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Prete palermitano fugge con una volontaria e i soldi delle donazioni (30 mila euro)

E' successo ad Acireale. Il religioso ha svuotato le casse di un centro di prima accoglienza per poveri ed emarginati. Presentata una denuncia per appropriazione indebita

Ricordate uccelli di rovo? La storia si ripete oltre 30 anni dopo. Protagonista un prete palermitano ad Acireale, che ha abbandonato il suo ordine religioso, quello dei Camilliani, per fuggire con una donna. Vincenzo Duca, 44 anni, sarebbe scappato con una volontaria della struttura, appartenente a una delle famiglie più in vista della città. Non prima però di avere svuotato le casse del centro di prima accoglienza per poveri ed emarginati "Casa Sollievo di San Camillo" di Acireale. Quasi 28 mila euro il bottino, "prelevato" dall'ente di beneficenza. 

L'intenzione dei confratelli sarebbe stata quella di mantenere "privata" la vicenda, limitandola a una scelta di vita personale. La notizia della "fuitina" (che risale alle scorse settimane, ma è venuta fuori solo in queste ore) ha fatto subito scandalo. A presentare nei suoi confronti per conto dei religiosi Camilliani una denuncia, "per una condotta appropriativa", alla Procura della Repubblica di Catania è stato il legale del Centro, l'avvocato Giampiero Torrisi.

L'uomo è appartenente all'Ordine dei Chierici Regolari ministri degli infermi. Al palermitano, che era anche capo amministratore dell'Istituto Giovanni XXIII di Riposto era stata affidata la completa gestione economica della provincia siculo-napoletana dell'Ordine fondato da Camillo De Lellis.

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