Domenica, 21 Luglio 2024
Cognomen omen

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Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Rizzuto, Gargano, Carbonaro e Salvi

L'origine dei cognomi Rizzuto, Gargano, Carbonaro, Salvi, di Francesco Miranda


Rizzuto

(come Giovanni Rizzuto, caporedattore del Giornale di Sicilia)
Il cognome Rizzuto deriva dal termine latino “ērīcīus” che si traduce con “riccio”, mammifero chiamato impropriamente “porcospino” e attribuito dal medioevo come soprannome per chi aveva una capigliatura riccioluta. Varianti di Rizzuto: Ricci, Rizzo, Rizzoli, Ricciarelli, ecc. Famiglie con cognome Rizzuto sono registrate, per quasi il 40% in Sicilia, per circa il 27% in Calabria (nel Cosentino), per la restante percentuale nelle altre regioni italiane, Lombardia, Toscana, Piemonte, Lazio, Liguria, ecc.  In Sicilia il cognome è diffuso soprattutto nel Palermitano (Palermo, Camporeale, Villabate, San Giuseppe Jato, Prizzi, Roccamena, Misilmeri, Giuliana, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Balestrate, Trappeto, Bagheria, ecc.), nell’Agrigentino (Sciacca, Cattolica Eraclea, Agrigento, Favara, Montallegro, Sambuca di Sicilia, Menfi, Lucca Sicula, Casteltermini, Naro, ecc.), nel Trapanese (Partanna, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Marsala, Salaparuta, Mazara del Vallo, Santa Ninfa, Gibellina, Alcamo, ecc.), nel Catanese (Paternò, Catania, Caltagirone, Misterbianco, Sant’Agata Li Battiati, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Mazzo di Valtellina (Sondrio) nella seconda metà del 1500 con un certo Giovannino Rizzetto. La famiglia Rizzuto, che aveva sede originariamente in Sicilia, è assai antica e nobile; i nomi dei suoi componenti si trovano citati in molti documenti di acquisto di terre e immobili. Giovanni Rizzuto (Palermo 1951-ivi 29/3/2012), giornalista professionista, caporedattore del Giornale di Sicilia. Aveva iniziato la sua attività di giornalista a 18 anni nella redazione del giornale "L'Ora", era cronista di “bianca”, poi passato alla politica regionale. Al Giornale di Sicilia era arrivato nel 1978 ed era stato l’inizio di una lunga carriera: cronista di “nera”, poi redattore addetto alla Prima pagina, caposervizio, fino al ruolo di caporedattore centrale; è scomparso nel marzo del 2012 in seguito ad una grave malattia. L'Ordine dei giornalisti pochi giorni prima della morte, gli aveva assegnato la medaglia dei 35 anni di iscrizione all’albo. Giovanni Rizzuto (Palermo 1969), digital artist; i suoi primi lavori di digital art risalgono al 2001, con una partecipazione alla manifestazione del Genio di Palermo con un video digitale. Dal 2007 realizza opere di arte digitale con software di grafica vettoriale e fotoritocco. Le sue opere, stampate su diversi supporti (carta fotografica su forex, tela, alluminio) si trovano in diverse collezioni pubbliche e private. Giuseppe Rizzuto (Palermo. 3/1/1965), giornalista professionista, segretario di Assostampa Sicilia, associazione fondata a Palermo nel 1891 con il nome di Associazione della stampa siciliana. Giuseppe Rizzuto è redattore di Tgs. Francesco Rizzuto (Palermo 1966), cabarettista, caratterista, monologhista, battutista. Da anni frequenta i palcoscenici di tutta Italia, in tv ha partecipato a trasmissioni quali Caffeteatro Cabaret, Andata e Ritorno, Zelig Off, Central Station Comedy Central, Colorado, Zelig. Negli anni 2004/2005 aveva vinto il Festival Nazionale di Cabaret “Bravo, Grazie” su Rai 2. Calogero Rizzuto (Sambuca di Sicilia 1955-Siracusa 20/3/2020), già dirigente dell’assessorato regionale dei Beni culturali, architetto e direttore del Parco Archeologico di Siracusa, che comprende anche i comuni di Noto, Palazzolo Acreide e Buscemi. E' stato una delle prime vittime del covid: la sua vicenda, svoltasi in un particolare momento in cui il coronavirus terrorizzava il Paese e non si conoscevano ancora i meccanismi di contrasto al virus, finì al centro di trasmissioni TV e di una inchiesta da parte della magistratura siracusana.

Gargano

(come Francesco Gargano, schermidore, primo siciliano a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi)
Gargano è un cognome di origine toponimica cioè generato dal luogo di provenienza, in questo caso il promontorio del Gargano nel Foggiano. Potrebbe derivare dal medioevale Garganus, nome di origine celtica, dalla divinità Gargan, padre di Belenon, dio della luce, delle pecore e del bestiame; o da Galgano, latino Galganus, che significa nato in Gallia. Varianti di Gargano: Gargani, Galgano, Galgani. Il cognome Gargano è noto in tutte le regioni italiane, in ordine di frequenze, in Puglia, Campania, Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Calabria, Abruzzo, Toscana, Basilicata, Liguria, Emilia-Romagna, Molise, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, ecc. In Sicilia è molto frequente nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Collesano, Lercara Friddi, Villabate, Casteldaccia, Prizzi, Trabia, Santa Flavia, Ficarazzi, Altavilla Milicia, Sclafani Bagni, Capaci, Belmonte Mezzagno, Palazzo Adriano, Monreale, Campofelice Roccella, Carini, Misilmeri, Roccapalumba, ecc.) è presente nel Trapanese (Marsala, Mazara del Vallo, Partanna, Trapani, ecc.), nell’Agrigentino (Favara, Agrigento, Sciacca, ecc.), nel Catanese (Paternò, Grammichele, Sant’Agata Li Battiati, Acireale, ecc.), nel Messinese (Messina, Tortorici, Capri Leone, Patti, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Noto, Carlentini, ecc).

Riferimenti storici e personaggi. Francesco Gargano (Grammichele 6/5/1896-Göteborg, Svezia 29/10/1975), schermidore, specialità sciabola. Primo siciliano a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi: era il 1920 e Francesco Gargano vinse, gareggiando con la squadra italiana, la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Aversa; ottenne anche l’11^ posto nell’individuale di sciabola. Dopo le olimpiadi si dedicò all’allenamento e, nel 1935, trasferitosi in Svezia, aprì una scuola di scherma. Negli anni Sessanta e Settanta allenò la Nazionale svedese che riuscì a vincere il Campionato del mondo e ottenere una medaglia d’oro. Marco Gargano (Tagliacozzo 20/5/1929-Roma 10/7/2018), deputato della Repubblica Italiana per tre legislature (dalla VI all’VIII, 1972/1983), gruppo “Democrazia Cristiana”. Fu sottosegretario per lo Spettacolo e il Turismo, nel Governo di Francesco Cossiga, sottosegretario per le Finanze, nel Governo di Arnaldo Forlani, sottosegretario per il lavoro e la previdenza sociale nel Governo di Giovanni Spadolini. Giornalista pubblicista fu anche presidente nazionale di Federcaccia, vice presidente vicario della Federazione Pugilistica Italiana e consigliere di amministrazione dei Monopoli di Stato. Giovanni Gargano (Atrani 1959), docente, pittore, incisore. Diploma in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Napoli e frequenza di corso di incisione con il maestro Bruno Starita, fin da giovane Giovanni si dedica alla produzione artistica che fa conoscere prima al pubblico della Costiera Amalfitana poi a quello più vasto della Campania con mostre personali e collettive, fino ad arrivare nel 1983 ad una personale presso la Biblioteca Comunale di Milano. Tante le mostre personali e collettive nel corso della sua carriera artistica affiancata, fino al pensionamento di qualche anno fa, dall’attività di docente di Discipline Pittoriche nella scuola secondaria di secondo grado e di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado. Walter Gargano (Paysandù 23/7/1984), calciatore uruguaiano di origine italiana, centrocampista del River Plata; medaglia d’oro ad Argentina 2011.

Carbonaro

(come Alessandra Carbonaro, ex deputata nazionale del Movimento 5 Stelle)
Carbonaro è un cognome che continua nomi medioevali che richiamano originari soprannomi e nomi di mestiere formati da “carbone, carbonaio o carbonaro”, connessi cioè con l’estrazione e l’utilizzazione, il commercio e la vendita del carbone (cfr. E. De Felice). È riferito, evidentemente, a capostipite che esercitava tale mestiere. Molte le varianti, gli alterati e i derivati: Carboni, Carbonella, Carbonelli, Carbonetti, Carbonini, Carbonara, ecc. Carbonaro è diffuso per almeno il 50% delle famiglie in Sicilia, le rimanenti famiglie sono attestate in Lombardia, Puglia, Campania, Piemonte, Lazio, Liguria, Calabria, Toscana, Veneto, ecc. In Sicilia è molto noto nel Catanese (Catania, Belpasso, Paternò, Biancavilla, Tremestieri Etneo, Santa Maria di Licodia, Mascalucia, Giarre, Aci Bonaccorsi, Mazzarrone, Misterbianco, Gravina di Catania, Motta Sant’Anastasia, Caltagirone, San Giovanni La Punta, ec.), diffuso in molti comuni del Ragusano (Vittoria, Ragusa, Modica, Ispica, Acate, ecc.), del Siracusano (Siracusa, Noto, Augusta, Lentini, Carlentini, ecc.), nel Messinese (Messina, Torrenova, Torregrotta, Lipari, ecc.) nel Palermitano (Palermo, Santa Flavia, Isola delle Femmine, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Il cognome Carbonaro ha origini antiche e, nei secoli, è stato portato da papi, consoli, comandanti. La più antica traccia ci porta al 700 a.C. ed è riferita al comprensorio etrusco di Tusculum antecedente, addirittura, la fondazione di Roma (cfr. pagina iniziale.com). Yvonne Carbonaro (Pietrastornina 26/2/1945), scrittrice, saggista, critica d’arte. Collabora con la rivista “Albatros” con articoli di viaggio e recensioni culturali ed è direttrice artistica del Museo della Ceramica di Pietrastornina. Molte le sue opere pubblicate in italiano ma anche in spagnolo e tradotte dallo spagnolo. Ha insegnato italiano e storia e ha collaborato all’insegnamento di letteratura italiana alla Facoltà di lettere dell’Università “Federico II” di Napoli. Mauro Carbonaro (Roma 13/6/1980), giornalista e scrittore; collabora con il giornale online “abitarearoma.net” e con la testata “Nuovo Paese sera-La voce di Roma”: si occupa di avvenimenti legati all’XI Municipio di Roma, ma anche di politica, fisco e attualità della città di Roma. Tra i suoi libri: “14 dicembre-Diario di una generazione precaria”, 2011; “Viaggio a Berlusconia”,2011; “Grillo vale uno – Il libro nero del Movimento 5 Stelle”, 2013. Doppia firma con Marco Eremita: “Gioie improbabili e dove trovarle”, 2017; “I predatori della gioia perduta”, 2018. Antonio Carbonaro (Cardito 18/6/1927-Firenze 29/4/1998), sociologo, docente universitario, poeta. Inizialmente militante anarchico, lavorò poi per la editrice Comunità, fondata da Adriano Olivetti e, in seguito, con incarichi vari, per la stessa azienda Olivetti. A Milano, per alcuni mesi fu redattore della rivista Tecnica e Organizzazione; scrisse saggi e poesie sulla chiesa, sullo Stato e su Proudhon, sulla militanza politica di base del PSI milanese, pubblicò saggi e articoli in varie riviste e in libri. Diresse il Formez di Napoli (Centro di Formazione e studi per il Mezzogiorno) e insegnò sociologia presso le Università di Salerno e Firenze. Alessandra Carbonaro (Reggio Calabria 6/9/1986), laurea in musicologia e beni musicali, organizzatrice teatrale e musicale, responsabile della comunicazione e dell’organizzazione presso Promo Music, società che organizza, fra gli altri gli spettacoli teatrali di Marco Travaglio e Andrea Scanzi. Politica, deputata della Repubblica Italiana nella XVIII legislatura, Gruppo Movimento 5 Stelle, passata, negli ultimi mesi della legislatura, al Gruppo Misto.  È stata componente della VII Commissione, Cultura, Scienza, Istruzione e della IV Commissione Difesa nel bimestre giugno-luglio 2022. Raffaele Carbonaro (Modica 1871-1914), pittore. Dopo gli studi classici frequentò a Milano i corsi dell’Accademia di Brera. Il suo genere comprendeva i ritratti e i paesaggi dal vero (paesaggi lombardi, paesaggi della sua terra d’origine). Ebbe un’intensa attività espositiva: i suoi lavori furono esposti, fra le numerose sedi, a Milano, alla Triennale del 1891; nel 1891/92 partecipò all’Esposizione Nazionale di Palermo, nel 1912 alla Biennale di Venezia, nel 1913 alla Secessione romana e alla Esposizione Nazionale di Napoli.

Salvi

(come Filippo Salvi, maresciallo dei carabinieri vittima innocente di Cosa Nostra)
Salvi e Salvo sono cognominizzazione di nomi tardo-latini di devozione cristiana ed augurale, Salvus e Salvius, con il significato di “Salvo in Dio”. Secondo un’ipotesi protostorica Salvi è un cognome di origine etnica: i Salii o Salluvii o Salvi appartenevano ad una confederazione celto-ligure che aveva l’oppidum ad Entremont, in Provenza; i greci di Marsiglia e poi i latini, li chiamavano “quelli delle saline”, dall’attività prevalente o dalla terra lagunare. Salvi è cognome molto diffuso in tutto il centro nord; ha il nucleo principale in Lombardia (soprattutto nel Bergamasco, nel Bresciano, nel Comense, nel Cremonese), ma è molto comune anche nel Lazio, in Toscana, Emilia-Romagna, Marche; con nuclei modesti è presente anche in Abruzzo, Liguria, Piemonte, Campania, ecc. In Sicilia sparuti gruppi si trovano nel catanese (Catania, Bronte), nel messinese (Messina, Santa Teresa Riva), nel palermitano (Bagheria, Partinico), nel siracusano.

Riferimenti storici e personaggi. Giovanni Battista Salvi, pittore, esponente dello stile barocco; è detto il “Sassoferrato” dal suo paese di nascita (Sassoferrato 25/8/1609-Roma 8/8/1685). Sue opere si trovano nei musei di tutto il mondo. Il suo capolavoro è la pala d’altare della basilica di Santa Sabina all’Aventino, nel centro storico di Roma. Giovanni Salvi (Lecce 1952), dal novembre 2011 procuratore della Repubblica a Catania; è stato per 20 anni alla procura di Roma, ha fatto parte della Direzione antimafia e, nel 2002, è stato eletto nel Consiglio superiore della magistratura; nel 2007 è approdato alla Procura generale in Cassazione: nel 2022 la lasciato la magistratura per raggiunti limiti d’età. E' stato titolare in procedimenti penali di grosso calibro: strage di Ustica, omicidio Pecorelli, omicidio Calvi, omicidio Massimo D’Antona. A Catania ha centrato molti successi contro criminalità organizzata, mala gestione della cosa pubblica, ecomafia, corruzione e collusione. Ha al suo attivo molte pubblicazioni sulla corruzione, sulla criminalità, sul processo penale, sull’ordine giudiziario. Filippo Salvi (Botta di Sedrina, BG 1971-Aspra frazione di Bagheria 12/7/2007), maresciallo dei carabinieri, vittima innocente di Cosa Nostra: è precipitato, dopo un volo di 50 metri, in un crepaccio di Monte Catalfano mentre partecipava ad una operazione di ricerca di latitanti, fra cui Messina Denaro. Originario di Bergamo, da 10 anni era in forza al Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri di Monreale ed aveva fatto parte del pool di Capitano Ultimo, noto per aver catturato Totò Riina. Gli era stato affibbiato il soprannome di Ram per la sua vasta preparazione nel campo dell’informatica; quel giorno stava piazzando una telecamera nei pressi di un dirupo. L’amministrazione comunale di Sedrina gli ha intitolato una piazza cittadina, lo stesso ha fatto l’amministrazione comunale ad Aspra. Francesco Salvi (Luino 7/2/1953), attore, comico, cabarettista, cantante, umorista, regista, scrittore, traduttore. Nella sua lunga carriera ha recitato in una trentina di film, in circa 50 spettacoli televisivi, ha una vasta discografia, ha inciso otto album e 13 singoli, ha scritto e pubblicato una decina di libri e tradotto alcuni testi di noti autori. Cesare Salvi (Lecce 9/6/1948), avvocato, giurista, politico. Senatore della Repubblica Italiana dalla XI alla XV legislatura, Gruppi parlamentari Partito della sinistra, Democratici di sinistra, Sinistra democratica. E' stato ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, vicepresidente del Senato (2001/2006), presidente della II Commissione Giustizia del Senato. Ricca e interessante la sua attività di giurista. E' fratello del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi. Franco Salvi (Brescia 13/12/1921 – ivi 28/10/1994), laurea in farmacia e in giurisprudenza, politico. E' stato deputato nazionale dalla IV alla VIII legislatura e senatore della Repubblica italiana nella IX e X legislatura, gruppo Democratico Cristiano. È stato collaboratore e consigliere di Aldo Moro.

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