Mercoledì le donne scendono in piazza, disagi in vista: "Blocchiamo tutto"

Per 24 ore si asterranno (realmente o simbolicamente) dal lavoro e anche dalla "cura", cioè dal lavoro in casa e per i figli: la protesta è pronta a coinvolgere anche Palermo. L'appuntamento è alle 10.30 in piazza Indipendenza. Da lì il corteo si muoverà fino alla Prefettura

Marzo difficile sul fronte degli scioperi, dalla scuola alle concessionarie stradali fino alle Poste, sarà un mese di proteste. Ma l'appuntamento più importante è quello dell'8 marzo: mercoledì, giorno della Festa della donna, è stato programmato uno sciopero generale del settore pubblico e privato con molti disagi in vista per chi deve viaggiare e vuole spostarsi. Lo stop è stato proclamato dai sindacati Flc-Cgil, Usi-Ait, Adl-Cobas, Slai Cobas, Cobas-Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usb, Sgb, e avrà una durata di 24 ore. I sindacati hanno risposto alla mobilitazione rilanciata in Italia dal movimento 'Non una di meno' per dire no alla violenza di genere.

Le donne, per 24 ore, si asterranno (realmente o simbolicamente) dal lavoro e anche dalla "cura", cioè dal lavoro in casa e per i figli. La protesta è pronta a coinvolgere anche Palermo. L'appuntamento è alle 10.30 in piazza Indipendenza. Da lì il corteo si muoverà fino alla Prefettura.

"Noi donne lavoratrici, precarie, disoccupate, braccianti, migranti - si legge in una nota della Slai Cobas - sappiamo ogni giorno che significa non avere diritto ad un lavoro e un salario decente, subire ogni giorno discriminazioni, essere licenziate se non sei disposta a tutto, se fai figli; noi lottiamo nelle cooperative contro contratti vergognosi che ci offendono; contro le violenze e molestie che spesso dobbiamo subire dai capi nei luoghi di lavoro; esauriamo la nostra vita nelle fabbriche dove ci riducono sempre più a macchina per il profitto dei grandi padroni, che tagliano le nostre pause, che ci negano anche di andare in bagno, e ogni giorno tolgono un pezzo della nostra salute, della nostra vita; lottiamo nel commercio, nei pubblici esercizi, contro il lavoro nero, i ricatti continui; lottiamo come disoccupate contro l'umiliazione di elemosinare un lavoro; subiamo la schiavitù e le violenze sessuali di caporali e padroni nelle campagne, dove moriamo di fatica; lottiamo nella scuola, nei call center contro la precarietà che ci stronca la vita, eccetera".

"Tutto questo è violenza, doppia violenza - continua la nota -. Non basta dire, come diranno tanti l'8 marzo, che “siamo contro la violenza”, se poi si accetta che le donne siano sempre pagate meno e siano discriminate sui posti di lavoro, siano le prime ad essere licenziate, e non avere altro futuro. Noi vogliamo e dobbiamo mettere in discussione, rovesciare l’intero sistema capitalista. Per questo noi operaie, lavoratrici, precarie abbiamo mille ragioni per fare lo “Sciopero delle donne”! E in questo 8 marzo con lo sciopero vero ci uniamo a tutte le donne in lotta nel nostro paese e nel mondo". 

Questo l'"ordine" rivolto alle lavoratrici: "Mercoledì facciamo tutte lo sciopero delle donne! Blocchiamo tutto. Portiamo la nostra piattaforma costruita con la nostra fatica, le nostre denunce, la nostre proteste. E l'8 marzo diciamo a padroni, governo, Stato, uomini che odiano le donne: non vogliamo sentire le vostre frasi ipocrite, promesse false, parliamo e lottiamo noi! E continueremo a farlo, perchè non accetteremo come inevitabile la nostra condizione, e perchè abbiamo tutta la vita da cambiare".

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Molti i settori in cui potrebbero registrarsi disagi: per la Flc-Cgil incrocera' le braccia il comparto scuola, università, enti pubblici di ricerca e alta formazione artistica e musicale, si fermano anche i dipendenti di tutte le aziende pubbliche e private del servizio sanitario nazionale aderenti a Cub-Sanita'. L'agitazione coinvolgerà naturalmente anche i trasporti: bus, tram, metropolitane, ferrovie e aerei. Per quanto riguarda i treni, Trenitalia ha comunicato che lo sciopero inizierà a mezzanotte di martedi' 7 marzo e si concludera' alle 21 dell'8 marzo.

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