Ristrutturare casa conviene, quando il bonus mobili premia i prestiti per l'arredamento

Sarà stato l’effetto dell’estensione a tutto il 2019 (ora prolungato anche al 2020) del “Bonus Mobili”, per acquistare gli arredi con uno sconto fiscale del 50%, sta di fatto che la richiesta di prestiti per arredamento ha fatto un bel balzo in avanti quest’anno

Sarà stato l’effetto dell’estensione a tutto il 2019 (ora prolungato anche al 2020) del “Bonus Mobili”, ovvero della possibilità di acquistare gli arredi con uno sconto fiscale del 50% a fronte di interventi di ristrutturazione iniziati nel 2018. Sta di fatto che la richiesta di prestiti per arredamento ha fatto un bel balzo in avanti quest’anno, arrivando a rappresentare il 16% del totale (un anno fa era il 13,4%). È la terza finalità più richiesta dopo “ristrutturazione casa”, in calo al 20% dal 23,9% del 2018, e “auto usata”, salita al 19,6% dal precedente 19 per cento.

È quanto emerge dal consueto Osservatorio Prestiti realizzato da PrestitiOnline.it e aggiornato allo scorso 31 ottobre. Rimangono invece stabili al 15,4% le richieste di prestiti per liquidità, mentre guadagnano terreno i finanziamenti per le auto nuove o a km 0 (7,6%) e quelli con finalità di consolidamento (7,5%). Un trend che trova conferma anche nella fotografica dell’erogato: meno ristrutturazione, più auto (nuova e usata) e arredamento.

Importi più bassi e per meno tempo

Continua l’assestamento dell’importo medio, che a fine ottobre si è attestato a 10.654 euro, contro gli 11.253 euro del primo semestre 2019 e il picco di 12.099 euro di fine 2018. In particolare, guardando lo spaccato delle richieste di prestiti per classi di importo, il 67,8% è rappresentato da finanziamenti che non superano i 10mila euro. Un dato in crescita sia rispetto ai primi sei mesi dell’anno (64,4%) sia rispetto alla fine del 2018 (59,7%).

E se da un lato l’importo medio diminuisce, dall’altro cresce la tendenza a ridurre la durata del finanziamento, con la fascia compresa tra i 18 e 36 mesi che ha raggiunto una quota di mercato del 36,2 per cento. Fascia principale rimane quella tra i 48 e i 72 mesi, anche se in leggera contrazione rispetto al primo semestre dell’anno: 43,8% contro il precedente 46,8 per cento.

Giù l’erogato al Centro e Mezzogiorno

Cala l’erogato dei prestiti verso il Centro e il “Sud e Isole”. Nel primo semestre del 2018 rappresentava circa il 60% del mercato complessivo, oggi è al 55,3 per cento. A fare da contraltare la crescita al Nord, che passa nello stesso arco temporale dal 40% circa all’attuale 44,7 per cento. Il 54,5% dell’erogato rimane concentrato nella fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni (era il 55,2% nei primi sei mesi dello scorso anno) e sui dipendenti con contratto a tempo indeterminato (86,4% del totale erogato).

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Tassi sempre ai minimi

Rimangono su livelli storicamente bassi i tassi di interesse, con il credito finalizzato che mostra un costo medio di mercato dell’8,97%, a fronte del 9,98% dei prestiti personali: il tasso migliore delle offerte online, invece, si attesta al 6% circa.

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