Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi Samonà, Salonia, Cucinotta, Giuffrida

Maria Grazia Cucinotta

L'origine dei cognomi Samonà, Salonia, Cucinotta, Giuffrida.

Samonà

(come Alberto Samonà, neo assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità Siciliana)

Samonà, nome personale poi cognominizzato, ha origine greca e significa” originario di Samo”: è un cognome etnico riferito ad un antico capostipite proveniente, appunto da Samo, o Samos (in greco Samoz).

È un cognome noto soprattutto in Sicilia, nel palermitano (Palermo) e a Montevago (nell’agrigentino). Poche famiglie sono attestate nel Lazio (Roma) e in Toscana (Pisa).

Riferimenti storici e personaggi. Secondo alcuni i Samonà sono antichissima famiglia di provenienza mediorientale, giunta in Italia dall’Iran o, secondo altri, dall’Anatolia. A Palermo, noti nell’ambito della cultura, alla fine dell’800 si imparentarono con i Monroy con il matrimonio tra la principessa Adele Monroy di Pandolfina e il prof. CARMELO SAMONÀ, medico e studioso di esoterismo e fenomeni paranormali; egli aveva fondato a Palermo la Società di Metapsichica all’interno della quale, insieme ad altri medici e scienziati, aveva organizzato , a scopo di studio e di verifica, una serie di sedute spiritiche della celebre medium napoletana Eusapia Palladino , ospitandola a Palermo fra il mese di luglio e agosto  1902. Aveva scritto un libro, Psiche misteriosa (1910), dove affrontava scientificamente anche l’esperienza vissuta in prima persona, divulgando in tutta Europa la teoria della presunta reincarnazione di sua figlia, Alessandrina, la secondogenita al cui avevano dato il nome di una prima bambina morta, che era identica alla sorella e custodiva ricordi che appartenevano alla vita dell’altra. GIUSEPPE SAMONA’(Palermo 8/4/1898 – Roma 31/10/1983), architetto e politico, considerato uno dei maggiori architetti della sua epoca e celebre urbanista. Tra i progetti di Simonà si segnalano il Centro Traumatologico Ospedaliero di Bari (1948), Villa Scimeni a Palermo (1950), il palazzo dell’Enel di Palermo, un tempo edificio SGES (1961), l’edificio sede della Banca d’Italia di Padova, il Municipio di Gibellina (1971), il Teatro Popolare di Sciacca (1974).  Nella VI Legislatura (1972/76) fu senatore della Repubblica, eletto nelle liste del PCI; è ricordato anche per essere stato uno dei “quattro saggi” (G. De Carlo, U. Di Cristina, Anna Maria Sciarra Borzì, incaricati di redigere il “Piano Programma” del centro storico di Palermo (1979/81). CARMELO SAMONA’ (Palermo 17/3/1926 – Roma 17/3/1990), accademico e scrittore, uno dei più quotati ispanisti italiani. GIUSEPPE PAOLO SAMONA’ (Palermo 1934 /Roma 1996), accademico e docente di Letterature Comparate nella Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Chieti-Pescara. Nato da una famiglia palermitana di proprietari terrieri di cultura liberale e antifascista. ALBERTO SAMONA‘ (Palermo 2/5/1972), giornalista e scrittore, politico. Direttore responsabile de ilSicilia.it, collabora con il quotidiano “Libero”. Ha scritto per “Il Secolo d’Italia”, “L’Ora”, “La Sicilia”, “Oggi Sicilia”. Ha pubblicato diversi libri su tematiche simboliche, religiose e sulla conoscenza di sé, e diversi romanzi. In politica è stato dirigente palermitano del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI; nella seconda metà degli anni ’90 ha fondato a Palermo il circolo politico-culturale Julius Evola. Nel 2018 si è presentato alle Parlamentari del M5S ma, pur avendo superato la selezione on line, non è stato incluso nelle liste del Movimento. Nel settembre dello stesso anno è stato nominato responsabile del dipartimento cultura della Lega “Salvini premier” per la Sicilia Occidentale. Qualche settimana fa il presidente della Regione Siciliana Musumeci, su indicazione della Lega, lo ha nominato assessore ai BB.CC. e all’Identità Siciliana

Salonia

(come Giovanni Salonia, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Palermo)

Salonia potrebbe derivare dall’antico toponimo “Salonia” o “Salona”, nome greco-romano con cui nell’Alto medioevo si indicava Spalato, l’attuale Split e le cui rovine sorgono nei pressi dell’odierno centro omonimo, in serbo “Solin”. Si tratta di un cognome tipico del siracusano (Siracusa, Sortino, Avola, Rosolini, Palazzolo Acreide, Noto, Floridia, Priolo Gargallo, Lentini, Melilli, Carlentini, Buscemi, ecc.), del ragusano (Ragusa, Pozzallo, Ispica, Modica, Vittoria, Comiso, Scicli, Santa Croce Camerina), del catanese (Caltagirone, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Catania, Pedara): è noto, inoltre nel messinese (Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, nel palermitano (Termini Imerese), nel nisseno (Gela). Fuori dell’Isola, alcune famiglie Salonia sono attestate in Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, ecc. Varianti: Salona, Salonna.

Riferimenti storici e personaggi. Troviamo questa famiglia in Noto, Siracusa, Messina: essa possedette i feudi di Bonfallura, Metà di Pantano, Muxia, Prato o Santamino, Renda, ecc. Molti furono i personaggi che la resero illustre: un Antonio Salonia nel 1441 era signore di Bindicari e nobile di Noto; un Calcerano, capitano e giurato di detta città, nello stesso anno; un Giuseppe, Barone di Renda nel 1529; un Battista, barone nel 1565, un fra Battista, cavaliere gerosolomitano, e tanti altri. GIOVANNI SALONIA (Ragusa 27/7/1947), psicologo, psicoterapeuta fra i più noti operanti nella chiesa, frate minore cappuccino, docente universitario e autore di numerosi libri. Nel febbraio del 2017 venne nominato da papa Francesco, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Palermo accanto all’arcivescovo Corrado Lorefice. Ma il suo incarico durò solo pochi mesi perché una suora aveva denunciato di aver subito abusi dal frate in occasione di incontri riservati fra il 2009 e il 2013. Il frate cappuccino ha dovuto così affrontare prima il Tribunale ecclesiastico e poi quello penale. A distanza di due anni, nel febbraio scorso, padre Salonia è stato scagionato: il Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) del Tribunale di Roma ha emesso una sentenza di “non luogo a procedere” nei suoi confronti. DIMITRI SALONIA (Giammoro-Pace del Mela 1941), avvocato, pittore conosciuto in ambito mondiale: ha partecipato alle più importanti rassegne internazionali d’Arte Contemporanea fra cui Arte Padova, Reggio Emilia, Piacenza, Parma. È il fondatore della Scuola Coloristica Siciliana, i suoi quadri si trovano nei migliori musei europei e in tante chiese italiane. Si ispira da sempre all’arte e alle tradizioni siciliane come i mercati; apprezza anche i vecchi decoratori dei carretti siciliani, i cantastorie con i loro pannelli, gli ideatori dei teatrini dell’opera dei pupi e li considera veri maestri creatori di opere d’arte. ELVIRA SALONIA, pittrice di Ragusa; ha insegnato Estetica presso l’Accademia di Belle Arti “Mediterranea” di Ragusa. Predilige gli oli, gli acrilici, gli acquerelli e le matite. La sua attività espositiva ha avuto inizio nel 1991 con una collettiva d’arte tra gli incantevoli luoghi del barocco di Ragusa Ibla.

Cucinotta

(come Maria Grazia Cucinotta, attrice)

Il cognome Cucinotta deriva da modificazioni del termine cugina/cucina o da modificazioni dell’aferesi di vezzeggiativi di nomi come Enrico o Malrico: Enrica/Ricuccia/Cuccia/Cuccina/Cucinotta. Potrebbe derivare da ipocoristici uscenti in “ucius”, Beccucius, Falcucius (Caracausi).

Si tratta di un cognome siciliano che ha le maggiori occorrenze nel messinese (Messina, Saponara, Rometta, Barcellona Pozzo di Gotto) e nel catanese (Catania, Mascali, Giarre, Sant’Agata Li Battiati), pur essendo presente anche nelle restanti province. Con piccoli nuclei è diffuso anche in Lombardia, Calabria, Lazio, Piemonte ed altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. Una famiglia Cucinotta, presente a Pace del Mela nella seconda metà dell’800, ebbe fra i suoi rappresentanti LETTERIO CUCINOTTA, ingegnere, amministratore del feudo dei duchi Avarna, e SILVIO CUCINOTTA (Pace del Mela 13/7/1873 – Santa Lucia del Mela 1/5/1928), sacerdote, scrittore, poeta; la sua formazione sacerdotale fu profondamente influenzata dalla enciclica Rerum Novarum e anche dalla figura e dall’insegnamento del suo autore, papa Leone XIII. La sua grande forza innovatrice, trovò forti resistenze nell’ambiente ecclesiastico e politico per cui fu costretto a peregrinare da paese a paese, da chiesa a chiesa; alla fine, fortemente amareggiato si rifugiò nel suo paese di origine e si dedicò all’istruzione religiosa del suo popolo. Morì a Santa Lucia del Mela il 1^ maggio 1928. MARIA GRAZIA CUCINOTTA (Messina 27/7/1968), attrice, produttrice cinematografica, regista e modella. Nel 1987 esordì in televisione nello storico varietà di Renzo Arbore “Indietro tutta”. Come attrice è conosciuta in tutto il mondo per la sua partecipazione, con massimo Troisi, al film italiano “Il postino”, e nel film di 007 “Il mondo non basta”. Ideale di bellezza nazionale, si è classificata fra le più amate dagli italiani.

Giuffrida

(come Michela Giuffrida, giornalista, europarlamentare)

Giuffrida deriva dal nome medioevale di origine germanica Godefrido o Guthafriths, (Goffredo) composto da “gutha”- “gaut”  (= dio) e “friths”- “fridus” ( = pace), con il significato di “pace in Dio”, “protetto da Dio”, probabile nome personale del capostipite. Il cognome è diffuso in quasi tutte le regioni italiane, con nucleo centrale in Sicilia, dove è presente in tutte le province, in particolare nel catanese (Catania, Misterbianco, Gravina di Catania, Paternò, Mascalucia, ecc.), nel messinese (Messina, Sant’Agata Militello, Tortorici, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Augusta, Floridia, ecc.), nel palermitano (Palermo, Corleone, Gangi, ecc.), nell’ennese (Centuripe, Enna, Leonforte, ecc.). Con piccoli nuclei è presente soprattutto in Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Secondo il Galluppi, una famiglia Giuffrida godette nobiltà in Messina nel secolo XIV e possedette i feudi di Giardinelli, Magasoli e Partanna. Un Filippo Giuffrida possedette il feudo di Plachi e un Paolino Giuffrida Cipolla, da Mussomeli, nell’agosto 1756, ottenne il titolo di barone della Selva di Sant’Angelo. (Nobiliario di Sicilia). Tracce di questa cognominizzazione si trovano in Sicilia nel 1097 con un “Ghiosfredu” e, nel 1177, con un “Ghiosfreda”. FRANCESCO GIUFFRIDA (San Giovanni La Punta 1/12/1981), attore cinematografico e televisivo; è stato uno dei protagonisti delle prime quattro edizioni della serie TV di Canale 5 – “Carabinieri”. Ha recitato in molti film, fra cui “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, “Così ridevano” di Gianni Amelio, “Vento di Terra” di Vincenzo Marra. Nel 2016 è stato Jack Lombardozzi nella serie TV, “La catturandi”. VINCENZO GIUFFRIDA (Catania 22/6/1878 – Roma 8/3/1940), politico italiano, deputato del Regno d’Italia nelle XXV, XXVI e XXVII legislature; fu ministro di poste e telecomunicazioni nel primo governo Bonomi (1921-22). Dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti entrò nell’Unione Nazionale di Giovanni Amendola e partecipò all’Aventino schierandosi, però, fra coloro che propugnavano un ritorno ai lavori parlamentari. Insieme agli altri “aventiniani”, nel 1926, fu dichiarato decaduto da deputato. TINO GIUFFRIDA (1920), sacerdote, giornalista e insegnante di religione; è stato anche studioso di storia locale con una solida preparazione basata sulla profondità delle ricerche e sull’originalità delle tesi. Autore, fra l’altro, dell’opera “Catania dalle origini alla dominazione normanna” (1979) e “Catania dalla dominazione sveva alla dominazione spagnola”. MICHELA GIUFFRIDA, (Catania 12/1/1964), giornalista e politica. Laureata in scienze della comunicazione, nel 1988 ha iniziato la sua carriera di giornalista televisiva a Telecolor, dal 1991 è corrispondente della pagina regionale Repubblica e collabora con le altre testate del Gruppo L’Espresso; dal 2012 dirige il tg di Antenna Sicilia, prima emittente televisiva in Sicilia. Giornalista professionista dal 1992, è docente di corsi e seminari sul giornalismo e new media all’Università di Catania. Nel 2014 si candida alle elezioni europee e viene eletta europarlamentare nella lista del PD sostenuta dal movimento Articolo 4 di Nicola Leanza; ricandidata nelle elezioni del 2019, non viene rieletta.

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