Giro di mazzette alla Regione, revocati i domiciliari all'ex sindaco di San Cipirello

Il tribunale dispone soltanto l'obbligo di dimora per Vincenzo Geluso. Era stato arrestato per falso in atto pubblico all'inizio del mese, in relazione ad una richiesta di finanziamento per la realizzazione di un parcheggio in un area confiscata alla mafia.

Vincenzo Geluso

Lascia i domiciliari e viene sottoposto solo all'obbligo di dimora a San Cipirello l'ex sindaco del paese, Vincenzo Geluso, che era stato arrestato assieme ad altre 15 persone all'inizio del mese, nell'ambito di un'inchiesta della guardia di finanza su un presunto giro di tangenti all'assessorato regionale all'Agricoltura. A decidere di attenuare la misura di custodia cautelare è stato il tribunale del riesame, che ha accolto le tesi degli avvocati Salvino Caputo, Romina Lupo, Francesca Fucaloro e Giada Caputo. 

Geluso è accusato di falso in atto pubblico in relazione ad una richiesta di finanziamento del 2017 per la realizzazione di un parcheggio in un bene confiscato alla mafia. Ad incastrare l'ex primo cittadino, secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis, che coordina l'indagine, vi sarebbero anche una serie di intercettazioni. Già durante l'interrogatorio di garanzia, però, Geluso aveva respinto le accuse e successivamente i suoi avvocati hanno fatto delle indagini difensive, acquisendo anche la documentazione legata al progetto al Comune di San Cipirello. Ora il Riesame ha deciso di revocare gli arresti domiciliari all'indagato: le motivazioni del provvedimento si conosceranno tra 45 giorni.

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Nell'inchiesta sono coinvolti dirigenti pubblici, professionisti ed imprenditori ed erano state anche sequestrate numerose aziende. Per gli investigatori una "cricca" si sarebbe spartita oltre 12 milioni di contributi e sarebbe stata pronta a mettere le mani su altri 3 milioni e mezzo, tutte somme legate al piano di Sviluppo rurale dell'assessorato.

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