Lunedì, 15 Luglio 2024

Federica Virga

Giornalista

Il miracolo del Festino: Rosalia, Pino e Biagio che ovunque proteggono

Ma quanti eravamo stasera a guardare la nuova peste con cui dover fare i conti? Quella peste che da ora in poi chiameremo "vita" e che vogliamo riprenderci con forza e coraggio, sudore e passione, ma anche poesia, musica, spettacolo, speranza e anche un po' di caldo? E' il Festino, bellezza! In questa lunga lunghissima notte Palermo non ha fatto sconti a nessuno e per riappropriarsi di ogni respiro tolto nei difficili anni della pandemia si è affidata a Rosalia, Pino e Biagio.

Il Festino di Santa Rosalia, le foto dei lettori

Ora che tutto quello che ci era stato tolto durante la pestilenza venuta dalla Cina (Festino incluso) sembra sbiadito, quasi mai esistito, le intenzioni delle oltre 200 mila persone che del sudore che si appiccica alla pelle se ne sono infischiate, pur di esserci, sembrano chiare: stasera, mentre immancabilmente ci si abbuffava di babbaluci, mellone ghiacciato, scaccio e pollanca, tenendo in testa una coroncina di rose, in una mano un ventaglio e nell'altra il telefonino per non dimenticare neppure uno dei momenti vissuti, Palermo è lì a riprendersi tutto quello che è suo. 

Il carro a forma di luna, gli angeli acrobati, Biagio Conte e Pino Puglisi: la lunga notte del Festino di Santa Rosalia | VIDEO 

Scene di vita pura al Cassaro, dove un mare di gente ha come danzato neppure fosse un serpente a sognagli animato dalla musica di un carro trionfale e magico. Quello che sciama verso il mare lungo cinque stazioni, da Palazzo Reale al Palchetto della Musica, passando per la Cattedrale, i Quattro Canti, Porta Felice. E' in alcuni luoghi simbolo della città vecchia che si assiste alla messa in scena (pagana) della vita della Santuzza, che nel '600 liberò Palermo dalla peste. Non importa quanto caldo si senta, quanto non si possa respirare, soffocati dalla folla. Conta solo che finalmente adesso nell'aria ad alto tasso d'umidità senti il profumo dell'aglio dei babbaluci misto a quello frizzante della vita che siamo tornati a goderci. 

Grazie alla Santuzza che tutto vede e tutto può, colei che ama fare le cose sempre in grande (come per esempio essere festeggiata due volte, una nella sera tra il 14 e il 15 luglio, l'altra il 4 settembre con l'acchianata a Monte Pellegrino) per una notte il bene trionfa sul male. E i palermitani si sentono parte di un tutto, il popolo più unito di sempre. Non ci sono differenze sociali, nessuna bandiera politica. Non esistono religioni, sebbene una mandria di fedeli segua, stazione dopo stazione, un carro dedicato alla santa simbolo dei cristiani.  

Salvo Piparo con un saio da frate appare da un balcone di Palazzo dei Normanni, mentre la nave acrobata della peste sorvola sulla folla. Il carro nel frattempo aspetta la benedizione di monsignor Corrado Lorefice, l'arcivescovo del popolo. Arriva e abbraccia i bambini, gli accarezza le testoline dove immancabili spiccano le corone di rose come quelle di Rosalia. E' alla Cattedrale che la Santuzza viene svelata, mentre tutto intorno è un trionfo "pop" di colori, grazie al videomapping di Odd Agency. 

Uno spicchio di luna illuminato di blu - questo il carro - è un fascio di luce che accende corso Vittorio Emanuele come non mai, mentre gli occhi sono tutti per i volteggi di quegli angeli che alla Cattedrale fanno spettacolo. Tutti cercano uno spazio tra la folla fitta e impenetrabile, tutti vogliono riempirsi di quelle immagini spettacolari che sanno di libertà. Il carro prosegue la sua sfilata lungo il Cassaro, accompagnato dagli sguardi premurosi di chi dai balconi di alcuni palazzi storici ha potuto goderne ancora di più.

Ai Quattro Canti l'urlo liberatorio: "Viva Palermo e Santa Rosalia", una pioggia di petali rossi e un lunghissimo applauso al sindaco Lagalla che per il suo secondo Festino, una volta salito sul carro, ha regalato simbolicamente a tutte le palermitane un mazzo di rose bianche. Scene da non crederci. Che colpo d'occhio rivedere tutta questa gente insieme fare scorpacciate di vita, finalmente libera da mascherine e restrizioni, finalmente piena di anima e meraviglia. 

La storia intanto continua, anno dopo anno non si ferma, con un carro che corre spedito verso Porta Felice dove avviene il miracolo: Rosalia incontra per la prima volta Padre Pino Puglisi, il sacerdote di Brancaccio ucciso dalla mafia ormai trent'anni fa, e Biagio Conte, il frate missionario recentemente scomparso che ai bisognosi ha dedicato tutta una vita, fino all'ultimo. E' lì che si consuma una sorta di magia, prima dei saluti finali con i fuochi d'artificio riflessi sul mare: perché il Festino è una specie di termometro che misura il tempo che passa ma che non vogliamo dimenticare, che non possiamo dimenticare, che non dimenticheremo mai. Come Pino, Biagio e Rosalia che, ovunque, proteggono. 

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