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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Sacco, Bartolotta, Timpanaro e Vadalà

L'origine dei cognomi Sacco, Bartolotta, Timpanaro e Vadalà.

Sacco

(come Nicola Sacco, emigrato anarchico italiano, giustiziato con la sedia elettrica negli Usa) 

Il cognome Sacco potrebbe derivare da aferesi del nome Isacco (dall’ebraico Yishāq), che significa “ridere”, posto dal testo biblico in relazione con il riso d’incredulità con cui la madre Sara accolse la notizia della sua prossima maternità o, secondo altri testi, con il riso di gioia del padre Abramo. Potrebbe, Sacco, derivare, inoltre, da soprannomi legati al mestiere di fabbricante, venditore o trasportatore di sacchi, esercitato dai capostipiti. Sacco è diffuso in tutt’Italia (più di cinquemila famiglie) con maggiore frequenza in Piemonte e ceppi consistenti in altre regioni italiane: Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Basilicata, Toscana, ecc. In Sicilia è frequente soprattutto nel Palermitano (Palermo, Geraci Siculo, Contessa Entellina, Villabate, Caltavuturo, Ciminna, Termini Imerese, Terrasini, Trabia, Carini, Ficarazzi, Cinisi, Castelbuono, Bagheria, Misilmeri, ecc.) e nell’Agrigentino (Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle, Raffadali, Agrigento, Santa Elisabetta, Sciacca, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Sambuca di Sicilia, Cammarata, Ribera, Palma di Montechiaro, Licata, ecc.) ed è presente anche nel Catanese (Catania, Caltagirone, Mirabella Imbaccari, Aci Sant’Antonio, ecc.), nel Messinese (Capizzi, Messina, Mistretta, Barcellona Pozzo di Gotto, Castel di Lucio, Lipari, ecc.), nel Trapanese (Mazara del Vallo, Castelvetrano, Marsala, Salaparuta, Trapani, Partanna, ecc.) e nelle altre province.

Riferimenti storici e personaggi. NICOLA SACCO (Torremaggiore 21/4/1891 – Boston 23/8/1927), anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti nel 1908. Operaio del calzaturificio Slatter and Morril di South Braintree, fu accusato insieme a Bartolomeo Vanzetti, anche lui italiano e anarchico, di rapina e uccisione di un cassiere e di una guardia. I due operai furono condannati a morte nel 1921, dopo tre processi, nonostante la loro estraneità ai fatti e le prove testimoniali a loro favore; non servirono proclami, petizioni da parte di associazioni e gruppi politici, non servì neanche la confessione del vero colpevole, il detenuto portoghese Celestino Madeiro.  Il 23 agosto 1927 furono giustiziati con la sedia elettrica a Charlestown presso Dedham, al confine sud-occidentale di Boston. GIUSEPPE SACCO (Napoli 1/8/1938), economista, saggista, accademico e caporedattore di “The European Journal of International Affairs”. I suoi interessi di ricerca sono focalizzati su Economia politica internazionale, Sistemi economici mondiali e Migrazioni internazionali. Da accademico ha insegnato presso la Luiss (Libera Università Internazionale Studi Sociali) di Roma, nell’Università della Calabria, nelle Università di Firenze e Siena ed è stato visiting professor nelle Università di Oxford e Reading, al MIT (Massachusetts Institute of Technology), alla Luisiana Technical Università e all’Università di Princeton. È autore di numerose pubblicazioni e ha scritto numerosi contributi su riviste nazionali e internazionali. LUIGI SACCO (Varese 9/3/1769 – Milano 26/12/1936), medico, pioniere della vaccinazione antivaiolosa. Milano gli ha dedicato un monumento e gli ha intitolato l’omonimo ospedale ex Sanatorio di Vialba, attualmente Polo Universitario dell’Università degli Studi della città. Il dottor Sacco mostrava interesse verso ogni novità medica e chirurgica: sperimentò, fra l’altro, l’uso dell’agopuntura, dello iodio e della litotrissia o litotripsia (procedura e tecnica usata per la frantumazione e riduzione dei calcoli urinari).

Bartolotta

(come Salvatore Bartolotta, appuntato dei carabinieri ucciso dalla mafia)

Bartolotta è uno dei numerosi derivati del nome Bartolomeo, insorto nei periodi e negli ambienti del cristianesimo antico, ma affermatosi soltanto fra il X e l’XI secolo specialmente per influsso bizantino. Esso deriva dal nome aramaico Bar-Talmay, composto da “Bar” (figlio) e “Talmay” (= figlio di Talmay, che significa solco, terreno ben arato). Nel Nuovo Testamento Bartolomeo è uno degli apostoli di Gesù (che nel Vangelo di Giovanni viene chiamato Natanaele. Il cognome è diffuso in circa 250 comuni di varie regioni italiane con maggiore presenza in Sicilia, Calabria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Liguria, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, ecc. Nella nostra Isola è presente in tutte le province, particolarmente nel Messinese (25 comuni, fra cui Limina, Messina, Roccafiorita, Novara di Sicilia, Santo Stefano di Camastra, Mistretta, Letoianni, Santa Teresa Riva, Reitano, Savoca, Barcellona Pozzo di Gotto, Forza D’Agrò, Milazzo, Taormina, Giardini Naxos.), nel Palermitano (20 comuni, fra cui Palermo, Cinisi, Cerda, Terrasini, Bagheria, Corleone, Capaci, Contessa Entellina, Isnello, Santa Flavia, Termini Imerese, Monreale, Collesano, Cefalù), nel Catanese (14 comuni, fra cui Catania, Mascalucia, Mascali, Gravina di Catania, Aci Catena, Misterbianco, San Gregorio di Catania, Paternò), nell’Agrigentino (Castrofilippo, Canicattì, Porto Empedocle, Racalmuto, Camastra, Favara, ecc.), nel Nisseno, nel Siracusano, nell'Ennese. Ha molte varianti: Bartali, Bartolini, Bartaloni, Bartalucci, Bartolo, Bartoloni, Bartolotti, ecc.

Riferimenti storici e personaggi - Tracce di questa cognominizzazione si trovano in un atto del 1308 a Siena in cui si parla di un certo Bartalus. Bartolo da Sassoferrato (1314/1357) – insigne giurista; personalità fra le più illustri della storia del diritto italiano. Fu discepolo di Cino da Pistoia. SALVATORE BARTOLOTTA (Castrofilippo 3/1/1935 – Palermo 29/7/1983), appuntato dei carabinieri assassinato dalla mafia. Venne ucciso dall’esplosione di un’autobomba posta sotto l’abitazione palermitana del giudice istruttore Rocco Chinnici: insieme al maresciallo Mario Trapassi componeva la scorta del magistrato. A Bartolotta e Trapassi è stata conferita la medaglia d’oro al valore civile e a loro è stata intitolata la Caserma sede del Comando Stazione Carabinieri di Palermo Uditore. MARCELLO BARTOLOTTA (Limina, Messina 26/6/1952) deputato regionale nella XV Legislatura, per il Gruppo Movimento per l’Autonomia. Nella sua breve permanenza all’ARS, è stato componente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia. È stato sindaco del comune di Limina dal 1996 al 2005 e, dal 2005 al 2010, presidente del consiglio comunale. Laureato in medicina e chirurgia è professore associato di chirurgia d’urgenza e di pronto soccorso e responsabile di unità dipartimentale chirurgica nell’ambito del Dipartimento di chirurgia, anatomia patologica e oncologica del Policlinico Universitario di Messina. FRANCESCO BARTOLOTTA (Isnello 27/7/1909 – 13/1/1996), consigliere di Stato, prefetto, capo di gabinetto di Alcide De Gasperi. Autore di un Diario che riporta quotidianamente l’attività del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, formato da documentazione dell’epoca dattiloscritta o in originale (incontri, discorsi, sedute, atti). Fu anche autore del testo “Parlamenti e governi d’Italia dal 1948 al 1970”, in due volumi, che contiene i nomi dei capi di governo e di coloro che fecero parte del Parlamento in quel periodo. Le “carte” Bartolotta sono raccolte nel Fondo “Francesco Bartolotta” che conserva, fra l’altro, i diari delle attività di De Gasperi dal 1/1/1945 al 28/7/1953 (25.511 pagine dattiloscritte). FELICIA BARTOLOTTA (Cinisi 24/5/1916 – 7/12/2004), madre di Peppino Impastato, nota per il suo costante impegno nel far incriminare i responsabili dell’assassinio del figlio.

Timpanaro

(come Sebastiano Timpanaro, filologo classico, saggista, critico letterario, filosofo)

Timpanaro deriva dal mestiere del capostipite che, probabilmente, suonava il timpano o era un artigiano che costruiva timpani, strumento musicale usato nel culto sacro di Cibele. Esso aveva ventre cavo, emisferico, coperto con pelle conciata e rasata (come il nostro tamburo) o aveva forma di staccio coperto di pelle secca e contornato di campanella: si suonava percuotendolo con la mano.
Il cognome è diffuso in più di 300 comuni, prevalentemente siciliani. Con ceppi meno consistenti è presente anche in altre regioni italiane, Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, ecc. In Sicilia è diffuso in quasi tutte le province: nel Catanese (Catania, Castel di Iudica, Paternò, Ramacca, Adrano, Mascalucia, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Aci Castello, Tremestieri Etneo, Motta Sant’Anastasia, Belpasso, ecc.), nel Messinese (Mistretta, Capizzi, Tortorici, Capo d’Orlando, ecc.), nel Siracusano (Pachino, Avola, Siracusa, ecc.), nel Ragusano (Ragusa, Chiaramonte Gulfi, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Ficarazzi), nell’Ennese (Troina, Enna, Gagliano Castelferrato, Agira, Regalbuto, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi - Un Filippo Timpanaro acquistò all'inizio del secolo XVI da casa Moncada il feudo Cugno; Giovanni Martino Timpanaro e Ventimiglia acquistò alla fine di detto secolo da casa Ventimiglia la baronia di Castelluzzo. Un Giuseppe Timpanaro e Ventimiglia fu capitano di giustizia di Mazara nell'anno 1624/25. SEBASTIANO TIMPANARO (Parma 5/9/1921 – Firenze 26/11/2000) è stato un filologo classico, saggista, critico letterario e filosofo. Allievo del celebre antichista Giovanni Pasquali, si impegnò nello studio della filologia latina e greca, della letteratura italiana e si occupò di alcuni grandi temi filosofici: marxismo, materialismo, psicoanalisi freudiana. Fra le sue opere principali vanno ricordate: “La filologia di Giacomo Leopardi”, 1955; “Classicismo e illuminismo nell’Ottocento italiano”,1965; “Il lapsus freudiano. Psicanalisi e critica testuale”, 1975. Impegnato in politica militò dapprima nella sinistra interna del P.S.I., nel 1964 aderì al PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria) e, nei primi anni Settanta, al PdUP (Partito di Unità Proletaria). Coerente con le idee leniniste, in seguito guardò con interesse al progetto di Rifondazione Comunista, senza però aderire a questo partito. SEBASTIANO TIMPANARO (Tortorici 20/1/1888 – Pisa 22/12/1949), storico della scienza. In polemica con Benedetto Croce, rivendicò il valore conoscitivo delle scienze della natura e vide nella storia delle scienze il terreno d’incontro fra cultura scientifica e filosofico-umanista. Fondò la rivista “L’Arduo” e scrisse molti saggi pubblicati in vari periodici. Si occupò anche di critica letteraria e fu appassionato collezionista di acqueforti e disegni. Fu docente di fisica all’Università di Parma e, successivamente, professore di liceo a Firenze. Fu direttore della Domus Galilaeana di Pisa.

Vadalà

(come Giuseppe Vadalà, generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri)

Vadalà dovrebbe derivare dal nome arabo “Abd-Allah” che significa “servo di Dio”, nome da cui è derivato anche il più comune “Abdul”. Vadalà era utilizzato probabilmente come nome o soprannome del capostipite. Il cognome Vadalà è tipico del Catanese (Catania, Giarre, Belpasso, Acireale, Misterbianco, Adrano, Aci Castello, Tremestieri Etneo, Santa Venerina, Paternò, Gravina di Catania, Aci Sant’Antonio, Mascalucia, Biancavilla, ecc.) e del Reggino (Reggio Calabria, Bova Marina, Cardeto, Condofuri, Bagaladi, Melito di Porto Salvo, Brancaleone, Oppido Mamertino, San Lorenzo, ecc.). In Sicilia è diffuso, oltre che del Catanese, anche nel Messinese (Messina, Scaletta Zanclea, Giardini Naxos, Lipari, Itala, Roccalumera, Milazzo, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Carini, Misilmeri, San Giuseppe Jato, Balestrate, ecc.), nel Siracusano (Augusta, Lentini, Francofonte, ecc.), nell’Agrigentino. Altre famiglie Vadalà sono attestate in Lombardia, Piemonte, Lazio, Liguria, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e in altre regioni italiane.
Riferimenti storici e personaggi. GIOVANNA VADALA’ (Reggio Calabria 22/4/1984), architetto e dottore di ricerca in Architettura del paesaggio (parchi, giardini e assetto del territorio) presso l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria. È autrice di diversi saggi e articoli su libri e riviste di settore. Negli anni 2016/2017 è stata ideatrice e coordinatrice scientifica del “Progetto Nazionale Sguardi Nuovi per Vecchi Sentieri – Sulle Orme di Edward Lear, 1847”; nel 2018 ha fondato l’associazione di promozione socio culturale e del paesaggio “O Arthammò tis Ergasia” (in lingua greco-calabra, “occhio dell’arte”), per “sensibilizzare e contaminare quanto più possibile la conoscenza dei luoghi e delle culture mediterranee attraverso diverse arti e campi disciplinari”. GIUSEPPE VADALA’ (Messina 15/3/1963), generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri; dal 2017 Commissario straordinario di Governo per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento della normativa vigente delle discariche abusive presenti nel territorio nazionale. È stato Comandante della Regione Carabinieri Forestali “Toscana” e ha diretto precedentemente nel Corpo Forestale dello Stato, diverse strutture investigative centrali di coordinamento delle attività di sicurezza ambientale e agroalimentare. GIUSEPPE VADALA’ PAPALE (Catania 15/4/1854 – 3/9/1921), giurista, scrittore, accademico, storico e filosofo del diritto; molto attivo nella vita politica, civile e istituzionale di Catania e della Sicilia. Nel 1897, fra i primi in Italia, istituì nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania un corso di psicologia sociale e, nel 1894, fu fra i fondatori, insieme a Giuseppe Flamingo e Filippo Virgili, della Rivista di Sociologia. Insegnò all’Università di Catania, fu più volte preside della Facoltà di Giurisprudenza e anche rettore dell’Università di Catania. Fu autore di numerose pubblicazioni. ANGELO VADALA’ (Messina 1940), pittore; a livello nazionale ha ricevuto riconoscimenti in molti concorsi ed ha lavorato su commissione per opere pubbliche e per la Chiesa cattolica; a livello internazionale ha dipinto grandi figure della scena culturale, dello spettacolo e del mondo della finanza, personaggi della politica e dell’aristocrazia europea.  Firenze, città dove Angelo si è trasferito a 18 anni e dove ha vissuto e studiato, è diventata la sua aspirazione e Leonardo da Vinci, Velasquez e Caravaggio, i suoi maestri. Dai suoi studi di architettura a Firenze, Vadalà ha ricevuto le basi per la tecnica grafica e compositiva; a New York, dove si è recato alla fine degli anni ’60, è stato influenzato dal nuovo movimento del realismo e dal nuovo stile di pittura figurativa. LUCIANO VADALA’ (Acireale 1967), pittore, ha partecipato a numerose collettive nella zona del Ragusano, insieme al Gruppo di Scicli. Ha realizzato i pannelli scenografici per il film “Palombella Rossa” di Nanni Moretti. Nel 2000 ha vinto il “Concorso Nazionale Opere d’Arte” indetto dal Ministero per i Lavori Pubblici con permanente destinazione dell’opera presso l’Aula Giudiziaria nel Penitenziario di Bicocca, a Catania. Suoi lavori si trovano presso collezioni private nazionali e presso Palazzo Platamone - Palazzo della Cultura di Catania.

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