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Elezioni alla Fincantieri, accolto il ricorso del sindacato escluso: votazioni da ripetere

La commissione elettorale aveva estromesso i candidati della Failms per alcuni vizi formali non considerati però tali dal tribunale. Il giudice ha ordinato la riammissione della lista esclusa e condannato i sindacati Fiom, Uilm, Fim e Ugl Metalmeccanici a pagare le spese legali. La Failms: "Tutelare i diritti costituzionali di tutti i lavoratori è un nostro preciso dovere"

Le operazioni di voto per le elezioni alla Fincantieri vanno ripetute con la riammissione della lista presentata dalla Failms. Così ha stabilito il giudice della quinta sezione civile del tribunale di Palermo Rachele Monfredi che ha accolto il ricorso presentato dall’organizzazione estromessa per alcuni presunti vizi formali. L’esclusione era stata verbalizzata dalla commissione elettorale - composta dagli stessi lavoratori in rappresentanza di Fiom, Uilm, Fim e Ugl Metalmeccanici - che ha contestato l’erronea identificazione dei candidati, avvenuta tramite il tesserino utilizzato dai lavoratori all’interno dello stabilimento (il cosiddetto Cid) e non tramite carta d’identità e altre circostanze considerate "anomale".

Le votazioni, con circa 400 operai chiamati alle urne, erano state fissate per il 4 e 5 febbraio scorsi. La Failms, non ammessa per volontà della commissione elettorale, si è quindi rivolta al giudice con un ricorso urgente (presentato dagli avvocati Giovanni Della Corte e Antonina Viola) che è stato accolto e notificato circa un’ora prima della chiusura dei seggi. "Oltre al problema dell'identificazione asserivano anche - spiega il commissario straordinario Carmelo Formica - che la documentazione non fosse stata firmata dalla Rsu in carica e che la nostra sigla sindacale non avesse mai aderito a nessuna confederazione firmataria del Testo unico del 2014, invece siamo confederati Consafi, abbiamo 30 iscritti nello stabilimento e abbiamo firmato un contratto di secondo livello".

Superati alcuni "scogli" per questioni tecnico-giuridiche, il giudice - come sottolineno dai legali della Failms - ha precisato che "l’estensione del diritto del contraddittorio a tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori che hanno sottoscritto l’accordo interconfederale e che sono attive presso lo stabilimento Fincantieri di Palermo" è stata dettata dalla necessità di individuare "i soggetti titolari dell’interesse sostanziale su cui incidono le decisioni della commissione e quelle giurisdizionali di conferma o annullamento delle prime nelle organizzazioni attive presso lo stabilimento che, sottoscrivendo l’accordo interconfederale, hanno previsto l’istituzione e il funzionamento della commissione medesima, secondo uno schema assimilabile a quello del comitato".

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Prima della sospensione delle votazioni gli avvocati della Failms avevano scritto una Pec alla Fincantieri in qualità di padrone di casa, a Sicindustria quale garante del rispetto del Testo unico del 2014, al capo del personale di Fincantieri e alla stessa commissione elettorale. "Nessuno però - aveva precisato Formica - si è degnato di risponderci". Ora il giudice, accogliendo integralmente il ricorso, ha confermato il decreto e ordinato la ripetizione delle operazioni di voto e la riammissione nella commissione elettorale dei componenti estromessi nominati dallo stesso sindacato, condannando altresì Fiom, Fim, Uilm e Ugl Metalmeccanici (che avevano scelto i loro rappresentanti in commissione) a pagare in solido tra loro le spese di lite e compensando le altre parti del giudizio.

"Per noi - commentano dalla Failms - la tutela dei diritti dei lavoratori sanciti dalla Costituzione non è soltanto un obbligo statutario ma un nostro preciso dovere. Abbiamo avuto ragione a non rinunciare ad adire tempestivamente al tribunale ordinario di Palermo per la tutela del diritto al voto nel sito cantieristico di Palermo dei lavoratori iscritti nelle nostre liste. Per la nostra sigla i diritti dei lavoratori, nessuno escluso, non sono negoziabili né trattabili. Riteniamo che questa decisione del tribunale sia una vittoria della giustizia, della democrazia e dei lavoratori stessi. Ringraziamo le istituzioni e i nostri avvocati per la perizia, l’impegno nel lavoro lavoro svolto".

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