rotate-mobile
Venerdì, 14 Giugno 2024

Alessandro Bisconti

Giornalista Palermo

B come Baldini: anatomia di un capolavoro, 18 anni dopo si è meritato la festa scippata

Passione, idee, valori. Carattere diretto e fumantino, uomo libero, anarchico e mai banale. Ha preso il Palermo e lo ha rivoltato come un calzino spingendolo oltre i suoi limiti

Una volta - quando allenava l'Empoli - durante una partita, vide Cristian La Grotteria, attaccante del Palermo, dribblare uno dopo l'altro i suoi giocatori. Come se fossero dei birilli. Così in polemica con i suoi ragazzi, perse la pazienza, scappò dal campo e si rintanò negli spogliatoi. Arrivò la multa, l'ammonizione e una diffida. Ma questo era, è e sarà sempre Silvio Baldini. Uno che non rientra negli schemi, uno che delle regole se ne frega, un uomo libero. Anche di prendere a calci nel culo un collega. Baldini è un grande allenatore che forse ha pagato troppo caro il suo essere anarchico.

Passione, idee, valori. Carattere diretto e fumantino, Baldini non ha un passato da calciatore e per arrivare dove è arrivato è dovuto partire da lontano. Una rincorsa che non ha mai conosciuto compromessi. Baldini non è mai stato amico di nessuno, ha schivato favori e poltrone comode. L'inizio di tutto si è materializzato a Bagnone, un minuscolo paese di mille abitanti in Toscana, che lui ha trasformato in un trampolino capace di catapultarlo via via in tutte le categorie. Baldini cresce, non si ferma più. Sempre a modo suo. Ama la caccia, alleva piccioni, trova il decollo nel pallone che conta a Empoli, portato in Serie A con un calcio spettacolare. Silvio Baldini a quel punto ha 44 anni, è in orbita. Quando se ne va i tifosi empolesi srotolano un grosso striscione: "Il destino ci divide da un grande uomo che non dimenticheremo mai". Lo cerca qualche big. Eppure, come sempre ha fatto, Baldini sceglie di sorprendere e dopo Empoli scende di categoria: Palermo, Zamparini, la A che lì manca da più di 30 anni.

Palermo-Padova 1-0, rosanero in B

Chiede ai suoi giocatori di "sposare" i suoi metodi senza se e senza ma. Ha in mano uno squadrone: Toni, Corini, Zauli. Silvio Baldini a fine gennaio è terzo. E' destinato alla promozione. Poi però perde in casa (0-2) con la Salernitana. E' una sconfitta preannunciata da Zamparini alla vigilia. Baldini a quel punto gli risponde: "Anziché dire cavolate, il presidente farebbe bene a stare zitto. Con le sue sparate crea solo malumore". Zampa non se lo fa ripetere due volte e lo caccia. Ci riprova a Parma dove conosce la ribalta europea. Dopo l'esperienza in Uefa, va a Lecce, ma la sua carriera sembra in declino. A Catania, alla prima giornata, colpisce Di Carlo con un calcio nel sedere. Lo squalificano, poi mesi dopo lo esonerano.

Torna a Empoli, va a Vicenza, si ferma per sei lunghi anni, fino a quando lo chiama la Carrarese. Accetta, si siede in panchina gratis. Lo chiamano l'"allenatore senza stipendio". Sì, sembra finito. Fino alla vigilia dell'ultimo Natale. Squilla il telefono. Dall'altra parte della cornetta c'è il destino, che nel calcio a volte fa giri immensi. E poi torna. Diciotto anni dopo Baldini si mette in testa solo una cosa: raccogliere quella promozione che gli era stata tolta. L'uomo di Massa ora ha 63 anni, non è più il ragazzone del 2003. Si è ammorbidito, sembra quasi un nonno. Si incazza ma tocca sempre le corde giuste. Come quando a Potenza il Palermo barcolla, va sotto 2-0 ma non crolla. Poi fa un discorso ai suoi ragazzi, dice che non vuol fare la figura dei pagliacci e rimonta.

Il Palermo - che in Lucania sembra una 500 con le ruote a terra - a poco a poco diventa una macchina da guerra. Baldini fa crescere una sensazione che diventa certezza: ha preso una squadra depressa e l'ha rivoltata come un calzino spingendola oltre i suoi limiti. E dopo una tiratissima partita di playoff Baldini fa emozionare: "A me della vittoria o della sconftta non me ne frega un cazzo - dice -. Non me ne frega un cazzo di questo mondo. Io voglio sognare, voglio essere libero, non voglio avere niente". Il Palermo non stecca, arriva in fondo. Fino alla notte tanto attesa. Quella del ritorno in B. Un capolavoro firmato Silvio Baldini. Mai banale, sempre libero. Anche di dare calci nel culo a chi lo riteneva finito.

Si parla di

B come Baldini: anatomia di un capolavoro, 18 anni dopo si è meritato la festa scippata

PalermoToday è in caricamento