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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

Cognomen omen

L'origine dei cognomi Ripellino, Spampinato, Ficarra, Picone

L'origine dei cognomi Ripellino, Spampinato, Ficarra, Picone.

Ripellino

(come Angelo Maria Ripellino, poeta e scrittore, esperto di cultura boema)

L’origine della cognominizzazione Ripellino va ricondotta ad un soprannome, basato, a sua volta, su una modificazione, dovuta a fenomeni di fonetica dialettale e/o ad errore di trascrizione manoscritta, del termine tardo latino “repellum”; soprannome probabilmente riferito al fatto che il capostipite abitasse in un luogo connotato dalla presenza di rupi. Si tratta di un cognome raro, presente in Sicilia solo nell’agrigentino (Licata, Favara, Ravanusa, Santa Elisabetta, Grotte). Alcune famiglie Ripellino sono registrate anche in Piemonte, Lombardia, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Emilia-Romagna, Campania.

Riferimenti storici e personaggi. Repellino è antica famiglia siciliana di chiara e avita virtù, propagatasi nel corso dei secoli in varie regioni italiane. Il casato venne fregiato del cavalierato in seguito alla partecipazione, sotto i vessilli aragonesi, connotata da coraggio e virtù, di un Luciano Ripellino alla guerra d’Otranto del 1481, contro gli Ottomani. La famiglia diede i natali ad altri elevati personaggi, fra cui un Alfredo Ripellino, dottore in “utroque iure” vivente in Palermo nel 1521, e di un Carlo Ripellino, assistente del procuratore della Regia Camera. ANGELO MARIA RIPELLINO (Palermo 4/12/1923 – Roma 21/4/1978), traduttore, poeta, slavista, accademico, giornalista, critico, scrittore. Grande esperto di cultura boema, fu professore di filologia slava e lingua ceca all’Università di Bologna e professore di lingua e letteratura russa all’Università “La Sapienza” di Roma. Nel dopoguerra soggiornò a lungo a Praga e scrisse, nel 1950, la “Storia della poesia ceca contemporanea” e, nel 1954, pubblicò la “Poesia russa del Novecento”. Si specializzò sul teatro, avviando, nello stesso tempo, una lunga carriera di traduttore che gli consentì di presentare al pubblico italiano numerosi poeti; tradusse per primo la poesia di Boris Pasternak. Si occupò di tutti i maggiori autori della cultura boema, Hasek, Capek, Hrabal e di autori russi come Majakovskij, Belyi, Blok. Il suo impegno sfociò infine dell’opera suo capolavoro “Praga magica”, dove Repellino rivive la metropoli ceca al tempo di Rodolfo II, degli alchimisti, del Golem, del quartiere ebraico, della letteratura tedesca che vi fiorì sullo scorcio dell’impero austro-ungarico. In vari periodi collaborò con riviste specializzate di slavistica (Russia, Iridion, La cultura sovietica, Ricerche slavistiche) e con riviste di varia cultura come Convivium, La strada, La Fiera letteraria, L’Unità, L’Espresso.

Spampinato

(come Vincenzo Spampinato, autore dell’inno siciliano “Madreterra”)

Il cognome deriva dal nome medioevale Spampanato o Spampinato che significa “florido, rigoglioso”, ma anche, in senso figurato, “vitale, pieno di vita”. Si tratterebbe della cognominizzazione di nomi personali di  capostipiti o di soprannomi loro attribuiti. Etimologicamente deriva dal verbo “spampanarsi, spampinarsi” usato in riferimento ai fiori, alle rose, che hanno petali aperti e sviluppati, quando raggiungono lo stato di maggiore floridezza e rigogliosità. In questo senso Rohlfs dà al cognome il significato di “sfogliato”, “spropositato”, detto di persona che “si allarga”, “spampina”.

Spampinato è diffuso in quasi tutte le regioni italiane (Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, ecc.); in Sicilia, dove ha il nucleo più consistente,  è molto noto soprattutto nel catanese (Catania, Gravina di Catania, Paternò, Misterbianco, Mascalucia, Belpasso, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Floridia, Melilli, ecc.), nel palermitano (Palermo, Ustica, Misilmeri, ecc.), nel messinese (Messina, Taormina, Letoianni, ecc.), nell’ennese (Pietraperzia, Regalbuto, Enna, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi – VINCENZO SPAMPINATO (Catania 1953), cantautore italiano, ha scritto canzoni di successo per Riccardo Fogli e Viola Valentino; ha partecipato a tour con cantanti molto noti come Vasco Rossi e il gruppo dei New Trolls, ha interpretato brani in duetto con grandi cantanti come  Franco Battiato, Lucio Dalla ed Eros Ramazzotti. Ha composto l'inno ufficiale della Regione Siciliana, “Madreterra”. GIUSEPPE (BEPPE) SPAMPINATO (Catania 25/2/1962), laurea in giurisprudenza, avvocato, deputato regionale nella XIII legislatura (2001/2006) per il Gruppo “La Margherita per l’Ulivo”.

Già membro del Consiglio di Amministrazione dell’ANAS (dal 2007 al 2011) in quota Margherita di Rutelli, poi passato all’API con l’ex sindaco di Roma, nel giugno 2012 rientra all’ARS come deputato in seguito alle dimissioni dell’on. Di Guardo, divenuto sindaco di Misterbianco e viene nominato assessore regionale alla Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro nella giunta presieduta da Raffaele Lombardo. GIOVANNI SPAMPINATO (Ragusa 6/11/1946 – 27/10/1972), giornalista, corrispondente de L’Ora e de L’Unità tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta. Nella sua breve carriera aveva pubblicato un’ampia e approfondita inchiesta sul neofascismo. Fu ucciso la notte del 27 ottobre 1972: un delitto per coprire un altro delitto, venne ucciso con sei colpi di rivoltella sparatigli a bruciapelo da Roberto Campria, figlio del presidente del Tribunale di Ragusa, uno dei maggiori indiziati di un altro omicidio, quello di Angelo Tumino, consumato nel febbraio del 1972 a Ragusa. Giovanni Spampinato era stato l’unico giornalista a seguire la pista che portava dentro il palazzo di Giustizia, appunto verso Campria. Nel 2007 la giovane vittima è stata insignita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del Premio Saint Vincent per il giornalismo alla memoria.

Ficarra

(come Angelo Ficarra, vescovo di Patti, autore di importanti studi su San Girolamo)

Ficarra è cognome siciliano proveniente, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal toponimo Ficarra, comune del messinese, il cui nome deriverebbe o dalle numerose coltivazioni di fichi, ancora oggi presenti sul territorio, o dal vocabolo arabo FAKHAR che significa “glorioso, meritevole di ogni stima”. Il cognome sarebbe quindi un soprannome, poi diventato cognome, del capostipite che probabilmente possedeva un appezzamento di terreno coltivato a fichi: nel dialetto messinese “la ficara” significa, appunto, “pianta di fico”. Ficarra è diffuso in tutta la Sicilia, in particolare nel messinese (Messina, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, ecc.), nel palermitano (Palermo, Castelbuono, Marineo, ecc.), nel catanese (Catania, Acicastello, Gravina di Catania, ecc.), ma anche nell’ennese (Piazza Armerina, Barrafranca, Nicosia, ecc.), nell’agrigentino, nel nisseno, ecc. Con modesti nuclei è presente anche in Lombardia, Piemonte, Lazio, Toscana ed altre regioni italiane. Sua variante è Ficara, diffuso nella Calabria meridionale, nel siracusano, nel catanese, nel palermitano, nel trapanese.

Riferimenti storici e personaggi – Un’ antica e nobile famiglia Ficarra del feudo di Cianciana ebbe illustri esponenti: negli atti del notaro Nicolò Di Gregorio si trova citato un Gualdo La Ficara, uno dei primi dottori del suo tempo, vissuto ai tempi del re Federico II; un Antonio fu giurato di Randazzo nel 1488 e capitano in quella città nel 1498; un Giacomo Ficarra fu giurato nel 1507 e suo figlio Girolamo, fu giurato e capitano in Randazzo e passò, poi, ad abitare a Catania; possedette il diritto di mezzograno, ossia l’ufficio di portulanotto (sovrintendente al traffico merci del porto e all’applicazione dei dazi) della città di Sciacca e il feudo di Cianciana (cfr. Nobiliario di Sicilia).  ANGELO FICARRA (Canicattì 10/7/1885 – 1/6/1959), vescovo di Patti dal 1937 al 1957; esimio studioso delle lettere classiche e autore di importanti studi su San Girolamo, si scagliò contro la “materializzazione dell’idea religiosa” condannando, in particolare lo scadimento della religione a superstizione e l’ignoranza degli stessi credenti nella fede che si vantano di professare. I numerosi attriti con la gerarchia ecclesiastica dovuti anche alla posizione di ferma distanza del vescovo dal potere politico, determinarono, nel 1957, la sua destituzione dall’incarico di vescovo e la nomina, puramente onoraria, di arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica, in Medio Oriente. Lo strano caso del vescovo Ficarra venne ripreso, nel 1979, da Leonardo Sciascia, nel suo saggio “Dalle parti degli infedeli”. SALVATORE (SALVO) FICARRA (Palermo 27/5/1971), attore comico, cabarettista, conduttore televisivo. Nel 1993 conosce Valentino Picone in un villaggio turistico e nasce il duo “Ficarra e Picone”; insieme partecipano a varie trasmissioni televisive: Zelig, Zelig Circus, l’Ottavo Nano, conducono, le edizioni 2006, 2007, 2009, 2010, 2011, 2012 di Striscia la Notizia, producono teatro e partecipano a film come Nati stanchi (2002),  Il 7 e l’8 (2007), La matassa (2009), Baaria (2009), Femmine contro maschi (2011), Anche se è amore non si vede (2011), L’ultimo loro film è quello del 2019, “Il primo Natale”.

Picone

(come Mauro Picone, matematico, animatore della matematica applicata

Picone cognome dovrebbe derivare dal nome medioevale Pico, Piconis o dal termine dialettale siciliano “picuni” = piccone (Rohlfs), probabilmente è un soprannome, poi cognominizzato, di un capostipite che utilizzava nel suo lavoro il piccone (per spezzare terreni duri o rocciosi, per abbattere muri, pareti o altro materiale). Picone è diffuso in circa 500 comuni di varie regioni italiane, con ceppi consistenti  in Campania (nel casertano, nel napoletano, nell’avellinese, nel salernitano, nel beneventano) e in Sicilia dove è presente in tutte le province, in particolare nel palermitano (Palermo, Carini, Misilmeri, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Agrigento, Grotte, Campobello di Licata, ecc.), nel messinese (Lipari, Patti, Messina, ecc.), nel nisseno (San Cataldo, Caltanissetta, Acquaviva Platani, ecc.), nel catanese (Catania, Caltagirone, San Giovanni La Punta, Mascalucia, ecc.), nell’ennese (Nicosia, Centuripe, Villarosa, ecc.). Con nuclei meno consistenti è noto anche in Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi - Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel beneventano (XII secolo) e a Gubbio, dove, in un atto del 1251, si parla di un “mercatus Rainerii Piconis”.

MAURO PICONE (Palermo 2/5/1885 – Roma 11/4/1977), matematico, animatore della matematica applicata; propugnò il calcolo elettronico attraverso l’ideazione, la formazione e la direzione dell’istituto per le applicazioni del calcolo. Nel 1919 divenne professore incaricato di analisi all’Università degli Studi di Catania; poi fu a Cagliari, Pisa, Napoli e, nel 1932 a Roma dove restò fino al 1960. Fondò l’Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo (INAC), inserito nell’ambito del C.N.R. (Centro Nazionale Ricerche) e poi trasformato in I.A.C. (Istituto Applicazioni Calcolo). VALENTINO PICONE (Palermo 23/3/1971), attore, cabarettista, conduttore televisivo, sceneggiatore e regista, componente  del duo “Ficarra e Picone” che ha al suo attivo la partecipazione alle trasmissioni Zelig, Zelig Circus, l’Ottavo Nano, la conduzione delle edizioni 2006, 2007, 2009, 2010, 2011, 2012 di Striscia la Notizia, la presenza in molte opere teatrali e in film come “Nati stanchi“ (2002),  “Il 7 e l’8” (2007), “La matassa” (2009), “Baaria” (2009), “Femmine contro maschi” (2011), “Anche se è amore non si vede” (2011), “Il primo Natale” (2019). GIUSEPPE PICONE (Agrigento 8/11/1819 – 14/8/1901), storico, archeologo, giurista, politico, poeta e letterato.  Conoscendo il greco classico e l’arabo, fu studioso di testi dell’antichità fra cui gli scritti di Erodoto e Diodoro Siculo e manoscritti arabi. Nel 1861 fu presidente del primo Consiglio provinciale di Agrigento e, nel 1864, primo direttore del Museo Civico per il quale tanto aveva lottato per l’istituzione; scrisse le “Memorie storiche agrigentine”, fonte unica ed inesauribile della storia della città. Fu insignito delle onorificenze di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia (1869), Cavaliere dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro (1889), Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia (1898), Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia (1900).

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