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Domenica, 14 Luglio 2024
Dove mangiare

Storia di Barconi, la gelateria di Palermo gestita da ragazzi migranti

Nel capoluogo siciliano c’è un progetto di ristorazione inclusiva che coinvolge ragazze e ragazzi migranti. E passa anche dal gelato

Un bar che vende coni e coppette, ma anche un rimando al mezzo più insidioso con cui spesso si identificano le persone migranti: i barconi. Da questo presupposto nasce Barconi, gelateria di Palermo gestita da ragazzi migranti e da un team di professionisti della ristorazione. Fa parte dell’universo di attività creato a Palermo sulla ristorazione come forma di inclusione sociale, che comprende anche il ristorante Moltivolti, il cocktail bar Altrove e il Bed & Breakfast Sopra.

I gestori di Barconim a Palermo

A gestire la gelateria ci sono Alagie Malick, Assie Cachou Leslie, detta Leslie, e Christine Essoh che portano qui le loro diverse origini ma, soprattutto, la loro voglia di misurarsi con un nuovo lavoro. Barconi ha aperto nel 2022 con il gelato del maestro gelaterie palermitano Antonio Cappadonia, che fornisce la preziosa materia prima che finisce nella carapine, poi maneggiata, curata e servita dai gestori, nonché la consulenza tecnica. “Barconi per noi è un progetto pilota” ci aveva spiegato lo chef di Moltivolti Antonio Campo “il nostro obiettivo è che si possa replicare”.

Coppetta, gelato e brioche da gelateria Barconi

E così con il sostegno della Fred Foundation con sede in Olanda e dalla Fondazione Svizzera Haiku Lugano, Barconi è arrivato a Palermo (è aperto praticamente tutto l’anno, con una piccola chiusura stagionale) offrendo coni e dolci. Quest’ultimi provengono dalla cucina di Moltivolti, dalla collaborazione tra lo chef Antonio Campo e la pasticciera Mara Gorgone. Dolci freschi, che cambiano spesso, e che si uniscono a coni, coppette, panna e golose brioche con il gelato.

Preparare un cono da gelateria Barconi

Bar Gelateria Barconi: la testimonianza diretta

"Per me la parola Barconi è associata a ricordi molto brutti, al mio viaggio nel Mediterraneo” ha raccontato Alagie Malick, tra i gestori della gelateria “eppure questa parola oggi significa speranza. Avevo 16 anni quando mi sono messo in viaggio e ci sono voluti cinque mesi per raggiungere Pozzallo, è stata molto dura. Ma oggi sono responsabile di una gelateria in Piazza Mediterraneo e anche questa è una cosa che mi fa sperare."

La coppetta di Gelateria Barconi

E poi prosegue “Ho imparato a servire il gelato, a gestire la cassa, e tanto altro ma la cosa che mi ha sempre colpito è la fiducia che ci è stata data fin dall'inizio. I migranti spesso sono visti soltanto come persone da aiutare, non come persone che possono fare qualcosa e che hanno un valore”. La speranza? Quella di aprire un giorno Barconi in tutto il mondo, anche in Ghana, Mali o Costa d’Avorio, i paesi di provenienza dei ragazzi e delle ragazze coinvolti nei progetti di ristorazione inclusiva. 

Barconi
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