chiarezza sulla vicenda che riguarda il procurato allarme di ieri, relativo alla presunta inidoneità dell’acqua per uso umano, notizia che ha creato il panico in città - dichiara Ottavio Zacco, consigliere comunale di Sicilia Futura-Italia Viva -. E' inaccettabile che qualcuno voglia fare ricadere la responsabilità dell'accaduto su Amap. L'azienda ha dovuto prendere atto del provvedimento emanato dall'Asp subendo le conseguenze che hanno creato allarmismo tra la cittadinanza. Bisogna elogiare i dirigenti e l'amministratore unico di Amap, che al di là delle ordinanze sindacali, erano già intervenuti tempestivamente, eliminando eventuali torbidità o inquinamenti già il 28 febbraio, giorno in cui erano stati rilevati i parametri difformi. Solo grazie all'immediato intervento dei tecnici di Amap, che hanno dimostrato maggiore tempestività e professionalità dell'Asp e di qualche dirigente del Comune, oggi possiamo asserire che si è trattato di un falso allarme e si è evitata la contaminazione di centinaia di utenze domestiche. Esprimo apprezzamento e vicinanza anche agli operatori dell'ufficio stampa dell'Amap che hanno svolto il proprio dovere brillantemente".

Per Federconsumatori "la gestione della comunicazione istituzionale in merito al presunto caso di non potabilità dell'acqua in buona parte del territorio di Palermo, alla quale abbiamo assistito nelle scorse ore, può essere definita con un solo aggettivo: sconcertante. Questa mattina centinaia di migliaia di palermitani si sono svegliati non sapendo neanche se si potevano lavare i denti". "E' una vicenda paradossale - afferma il responsabile di Federconsumatori Palermo, Lillo Vizzini - che mette in luce la grande superficialità con la quale è stata gestita questa situazione. Siamo felici di sapere, dall'Asp e non dagli altri attori coinvolti in questa amara commedia, che oggi possiamo usare l'acqua anche per scopi alimentari. Ma avremmo gradito saperlo già ieri e da una sola, univoca, chiara e coerente comunicazione istituzionale".

asp-27

"Ci sembra assurdo - aggiunge il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - che nel 2020 ancora gli Enti, gli uffici e le aziende pubbliche coinvolte in questioni che hanno a che fare con la salute pubblica non riescano a parlare con una sola voce ai cittadini. Sarebbe bastato un giro di telefonate per uscire con un solo comunicato stampa ed evitare l'incredibile battibecco tra Comune e Amap al quale migliaia di cittadini hanno assistito, mentre cercavano di capire se potevano bere l'acqua del rubinetto. Infine, come se non bastasse, ancora questa mattina sia i siti web che le pagine Facebook del Comune di Palermo e dell'Amap non riportavano notizie aggiornate in seguito al pronunciamento di ieri sera dell'Asp. Sulla sua pagina Facebook il Comune di Palermo, invece di dire chiaramente ai cittadini che possono usare l'acqua per scopi alimentari, si è preoccupato di augurare ai palermitani il buongiorno con una splendida foto del teatro Politeama e le previsioni meteo: oggi piove. Sul bagnato".

"Mezza Palermo per lunghe ore non sapeva se potersi fidare dell'acqua del proprio rubinetto di casa o meno. Siamo davanti a un pastrocchio, se non a una vicenda che sconfina nel penale, che non deve passare come se niente fosse. Per questo dopo il caos di ieri l'Udicon Sicilia ha sporto un formale reclamo all'Amap riguardo la presunta inidoneità al consumo umano dell'acqua del serbatoio Petrazzi, e si riserva di intraprendere ulteriori azioni nelle opportune sedi a tutela dei cittadini", dice il commissario regionale dell'Unione per la difesa dei consumatori (U.Di.Con.) Marco Corsaro,

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Articolo aggiornato alle ore 14.21 e alle ore 14,53 del 7 marzo 2020

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