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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Perché a Palermo c'è una strada intitolata a Niceforo? Teorizzatore del razzismo contro i meridionali

Oltre a essere presidente della società italiana di antropologia e di criminologia, si distinse anche in organismi come la Società delle Nazioni, la mamma delle Nazioni Unite. Ma in alcune sue pubblicazioni, tra fine Ottocento e primi del Novecento, formulò una serie di orrende teorie razziste contro i meridionali

Palermo è l’unica città in Sicilia, e probabilmente al mondo, ad avere intitolato una strada ad Alfredo Niceforo, un criminologo e accademico di origini catanesi nato nel 1876. Un uomo importante per i tempi, uno scienziato prestigioso che insegnò in autorevoli università come quella di Roma, Napoli e Palermo ma anche Losanna e Bruxelles. Fu presidente della società italiana di antropologia, della società italiana di criminologia, della società italiana di economia, demografia e statistica. Si distinse inoltre in organismi come la società delle Nazioni, la mamma delle Nazioni Unite, per la quale fu membro del Comitato statistico per lo studio dei tumori maligni. Nel 1948 divenne socio dell’Accademia nazionale dei Lincei. Insomma un curriculum di tutto rispetto e ineccepibile… o quasi. Se non fosse che in alcune sue pubblicazioni, tra fine Ottocento e primi del Novecento, formulò una serie di orrende teorie razziste contro i meridionali. 

Nel 1901, in "Italiani del Nord e italiani del Sud", teorizzò una vera e propria distinzione etnica, razziale, in Italia tra settentrionali e meridionali. Una razza latina e barbara al Sud e una germanica e civilizzata al Nord. Ancora ne "L’uomo delinquente", del 1896, Niceforo scrisse: “E' agli elementi africani e orientali (meno i greci), che l’Italia deve, fondamentalmente, la maggior frequenza di omicidii in Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre la minima è dove predominarono stirpi nordiche”. Nel 1898 pubblicò “Delinquenza in Sardegna” un'opera con la quale teorizzava che il banditismo fosse così diffuso nell'Isola perché i Sardi, o per lo meno quelli della Barbagia, erano geneticamente predisposti a commettere delitti efferati.

Ma la vera sintesi dei deliri di Niceforo possono trovarsi in un libro del 1898, "L’Italia barbara contemporanea", quando definì quella dei meridionali “la razza maledetta che popola tutta la Sardegna, la Sicilia e il Mezzogiorno d’Italia, che dovrebbe essere trattata col ferro e col fuoco”. Considerato anche il suo prestigio nel mondo accademico italiano e non solo, insieme a Lombroso, Niceforo fu tra coloro che maggiormente contribuirono alla creazione dei pregiudizi verso i meridionali e alla diffusione del cosiddetto razzismo antimeridionale. Niceforo morì a Roma nel 1960, lasciandoci oltre alla sua produzione pseudoscientifica, in parte scandalosa, altri due problemi. A Castiglione di Sicilia, paese dove lui nacque, gli venne intitolata una scuola media, seppur tra non poche polemiche. Visto che nel 2012 il consiglio comunale di Castiglione votò una proposta di rimozione di questo scomodo nome dalla scuola.

Mentre tra il 1968 ed il 1969, quando a Palermo fu necessario dare i nomi ad alcune nuove strade nella zona di Partanna Mondello, più di 150, qualcuno della commissione toponomastica propose all’amministrazione comunale - a quei tempi retta dal sindaco democristiano Francesco Spagnolo - di intitolare la via PM 78, ad Alfredo Niceforo, tra Mondello e Partanna. Erano tempi difficili quelli, basti pensare che capogruppo per la Dc al comune di Palermo era Vito Ciancimino. Viene da chiedersi se fossero tutti all’oscuro di quanto avesse scritto e detto ai tempi l’allievo di Lombroso. Con l’aggravante che a pronunciarsi favorevolmente per dedicare la strada a Niceforo vi fu la società di Storia Patria, che come prevede una legge del 1927, deve essere consultata dal Prefetto per l’intitolazione di alcune tipologie strade. E così oggi si aspetta solo che qualcuno decida di cambiare nome a quella strada.

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