Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi: Speziale, Massaro, Muratore, Tessitore

Lillo Speziale, deputato regionale PD per cinque legislature

L'origine dei cognomi: Speziale, Massaro, Muratore, Tessitore.

Speziale

(come Calogero Lillo Speziale, deputato regionale PD per cinque legislature)

Il cognome Speziale dovrebbe derivare dall’antico omonimo mestiere esercitato dal capostipite; lo speziale nel Medioevo si occupava della preparazione delle medicine, solitamente aveva una bottega, la spezieria, dove esercitava l’attività di vendita delle spezie e delle erbe medicinali: era un’attività molto redditizia. Ci sono circa 700 famiglie Speziale in Italia: il 22% circa vive in Sicilia, il 21% in Lombardia, il 13% in Calabria, l’11% in Abruzzo, l’11% nel Lazio, il 6% in Piemonte, il 5% in Puglia, il 3% in Campania, il resto qua e là nelle altre regioni italiane. Nella Regione Sicilia il cognome è diffuso nell’agrigentino (Agrigento, Sciacca, Ribera, Porto Empedocle, ecc.), nel messinese (Brolo, Messina, Lipari, Mistretta, ecc.), nel palermitano (Palermo, Ciminna, Bagheria, Altofonte, ecc.), nel catanese (Caltagirone, Catania, Sant’Agata Li Battiati, ecc.), nel nisseno (Serradifalco, Caltanissetta, Santa Caterina Villarmosa, San Cataldo, ecc.), nell’ennese (Villarosa, Barrafranca, Nicosia, Piazza Armerina, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Speziale è famiglia siciliana di antica e nobile tradizione propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d’Italia; i suoi membri furono accolti in importanti cariche nelle città in cui dimorarono. I nomi della casata sono prevalentemente ricordati in annuari, documenti, contratti di vendita di terre e case fin dai tempi più remoti e dai quali appare che erano in condizione agiata e nobile. CALOGERO ARTURO (LILLO) SPEZIALE (Caltanissetta 18/5/1951), politico, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana per cinque legislature (dalla XI alla XV - 1991/20012) eletto prima nel PCI, poi PDS, poi ancora DS (Democratici di Sinistra), infine Partito Democratico; è stato vice presidente dell’ARS nella XIV legislatura, presidente della Commissione d’Inchiesta e Vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, e componente della Commissione I – Affari costituzionali, nella XV legislatura. Tesoriere del Partito Democratico in Sicilia dal 2015, nel dicembre del 2018 ha lasciato l’incarico per protestare contro il mancato versamento dei contributi al Partito da parte degli eletti PD all’Assemblea Regionale Siciliana. VINCENZO SPEZIALE (Serradifalco, Caltanissetta 1950), scrittore; dopo il diploma di ragioneria è entrato all’Accademia Militare di Modena ma, in seguito all’incontro illuminante con un sacerdote che gli ha fatto conoscere Fatima, ha iniziato una nuova vita spirituale, collaborando con Radio Maria sotto la direzione di don Mario Galbati. Ha pubblicato numerose opere su santi e beati, tiene conferenze su Fatima. ANGELO SPEZIALE, pittore naturalista e illustratore scientifico, vive e lavora a Bevagna, nella campagna umbra. Collabora in qualità di illustratore scientifico dal 1982 con l’Università di Perugia, illustrando faune e flore attuali e antiche, anche mediante microscopio; ha al suo attivo numerose pubblicazioni specialistiche. Ha eseguito illustrazioni di flora e fauna e ambienti per pubblicazioni scientifico-divulgative su incarico della Regione Umbria, provincia di Perugia, Comunità montane, Parchi, Legambiente ed altri Enti Pubblici; tiene corsi e seminari di Pittura Naturalistica nelle scuole di ogni ordine e grado.

Massaro

(come Daniele Massaro, ex calciatore italiano della Fiorentina, Milan, Roma)
Il cognome Massaro ha alla base un nome di mestiere, poi soprannome e appellativo; etimologicamente deriva dal termine latino “mansionarius”, poi “mansiarius” e “massarius” e indicava il contadino di una “massa” storicamente intesa come fondo rustico di grande estensione. Poi indicò chi presiedeva ai lavori di campagna ed aveva cura degli strumenti, in seguito fu il “fattore”, l’amministratore o conduttore di terreni, con servizi annessi, pascoli, case, coloniche e boschi, per conto del signore feudale. La figura del massaro acquisisce nuova fisionomia e prestigio nell’età dei Comuni, intorno al secolo XI, quando diviene responsabile della gestione dei beni e delle finanze pubbliche che annotava nei libri contabili. Il cognome è largamente diffuso in Puglia (Bari, Taranto, Lecce, ecc.), in Campania (Benevento, Caserta, Napoli), nel Veneto, nel Lazio, ma anche in Piemonte, Sicilia, Lombardia, Toscana, ecc. Nell’Isola è diffuso soprattutto nel palermitano (Palermo, Monreale, San Giuseppe Jato, Misilmeri, Terrasini, Cinisi, Carini, ecc.) ed è attestato anche nell’agrigentino (Santo Stefano di Quisquina, Licata, Bivona, Campobello di Licata, ecc.), nel trapanese (Marsala, Erice, Alcamo), nel nisseno (Gela, Caltanissetta, Riesi), nel catanese (Catania, Paternò), nel siracusano (Siracusa, Priolo Gargallo), nel messinese (Messina, Sant’Alessio Siculo). Ha molte varianti: Massarelli, Massarotti, Massarotto, Massarello, Masseroli, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. La famiglia Massaro ebbe origini toscane; aveva sede a Radicofani, comune in provincia di Siena. I Massaro, insigniti dei titoli di patrizi, cavalieri e conti, nel XIV secolo, dopo la caduta del Governo dei Nove, ad opera di Carlo IV di Lussemburgo, si trasferirono a Siena dove furono ammessi al Monte del Popolo. SIMONE MASSARO (Catania 43 anni), ingegnere informatico, fondatore e amministratore di Baxenergy, società informatica specializzata nella realizzazione di software per le energie rinnovabili che vanta tra i propri clienti Enel e altri colossi energetici. Massaro, si è specializzato a Boston e negli USA è rimasto per oltre dieci anni sviluppando software industriali basati su tecnologie Microsoft, poi è rientrato in Sicilia e ha localizzato a Catania la sua società con l’ambizione di trattenere in Sicilia i giovani talenti laureati e di valorizzarli in un contesto competitivo e internazionale. FRANCESCO MASSARO (Padova 23/8/1935), regista e sceneggiatore, ha debuttato nel cinema nel 1963 come secondo aiuto regista ne “Il Gattopardo” di Luchino Visconti; ha poi collaborato con registi importanti come Pietro Germi, Dino Risi, Lucio Fulci, Marco Vicario. Fra gli anni novanta e gli anni duemila si è dedicato alla regia televisiva con opere come “Pronto soccorso”, “Provincia segreta”, “Benedetti dal Signore”, “O la va o la spacca” (serie TV su canale 5). NICOLA MASSARO (Napoli secolo XVII – morto nel 1704), pittore italiano del periodo barocco: la sua specialità fu la pittura di paesaggi. Fu allievo di Salvator Rosa e ne continuò il suo stile.  Fu anche quadraturista (pittura murale a prospettive) e stuccatore. DANIELE MASSARO (Monza 23/5/1961), ex calciatore italiano di ruolo centrocampista o attaccante. Oltre che per la squadra della sua città (Monza), ha giocato con la Fiorentina, Milan, Roma. Con la Nazionale italiana è stato campione del mondo nel 1982 in Spagna (convocato ma senza giocare) e vicecampione nel 1984 negli Stati Uniti. Concluse la carriera nel 1995 a 34 anni in Giappone nelle file del Shimizu S-Pulse. Terminata l’attività calcistica disputò diversi rally a livello italiano gareggiando anche per due volte nel mondiale WRC nel Rally di Sanremo (1998 – 1999).

Muratore

(come mons. Salvatore Muratore, vescovo di Nicosia)
Il cognome deriva da soprannomi legati al mestiere di muratore: è un cognome agentis o epanghelmatico (secondo la classificazione di Triandafillidis) significante, appunto, mestiere. Etimologicamente deriva dal termine latino “múrus”, e, più anticamente; “moirus, moerus”, che, come si nota, ha la stessa radice di “moenia” = mura e di “munire”, cioè trincerare, fortificare, costruire per difendersi; “múrus” per i romani era la muraglia costruita per fortificare la città, in contrapposizione al termine “paries”, parete, muro di una casa o di qualunque altro edificio. Il cognome è diffuso in tutta la Sicilia, in particolare nel palermitano (Palermo, Bagheria, Capaci, Casteldaccia, ecc.), nel messinese (Pettineo, Messina, Santo Stefano di Camastra, ecc.), nel catanese (Catania, Gravina di Catania, San Giovanni La Punta, ecc.), nell’ennese (Agira, Leonforte, Assoro, ecc.), nell’agrigentino (Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa, Agrigento, ecc.), nel siracusano (Carlentini, Francofonte, Rosolini, ecc.); è diffuso anche nel Piemonte (Cuneo, Torino, Asti, ecc.), in Liguria (Ventimiglia), in Lombardia, in Calabria (nel reggino), e in altre regioni italiane. La sua variante Muratori è originaria dell’Emilia-Romagna.

Riferimenti storici e personaggi. Muratore è un’antica famiglia molto nota in Sicilia: un Antonino, dottore in legge, fu avvocato della Gran Corte di Randazzo e Taormina nel 1488; un Benedetto fu proposto come sindaco dai nobili di Mineo nel 1736; un Tommaso Muratore fu sindaco dei nobili di Mineo negli anni 1746/47. LUDOVICO ANTONIO MURATORI (Vignola 1672 – Modena 1750), religioso, storico, scrittore, archivista e bibliotecario; scrisse molte opere fra cui la famosa “Rerum Italicarum Scriptores” (1723/1738), che copre il periodo dall’anno 500 al 1500, e gli “Annali d’Italia” (1743/1749). MONS. SALVATORE MURATORE (Campobello di Licata 28/12/1946), XIV vescovo della diocesi di Nicosia (EN) dal 22/1/2009, nominato da papa Benedetto XVI. All’interno della Conferenza Episcopale Siciliana è delegato per la dottrina della fede e la catechesi; è autore di diverse pubblicazioni di carattere catechistico. Negli anni del suo ministero presbiteriano ad Agrigento ha svolto numerosi importanti incarichi: dal 1998 al 2009 è stato vicario generale, membro del collegio dei consultori, responsabile del servizio diocesano per il catecumenato e responsabile del servizio diocesano per la formazione permanente dei diaconi dell’arcidiocesi di Agrigento. GAETANO MURATORE, nato a Pantelleria nel 1959 vive a Invorio (NO): pittore e scultore, è un’artista della grande manualità che, partito dalla pittura, è approdato, attraverso una sua naturale evoluzione, alla scultura realizzando curiosi e interessanti robot animati, creature antropomorfe elettromeccaniche create assemblando scarti della società industriale (elettrodomestici). Dal 1988 realizza anche complementi di arredo, installazioni e opere strutturali per appartamenti privati e pubblici. 

Tessitore

(come Giovanni Tessitore, professore di sociologia del diritto all’Università di Palermo)
Tessitore è cognominizzazione del nome di mestiere “tessitore”, esito dei sostantivi latini “textor-textoris”, “texarius” e “texator”, derivati dal verbo “texere” (tessere). Si riferisce a capostipiti che esercitavano tale mestiere. Cognomi varianti e alterati: Tessitori, Testori, Tessore, Tessari, Tessarolo, Tessarini, ecc. Il cognome, tipico dell’area che comprende il casertano ed il napoletano, ha ceppi anche in Piemonte (Torino, Asti, Novara), in Liguria, Lombardia, Lazio, Toscana e in altre regioni italiane; in Sicilia ha il ceppo principale nel palermitano (Palermo, Prizzi, Palazzo Adriano, Monreale, Termini Imerese, Partinico, ecc.) ed è attestato nel trapanese (Alcamo, Castellammare del Golfo) e nell’agrigentino (Agrigento).

Riferimenti storici e personaggi.  GIOVANNI TESSITORE, già professore di sociologia del diritto all’Università di Palermo. Ha perfezionato i propri studi presso la Harvard Law School di Cambridge (USA) ed è autore di articoli e libri vari sul fenomeno mafioso. Da tempo alterna gli studi giuridici a quelli storico-sociali della Sicilia, ha pubblicato, fra gli altri: “Cesare Mori. La grande occasione perduta” (1994), “Ruggero II” (1995), finalista al Premio “Rhegium Juli” per il 1996, “Il nome e la cosa. Quando la mafia non si chiamava mafia” (1996), “Fascismo e pena di morte. Consenso e informazione” (2000), “L’utopia penitenziale borbonica: dalle pene corporali a quelle detentive” (2002), “Carcere e fascistizzazione. Analisi di un modello totalizzante” (2005, “Cesare Beccaria. L’uomo e il mito” (2008), “Islam-Occidente. La notte della ragione” (2017) (con Pasquale Hamel). FULVIO TESSITORE (Napoli 1937), politico, docente universitario e storico della filosofia.  Da decenni dedica i suoi studi allo storicismo e al pensiero politico; ha dedicato alcuni suoi scritti a Vincenzo Cuoco. Laureato in giurisprudenza, ha insegnato filosofia del diritto, storia delle dottrine politiche, storia della filosofia presso l’università Federico II di Napoli, di cui è stato rettore dal 1993 al 2001. E’ stato senatore della Repubblica Italiana nella XIV Legislatura (2001-2005), Gruppo Democratici di Sinistra – L’Ulivo, e deputato nella XV Legislatura (2005/2007), Gruppo PD – L’Ulivo. Ha pubblicato oltre 1500 titoli, fra cui 26 libri per i quali gli sono stati assegnati numerosi premi; è socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia Nazionale dell’Arcadia, dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna. FULVIA TESSITORE (Palermo 1974), laureata all’Università di Palermo con una tesi sulla Storia della Musica, si è perfezionata in comunicazioni e gestione di attività culturali seguendo master e corsi vari (organizzati da Teatro Parenti, Scuola Paolo Grassi, Università Bocconi, Scala, Cattolica, ecc.). Giornalista, svolge la sua attività dal 1997 ed è membro dell’Associazione Nazionale Critici Musicali. Dal 2000 al 2010 è stata Responsabile dell’Ufficio Stampa ed editoria dell’Associazione Siciliana Amici della Musica e dal 2006 al 2014 è stata responsabile dell’Ufficio Editoria, quindi dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Teatro Massimo. Dal 2015 è responsabile dell’Ufficio Stampa della Fondazione Donizetti di Bergamo; dal 2017  responsabile dell’Ufficio Stampa del Macerata Opera Festival. È cultore della materia Istituzioni e politiche culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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