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Cronache dall'autobus

Cronache dall'autobus

A cura di Sandra Figliuolo

I turisti a Mondello, le informazioni dell'autista e la filosofia del "ma chi sacciu"

Capolinea linea 806, Mondello.

Una coppia di turisti dall'accento settentrionale chiede all'autista: "Per andare a Sferracavallo da qui come possiamo fare?". Io sento le trombe dell'Apocalisse, Mondello-Sferracavallo col trasporto pubblico palermitano equivale a decidere di andare sulla Luna passando da Saturno. L'autista invece non si scompone e con tranquillità risponde: "Basta prendere il 614 e vi porta a Sferracavallo".

La coppia è entusiasta, sembra tutto facilissimo, specie quando vieni da un posto in cui i mezzi funzionano e immagini che sia così ovunque. Stanno per avviarsi alla fermata del 614, ma io mi sento in colpa, devo sventare questa follia.

Spiego che il 614 passa se va bene una volta all'ora, che è la linea con più fermate del pianeta (circa 60) e che ci impiega quindi una vita. Non si facessero poi l'illusione di poter cenare a Sferracavallo e magari rientrare tardi in centro: nella miglior delle ipotesi l'ultimo autobus sarà alle 20 o giù di lì. I turisti hanno cambiato faccia, sono delusi. "Lei cosa consiglia?", mi chiedono. "Di non andarci o, se proprio si vuole, di mattina, non certo alle 5 del pomeriggio". I due ringraziano, salutano e se ne vanno.

A quel punto chiedo all'autista: "Ma lei ci andrebbe col 614 da Mondello a Sferracavallo?". Mi guarda come se fossi completamente pazza e mi risponde ridendo: "Sinceramente no". "E allora perché non lo dice pure a questi poveracci? Perché presenta tutto come se fossimo a Berlino e poi queste persone magari stasera dovranno chiamare un taxi che le spennerà per tornare in città?". "Ma chi sacciu... Mi hanno chiesto un'informazione e ho risposto". Ma chi sacciu. MA-CHI-SACCIU!

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