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Martedì, 7 Dicembre 2021

Molti aspetti di Palermo non sono comprensibili per chi non è palermitano. Ma spesso anche agli occhi dei palermitani la città ha dei lati oscuri ed inspiegabili. Eppure secondo Igor Gelarda, laureato in Lettere Moderne con un Dottorato di Ricerca in Storia della Sicilia e del Mediterraneo antico, c'è una chiave di lettura per (quasi) tutto: la millenaria storia della città, con le sue grandezze, le sue miserie e le sue numerose contraddizioni. Attraverso una lettura storica facile, veloce ma non per questo poco accurata, cercheremo di comprendere le tradizioni, le follie, i modi di dire e quelli di fare della città che fu un tempo Capitale del regno

Una finestra sulla Palermo che fu

Franco Franchi e la Palermo che rideva per non piangere…

Il 18 settembre ricorre l'88esimo anniversario della sua nascita. Nato al Capo ma cresciuto alla Vucciria, il comico iniziò facendo ridere la gente una città poverissima e distrutta dai bombardamenti. La sua comicità era semplice, pulita, senza mai ricorrere alla volgarità pur di strappare un sorriso

Come si fa a non amare due personaggi come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, al secolo Francesco Benenato e Francesco Ingrassia. Forse oggi poco noti ai più giovani, hanno avuto una presenza ed un peso specifico ragguardevole nella scena comica italiana dagli anni Sessanta agli Ottanta. Di Franco Franchi ricorre adesso l’88° anniversario della nascita. Nella mia infanzia, e anche negli anni a seguire, la presenza del comico palermitano fu una costante. Piaceva a mio padre, che me li fece conoscere, e anche io me ne innamorai. La comicità di Franco Franchi era semplice, pulita, senza mai ricorrere alla volgarità pur di strappare un sorriso. Ma soprattutto la sua espressività e la sua mimica erano incredibili, faceva smorfie e mosse come nessuno al mondo.

La famiglia di Franco Franchi era molto numerosa, anche se le fonti che ho consultato discordano sul numero complessivo dei fratelli, che variano, comunque, da un numero di 13 a 18! Il padre morì abbastanza presto, lasciando la madre con questo squadrone di figli da crescere e tantissime difficoltà da affrontare. Nativo della zona del Capo (vicolo delle Api) la famiglia si spostò presto alla Vucciria, in via Terra delle Mosche (non sappiamo se questa strada ebbe tale nome perché particolarmente affollata, per via di alcuni studi notarili nel ‘500 o perché particolarmente fetida e quindi piena di questi insetti fastidiosi ). La Palermo della Guerra e del dopoguerra - nel 1945 Franco aveva appena 17 anni - era poverissima, distrutta dai bombardamenti “amici” degli Alleati, devastata anche psicologicamente dagli anni del conflitto ed in cui la mafia ricominciava, piuttosto rapidamente, a riprendere piede. E allora come oggi, una città con difficoltà enormi, per chi cercava di sopravvivere. Soprattutto per chi proveniva da una famiglia povera e numerosa.

L’attore palermitano, che non riuscì neanche a finire le scuole elementari, fece di tutto per campare ed aiutare la famiglia: dal facchino alla stazione centrale, al muratore, al garzone. In giovinezza, in questo contesto di assoluta povertà, ebbe anche dei piccoli problemi con la giustizia. Ma la sua passione era recitare e quella lo avrebbe salvato: per strada, senza nessun maestro, senza nessuna scuola che non fosse quella di una Palermo cruda, difficile e talvolta cinica. Poi, finalmente, i primi passi su un palco vero, e dopo l’incontro con Ciccio Ingrassia, che era più avanti di lui, dato che ai tempi faceva già il capocomico di una piccola compagnia. E poi la frequentazione del bar degli Artisti, dentro il Capo poco lontano dalla Chiesa di Sant’Agostino, nella speranza di qualche ingaggio.

Ma la vera svolta nella vita dei due artisti arriva negli anni Sessanta. Comincia un successo strepitoso che li fa diventare due macchine da guerra cinematografiche. Nella sua lunga carriera Franco Franchi conterà al suo attivo circa 140 film, con il record toccato nel 1964 in cui l’attore girò qualcosa come quindici pellicole, con un ritmo chiaramente folle. E poi apparizioni televisive e mini serie televisive. Grande attore, super sfruttato per fare soldi – un film della premiata coppia aveva costi medi che si aggiravano tra i 100 ed i 150 milioni, ma arrivava a fare incassi che andavano oltre il miliardo - non sempre si esibì in pellicole di qualità. E la critica, con grande dispiacere del geniale attore palermitano, quasi sempre stroncava i suoi film. Ma le capacità istrioniche di quest’uomo furono straordinarie e riconosciute, per quanto a volte in ritardo, anche da grandi registi ed attori stranieri.

Poi l’esperienza con Pasolini, e con Comencini per gli indimenticabili "Il Gatto e La volpe di Pinocchio", e qualche film d’autore. A metà degli anni '70 il ritmo dei film rallenta, anche perché  sorgono dei dissidi, in realtà intermittenti, tra i due. Ma aumentano le apparizioni televisive, che continuano anche negli anni 80 (Buonasera con…Franco Franchi; Drim; Patatrac, Bene Bravi Bis e Avanspettacolo). Poco conosciuto, ma non da disprezzare, il Franco Franchi cantante: prese parte ad un festival della Canzone napoletana e incise dei dischi con le sue canzoni romantiche e melodiche. Dopo avere conosciuto la fame e poi la notorietà improvvisa (questo improvviso cambio di vita viene in qualche modo ricordato nella canzone cantata dalla coppia “E mi pareva strano” sigla della trasmissione Drim del 1981), Franco non dimenticò mai amici e parenti e la sua generosità lo portò sempre ad essere disponibile verso tutti.

Nel 1989 arrivò per lui un brutto colpo. Durante le indagini che sarebbero poi sfociate nel Maxi processo ter, a seguito di alcune rivelazioni del pentito catanese Antonino Calderone, gli fu notificato un avviso di garanzia perché sospettato di associazione mafiosa (per le stesse ragioni fu accusato il cantante Mario Merola, anche lui successivamente prosciolto). Le indagini, in seguito, portarono a riconoscere la sua estraneità ad attività criminali. Lo stesso attore,  in una intervista ad Epoca del 1989, ammise di avere conosciuto molti mafiosi della città, specialmente negli anni ’70: da Tano Badalamenti (fu invitato al matrimonio della figlia) a Stefano Bontade a Michele Greco. Ma la spiegazione, secondo Franco Franchi era quasi logica: in quanto lui personaggio famoso e apprezzato in città veniva invitato un po’ ovunque, anche dai mafiosi e dalle loro famiglie, per matrimoni, feste di compleanno e battesimi. Per quanto, il comico palermitano in questa intervista ammise, con una punta di amarezza, di avere commesso un errore e che effettivamente c’erano stati troppi boss mafiosi nella sua vita!

igor gelarda candidato sindaco-2A settembre del 1992, apparve sulla scena per l’ultima volta. Stavano girando il programma "Avanspettacolo" su Raitre, una trasmissione in 8 puntate andata in onda tra il luglio e il settembre del 1992, quando il comico fu colto da una emorragia gastrica e ricoverato d’urgenza. Assentatosi per molte puntate volle essere presente a alla puntata di chiusura, con la sua giacca fucsia, Franco Franchi fece anche l’ultimo saluto al suo pubblico. Ci apparve, quella sera su Raitre dimagritissimo e con evidenti difficoltà nel parlare: disse che era andato lì per portare la sua testimonianza a tutti quelli che li avevano sempre amati. Fu un piccolo testamento artistico. La morte lo colse a Roma, poco dopo, il 9 dicembre del 1992, a causa di una cirrosi epatica. I funerali si svolsero a  Palermo, come aveva espressamente richiesto lui, davanti a decine di migliaia di palermitani. La sua bara fu portata in giro, per l’ultima volta, tra le piazze e le strade della Vucciria, dove il comico era cresciuto, per poi giungere, per i fuerali, alla Chiesa di Casa Professa. Vicino uno di quei mercati, Ballarò appunto, dove Franco Franchi aveva cominciato a lavorare da attore, come ammise lui stesso, per smettere di dare del tu alla fame!

Igor Gelarda, storico palermitano

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