rotate-mobile
Sabato, 15 Giugno 2024
La manifestazione / Palazzo Reale-Monte di pietà / Piazza Casa Professa

Scuola da abbattere e ricostruire a Ballarò, gli studenti: "E' un riferimento, si trovino alternative"

Gli allievi del plesso Cascino del Regina Margherita hanno protestato e sono stati ricevuti dal capo di gabinetto della Città metropolitana. L'ex Provincia: "Più conveniente demolire e rifare l'edificio per rendere la struttura sicura e antisismica. Siamo già al lavoro per le soluzioni"

La loro scuola dovrà essere abbattuta e ricostruita per l'adeguamento alle norme di sicurezza e antisismiche. E per questi lavori la Città metropolitana ha già pubblicato un bando, dell'importo complessivo di 8,5 milioni di euro, finanziato con fondi del Pnrr, che scadrà il prossimo 2 marzo. Ma gli studenti del plesso Cascino, dell'istituto magistrale Regina Margherita, hanno protestato oggi tra le strade del centro storico per diversi motivi. Innanzitutto, non capiscono il motivo di un intervento così radicale quando, secondo loro, basterebbero delle opere meno impattanti. E per sostenere ciò citano anche parte di una perizia sull'edificio. In più sono preoccupati perché non sanno dove saranno trasferiti e che ne sarà delle attività che vengono svolte nell'immobile di piazza Casa Professa, a Ballarò, anche nel pomeriggio per contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile nel quartiere. La Città metropolitana, tuttavia, fa sapere che è più conveniente demolire e rifare da capo l'edificio piuttosto che limitarsi ad alcune opere.

"Ho letto i documenti allegati al bando - dice Mattia Mattina, rappresentante degli studenti - e nella relazione di sintesi delle verifiche sismiche effettuata nel 2021 si legge che il plesso avrebbe bisogno di interventi su cornicioni e solai. Perché non programmare solo questi lavori invecce di demolire e ricostruire la scuola? Il plesso è un riferimento non solo didattico nel quartiere. Ci sono 400 studenti, ma anche associazioni del terzo settore e un'auletta autogestita aperta anche agli alunni di altre scuole per studiare e confrontarsi".

Alla manifestazione ha partecipato anche la consigliera comunale Mariangela Di Gangi (Progetto Palermo): "Ritengo che la loro volontà di essere coinvolti in riferimento al possibile abbattimento del plesso Cascino sia sacrosanta, che vada rispettata e che sia una vera e propria opportunità per le istituzioni sapere di poter contare su una comunità scolastica che vuole dialogare e prendersi cura della loro realtà, non trascurando il fondamentale aspetto della presenza nel quartiere e del rapporto col territorio. Tutte rivendicazioni che accompagnerò, dove possibile, mettendo a loro disposizione il mio ruolo istituzionale".

Dopo la protesta di oggi, gli studenti del Regina Margherita sono stati ricevuti dal capo di gabinetto della Città metropolitana, Maurizio Lo Galbo. Per lunedì prossimo è stato fissato un incontro nel plesso di piazza Casa Professa con gli ingegneri del progetto.

Parteciperà anche Silvana La Gattuta, responsabile del procedimento che prevede l'abbattimento e il rifacimento dell'immobile. "Si tratta di un edificio con un rischio sismico elevato - spiega La Gattuta - e da un esame costi-benefici è emerso che è più conveniente demolire e ricostruire. Occorre rifare tutti gli impianti ormai vecchi e alla fine si avrà a disposizione una scuola moderna sotto ogni punto di vista". Per quanto riguarda le attività portate avanti nel plesso, La Gattuta aggiunge: "Abbiamo già preso contatti con l'istituto Parlatore che concederà tre aule per l'accoglienza e l'ascolto. In più la direzione Patrimonio si sta occupando delle ricerche degli spazi per le lezioni, mentre la direzione Edilizia scolastica si adopera costantemente non solo per il plesso Cascino, ma per risolvere i problemi di oltre 130 edifici fra quelli in affitto e quelli di proprietà"

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola da abbattere e ricostruire a Ballarò, gli studenti: "E' un riferimento, si trovino alternative"

PalermoToday è in caricamento