Venerdì, 19 Luglio 2024
Cognomen omen

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Prestigiacomo, Lo Sardo, Tramontana e Fernandez

L'origine dei cognomi Prestigiacomo, Lo Sardo, Tramontana e Fernandez.

Prestigiacomo

(come Stefania Prestigiacomo, politica, già ministra nel primo e quarto governo Berlusconi)

Questo cognome deriva dall’alterazione del sostantivo latino “presbyter” (prete), nella forma medioevale “preste”, ed indica la famiglia del prete Giacomo; Prestigiacomo è quindi un patronimico in cui l’apposizione “preste” si è fusa con il nome Giacomo. È un cognome diffuso soprattutto in Sicilia, nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Torretta, Villabate, Monreale, Ficarazzi, San Giuseppe Jato, Carini, Capaci, Corleone, Misilmeri, Isola della Femmine, Altofonte, Petralia Soprana, Castelbuono, Casteldaccia, ecc.), nel Trapanese (Trapani, Erice, Campobello di Mazara, Alcamo ecc.), nel Messinese (Barcellona Pozzo di Gotto, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Terme Vigliatore, ecc.), nel Catanese (Catania, Paternò, Gravina di Catania, Misterbianco, Mascalucia, ecc.), nel Nisseno (Santa Caterina Villarmosa, Caltanissetta, ecc.). Con nuclei molto modesti è presente anche in altre regioni italiane: Lombardia, Lazio, Piemonte, Calabria, ecc...

Riferimenti storici e personaggi. STEFANIA PRESTIGIACOMO (Siracusa 16/12/1966), imprenditrice, politica, deputata alla Camera per Forza Italia, poi PDL (Popolo della Libertà), dalla XII alla XVIII legislatura. È stata Ministro per le pari opportunità dal 2001 al 2006 con il Governo Berlusconi I, e Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare dal 2008 al 2011 con il Governo Berlusconi IV. Poi fa parte del gruppo dei “lealisti”, pronta con Gianfranco Miccichè e Saverio Romano a formare in Sicilia un nuovo schieramento fedele a Berlusconi, una nuova Forza Italia. Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, dopo aver incassato il no di Fratelli d’Italia alla candidatura a presidente della Regione Sicilia viene candidata al Senato come capolista del Collegio 2 Sicilia, ma non viene rieletta e lascia il Parlamento dopo 28 anni ininterrotti di militanza. PAOLO PRESTIGIACOMO (San Mauro Castelverde 1947 – Roma 1992): scrittore e poeta siciliano, discepolo e amico di Aldo Palazzeschi. A Roma, dove si era trasferito dopo la maturità liceale a Palermo, si laurea all’Università La Sapienza, esordisce come poeta e pubblica poesie su diverse riviste come “Nuovi Argomenti”, “Il Caffè”, “Incognita” e, in seguito, su alcuni numeri di “Prato pagano”, la rivista curata da Gabriella Sica. Nel 1978 per Mondadori aveva curato il carteggio Marinetti – Palazzeschi. La sua produzione in prosa, ancora inedita, non è stata valorizzata del tutto. Il comune di San Mauro Castelverde ha intitolato a suo nome il Premio annuale e il Festival di poesia “Paolo Prestigiacomo”. FRANCESCA PAOLA PRESTIGIACOMO (Palermo15/10/1858 – Roma 14/12/1948), fondatrice dell’Istituto delle Suore del Sacro Cuore del Verbo Incarnato: il 6/12/2014 papa Francesco l’ha dichiarata “venerabile. Nel 1875 era entrata a far parte dell’Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e Maria prendendo il nome di Carmela di Gesù. Ben presto però, nel desiderio di vita contemplativa, ne uscì e ritornò alla casa paterna dove si preparò a fondare una nuova comunità dove alla vita attiva si aggiungeva l’attività contemplativa e la preghiera. Riuscì ad aprire 18 case dell’Istituto in Sicilia, Calabria e Roma: il 27 gennaio 1930 Pio XII approvò la sua nuova Congregazione. ANNA PRESTIGIACOMO (Palermo 1944/1959), vittima innocente della mafia: fu uccisa a 15 anni, il 26 giugno 1959, nella sua casa del rione San Lorenzo a Palermo. Morì probabilmente uccisa per vendetta nei confronti del padre, ritenuto un confidente dei carabinieri.

Lo Sardo

(come Francesco Lo Sardo, politico, vittima della violenza fascista)

Il cognome Lo Sardo è di chiara origine etnica: è legato alla provenienza dei capostipiti dall’Isola di Sardegna. È diffuso soprattutto nell’area nord occidentale della Calabria e in Sicilia; in questa ultima regione è attestato nell’Agrigentino (Cammarata, Canicattì, Palma di Montechiaro, San Giovanni Gemini, Racalmuto, Agrigento, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Ventimiglia di Sicilia, Partinico, Altofonte, Piana degli Albanesi), nel Nisseno (Bompensiere, Vallelunga Pratameno, Mussomeli, Caltanissetta, Acquaviva Platani, ecc.), nel Messinese (Mirto, Naso, Capo d’Orlando, Messina, ecc.), nel Trapanese (Petrosino), nel Catanese (Catania). Famiglie Lo Sardo (oltre che nelle regioni sopra indicate, Calabria e Sicilia), sono attestate anche in Campania, nel Lazio, in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia.

Riferimenti storici e personaggi. Il ceppo principale e forse unico del cognome Lo Sardo in Calabria ha come capostipiti Antonio e Cinzia Spendilli, genitori di Carmine Lo Sardo, funaio (cioè fabbricante o venditore di funi). Da uno dei tre figli di Carmine, Francesco, ebbero origine i tre rami Lo Sardo a San Marco Argentano, comune in provincia di Cosenza. Esisteva anche un altro ceppo il cui discendente maschio è stato un Domenico Lo Sardo, nato nel 1892, ma non si sa se c’è stato rapporto di parentela con il ceppo maggiore. (da “L’Ottocento dietro l’angolo”, di Paolo Chiaselotti, in sanmarcoargentano.it). FRANCESCO LO SARDO (Naso 2/5/1971 – Napoli 30/5/1931), deputato del Regno d’Italia, primo parlamentare comunista siciliano eletto nel 1924 in un clima di dilagante violenza fascista. In conseguenza delle leggi eccezionali del fascismo, emanate fra il 1925 e il 1926, e in violazione dell’immunità parlamentare, nel novembre del 1926 venne arrestato e condannato dal Tribunale speciale del regime. Fu rinchiuso nelle carceri di Messina, Catania, Roma, Sassari, Turi di Bari, dove incontrò Antonio Gramsci, e Poggioreale di Napoli dove morì il 30 maggio del 1931. Nella politica siciliana era noto come un rivoluzionario, infatti aveva sempre lottato contro la società baronale che opprimeva i contadini e i braccianti e aveva fondato a Naso un fascio operario. Era stato prima anarchico, poi socialista, quindi comunista, dopo la scissione del 1921; a Messina aveva diretto la Camera del Lavoro. LIBERO LO SARDO (Castellammare di Stabia 10/12/1943), generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri, a riposo dal 2009 dopo circa 48 anni di servizio. È presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Laureato in giurisprudenza, in scienze strategiche e in scienze della sicurezza, durante la sua lunga carriera ha retto impegnativi comandi e ricoperto importanti e delicati incarichi. Fra le tante onorificenze va inserita quella di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana consegnatagli Il 2 giugno del 2019 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. GIOVANNI LO SARDO (Cetraro 23/7/1926 – 22/6/1980), politico, era stato consigliere, assessore e sindaco del PCI di Cetraro, segretario capo della Procura della Repubblica di Paola. Fu ucciso in un attentato della ‘ndrangheta” mentre a bordo della sua auto ritornava a casa reduce dalla seduta di un consiglio comunale di Cetraro. Si batteva fortemente contro le ‘indrine’ dell’alto Tirreno denunciandone il malaffare politico. CARMELO LO SARDO (Magenta), restauratore e docente di discipline pittoriche; opera dal 1992 nel campo dell’Arte e del Restauro di dipinti antichi.

Tramontana 

(come Filippo Tramontana, giornalista, telecronista sportivo e opinionista)

Il cognome Tramontana potrebbe derivare da soprannomi originati dal fatto che il capostipite o i capostipiti provenissero da località poste al di là dei monti o da zone poste a tramontana, cioè a nord, a settentrione. Potrebbe, inoltre, derivare da toponimi come Tramontana, frazione del comune di Parodi Ligure (in provincia di Alessandria), e Tramonti, comune in provincia di Salerno, o da località similari. Tramontana è cognome diffuso soprattutto in Sicilia, nel Catanese (Scordia, Catania, Militello in Val di Catania, Paternò, Palagonia, Belpasso, Acireale, Tremestieri Etneo, Aci Catena, ecc.), nel Messinese (Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Francavilla di Sicilia, Mazzarrà Sant’Andrea, ecc.), nel Siracusano (Lentini, Siracusa, Francofonte, Priolo Gargallo, Augusta, Floridia, ecc.), nell’Agrigentino (Canicattì, Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Castrofilippo, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Castelbuono, Santa Flavia, Villafrati, ecc.), nel Nisseno (Caltanissetta, Niscemi, ecc.), nel Ragusano (Vittoria, Chiaramonte Gulfi, ecc.). Famiglie Tramontana sono censite anche in Calabria, Lazio, Lombardia, Campania, Toscana, Piemonte, Umbria e in altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. Una famiglia Tramontana, siciliana, nota nel XVI secolo, ebbe dimora a Girgenti (Agrigento); fra i suoi esponenti viene ricordato un Salvatore Tramontana, barone del Mezzograno alla fine del XVII secolo. Di tale titolo venne insignito un Salvatore nel 1796 e un Giuseppe, proconservatore in Naro nel 1804. Altra famiglia Tramontana, con dimora a Palermo, con decreto “motu proprio” del re Vittorio Emanuele II, nel 1928, ottenne il titolo di barone con successione del primogenito. Le due famiglie risultano iscritte nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922 (cfr. Il Portale del Sud). FILIPPO TRAMONTANA (Milano 25/3/1979), giornalista, telecronista sportivo e opinionista. Dal 2017 è voce ufficiale delle partite dell’Inter, squadra di cui è appassionato tifoso, per la trasmissione Diretta Stadio in onda su 7 Gold. Ha collaborato, inoltre, con l’agenzia stampa Italpress, con Radio Sportiva, Radio Kiss Kiss, Radiomilaninter, Calciomercato.com, FcInternews. Nel 2010 Filippo Tramontana è stato la voce della finale di Champion League nell’Arena di Milano davanti ad un pubblico di dodicimila tifosi. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo autobiografico “È pazza ma è bella e l’amiamo” dove racconta la sua fede per la squadra nerazzurra. GIUSEPPE TRAMONTANA (1968), siciliano, da 20 anni vive e lavora a Padova; insegnante di storia e filosofia presso il Liceo scientifico di Padova; scrittore, ha pubblicato numerosi saggi di storia medievale, di storia moderna, di storia contemporanea, e opere di narrativa come “Il giorno della maturità” (2015), “Il pozzo più profondo. Le indagini dell’ispettore Soriano” (2017), “Promemoria. Storie di uomini uccisi dalla mafia e sepolti dall’oblio” (2019), “La storia obliqua” (2009), “Ardesia. 11 insospettabili racconti sul grande teatro chiamato scuola” (2021), e tanti altri. GAETANO TRAMONTANA, regista, attore e autore teatrale. È autore di saggi sulla comunicazione e sul teatro, è direttore artistico di Spazio Teatro di Reggio Calabria, ha all’attivo numerose regie teatrali e, in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria, ha curato e diretto attività di formazione teatrale. Dal 2017 è direttore artistico del “Ragazzi MedFest”, festival mediterraneo dei ragazzi.

Fernandez

(come Giuseppe Fernandez, santo domenicano martirizzato in Vietnam)

Fernandez è un cognome di origine spagnola; è un patronimico e significa “figlio di…Fernando “. La finale “ez”, infatti, si usa in Spagna per indicare i patronimici. Fernando o Hernando è un nome di origine germanica, portato dai Visigoti, che deriva dai termini “frithu” (= pace) e “nanths” (= coraggioso): il tutto vale come “coraggioso nell’assicurare la pace”. Fernandez è noto in tutt’Italia, in ordine di consistenza, in Lazio, Lombardia, Sicilia, Campania, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Umbria, ecc. In Sicilia è diffuso nel Palermitano (Palermo, Altofonte, Bagheria, Belmonte Mezzagno, Villabate, Trabia, Carini, Altavilla Milicia, ecc.), nel Trapanese (Marsala, Erice, Gibellina, Trapani, ecc.), nel Catanese (Palagonia, Ramacca, Aci Sant’Antonio, Adrano, Catania, ecc.), nel Ragusano (Vittoria, Giarratana, ecc.), nell’Agrigentino (Licata, Agrigento, ecc.), nel Messinese (Messina, Milazzo, ecc...).

Riferimenti storici e personaggi. Il cognome Fernandez si diffuse nel Sud durante la lunga dominazione spagnola: esso è proprio anche di Israeliti sefarditi (gli ebrei della penisola iberica) che, espulsi dalla Spagna e dal Portogallo, si rifugiarono in Italia nel XVI e XVII secolo. Attualmente è diffuso in molti paesi del mondo, fra cui soprattutto: Spagna, Argentina, Messico, Filippine, Venezuela, Cuba, Usa, Perù, Colombia. GIUSEPPE FERNANDEZ DE MEDRANO (Palermo 13/11/1651 – 29/7/1718), nobile, giurista e magistrato italiano di origine spagnola, marchese di Mompilieri. Appassionato di letteratura, filosofia, matematica, dopo aver concluso gli studi di giurisprudenza a Palermo, esercitò con successo la professione forense e occupò numerose cariche pubbliche nell’amministrazione della giustizia. La carica più alta fu quella di presidente della Regia Gran Corte, massimo tribunale del Regno di Sicilia. GIUSEPPE FERNANDEZ (Ventosa della Cueva, provincia di Avila, Spagna 3/12/1775 – Nam Dihn, Vietnam 24/7/1838), sacerdote domenicano dell’Ordine dei Predicatori, martire. Esercitò il sacro ministero di missionario per 32 anni, quasi tutti passati nel villaggio di Kien – Lao, nel Vietnam nord orientale, località popolata da circa 5.000 cattolici e da pochi pagani. Nel corso della persecuzione avviata da Ming Mann, re del Tonchino, contro i missionari europei, Padre Fernandez venne catturato e gli fu imposto di calpestare la croce. Al rifiuto fu condannato a morte e consegnato al carnefice che, con un colpo di spada gli tagliò la testa che rimase esposta al pubblico per tre giorni; poi fu gettata nel fiume mentre il suo corpo fu sepolto accanto a quelli degli altri fratelli martirizzati. Il papa Leone XIII nel 1900 lo beatificò, Giovanni Paolo II lo canonizzò con altri 116 testimoni della fede di Cristo. ENRICO FERNANDEZ AFFRICANO, imprenditore, titolare della Intramark Srl. di Livorno, società specializzata nella produzione di oli extravergine di oliva aromatizzati che, con il marchio “Aromolio”, sono entrati nel mercato italiano ed estero, diventando in poco tempo leader nel settore. Enrico, erede di una ditta già esistente dagli inizi del 1800, ha anche un’altra storia da raccontare: lui e la sua famiglia scamparono alle persecuzioni razziali del 1943 grazie all’aiuto del Comune di Capannori. Umberto Paradossi, loro amico, venuto a sapere che la famiglia Fernandez stava per essere arrestata dai nazifascisti, la portò a Roma dove rimase nascosta fino alla Liberazione. La famiglia di Enrico, lui allora bambino, si rifugiò a Capannoli e ricevette l’aiuto del Comune che produsse documenti in cui sparì la dicitura “razza ebrea”. 80 anni dopo, Enrico Fernandez ha voluto ringraziare la città per quella “cancellazione”: lo ha fatto nel febbraio 2023.

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