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Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Insinna, Aricò, Portelli e Ruffino 

L'origine dei cognomi Insinna, Aricò, Portelli, Ruffino 

INSINNA
(come Flavio Insinna, attore, conduttore televisivo) Insinna, ma anche Insinga, probabilmente originano da nome augurale dialettale siciliano collegato al modo di dire latino “in hoc signo” (in questo segno, della croce), a ricordo della frase “in hoc signovinces” apparsa in cielo a Costantino il Grande nel 312 d.C. in occasione della battaglia di ponte Milvio contro Massenzio. Nomi di questo tipo venivano attribuiti dai genitori ai figli neonati per dar il benvenuto e augurare a loro e alla famiglia felicità e prosperità: poi sono stati cognominizzati in Bontempo, Bongiorno, Bonaventura, Bonaiuto, ecc. Bonsinsegna, Boninsinga, Boninsinna (questi ultimi privi dell’iniziale “buon”).Insinna è un cognome raro, diffuso soprattutto in Sicilia, ma presente anche in  Toscana (Prato, Firenze), in Liguria (Genova), in Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna. Nella nostra Isola gli Insinna sono presenti nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Villabate, Lercara Friddi, Valledolmo, Lascari, Carini, ecc.), nel Nisseno (Vallelunga Pratameno, Marianopoli, Caltanissetta), nell'Ennese (Pietraperzia), nel Siracusano (Pachino).

Riferimenti storici e personaggi. FLAVIO INSINNA, nato a Roma il 3/7/1965, siciliano da parte di padre,attore e conduttore  televisivo. Uscito dal laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti, Flavio alterna il suo impegno fra cinema, teatro televisione. Dopo un inizio difficile, con il regista Enrico Oldoini gira un episodio di “Dio vede e provvede”, il film “Un bugiardo  paradiso”, le prime serie della fiction “Don Matteo”, in cui interpreta per cinque stagioni il capitano dei carabinieri Flavio Anceschi. Interpreta poi la fiction “Don Bosco” e la fiction “La Buona Battaglia” in cui impersona Don Pietro Pappagallo, una delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel 2006 debutta in TV come presentatore nel programma “Affari tuoi”, nel 2007 riceve  unTelegatto speciale come “conduttore rivelazione dell’anno 2006”. All’inizio del 2011 debutta anche su Canale 5 come conduttore de “La Corrida”, programma condotto prima da Corrado Mantoni e poi da Gerry Scotti. Da settembre 2013 torna a condurre “Affari tuoi”, per il quale nel 2014 vince il “Premio Regia Televisiva”, come migliore programma dell’anno. Attualmente conduce il programma l’Eredità su Rai1. È autore di libri come: “Neanche con un morso all’orecchio”, Mondadori 2012, e “La macchina della felicità”, Mondadori 2014. Svolge una intensa attività di volontariato. SONNY INSINNA (Palermo 1977), pittore, opera dal 1995. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, si impone all’attenzione del vasto pubblico con opere molto significative. Di lui è stato scritto: “L’arte di Insinna racchiude in sé l’oggettività degli atteggiamenti comuni di una società sempre più individualista e distaccata, dove si comunica prevalentemente su piani virtuali, immersi in una realtà sociale paradossalmente alienante. Le sue opere sono un invito al fruitore a riflettere sul binomio contemporaneo essere/apparire, una rivendicazione dell’identità di ciascuno” (Roberta Randisi)

ARICO’
(come Alessandro Aricò, deputato regionale e presidente del Gruppo “Diventerà Bellissima”. Aricò, specifico della zona dello Stretto di Messina, è cognome di origine greca derivato da soprannome e connesso con caratteristiche personali del capostipite, αγροικóς (agroikos) “rustico”, “campagnolo”contadino, agricoltore. Arico molto raro, è probabilmente dovuto ad un errore di  trascrizione di Aricò, cognome, quest’ultimo, diffuso soprattutto nel Messinese (Messina, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto,
Taormina, Spadafora, Brolo, Giardini Naxos, ecc.), nel Catanese (Biancavilla, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Gravina di Catania, ecc.), nel Siracusano (Lentini, Carlentini, Priolo Gargallo, Avola, Siracusa), ma attestato anche nel Palermitano (Palermo, Monreale, San Giovanni Jato, Balestrate, ecc.), nell'Agrigentino (Bivona, Licata, Burgio, ecc.), nell'Ennese (Piazza Armerina, Enna). Aricò è attestato anche in altre regioni italiane, in Calabria (nel Reeggino), in Lombardia, Campania, Piemonte, Lazio, Liguria, Toscana, Veneto.

Riferimenti storici e personaggi. ALESSANDRO ARICO’(Palermo 18/12/1975), politico e amministratore locale, deputato regionale eletto nella lista “Nello Musumeci – Diventerà Bellissima per la Sicilia”. E’ presidente del Gruppo parlamentare “Diventerà Bellissima”, componente della Commissione II – Bilancio, della Commissione Esame delle attività dell’Unione Europea, della Commissione Verifica dei poteri. E’ stato deputato nella XV legislatura, eletto nella lista “Futuro e Libertà per l’Italia” e, nel 2012 (dal 28/4 al 29/10/2012) assessore al territorio e all’Ambiente, nominato dal governatore Raffaele Lombardo. In politica da giovane, era stato consigliere provinciale di Palermo (1998/2001), consigliere comunale (2001/2007), assessore comunale allo sport e agli impianti sportivi (2007), vice presidente di Alleanza Nazionale di Palermo, assessore alle aziende partecipate. RODOLFO ARICO’ (Milano 3/6/1930 – 22/6/2002), pittore, ha studiato architettura; negli anni Settanta diviene per l’Europa un punto di riferimento per quella corrente internazionale che negli Usa prende il nome di “Post-Minimal Painting” o “Pittura analitica”, nella definizione italiana, cioè una riflessione intima dell’artista sul suo ruolo e sul fare pittura che si distacca completamente dai condizionamenti della realtà. Negli anni Novanta si succedono numerose sue esposizioni in Italia e all’estero. GIANNI ARICO’ (Belluno 21/2/1941), architetto, scultore,medaglista: vive e lavora a Venezia. Ha realizzato numerose opere  pubbliche, tra le quali la grande scultura in bronzo “La Gioia”, posta nel 1978 nell’isola del Tronchetto, alle porte di Venezia; i tre portali per il teatro Carlo Goldoni di Venezia, in bronzo e cristallo (1979); la fontana di Mestre (1986); il monumento del (1988). Ha realizzato il monumento a Cristoforo Colombo (1992), collocato all’Air Space Museum di New York, il monumento ad Antonio Vivaldi per la città di Vienna, e tante altre opere. Ricca la produzione di opere di argomento religioso, come gli inserimenti architettonico-artistici in varie chiese italiane. Alla realizzazione di grandi gruppi scultorei si accosta la produzione di medaglie e opere pittoriche.

PORTELLI
(come Ignazio Portelli, nuovo commissario dello Stato in Sicilia) L’origine del cognome Portelli, secondo vari genealogisti, va ricercata nella cognominizzazione di un soprannome basato, a sua volta, su una contrada medioevale lombarda, “Portello”, da cui proveniva probabilmente il capostipite. O potrebbe derivare dal nome di una qualche località contenente il termine
“Portello”, come ce ne sono tante in Piemonte, Lombardia, Veneto, ma anche nel sud Italia. Portelli ha ceppi nelle Marche, in Piemonte, Veneto, Lombardia, Lazio, ed anche in Sicilia, nel Ragusano (Scicli, Santa Croce Camerina, Vittoria, Ragusa, Modica, Pozzallo, Comiso, Ispica). Nell’isola il cognome è noto, inoltre, nel Siracusano (Rosolini, Siracusa, Pachino, Noto), nell'Agrigentino (Licata, Campobello di Licata, PortoEmpedocle), nel Messinese (Lipari, Messina, Milazzo), nel Palermitano (Palermo), nel Nisseno (Gela, Butera), nel Catanese (Catania), nel Trapanese (Marsala).

Riferimenti storici e personaggi. Il casato dei Portelli venne fregiato del titolo di cavaliere nella persona diun Raimondo Portelli  che fu milite al servizio del signore di Pesaro Carlo Malatesta al quale Filippo MariaVisconti nel 1426 affidò il comando per  contrastare Venezia. Fra i personaggi appartenenti a questa famiglia possono essere citati un Emilio, vivente a Monza nel 1439,un Adalberto, cavaliere di casa Sforza, vivente a Milano nel 1453, e tanti altri. IGNAZIO PORTELLI (Scicli 1959), sarà il  nuovo commissario dello Stato per la Regione Siciliana; proviene da Frosinone dove è stato prefetto dall’agosto 2018. In Ciociaria la sua presenza viene ricordata per aver firmato le prime misure interdittive antimafia volte a contrastare le relazioni tra aziende sane e società con frequentazioni sospette. E per la sua posizione netta e diretta sul tema dei biodigestori, i grandi sili nei quali i rifiuti organici si trasformano in biogas che, a sua volta, genera energia termica ed elettrica. La nomina del prefetto Portelli a commissario dello Stato in Sicilia costituisce il coronamento di una lunga e brillante carriera che nei vari anni lo ha visto attivo in incarichi prestigiosi sia a livello nazionale che in sede internazionale. GIOVANNI PORTELLI (Lipari novembre 1768 – 18/1/1838) vescovo di Lipari dal 1831 al 1838; indicato da re Ferdinando II, fu nominato da papa Gregorio XVI. ALESSANDROPORTELLI (Roma 21/3/1942), accademico, critico musicale, blogger ed anglista: è stato professore ordinario di  letteratura angloamericana all’Università degli Studi La Sapienza di Roma. È considerato uno dei fondatori della Storia Orale, la particolare metodologia della ricerca storica basata sulla produzione e l’utilizzo di fonti orali, cioè interviste con testimoni e portatori di memoria. Negli anni Ottanta si dedica alla politica e al teatro e, nei primi anni 2000, diventa consigliere comunale di Roma per il Partito  della Rifondazione Comunista; fino al 2008 è delegato del sindaco Veltroni per la memoria storica. In tale veste implementa le attività della Casa della Memoria e della Storia di Roma, luogo di cultura nato,appunto, per raccontare, conoscere e condividere la memoria e la storia del Novecento e di Roma. Dal 2006 gestisce un blog su internet; è autore  dinumerosi libri e pubblicazioni varie. 

RUFFINO
(Come Giovanni Ruffino, docente, linguista, glottologo e dialettologo, accademico della Crusca) Ruffino (Ruffini) ha alla base il nome RUFFINO o RUFINO affermatosi tra il IV e V secolo anche per il culto di San Rufino martire e per il prestigio del padre della Chiesa Rufino di Aquilea. Esso costituisce la continuazione del nome gentilizio e poi personale latino Rufinus derivato dall’antico cognomen romanoRUFUS, formatosi dall’aggettivo di origine sabina o comunque italica “rufus” e corrispondente al  latino ruber che significa rosso di capigliatura, di barba. (cfr. E. De Felice, Dizionario dei cognomi italiani). Ruffino, che ha i due ceppi maggiori in Piemonte e in Sicilia, è diffuso anche in altre regioni italiane, Liguria, Campania, Lombardia, Lazio, Puglia, Veneto, Toscana, Valle d’Aosta, Calabria, ecc. In Sicilia è più frequente nel Palermitano (Palermo, Carini, Cinisi, Corleone, Caltavuturo, Balestrate, Terrasini, Montelepre, Termini Imerese, Santa Flavia, Bagheria, Capaci, ecc.), nel Catanese (Randazzo, Catania, Mascali, Sant’Agata Li Battiati, Ragalna, Gravina di Catania, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Bronte, Pedara, ecc.), nel Messinese (Castel di Lucio, Barcellona Pozzo di Gotto, Giardini Naxos, Torregrotta, Pettineo, ecc.), nel Siracusano (Melilli, Siracusa, Noto, Pachino, Augusta, ecc.), nel Ragusano (Modica, Ispica, Ragusa, Pozzallo, ecc.). Varianti: Rufino, Rufini, Ruffinelli, Ruffinoni, Ruffinengo.

Riferimenti storici e personaggi. GIOVANNI RUFFINO (Pinerolo 1967 – Monte Pelvo di Fenestrelle22/5/2020), artista musicale,  cantautore, chitarrista, contrabbassista, componente di vari gruppi musicali. Amava la montagna ed era un alpinista esperto. Gestiva il rifugio Selleries sulle alture di Roure, alla fine degli anni ’90: poi aveva deciso di dedicarsi a tempo pieno alle sue passioni: la musica e la sua montagna. Fine conoscitore della canzone d’autore italiana e francese, componeva testi in italiano  e in piemontese. Ha perso la vita il 22/5/2020 sulle montagne, in fondo ad un canalone sui crinali che dividono l’alta Val  dall’alta val di Susa. GIOVANNI RUFFINO (Palermo 4/5/1941), docente, linguista, glottologo e dialettologo; è stato professore ordinario di Linguistica italiana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, dove è stato preside dal 1998 al 2007. Accademico della Crusca e presidente del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, è autore di oltre 200 pubblicazioni di argomento storico-linguistico, etimologico, geolinguistico, sociolinguistico; numerosi saggi testimoniano, inoltre, la sua  grandeattenzione al mondo della scuola. Attualmente dirige il progetto ALS (Atlante Linguistico della Sicilia), ricco di oltre 50 volumi. AURORA RUFFINO (Torino 22/5/1989), attrice. Ha esordito come attrice nel film “La solitudine dei numeri primi”, nel 2012 è diventata nota al grande pubblico per il ruolo di Benedetta Ferraris-Costa nella miniserie di Rai1 “Questo nostro amore”, dove ha recitato a fianco di Neri Marcorè e Anna Valle. Poi ha recitato in tante fiction: la serie “Braccialetti rossi”, “Non dirlo al mio capo”, la serie “I Medici” ed altre. Nel 2021 ha partecipato al film “Chiara Lubich – L’amore vince tutto” di Giacomo Campiotti, e alla serie TV “Un passo dal cielo 6”. PAOLO RUFFINI (Livorno 26/11/1978), attore, conduttore televisivo, regista. Ha al suo attivo una ricca filmografia come attore televisivo e di cinema. ATTILIO RUFFINI (Mantova 31/12/1924 – Roma 23/6/2011), politico, avvocato, saggista, partigiano. Dal 1963 al 1967 è stato deputato nazionale per la Democrazia Cristiana. Negli anni Settanta è stato sottosegretario di Stato al ministero alla P.I. e più volte ministro (Trasporti, Marina Mercantile, Difesa, Affari Esteri). ERNESTO RUFFINI (San Benedetto Po 19/1/1988 – Palermo. 11/6/1967), cardinale, arcivescovo, biblista e accademico. Fu arcivescovo metropolita di Palermo dal 1945 al 1967, Primate di Sicilia (dal 1945), Cardinale presbitero di Santa Sabrina (dal 1946), Amministratore apostolico di Piana degli Albanesi (dal 1947). Dal 1928 al 1945 era stato segretario della Sacra Congregazione per i seminari e le università degli studi. 

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