Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi Scimeca, Scibona, Mastroianni, Perracchio

Marcello Mastroianni e Anita Ekberg

L'origine dei cognomi Scimeca, Scibona, Mastroianni, Perracchio di Francesco Miranda.

Scimeca (come Pasquale Scimeca, regista, autore, sceneggiatore)

Il cognome deriva da un antico vocabolo di origine latina, “scimeca”, inteso come “licenza” e proveniente dal verbo latino “eximere” = liberare, togliere (cfr. Vito Blunda, Supposte origini dei cognomi in Sicilia). Altra ipotesi vorrebbe Scimeca, di origine dialettale siciliana, generato dalla cognominizzazione del nome di un mestiere, il calzolaio, usato, però, in tono dispregiativo; che ha come variante il termine “scimeccu” che indica un individuo non utile, poco efficiente (cfr. voci in Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea, 1997). Il cognome è diffuso soprattutto nel Palermitano (Caccamo, Ciminna, Palermo, Castronovo di Sicilia, Aliminusa, Vicari, Lercara Friddi, Baucina, Roccapalumba, Termini Imerese, Cefalù, Trabia, Santa Flavia, Bagheria, ecc.); è presente anche nel Trapanese (Partanna, Castellammare del Golfo), nell’Agrigentino (Porto Empedocle, Montevago), nel Siracusano (Augusta), nel Catanese (Catania). Famiglie Scimeca sono attestate anche in Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana): circa settanta comuni in Italia.

Riferimenti storici e personaggi. Pasquale Scimeca (Aliminusa 1/2/1956), regista, autore, sceneggiatore. Ha diretto “L’Isola incantata”, film presentato nel marzo scorso al Vittoria Peace Film Fest, che ha come protagonista la Sicilia “un’isola posta di sbilenco sul mare, che fu crocevia di civiltà molteplici, punto di congiunzione fra occidente, oriente e il continente africano”; “metafora del mondo, luogo di convivenza pacifica fra uomini delle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Islam, Cristianesimo)”. Scimeca, da Aliminusa, piccolo paese sulle Madonie, dopo il liceo si trasferisce a Firenze dove si laurea in lettere, poi viaggia per l’Europa e l’Africa. Negli anni Ottanta insegna letteratura nei licei, fino al 1992, quando lascia la scuola e si dedica al cinema. Autore e produttore fra i più coerenti del cinema indipendente europeo, gira numerosi film e documentari, fra cui: “Placido Rizzotto”, “Rosso Malpelo”, “Gli indesiderabili”, “Passione di Giosuè l’ebreo”, “Sem Terra”, “Malavoglia”, “Biagio”, “Balon”. Nel 2018 è stato direttore artistico della sede siciliana del Centro sperimentale di cinematografia, Scuola nazionale di cinema specializzata nel Documentario d’arte. Manuel Scimeca (Roma 1983), biologo, laurea in Biotecnologie mediche”, dottorato di ricerca in “Biotecnologie e medicina traslazionale”, docente presso l’Università di Roma Tor Vergata, l’Università San Raffaele e la “Saint Camillus International University of Health and Medical  Sciences”. Coordinatore del laboratorio di Anatomia Patologica (Università di Roma Tor Vergata) e del laboratorio di Istopatologia OrchideaLab. Membro della Società Italiana di Anatomia Patologica (SIAPEC), è autore di circa ottanta articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali e di un capitolo del libro “Muscle: fondamental biology and mechanisms of disease; ha tenuto numerose conferenze su invito in congressi e istituti nazionali ed internazionali. Filippo Scimeca (Baucina 1945), scultore e pittore; dal 1968 al 1995 ha insegnato Scultura e Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel biennio successivo Scultura presso l’Accademia di Belle Arti “Albertina” di Torino e, dal 1997, Scultura presso l’Accademia di Belle Arti “Brera” di Milano. Ha realizzato molte mostre personali e ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Parecchi monumenti pubblici e sue opere sono presenti in molti musei e collezioni private in Italia e all’estero.

Scibona (come Giacomo Scibona, archeologo e docente di archeologia)

Scibona è cognominizzazione di vocabolo di probabile origine araba: potrebbe derivare da nome di località, la frazione di Scibona, nel comune di Niscemi (CL). Il cognome è noto in Sicilia, nel Catanese (Caltagirone, Catania, Trecastagni, Paternò, Acireale, Licodia Eubea, Grammichele, Ragalna, Mazzarrone, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Lercara Friddi, Casteldaccia, Bolognetta, ecc.), nell’Agrigentino (Sambuca di Sicilia, Grotte, Siculiana, Sciacca), nell’Ennese (Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Nicosia, Enna), nel Nisseno (Niscemi, Gela, Vallelunga Pratameno), nel Ragusano (Comiso, Ragusa, Santa Croce Camerina). Poche le famiglie Scibona nelle altre regioni italiane, fra queste: Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto, Toscana.

Riferimenti storici e personaggi. Giacomo Scibona (Messina 19/12/1940 – 16/1/2009), archeologo, personaggio fra i più importanti nella storia dell’archeologia degli ultimi anni. Dedicò la sua vita alla salvaguardia dei monumenti della città di Messina e alla valorizzazione di alcune collezioni antiche fra cui la collezione egizia di Salvatore Pugliatti, giurista e rettore dell’Università di Messina. Docente di Archeologia all’Università di Messina, Giacomo Scibona ha collaborato a lungo, in qualità di ispettore onorario, con la Sovrintendenza di Siracusa e di Messina. Profondo conoscitore del territorio della provincia di Messina, ha scavato ad Alesa, a San Marco d’Alunzio, Alcara Li Fusi, Rometta; ha scavato anche nella provincia di Enna, ad Agira, Monte Capodarso, Troina. Nel decennale della sua morte, nel 2019, utilizzando l’immenso archivio lasciato da Scibona, è stato pubblicato il volume “Kthma EE ALEI – Studi e ricerche in memoria di Giacomo Scibona, Messina 2019, a cura di Giovan Giuseppe Mellosi e Roberto Moscheo. La moglie prof. Concetta Giuffrè ha collaborato con la biografia, la bibliografia e una postfazione. 

Salvatore Scibona (Cleveland, Ohio 1975), romanziere e scrittore americano; nato in una famiglia di origine italiana, è stato influenzato nella sua attività di scrittore dall’essere vissuto in una famiglia allargata a stretto contatto con i suoi quattro nonni da quali ha sentito raccontare molte storie. Laureatosi al St. John’s College nel 1997, ha viaggiato in Italia e ha scritto romanzi e racconti riscuotendo molto successo, riconoscimenti e premi vari; nel 2010 è stato dichiarato autore degno di nota “20 under 40” dal New Yorker. Dal 2004 al 2013 ha amministrato la borsa di studio di scrittura presso il Fine Arts Work Center di Provincetown, nel Massachusetts, dove è direttore del programma; attualmente insegna alla Wesleyan University. Ha scritto numerosi romanzi, saggi, antologie; fra i suoi ultimi libri: “The Hidden Person”, 2013; “The Tremendosus Machine”, 2015; “Do Not Stop”,2019. 

Marco Scibona (Wald, comune svizzero nel Canton Zurigo, 8/6/1967, residente a Bussoleno, Torino), impiegato, politico, senatore della Repubblica Italiana nella XVII legislatura, gruppo Movimento 5 Stelle.

Mastroianni (come Marcello Mastroianni, attore)

Mastroianni è un patronimico composto con un accorciativo del nome Giovanni: dovrebbe derivare dal nome di un artigiano o “mastro” di nome Giovanni (forma dialettale Ianni); indica l’appartenenza alla famiglia di Mastro-Ianni. Il cognome è ampiamente diffuso nella fascia centro meridionale costituita dal Lazio, Campania, Calabria: ha grossi ceppi nelle province di Roma, Frosinone, Caserta, Napoli e, più a sud, Potenza, Cosenza, Catanzaro. È attestato anche in Lombardia, Piemonte, Basilicata, Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Liguria e in tante altre regioni italiane. In Sicilia è presente nel Catanese (Palagonia, Aci
Castello, Paternò), nel Siracusano (Siracusa, Floridia, Canicattini Bagni), nell’Agrigentino (Campobello di Licata), nel Palermitano, nel Messinese.

Riferimenti storici e personaggi. Marcello (Vincenzo, Domenico) Mastroianni (Fontana Liri 26/9/1924 – Parigi 19/12/1996), attore di cinema e teatro; fra gli interpreti italiani più conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero, soprattutto per i ruoli da protagonista nei film di Federico Fellini e per le pellicole recitate in coppia con Sofia Loren. È stato candidato all’oscar come migliore attore  peri film “Divorzio all’italiana” (1963), “Una giornata particolare” (1978) e “Oci ciornie” (1988). Ha vinto due Golden Globe, due premi BAFTA, otto David di Donatello, otto Nastri d’argento, cinque Globi d’oro, un Ciak d’oro e tanti altri premi. Nel 1990 gli è stato conferito il Leone d’oro alla carriera: la sua filmografia comprende oltre 150 film. Nonostante l’enorme successo cinematografico, Marcello non abbandonò mai del tutto il teatro, nel 1966 è sul palcoscenico con la commedia musicale di Garinei e Giovannini, “Ciao Rudy”, nel 1985 è a Parigi diretto da Peter Brook e, dieci anni dopo, gira l’Italia portando in diversi teatri, “Le ultime lune”, una commedia sulla vecchiaia di Furio Bordon, con cui riscuote gli ultimi successi prima di morire. Nel 1962 il “Time” lo definì “il divo straniero più popolare negli Stati Uniti. Gli furono conferite le onorificenze di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana (1967), Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (1987), Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 

Luigi Mastroianni (Catania 19/1/1994), personaggio televisivo noto nel mondo dello spettacolo per la sua partecipazione, nella stagione 2018/2019, prima come corteggiatore, poi come tronista, alla trasmissione “Uomini e Donne” condotta da Maria De Filippi. Luigi ha scritto recentemente un libro, con il fratello Salvo, colpito dalla sindrome di Down, dal titolo “Mio fratello è un gigante”, uscito nel marzo scorso. Luigi Mastroianni è appassionato alla politica, all’attivismo e alla giustizia sociale: il libro, che racconta la storia vissuta dall’autore con il fratello disabile, è un inno alla vita e all’amore fraterno ma contiene anche una denuncia nei confronti della comunità e delle istituzioni spesso insensibili al problema delle diversità.

Perracchio (come Marcello Perracchio, attore di teatro, cinema, televisione)

Cognome molto raro, presente in pochi comuni in Sicilia e con, piccolissimi nuclei, nel Lazio (zona Roma), nel Piemonte (nel Torinese e nell’Alessandrino). Ha un ceppo principale nel Catanese (Scordia, Mascalucia, Belpasso, Catania, Pedara, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania) e qualche occorrenza nel Ragusano (Ragusa, Santa Croce Camerina, Modica). Perracchio probabilmente deriva dal termine dialettale siciliano “piracchiu” con il quale si intende il pero selvatico; altra ipotesi potrebbe essere quella della derivazione dal termine dialettale siciliano “piracchia o pirracchia”, con cui si intende “ciascuno dei regoli del telaio a mano” (Piccitto). Potrebbe, inoltre, derivare, direttamente o tramite una forma diminutiva, da una modificazione ipocoristica del nome “Pietro”. Varianti di Perracchio sono Peracchio, Perrachio, Peracchi, Peracchia. Tracce di questo cognome sono state trovate in un testo rinascimentale del XVI secolo, dove si cita un certo Peracchius architecti, e in un atto notarile del 1751 con cui un Cristoforo Peracchi lasciò tutti i suoi averi all’ospedale di Piacenza. I Peracchi o Perachi, inoltre, sono una nobile famiglia della Savoia, signori feudali delle Valli di Lanzo, Canavese, Nole e Grosso, che governarono nel XIV secolo.

Marcello Perracchio (Modica 16/1/1938 – Ragusa 28/7/2017), attore di teatro, cinema e televisione; noto al grosso pubblico per la sua interpretazione del dott. Pasquano nella serie televisiva de “Il commissario Montalbano”. Nel 1977 partecipò al film di Luigi Zampa “Gente di rispetto”; ha calcato il palcoscenico del Teatro Stabile di Catania, insieme a Turi Ferro, nelle maggiori produzioni: Il berretto a sonagli, La Giara, Mastro Don Gesualdo, ecc. Luigi Perracchio (Torino 28/5/1883 – Torino 6(9)1966),allievo di C. Boerio e I. Brull per il pianoforte, autodidatta per la composizione, docente prima di pianoforte, poi di composizione nel conservatorio di Torino. Compose soprattutto musica da camera e pubblicò opere su Debussy, Bach e I principi fondamentali della composizione musicale.
 

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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