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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Cerda

"Abuso d'ufficio e truffa al Comune di Cerda", due imputati assolti dopo dieci anni

Il tribunale di Termini Imerese ha scagionato una professionista e un dipendente dell'amministrazione. Secondo la Procura, alla fine del 2011, la prima avrebbe incassato oltre 5 mila euro, liquidati dal secondo, senza aver svolto le attività concordate. Per i giudici "il fatto non sussiste"

Assolti - a dieci anni dai fatti - dalle accuse di truffa e abuso d'ufficio "perché il fatto non sussiste". Si è conclusa oggi, davanti al tribunale di Termini Imerese, una lunga vicenda giudiziaria che coinvolgeva un ingegnere e un dipendente del Comune di Cerda, Irene Gullo e Salvatore Minneci Spalla: secondo la Procura, la professionista si sarebbe fatta pagare per delle attività che non avrebbe svolto e a liquidare le somme (poco più di 5 mila euro) sarebbe stato l'altro imputato. Il collegio presieduto da Sandro Potestio li ha però scagionati, accogliendo le tesi degli avvocati Luciano Termini e Salvatore Sansone.

La vicenda risale alla fine del 2011 ed aveva inizialmente coinvolto anche l'ex sindaco di Cerda, Andrea Maria Pio Mendola, l'ex vicesindaco Giuseppe Antonino Liberti, nonché gli ex assessori Vincenzo Vara e Vincenzo Geraci, che sono stati però da tempo prosciolti, già durante l'udienza preliminare. A loro la Procura contestava l'assunzione dell'ingegnere che sarebbe avvenuta in violazione di una serie di norme legate alle spese per il personale degli enti locali.

Gullo, quando ottenne l'incarico, il 17 ottobre 2011, era anche responsabile dell'ufficio tecnico di Comune di Misilmeri. Avrebbe dovuto garantire almeno 18 ore di servizio settimanale. Minneci Spalla, sempre secondo la Procura, non avrebbe mai controllato l'effettiva presenza dell'ingegnere, ma le avrebbe poi liquidato 2.684,08 euro per il lavoro svolto a gennaio 2012 ed altrettanti per il mese successivo. Compensi che Gullo avrebbe percepito truffando anche il Comune di Misilmeri, al quale avrebbe giustificato le assenze sostenendo falsamente di essere in servizio a Cerda.

Accuse che non hanno trovato riscontro durante il dibattimento e così, dopo dieci anni, i due imputati sono stati assolti con formula piena.


 

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