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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Famiglia di migranti accolta a Bisacquino, il sindaco: "Sogno un paese multietnico"

Nel piccolo centro in provincia di Palermo parte il progetto Sai che prevede 20 posti e un finanziamento di 300 mila euro. Per garantirne il funzionamento saranno assunte nove persone del territorio

Il Comune di Bisacquino si apre all'accoglienza. I primi a essere ospitati nel piccolo centro di circa 4.200 anime saranno Glwadis, il marito Emanuel e il loro bimbo di appena 14 mesi. L'Amministrazione, infatti, è stata ammessa per l'attivazione del progetto Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione dell'Anci e del ministero dell'Interno per la realizzazione di accoglienza integrata diffusa pagata dal Fondo nazionale appositamente creato per le politiche e i servizi dell’asilo.

Il finanziamento previsto per lo specifico progetto è pari a 300 mila euro ed è destinato all'accoglienza di nuclei familiari anche monoparentali: 20 persone in tutto, pari allo 0,47% dei 4.200 abitanti di Bisacquino che nel 2001 erano circa 5.200, segno della contrazione demografica di cui anche il piccolo comune siciliano risente.

"Adesso - dice il sindaco Tommaso Di Giorgio - grazie al Sai abbiamo la possibilità di accogliere ancora più persone rispetto al passato. Sono bambini, donne e uomini che sono stati costretti a scappare dalla loro terra natìa. Adesso potremo aiutarli e avviare insieme a loro un percorso di integrazione nel nostro comune e nel nostro tessuto sociale".

Il progetto Sai prevede innanzitutto la firma di un "patto di accoglienza" tra il sindaco e le persone che arrivano nel Comune ospitante: rispetto reciproco delle regole richieste dal progetto Sai, delle norme e dei regolamenti nazionali e comunali, individuazione del progetto migratorio di chi arriva, programmazione del percorso di vita e di integrazione nel territorio comunale.

In tutto, saranno nove le persone del territorio assunte per lavorare nel progetto di Bisacquino: due operatori all’accoglienza, un educatore, un operatore all’integrazione, un assistente sociale, uno psicologo, un operatore legale, un mediatore linguistico e una coordinatrice. Tranne gli ultimi due, si tratta di giovani residenti nel piccolo comune che potranno quindi evitare di emigrare altrove per lavorare.

"Ho sempre sognato di fare di Bisacquino un paese multiculturale perché ritengo - conclude Di Giorgio - che l’incontro tra culture diverse sia sempre unìoccasione di crescita per tutta la comunità. Bisacquino non è nuova all’accoglienza: già nel passato siamo riusciti ad accogliere e integrare alcune persone migranti, che si sono innamorate del nostro paese al punto tale da scegliere di restare a vivere con noi".

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