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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Termini, Faraone, Amore, Maisano

L'origine dei cognomi Termini, Faraone, Amore, Maisano

TERMINI
(come Salvatore Termini, attore palermitano)

Termini è un cognome siciliano ma è diffuso in quasi tutta la penisola; in Sicilia deriva probabilmente dai due toponimi Termini Imerese e Casteltermini; nel resto d’Italia dai molti toponimi esistenti nelle varie regioni. Il cognome indicherebbe, pertanto la provenienza del capostipite da una di tali località. Termini ha consistenti ceppi nell’agrigentino (Ravanusa, Campobello di Licata, Sciacca, Canicattì, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Ribera, Agrigento, Cianciana, Porto Empedocle, ecc.), nel palermitano (Palermo, Monreale, San Giuseppe Jato, Polizzi Generosa, San Cipirello, Carini, Partinico, Bagheria, Roccamena, Giuliana, Ciminna, Altofonte, Baucina, Cefalù, Villafrati, Terrasini, ecc.), nel nisseno (Gela, Caltanissetta, Mazzarino, Campofranco, ecc.), nel trapanese (Partanna, Castelvetrano, Santa Ninfa, Mazara del Vallo, Marsala, ecc.), nel catanese (Catania, Grammichele, San Cono, Giarre, Aci Sant’Antonio, Gravina di Catania, San Giovanni La Punta, ecc.). Altre regioni che ospitano famiglie Termini sono: Lombardia, Piemonte, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Campania, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Termini fu nobilissima famiglia di origine catalana: discende dai conti di Narbona e passò in Sicilia ad opera dei fratelli Giovanni e Oliviero de Termens, nel 1209, venuti ad accompagnare la regina Costanza, moglie dell’imperatore Federico II. Per i suoi servigi militari Giovanni ottenne l’incarico di prefetto della casa imperiale, la castellanìa della città di Termini e l’incarico di giustiziere della valle di Girgenti. Nell’isola, il casato, che fu detto Termine o Termini, diede i natali ad illustri personaggi (cfr. Mugnos). GUIA TERMINI (Treviglio 3/1/1985), politica, parlamentare nazionale in carica eletta nelle liste del M5S (Movimento Cinque Stelle), passata nel febbraio del 2021 nel gruppo misto perché espulsa da Movimento per aver espresso voto contrario alla fiducia al governo Draghi. Attualmente è componente della IX Commissione – Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. CARMELA (LINA) TERMINI (Agrigento 11/1/1918 – Torino 21/4/2004), cantante agrigentina di musica leggera famosa anche per essersi esibita per i soldati al fronte e per i feriti negli ospedali militari, cantando brani come “Lili Marlene”,
“Una romantica avventura”, “Ma l’amore no”. Nel 1944 si ritirò dall’attività artistica dopo essersi sposata con Francesco Guerra (1917/1998). Nel 1940 è apparsa nel ruolo di se stessa nel film di Giacomo Gentiloni “Ecco la radio”; nello stesso anno partecipò al film ‘Una romantica avventura’ di Marco Camerini, tratto da un racconto del narratore inglese Thomas Hardy. SALVATORE TERMINI (Palermo 6/4/1967), attore italiano noto soprattutto per aver interpretato Giovanni Trapani, soprannominato King Kong nei film ‘Mery per sempre’(1989) e ‘Ragazzi fuori’(1990) di Marco Risi. La sua filmografia comprende anche film di noti registi
come Giorgio Castellani, Felice Farina, Aurelio Grimaldi, Daniele Ciprì e Franco Maresco, ed altri. Salvatore si presta anche per la realizzazione di video

FARAONE
(Come Davide Faraone, senatore della Repubblica di Italia Viva)

Per definire l’origine del cognome Faraone si può attingere almeno a tre ipotesi: la prima lo vuole derivato da nomi propri di persona, i santi Fara e Farone, fratelli, vissuti nel VII secolo e il cui culto è attestato nel medioevo cristiano; la seconda lo fa derivare da toponimi come Faraone, frazione di Sant’Egidio della Vibrata (Teramo), o Fara d’Adda o Fara sabina (“fara”-“feren” nel linguaggio longobardico-germanico significa spedizione militare, ma anche accampamento); incrociato con l’omonimo titolo dei re d’Egitto, introdotto dalla cultura araba, Faraone, e questa è la terza ipotesi, deriverebbe dal latino pharao/pharaonis, greco pharaó – proveniente dall’ebraico “phar’ó’, a sua volta derivato dall’antico egiziano “per-‘ó’- “per-aa”, che significa “casa eccelsa”, “palazzo reale”(da cui, nel XV secolo a.C. il titolo dei re egiziani). Faraone, cognome tipico del centro sud (Sicilia, Campania, Abruzzo, Basilicata, Lazio, Puglia), è diffuso anche nelle restanti regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, ecc.). Nell’Isola è presente in tutte le province, in particolare nel palermitano (Palermo, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Monreale, Belmonte Mezzagno, Bagheria, Santa Cristina Gela, Misilmeri, Partinico, Capaci, Roccamena, Piana degli Albanesi, ecc.), nel messinese (Messina, Rometta, Graniti, Villafranca Tirrena, Militello Rosmarino, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Vizzini, nel siracusano (Siracusa, Rosolini, Noto, Canicattini Bagni, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Secondo il Mugnos, affiancato dal Minutoli, Faraone fu un’antica e nobile famiglia di Messina, nella quale città molti suoi esponenti vestirono la toga senatoria; un Giovanni Antonio fu mastro razionale della “reginal camera” sotto le regine Maria ed Eleonora; un Paolo, abate dell’Itala fu vescovo di Siracusa dal 1619 al 1629 (cfr. Famiglie Nobili siciliane). DAVIDE FARAONE (Palermo 19/7/1975), laurea in scienze politiche, politico, senatore della Repubblica eletto nel 2018 con il Partito Democratico Italiano, passato, nel corso dell’attuale legislatura, al gruppo Italia Viva di Matteo Renzi. Con molta
probabilità sarà candidato a sindaco a Palermo per le prossime elezioni amministrative del 2022. Già una volta, Faraone, capogruppo di Italia Viva al senato, ha tentato la corsa a sindaco di Palermo: fu nel 2012, quando sfidò alle primarie del centrosinistra Rita Borsellino e Fabrizio Ferrandelli; è stato a lungo capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale quando sindaco di Palermo era Diego Cammarata di Forza Italia. È stato deputato all’ARS nella XV legislatura, deputato alla Camera nella XVII legislatura, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo di Matteo Renzi (2014/2016), sottosegretario di Stato al Ministero della Salute nel governo Gentiloni. (2016/2018). GIORGIA FARAONE (Galatina 29/11/1992) cantante appassionata di musica afroamericana. Diplomata in canto jazz a Lecce, si esibisce spesso in festival e rassegne nazionali e internazionali di musica Jazz. GIUSEPPE FARAONE (Picerno, PZ 13/1/1954), pittore impressionista moderno, un ”colorista” che fa del colore l’elemento fondamentale del proprio linguaggio figurativo. GIOVANNI FARAONE (Palermo 1979), scrittore, laureato in DAMS Arte, insegna storia dell’arte. Nutre da sempre una grande passione per la lettura e la scrittura creativa: ha pubblicato alcuni racconti, di genere fantascienza, fantasy, sulle antologie “Parole in corsa” della Flaccovio editore e sulla rivista “Inchiostro”.

AMORE
(come Stefano Amore, magistrato)

Amore nasce verso la fine del Medioevo come nome di persona augurale e devozionale: amore come carità cristiana e come amore di figlio; etimologicamente deriva dal verbo latino “amare”, termine che è un archetipo, cioè non deriva da nessun altro, non è composto: la sua radice significa se stessa. Il nome Amore veniva imposto ad un figlio (un bimbo o una bimba) molto atteso, in riferimento anche al culto per Sant’Amore, monaco di Amoback, nella Franconia, patrono delle sorgenti di acque curative. Poi il nome venne cognominizzato; soprattutto nelle varianti D’Amore e Dell’Amore era usato anche come cognome per i trovatelli, ad indicare un “figlio dell’amore” (cfr. E. De Felice) Il cognome è diffuso in tutte le regioni italiane, soprattutto in Sicilia, Campania, Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Puglia. Nell’Isola è noto in tutte le province ma in particolare nel catanese (Catania, Caltagirone, Vizzini, Nicolosi, Paternò, Adrano, Gravina di Catania, Acireale, Motta Sant’Anastasia, Grammichele, San Giovanni La Punta, Bronte, Tremestieri, ecc.), nel ragusano (Modica, Ispica, Pozzallo, Ragusa, Comiso, Scicli, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Lentini, Augusta, Rosolini, Pachino, ecc.), nell’agrigentino (Ribera, Canicattì, Sciacca, ecc.) nel nisseno (Sommatino, Caltanissetta, Sutera, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. Amore fu cospicua e antica famiglia in Sicilia: alcuni suoi esponenti ebbero titoli e incarichi pubblici. Un Gualtiero fu cavaliere ad Aidone nel 1283, un Giovanni giurato di Caltagirone nel 1401/1402, un Antonio Amore fu al servizio di Federico III, altri ebbero onorevoli incarichi dal Re Martino e dalla Regina Bianca (cfr. Nobiliario di Sicilia). Verso la metà del 1400 la famiglia Amore venne in possesso in Sicilia, del Feudo di Lorsa e poi dei feudi di Siccara, Casacchio, Sulla e Crucifia. NICOLA AMORE (Roccamonfina 18/4/1828 – Napoli 10/10/1894), avvocato e politico italiano; fu senatore del Regno d’Italia nella XV legislatura (1882/1886) per il partito liberale. Fra il 1883 e il 1889, in diverse riprese, fu sindaco di Napoli, in un periodo poi detto del “Risanamento”: Matilde Serao lo definì come “il migliore sindaco che la città di Napoli abbia mai avuto” Rese Napoli famosa in Europa per il suo impegno nella sanità e nella giustizia. STEFANO AMORE (Roma 26/1/1963), magistrato ordinario, romano di nascita ma con un passato di sostituto procuratore della Repubblica a Reggio Calabria; è stato vice presidente nazionale di Magistratura Indipendente e consulente giuridico al Ministero dell’Economia. Ha collaborato con l’ufficio di Dublino e con l’ufficio di Londra dell’Istituto per il Commercio con l’Estero, realizzando alcune pubblicazioni in lingua inglese sui contratti internazionali. Entrato in magistratura, è stato giudice presso il Tribunale di Potenza, poi sostituto procuratore a Reggio Calabria; ha lavorato presso l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e presso il Ministero della Gioventù. È direttore dell’Osservatorio per l’analisi normativa nell’ambito della tutela ambientale, del contrasto alla contraffazione alimentare e del dissesto idrogeologico del Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri (C.U.F.A.A.). Attualmente svolge le funzioni di assistente di studio presso la Corte Costituzionale. ANTONIO AMORE (Catania 1918/2010), pittore dal lungo cammino artistico attraversato da forti passioni, scultore, poeta. Fin da giovane vagava con il padre per la Sicilia a decorare chiese ed ambienti. Nel 1938 partecipa alla campagna militare in Africa e viene fatto prigioniero; rientra in Italia nel 1946 e, a Roma, conosce il pittore Giacomo Balla, esponente di spicco del Futurismo. Nel 1950 ritorna in Sicilia per un breve soggiorno a Centuripe e scende con i minatori nelle miniere di zolfo e li ritrae nei momenti di riposo. Fra il 1951 e il 1960 l’artista si dedica al tema dei “carretti siciliani”: espone alla galleria del Vantaggio della Capitale disegni e schizzi. Poi decide di trasferirsi in Sardegna e lì inizia la ricerca di un’espressione sarda nella sua pittura: fonda, insieme a Luigi Taras e Aurelio Mereu, il “Gruppo di Santulussurgiu” impegnato in una ricerca pittorica comune. La sua terza fase creativa dura diversi decenni, fino agli anni 2000: una vita impregnata d’arte, in continua evoluzione.

MAISANO
(come Pina Maisano, senatrice della Repubblica, moglie di Libero Grassi)

Maisano è un toponimico, modificazione di Magisano, comune della provincia di Catanzaro che inizialmente era Vucisano, nome derivato dalle erbe presenti nella zona chiamate “vucissi”. Maisano è cognome diffuso nella zona dello Stretto, nel reggino e nel messinese, con ceppi anche nel palermitano e nel nisseno. In particolare, nel messinese a Milazzo, Messina, Villafranca Tirrena, Oliveri, Fiumedinisi, Barcellona Pozzo di Gotto, Itala, Venetico, Mazzarà Sant’Andrea, Montalbano, Gioiosa Marea, ecc.; nel palermitano a Palermo, Borgetto, Santa Flavia, Piana degli Albanesi, Bompietro, ecc.; nel nisseno a Resuttano, Caltanissetta, Serradifalco, ecc.; nel catanese a Catania, Biancavilla, Mascalucia, ecc.; nel trapanese a Paceco, Trapani, ecc. Maisano è attestato, inoltre, in Calabria, Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e, in numero minore, nelle altre regioni italiane. Fra le varianti troviamo Maesano, cognome tipico delle zone di Roghudi e Reggio Calabria, Magisano, tipico della zona di Chiaravalle Centrale, nel catanzarese.

Riferimenti storici e personaggi. GIUSEPPINA (PINA) MAISANO (Palermo 29/9/1928 – 7/6/2016),
architetto, politica; è stata senatrice della Repubblica nella XI legislatura. Moglie di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso per essersi rifiutato di pagare il pizzo alla mafia, dopo la morte del marito si impegnò in una battaglia di civiltà contro la mafia e venne eletta senatrice alle elezioni politiche del 1992, nelle liste dei Verdi. Impegnata anche sul piano sociale, divenne presidente onorario dell’associazione antiracket. “LiberoFuturo” intitolata al marito. MARCO MAISANO (Cinquefrondi, Reggio Calabria 1979), giornalista con la passione per i viaggi, attualmente conduttore del programma “Piacere Maisano” che va in onda dal 2019 su TV8. Conosce l’arabo alla perfezione ed ha realizzato numerosi viaggi in Marocco, Israele, Libano, Giordania, Kosovo. Nel 2015, inviato delle Iene, ha realizzato servizi dalla Libia, dal Kurdistan, dalle Filippine, dalla Siria; nel 2017 per il programma Nemo su RAI 2, ha realizzato servizi dagli Stati Uniti e dal Sudamerica; nel 2019, sempre per RAI 2, ha iniziato una nuova avventura con Enrico Lucci per il programma “Realiti”. Ha collaborato con The Post Internazionale, il Giornale ed è fra i fondatori del sito “Inkorsivo”, magazine on line moderno. GIANFRANCO MICHELE MAISANO, in arte MICHELE (Vigevano 22/6/1944), cantante, personaggio noto della canzone italiana per i suoi successi in Italia ma anche in Brasile, Argentina, USA, Canada, Germania, Romania. Il suo continuo successo è documentato dai tre milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Il suo primo successo risale al lontano 1963, quando ottenne il primo posto al “Cantagiro” con la canzone “Se mi vuoi lasciare”. Dal 2016 è ospite fisso nel programma MilleVoci di Gianni Turco, visibile in tutta Europa sulla piattaforma SKY e sul digitale terrestre in Italia.

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