Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Romagnolo

I bimbi raccontano gli abusi: "Il mister mi toccava nella piscina e io credevo fosse un gioco..."

Le testimonianze di due fratelli che sarebbero stati violentati dal finanziere Gianfranco Cascone, che allenava anche la loro squadra di calcio in un impianto di Acqua dei Corsari. "Cercando su internet ho capito che è così che fanno i maniaci, ora voglio che vada in prigione e perda il lavoro: sono sicuro che l'ha fatto anche con altri bambini"

Su una panchina o all'interno di una piscina gonfiabile, in silenzio o parlando "degli animali della savana", mentre altri bambini giocavano a calcio. E' così che il brigadiere della guardia di finanza, Gianfranco Cascone, 54 anni, originario di Taranto, avrebbe abusato di due fratelli di 10 anni e di un bimbo di 9 in un campus di Acqua dei Corsari. "Mister" lo chiamavano i ragazzini che inizialmente avrebbero pensato a un gioco, finché uno di loro, alla fine di luglio, non ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai suoi genitori che hanno poi sporto denuncia e lo hanno fatto arrestare in flagranza - cioè mentre stava abusando di un altro bimbo - lo scorso 12 agosto.

"Voglio che vada in prigione e perda il lavoro"

I bambini hanno raccontato alla squadra mobile, coordinata dal sostituto procuratore Giorgia Righi, che quando avrebbero cercato di sfuggire alle attenzioni morbose dell'indagato (difeso dall'avvocato Giuseppe Gerbino), lui li avrebbe riacciuffati e costretti a subire altri palpeggiamenti. Non solo: le presunte vittime sono convinte che Cascone avrebbe fatto le stesse cose anche con altri loro compagni: "Voglio che vada in prigione, che perda il lavoro, che si mettano le telecamere per vedere se fa queste cose anche con gli altri bambini e sono sicuro che lo fa, così avreste le prove", ha detto uno dei piccoli agli inquirenti.

La difesa: "Li ho toccati, ma non mi sono fatto toccare"

Nell'ordinanza emessa dal gip Nicola Aiello lo scorso 14 agosto, con la quale il finanziere è finito in carcere, c'è il racconto dei piccoli. Nei prossimi giorni saranno sentiti durante un incidente probatorio. Cascone, durante l'interrogatorio di garanzia, ha invece negato di essersi fatto toccare, ma ha ammesso di aver palpeggiato i bambini riconducendo "l'origine dei suoi comportamenti delittuosi alla particolare condizione di frustrazione emotiva conseguente alla sua separazione coniugale", riporta il giudice.

La denuncia di una madre e le molestie riprese dalle telecamere

L'indagine è partita il 29 luglio, quando la madre dei due fratelli ha denunciato che il brigadiere avrebbe abusato dei suoi figli nel circolo ricreativo. Sono stati quindi sentiti i ragazzini, che hanno confermato le accuse. Il 12 agosto, proprio grazie alle telecamere invocate da una delle presunte vittime, i poliziotti sono intervenuti perché hanno captato in diretta le molestie: Cascone avrebbe toccato un altro ragazzino, avrebbe fatto sedere sulle sue gambe, anche in piscina, altri piccoli e si sarebbe toccato davanti a loro.

"Vi racconto cosa mi ha fatto, ora ho paura a dormire da solo"

"Ora dormo con la mamma - spiega il piccolo che per primo ha riferito degli abusi - perché non riesco a dormire da solo da quando mi è accaduta quella cosa" e "io per ora ho paura a dormire da solo perché mi spavento se viene lui". Poi afferma: "Sono qui per raccontarvi le cose che mi ha fatto il mister. Vado al campus tutti i giorni dalle 9 alle 12, viene anche mio fratello. Una volta siamo andati dalle 3 del pomeriggio a mezzanotte e mio padre una volta si è chiesto perché il mister ci tiene così impegnati".

"Se vince l'Italia ti devi abbassare le mutande"

Il piccolo aggiunge: "Quando siamo andati via a mezzanotte c'era la finale dell'Italia. Un ragazzo più grande ha detto al mister che se avesse vinto l'Italia lui si sarebbe abbassato le mutande. Il mister gli ha detto che doveva farlo per davvero. Poi però ce lo siamo scordati. Ma il mister poi ha detto al ragazzo che le mutande non se l'era più abbassate, che non aveva le palle per farlo e allora lui l'ha fatto".

"Mi ha chiesto di fare il bagno da solo con lui in piscina"

Il ragazzino racconta poi cosa sarebbe accaduto nella piscina gonfiabile: "La piscina non è tanto grande, ci entrano due o tre persone, ma il mister ci fa entrare in sei. Fa il bagno con noi. Entriamo solo con il costume. Io sono andato al campus di mattina, con mio fratello. Il mister quella mattina mi ha chiesto se volevo entrare con lui in piscina da solo. Io gli ho detto di sì. Mi ha chiesto subito di sedermi su di lui, io mi sono seduto, cosa dovevo fare? Era capitato altre volte con un altro bambino, che a volte non si vuole sedere sul mister e si mette a urlare dicendo che il mister gli ha toccato il sedere. Questo è successo lo stesso giorno che è successo a me, dopo di me". 

"Mi ha toccato, mi ha fatto male e mi ha fatto schifo"

A quel punto l'indagato avrebbe iniziato a toccare il bambino, abbassandogli anche il costume: "Mi sono fatto male e mi ha fatto schifo. Mentre mi faceva questa cosa parlavamo degli animali della savana, io volevo allontanarmi da lui, ma lui mi prendeva per la gamba e per i piedi e mi trascinava verso di lui, era impossibile allontanarmi da lui. Poi mi ha messo la mano sul suo pene, me l'ha afferrata e la muoveva su e giù. Faceva finta di niente, poi mi ha preso l'altra mano e voleva che lo toccassi, ma io gli ho dato un calcio nella gamba piano e con una scusa gli ho detto: 'Mister devo andare'".

"Mi sono coperto come mi ha detto mio fratello, lo ha fatto anche con lui"

Cascone avrebbe però richiamato il ragazzino, insistendo perché entrasse nuovamente nella piscina: "Mi ha preso per la gamba e mi ha fatto sedere su di lui, mi ha preso l'altra mano e l'ha messa sul mio pene, mi sono coperto con l'altra mano perché non mi toccasse. Lui cercava di togliermela, ma io ho detto: 'Mister sento troppo freddo" e mi sono allontanato. E' stato mio fratello a dirmi di coprirmi per non farmi toccare da lui... Me l'ha detto qualche giorno prima e io gli ho chiesto se anche a lui il mister lo toccava e lui mi ha detto di sì, ma che lui gli toglieva la mano. Anche a lui il mister l'ha fatto tante volte", afferma il bambino.

"Pensavo fosse un gioco e poi ho capito che era un maniaco"

La sera avrebbe voluto raccontare tutto ai suoi genitori, ma "ho pensato che il mister avesse messo delle telecamere nel mio telefonino e che avrebbe sentito tutto... Io inizialmente ho pensato che quello che mi aveva fatto il mister fosse un gioco, poi ho controllato su internet cosa fanno i maniaci ai bambini e mi è spuntato che i maniaci fanno finta di giocare con i bambini come ha fatto il mister con me".

"Mi faceva sedere sulle sue gambe mentre ero in panchina"

Il ragazzino riferisce poi un altro episodio: "L'altro giorno al campus durante un gioco sono stato eliminato e sono andato a sedermi un po' fuori dal campo. Il mister si è seduto su una panchina e mi ha detto di sedermi sulle sue gambe e ha iniziato a toccarmi i genitali e l'ha fatto fino alla fine della partita. Abbiamo iniziato un altro gioco e anche se non avevo voglia l'ho fatto perché altrimenti lui avrebbe continuato a toccarmi". È dopo questo episodio che il ragazzino ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla sua famiglia.

"Ho raccontato tutto ai miei genitori, erano sconvolti"

"Quella sera - spiega agli inquirenti il piccolo - all'improvviso ho detto ai miei genitori questa cosa, ho detto che il mister mi apriva le mutande, mi toccava e si faceva toccare. Mio fratello ha confermato che lo faceva anche a lui. Ha detto che il mister l'aveva toccato per due giorni di seguito, ma il terzo, lui si era coperto con la mano e il mister non aveva potuto toccarlo. Papà si è arrabbiato con mio fratello perché se io non avessi parlato sarebbe potuto accadere di peggio. Quando i miei genitori hanno saputo questa cosa sono rimasti sconvolti, mio padre voleva andare a dargli un pugno. Gli ho detto che doveva ragionare con il cervello non con le mani e che dovevano andare a fare la denuncia".

"E' vero, il mister ci ha provato anche con me"

Il fratello del bambino ha confermato il suo racconto: "Il mister toccava mio fratello, l'ho visto con i miei occhi quando stava in panchina, lo toccava nella parte bassa. Anche con me ci ha provato. Quando ha iniziato a farmelo è successo su una panchina vicino ad una porta del campo. Mi ha detto di sedermi su di lui, mi ha preso e mi ha messo sopra di lui e ha iniziato a toccarmi. Smetteva quando cercavo di alzarmi. Non dicevamo niente".

"Ci prendeva, ci faceva il solletico e noi dicevamo che ci stuprava"

Il ragazzino riferisce poi che "ogni tanto il mister ci acchiappava, ci prendeva, ci faceva il solletico, ci abbracciava e noi dicevamo che lui ci stuprava. La prima volta che mi ha toccato non credevo che lo facesse apposta e non l'ho detto a nessuno. La seconda volta, ha smesso perché ci siamo alzati. E' successo anche un'altra volta, ma gli ho tolto la mano, dopo non mi ha toccato più. Inizialmente il mister faceva queste cose ad altri miei compagni, pochi, come se fosse un gioco".

"Ho chiesto a mia madre se il mister fosse gay"

E poi aggiunge: "Quando il mister mi ha toccato la prima volta ho chiesto a mia madre: 'Ma il mister è gay?', lei mi ha risposto: 'Perché me lo chiedi?', allora la mamma mi ha detto di stare attento perché ci possono essere dei maniaci e mi ha raccontato che suo fratello è stato violentato da un uomo grande quando aveva 8 anni". Conclude così: "Quando i miei genitori hanno saputo queste cose erano arrabbiati, non hanno fatto altro, non gli hanno detto niente al mister. I miei genitori avevano sospettato perché sembrava strano che il mister s'impegnasse tanto tempo con noi, mai però avevano pensato una cosa del genere".

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