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Martedì, 24 Maggio 2022
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Scola, De Santis, Placido, Bentivegna

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito

L'origine dei cognomi Scola, De Santis, Placido, Bentivegna, dal blog Cognomen omen di Francesco Miranda

Scola

(come Francesco Scola, musicista venuto dalla Zen, primo clarinetto a Belfast)
Scola ha origine da soprannomi collegati al termine tardo latino “schola” (scuola), forse con riferimento ad un gruppo di discepoli frequentanti la bottega di un mastro artigiano. Il cognome è sparso in quasi tutta la penisola con maggiore frequenza in Lombardia e in Campania; è abbastanza diffuso anche in altre regioni italiane, nell’ordine di consistenza, Veneto, Liguria, Calabria, Marche, Sicilia, Lazio, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Toscana, Emilia-Romagna, ecc. In Sicilia è attestato soprattutto nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Santa Flavia, Torretta, Villabate, Castelbuono, Casteldaccia, ecc.), nel Catanese (Catania, San Cono, Gravina di Catania, Aci Castello, Aci Catena, ecc.), nel Trapanese (San Vito Lo Capo, Alcamo), nell’Agrigentino.

Riferimenti storici e personaggi. Francesco Scola (Palermo 1983), musicista di livello internazionale; partito dallo Zen (Zona Espansione Nord), noto quartiere Palermitano, dal 2009 è primo clarinetto nell’Ulster Orchestra di Belfast (Irlanda) con la quale trasmette in diretta BBC Radio 3 Ulster ed ha all’attivo esibizioni con Riccardo Muti, Alain Lombard, Zoltan Pesko, Hubert Soudant, masterclass e concerti in giro per il mondo, attestati e riconoscimenti vari. Tra l’altro è professore di “music performance” presso la Queens’ University e si esibisce nelle più famose sale del mondo come la Concertgebouw ad Amsterdam, la Philarmonie a Parigi, la Royal Albert Hall a Londra, la London Philarmonic Orchestra, la Finnish Radio Simphony Orchestra. Angelo Scola (Malgrate 7/11/1941), cardinale arcivescovo emerito di Milano, già Patriarca di Venezia. Dottore in Filosofia e Teologia, fu ordinato sacerdote nel 1970, vescovo dal 1991, cardinale dal 2003; nel 2013 arrivò a Roma favorito per l’elezione al soglio pontificio, ma il conclave elesse papa il cardinale Bergoglio (papa Francesco). Angelo Scola è stato fra i responsabili di Comunione e Liberazione, il movimento cattolico fondato da Don Luigi Giussano nel 1954, ed ha collaborato alla fondazione della Rivista Internazionale “Communio”. Attualmente, il cardinale Scola è membro della Congregazione per la Dottrina della Fede e del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione. Ettore Scola (Trevico 10/5/1931-Roma 19/1/2016), regista e sceneggiatore; ha scritto alcune delle più belle pagine del cinema italiano. Esordisce nella regia nel 1964 con il film “Se permette parliamo di donne, con Vittorio Gassman che, insieme a Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, sarà uno degli attori preferiti da Scola. Poi dirige “Il commissario Pepe” (1969), “Dramma della gelosia-Tutti i particolari in cronaca (1970). Gli anni Settanta costituiscono il decennio più importante della carriera di Scola: dirige “C’eravamo tanto amati” (con il quale ripercorre la storia italiana dal 1945 al 1975), capolavoro che lo consacra tra i registi più grande del cinema italiano; “Brutti, sporchi e cattivi” (1976), “Una giornata particolare” (1977), (forse il film più acclamato all’estero). I suoi successi continuano con tanti altri film degli anni Ottanta e seguenti, fino all’ultimo film della sua carriera “Che strano chiamarsi Federico” (2013), diretto in occasione del ventennale della morte di Fellini.

De Santis

(come Giuseppe De Santis, attore, regista, scrittore, sceneggiatore, critico cinematografico, docente)
De Santis è una delle tante varianti di Santi, cognome prevalente nel Nord: con “De” patronimico (il figlio di…) è proprio del Sud e del Centro. È generato dalla cognominizzazione dei nomi di tradizione e devozione cristiana (Santo-Santa), continuazione del personale latino di età imperiale “Sanctus” che ha il significato di “sacro, venerato, santo, consacrato” e, in parte, anche di Santi o Sante, ipocoristici aferetici di “Ognissanti”, festività cristiana di tutti i santi. (cfr. E. De Felice, Dizionario dei cognomi italiani). A partire dal Medioevo si è cominciato a dare il nome Santo ai bambini che nascevano il giorno di Ognissanti. De Santis è diffuso soprattutto nel Lazio e in Puglia, ma è abbastanza frequente in Campania, Abruzzo, Lombardia, quindi Marche, Umbria, Calabria, Molise, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, e, via via, nelle altre regioni italiane. In Sicilia famiglie De Santis sono censite nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Santa Flavia, Borgetto, Villabate, Vicari, Isola delle Femmine, Trabia, Carini, Altavilla Milicia, Partinico), nel Catanese (Catania, Acireale, Aci Castello, Sant’Agata Li Battiati, Santa Venerina, Caltagirone), nel Trapanese (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani, Pantelleria), nel messinese (Messina, Letojanni, Saponara), nel siracusano (Siracusa, Augusta, Carlentini), nell’Agrigentino, nel Ragusano, nell’Ennese).

Riferimenti storici e personaggi. Il cognome De Santis, che è appartenuto ad una nobile casata abruzzese della prima metà dell’anno 1000, si è poi diffuso, nelle numerose varianti, in tutta l’Italia. Tra i personaggi illustri si ricordano: Francesco De Sanctis (Morra Irpina 28/3/1817-Napoli 29/12/1883), scrittore, critico letterario, politico, ministro della Pubblica Istruzione, filosofo. Fu fra i maggiori critici della letteratura italiana del XIX secolo. Tra le sue opere vanno elencate: “Storia della letteratura italiana”, “Saggio critico sul Petrarca”, “Saggi critici” del 1866, “Nuovi Saggi critici” del 1869 e studi su Dante, Guicciardini, Schopenhauer, Leopardi, Emilio Zola. Giuseppe De Santis (Fondi 11/2/1917-Roma 16/5/1997), attore, regista, scrittore, sceneggiatore, critico cinematografico e docente. Fu uno degli esponenti di spicco del neorealismo cinematografico; fu assistente di Luchino Visconti nel film “Ossessione”. Nei suoi 50 anni di carriera come regista diresse fra l’altro “Riso Amaro”, “Italiani brava gente”, “Non c’è pace fra gli ulivi”. Docente presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, negli anni 80 e 90 continuò a progettare film che non vedranno mai la luce. Nel 1995 ricevette il Leone d’Oro al Festival di Venezia, riconoscimento tardivo alla sua lunga e fertile carriera. Carmine De Santis (Caserta 20/4/1951-Caserta 20/4/1951), funzionario di polizia, senatore della Repubblica Italiana nella XIII Legislatura, Gruppo Federazione Cristiano Democratica CCD. È stato membro e segretario della IV Commissione permanente – Difesa, membro della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia. Gennaro (Uccio) De Santis (Bari 12/9/1966), attore, comico e cabarettista. Prima di diventare noto ha lavorato come animatore nei villaggi turistici; ha esordito in Tv nel 1988 nel programma “La sai l’ultima?” con Gerry Scotti e Natalia Estrada; ha recitato in Rai nel cast di “Un medico in famiglia”, “Stasera mi butto” ed altri. È stato spesso ospite di trasmissioni televisive come “La vita in diretta”, “Storie italiane”, “I soliti ignoti”, “Oggi è un altro giorno”. Nella stagione 2019/2020 è stato nel cast del programma Rai “Made in sud”. Molte le sue presenze anche nel cinema, dove ha esordito nel film “Barzellette” di Carlo Vanzina (2004).

Placido

(come Michele Placido, attore, regista, sceneggiatore)
Il cognome Placido deriva dal nomen latino “Placĭdus”, formato sulla base del verbo “placère” (andare a genio), e desinenza in –idus con il senso di qualità durevole propria di aggettivi verbali. Si traduce con “che piace”, poi con “tranquillo”, “sereno”, detto di persona in cui la serenità d’animo si riflette esteriormente in calma e tranquillità di modi. Placido è diffuso in poco meno di 150 comuni sparsi qua e là in quasi tutte le regioni italiane: i ceppi più consistenti si trovano in Puglia (Foggia, Taranto, Bari), in Abruzzo (Pescara, Chieti), in Lombardia (Milano, Varese), in Piemonte (Torino); in Sicilia ci sono alcune presenze solo nel Catanese (Catania, San Pietro Clarenza, ecc.) e nel Trapanese (Marsala).

Riferimenti storici e personaggi. Michele Placido (Ascoli Satriano, Foggia, 19/5/1946), attore, regista, sceneggiatore. La sua carriera inizia alternando teatro a cinema; lavora con Strehler, Patroni Griffi, Monicelli (Romanzo popolare, 1974), ma la popolarità in Italia e all’estero gli viene per il ruolo del commissario Corrado Cattani, interpretato nella serie televisiva “La piovra”. Esordisce nel 1989 come regista con “Pummarò” che nel 1990 presenta al Festival di Cannes; poi vengono i suoi numerosi film: più di cento per il cinema, più di trenta per la televisione, quattordici da regista. Numerosi i premi e le onorificenze ricevuti. Violante Placido (Roma 1/5/1976), attrice e cantante, figlia dell’attore-regista Michele Placido e dell’attrice Simonetta Stefanelli. Dai tempi del suo debutto come attrice, nel 1993 a fianco del padre nel film drammatico “Quattro bravi ragazzi” di Claudio Camarca, è passato tanto tempo e Violante si ritrova con una vasta filmografia di attrice di cinema e Tv che la vede lavorare con registi noti come Sergio Rubini, Giacomo Battiato, nel cast della fiction “Karol”, un uomo diventato papa, sulla vita di papa Giovanni Paolo II (miniserie TV), Pupi Avati, Cristiano Burtone, Michele Soavi. Come cantante debutta con lo pseudonimo di Viola e collabora con Bugo; al festival di Sanremo 2014 accompagna i “Perturbazione” nell’esecuzione de “La donna cannone” di Francesco De Gregori. Gerardo Placido (in arte Gerardo Amato, Ascoli Satriano15/2/1949), attore di teatro, cinema e televisione; componente di una numerosa fratria di Placido, cinque fratelli (Michele, Donato, Gerardo, Enzo, Alessandro) e tre sorelle (Maria, Virginia, Rita). Ha debuttato nel 1976 nel film “Nina” per la regia del grande Vincente Minnelli, padre di Liza, dove recita con Ingrid Bergman; poi lavora con Enrico Maria Salerno che lo chiama a far parte della sua compagnia teatrale. È stato anche interprete di fotoromanzi. Attualmente è docente di recitazione presso varie università fra cui l’Università di Salisburgo, e collabora con l’Università Cattolica di Milano in eccelsi appuntamenti letterari interpretando pagine della Divina Commedia di Dante, Leopardi e Ugo Foscolo. Nel 2010 ha collaborato alla scrittura della sceneggiatura del film “Vallanzasca – Gli angeli del male”, del fratello Michele Placido.

Bentivegna

(come Rosario Bentivegna, uno degli autori dell’azione di via Rasella a Roma, contro i tedeschi)
Il cognome deriva dal nome benaugurale medioevale Bentivegna, che significa “sia il benvenuto”: di un Bentivegna si parla in uno scritto del 1243 di Montieri (GR) ma anche nell'ottava giornata del Decamerone di Boccaccio in cui si presenta un Bentivegna del Mazzo. Varianti del cognome sono Bentivegni, raro e noto in Romagna, Bentivenga, rarissimo, in Basilicata e in Sicilia, Vegni, in Toscana. Bentivegna è diffuso in più di 150 comuni italiani di varie regioni: Sicilia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Veneto e, poi, con ceppi meno consistenti, anche delle rimanenti regioni. In Sicilia è presente in tutte le province, in particolare nell'Agrigentino (Sciacca, Favara, Cattolica Eraclea, Ribera, Canicattì, ecc.), nel Catanese (Gravina di Catania, Misterbianco, Scordia, Ramacca, San Giovanni La Punta, Aci Castello, Belpasso, Tremestieri Etneo, Aci Sant’Antonio, San Gregorio, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Altofonte, Corleone, San Giuseppe Jato, Bagheria, Scillato, Ciminna, Monreale, ecc.) nell'Ennese (Troina, Valguarnera Caropepe, Regalbuto, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Catenanuova, ecc.), nel Messinese (San Teodoro, Cesarò, Messina, Francavilla di Sicilia), nel Ragusano (Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Ragusa, ecc.), nel Trapanese (Mazara del vallo, Erice, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Bentivegna fu antica e nobile famiglia di Corleone nota dal XV secolo; possedette i feudi di Celso e Marosella e il titolo di marchese di Ganzeria. Risulta iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliario Italiano del 1922. Francesco Bentivegna (Corleone 4/3/1820-Mezzojuso 20/12/1856), patriota siciliano; partecipò all’insurrezione di Palermo del 1848, fu deputato al parlamento siciliano e governatore militare del distretto corleonese; fu a capo di diversi movimenti rivoluzionari antiborbonici e repubblicani, nel maggio del 1849 partecipò alla difesa di Palermo. In prigione dal 1853 al 1856, appena libero, riorganizzò una rivolta contro il governo borbonico, subito soffocata; fu fatto prigioniero e fucilato a Mezzojuso. Rosario Bentivegna (Roma 22/6/1922 – Roma 2/4/1912), medico, antifascista, partigiano, scrittore, medaglia d’argento al valore militare. Arrestato nel 1941, dopo la scarcerazione nel 1943 aderì al Partito Comunista. Dopo l’armistizio e la formazione dei Gruppi di azione patriottica, fu fra i più valorosi protagonisti della Resistenza, sia a Roma, dove partecipò all’assalto ai militari tedeschi in piazza Barberini e ad un attacco ad un corteo fascista in via Tomacelli, che nella zona della Casilina, dove comandò formazioni partigiane. Il 23 marzo del 1944, con il nome di battaglia di “Paolo”, fu fra gli autori dell’azione di via Rasella, a Roma, che mise fuori combattimento 33 soldati delle SS. e che fu il pretesto per la strage delle Fosse Ardeatine. Dopo la liberazione continuò la sua lotta contro i nazifascisti di Jugoslavia e in Montenegro. Dopo la guerra continuò a svolgere attività politica per il PCI. Warner Bentivegna (Crotone 18/7/1931-Roma 6/12/2008), attore teatrale e televisivo, attivo anche nel cinema e nella radiofonia, divo della RAI in molti sceneggiati televisivi. Aveva lavorato con Renzo Ricci, Enrico Maria Salerno, Andreina Pagnani, SergioTofano, e, al Teatro Piccolo di Milano, con Sarah Ferrati, Tino Carraro, Valentina Cortese, Tino Buazzelli ed altri. In TV debuttò con “I Giacobini” a fianco di Serge Reggiani, poi fu protagonista di “Una tragedia americana” con Virna Lisi e Lilla Brignone. Nel 2007 gli fu conferito il Premio Salvo Randone per aver preso parte, per il Teatro Stabile del Veneto, ad “Una delle ultime sere di carnevale” di Carlo Goldoni. Al cinema fu apprezzato per la partecipazione ai film “Il padrone delle ferriere” (1959) e “La guerra di Troia” (1961)

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