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Cronaca

Valido il punteggio acquisito in scuole paritarie, accolto ricorso: docente tornerà a Palermo

Così ha deciso il giudice del lavoro per una professoressa di 41 anni assunta nel 2015 e trasferita prima a Vicenza e poi a Verona. Riconosciuto nella domanda di mobilità anche il punteggio aggiuntivo per la Sissis

Riconosciuti a una docente i punteggi per il servizio pre ruolo prestato negli istituti paritari e per la scuola interuniversitaria siciliana di specializzazione per l'insegnamento secondario. Così ha deciso il giudice del lavoro Dante Marino in relazione al ricorso presentato da una 41enne assunta di ruolo nel 2015 e trasferita prima a Vicenza e poi a Verona. Grazie alla sentenza emessa pochi giorni fa la professoressa, difesa dall’avvocato Francesco Carità, è stata assegnata all’ambito territoriale di Palermo e per il prossimo anno scolastico potrà tornare nella sua città. Le spese di lite fra la ricorrente e il Ministero sono state compensate anche in relazione alla domanda cautelare presentata e rigettata nel 2018.

Avvocato Francesco Carita?Richiamando la giurisprudenza sul tema - ricostruisce l’avvocato - il giudice ha dichiarato l’illegittimità del Contratto collettivo nazionale integrativo nella parte in cui esclude qualsiasi attribuzione di punteggio, in sede di mobilità, per il servizio d’insegnamento svolto negli istituti paritari. Il rischio, diversamente, potrebbe essere quello di arrivare a un’interpretazione della vigente normativa contraria ai principi di eguaglianza e d’imparzialità della pubblica amministrazione, “non essendovi ragione per discriminare, sia in sede di mobilità che ai fini della ricostruzione di carriera, tra servizi aventi per legge la medesima dignità e le medesime caratteristiche”.

L’avvocato Carità si dice soddisfatto del risultato ottenuto e commenta: “E’ illegittimo e irragionevole negare il riconoscimento del punteggio per chi, come la ricorrente, ha svolto il proprio servizio presso una struttura che, benché paritaria, viene equiparata per legge a quella pubblica. E’ chiaro infatti che in tal senso il contratto collettivo nazionale integrativo disciplini situazioni identiche in maniera dissimile comportando quindi un’evidente e chiara illegittimità sia formale che sostanziale dei principi costituzionali quali il principio d’uguaglianza che quello di buona andamento e, soprattutto, imparzialità della pubblica amministrazione”.

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