Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Noce / Via Perpignano

Abusi sessuali su tre ragazzini, don Elice condannato anche in Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per l'ex parroco di via Perpignano confermando la pena a 6 anni e 4 mesi e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Riconosciuta somma alle parti civili, difese dell'avvocato Antonella Arcoleo

Roberto Elice e la chiesa di via Perpignano

Ha abusato per anni di tre ragazzini tra baci, palpeggiamenti e altre violenze sessuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e confermato la condanna a 6 anni e 4 mesi per don Roberto Elice, ex parroco della chiesa Maria Santissima Assunta di via Perpignano. Il religioso, dichiarato inoltre interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l’espiazione della pena, avrebbe adescato le sue vittime durante un pellegrinaggio a Medjugorje.

Tutto ha avuto inizio nei primi mesi del 2014, quando la mamma di due fratellini di 9 e 11 anni è venuta a sapere della difficile situazione che stava vivendo uno dei figli. Qualche mese dopo don Roberto, mettendosi in contatto con la Curia, aveva segnalato qualche problema personale, tanto da essere sostituito dal cardinale Paolo Romeo. Ma gli agenti della sezione Minori e reati sessuali della Squadra Mobile, nonostante non fosse arrivata alcuna segnalazione in Procura dagli ambienti religiosi, stavano già indagando grazie alla delicata denuncia del genitore.

Nel corso delle investigazioni è venuto fuori che anche un altro ragazzino aveva subito lo stesso trattamento e, per comprare il suo silenzio, gli sarebbe stato regalato un cellulare dall'ex parroco. Poi l’arresto, nel febbraio 2016, cui è seguito l’interrogatorio di garanzia durante il quale don Elice aveva ammesso le proprie responsabilità e raccontato di provare "un profondo disagio interiore". Quindi il processo con il rito abbreviato, per permettere al parroco - difeso dall’avocato Mario Zito - di ottenere lo sconto di un terzo della pena.

Da allora Elice è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso una struttura per sacerdoti con problemi, il Monte Tabor del Santuario della Madonna del Divino Amore di Roma. Con la sentenza della Cassazione il giudice ha condannato Roberto Elice al pagamento delle spese legali e riconosciuto una somma ai genitori dei due fratelli, che si sono costituiti parte civile con il supporto dell’avvocato Antonella Arcoleo, in attesa della richiesta e della quantificazione del risarcimento danni in sede civile: “Quella della mamma - dichiara a PalermoToday il legale - è stata una scelta coraggiosa, di grande forza, con l’unico obiettivo di giungere alla verità”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Abusi sessuali su tre ragazzini, don Elice condannato anche in Cassazione

PalermoToday è in caricamento