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Martedì, 21 Maggio 2024
Cognomen omen

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Presti, Tortorici, Maltese, Manganaro

L'origine dei cognomi Presti, Tortorici, Maltese, Manganaro, di Francesco Miranda


Presti

(come Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte)
Questo cognome ha alcune varianti: Presta, Lo Preste, Lopreste, Lopresti, Lo Presti, ecc.: tutte derivano da modificazioni del vocabolo latino presbyter (prete) che indica una qualche connessione con un prete (in francese antico le prestre, in francese moderno le prètre (prete). Potrebbe, inoltre essere collegato ad una caratteristica comportamentale del capostipite che corrisponderebbe a "lo svelto" (Peirce,42). Presti è siciliano e nell'Isola ha molte occorrenze, ma è presente anche in quasi tutte le altre regioni italiane, in particolare in Lombardia (Milanese, Bresciano, Bergamasco), Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto. In Sicilia ha consistenti nuclei nel Messinese (Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Castroreale, Castel di Lucio, Rodi Milici, Motta D’Affermo, Montalbano Elicona, Pettineo, Santo Stefano di Camastra, Francavilla di Sicilia, Tripi, Milazzo, Mazzarrà Sant’Andrea, Mistretta, Reitano, Mirto, Sant’Agata Militello, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Castelbuono, Villabate, Lascari, Santa Flavia, Montemaggiore Belsito, Terrasini, Campofelice Roccella, ecc.), nel Catanese (Acireale, Catania, Aci Sant’Antonio, Misterbianco, Mascalucia, Scordia, Paternò, Belpasso, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Pedara, Tremestieri Etneo, San Cono, Gravina di Catania, Zafferana, ecc.), nell’Agrigentino (Favara, Agrigento, Aragona, Ribera, Cattolica Eraclea, ecc.), nel Siracusano (Avola, Siracusa, Noto, ecc.), nel Ragusano (Chiaramonte Gulfi, Ragusa, Comiso, ecc.), nel Trapanese (Salemi, Trapani, Mazara del Vallo, Castellammare del Golfo, Marsala, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Presti o Lo Presti è un'antica nobile famiglia siciliana che ebbe sedi a Sutera, Salemi e Palermo; poi si propagò in diverse altre regioni italiane. Suoi esponenti ebbero importanti cariche pubbliche a Salemi e Palermo. Antonio Presti (Messina 12/5/1957), collezionista d’arte, artista, mecenate e presidente della Fondazione "Fiumara d’Arte": per combattere il sistema mafioso ha investito la sua ricchezza, ereditata dal padre, in progetti d’arte e culturali realizzati in zone disagiate della Sicilia. Ha iniziato nel 1982 con il suo primo progetto, "Fiumara d'Arte", una ventina di sculture monumentali installate all’aperto fra i monti Nebrodi e la costa settentrionale della Sicilia, completato nel 2009 e riconosciuto dalla Regione Siciliana. Altro progetto riguarda l'Atelier sul Mare, a Castel di Tusa: un albergo di 40 camere ognuna delle quali è opera di un artista diverso. A Catania, nel cavalcavia di Librino ha realizzato "La porta della bellezza", 15 opere monumentali, costruite con 9.000 forme di terracotta applicate lungo 500 metri di un muro di cemento di tre kilometri che attraversa il quartiere, diventata nel 2023 "La porta delle farfalle", con l’aggiunta di un altro kilometro di opere in bassorilievo. Le formelle di terracotta sono state realizzate dai numerosi bambini delle scuole del quartiere sotto la guida di artisti coinvolti nell’opera. A Catania Antonio Presti vorrebbe realizzare ancora, donando le sue collezioni, un primo nucleo del Museo d'Arte Contemporanea e, a Librino, un'Accademia di Belle Arti, privata e convenzionata con il Ministero in sinergia con il Museo fotografico all’aperto. Antonio Presti (Caltanissetta, 1950), pittore e scultore, vive fra Torino e Parigi. Il suo itinerario pittorico è basato su un "naturalismo rivisitato" con una ricerca attenta ai valori del colore e della materia; il suo tema preferito è l’albero al quale ha dedicato vari cicli. Ha esposto in molte città italiane (Palermo, Napoli, Roma, Bologna, ecc.) ed anche estere (Hawaii, Parigi, varie città degli Stati Uniti).

Tortorici

(come Pietro Tortorici, matematico, già docente nella facoltà di ingegneria dell’Università di Palermo).
Tortorici è un toponimico, cognome cioè formato dal luogo di nascita, origine e provenienza del capostipite, in questo caso, da Tortorici, comune della Città metropolitana di Messina, anticamente "Turris Orice", dal nome della principessa, che esule da Cartagine, occupata dagli arabi (fra il 695 e il 698), ripara sui Nebrodi e fonda la nuova città. Il cognome ha alcune varianti, Turtulici, Torturici, Turtorici. Il cognome Tortorici è diffuso soprattutto nel Palermitano (Palermo, Corleone, Partinico, Bisacquino, Misilmeri, Ficarazzi, Santa Flavia, San Cipirello, Cerda, Montemaggiore Belsito, Monreale, Termini Imerese, Terrasini, Chiusa Sclafani, Bolognetta, ecc.), nell’Agrigentino (Ribera, Sciacca, Agrigento, Caltabellotta, Montallegro, Casteltermini, Canicattì, Cattolica Eraclea, Grotte, Santa Margherita di Belice, Menfi, ecc.), nel Trapanese (Castelvetrano, Marsala, Favignana, Gibellina, Alcamo, Mazara del Vallo, Pantelleria, ecc.), nel Catanese (Catania, Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, Mascalucia, Sant’Agata Li Battiati, Paternò, ecc.), nel Messinese (San Marco d’Alunzio, Messina, Sant’Agata Militello, Spadafora, Torrenova, Milazzo, ecc.), nell’Ennese (Pietraperzia, Villarosa, ecc.) Famiglie Tortorici sono attestate, inoltre, in Lombardia, Lazio, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Campania, Calabria.

Riferimenti storici e personaggi. Pietro Tortorici (Trapani 2/5/1891-Palermo 9/4/1966), matematico. Fu membro dell'Accademia di Scienze, lettere ed arti e della Società di scienze naturali ed economiche di Palermo. Libero docente in analisi infinitesimale nel 1922, in seguito insegnò topografia nella facoltà di ingegneria di Palermo dove tenne per incarico corsi di analisi infinitesimale, analisi superiore, calcolo delle probabilità, astronomia, misure e impianti elettrici, matematiche complementari. Lasciò un centinaio di pubblicazioni di geometria, geodesia, analisi, aritmetica e logica (da G. Aprile, "Necrologio", Atti dell'Accademia delle Scienze, lettere ed arti di Palermo). Edoardo Tortorici (Roma 7/10/1949), archeologo, specialista in topografia antica e archeologia subacquea. È stato professore ordinario di topografia antica presso la facoltà di lettere dell’Università di Catania. Ha insegnato topografia anche presso la Scuola Archeologia Italiana di Atene. Per alcuni anni ha diretto il Dipartimento di Studi Archeologici, Filologici e Storici dell’Università di Catania. La sua attività scientifica lo ha visto impegnato in studi e ricerche sulla topografia di Roma antica, sulla direzione di numerosi scavi in Italia, di ricognizione archeologica (Albano Laziale, Ardea, Piana di Catania), scavi e ricerche di archeologia subacquea (Grado, Catania, Gela). Numerose e varie le sue pubblicazioni. Francesco Tortorici Cremona (Pietraperzia 1/10/1860-10/10/1932), poeta estemporaneo e satirico, scrittore. Fu caricaturista nell’arte poetica ma, soprattutto, nell’arte grafica; fu apprezzato musico e suonava con il violino musiche da lui stesso composte. Poeta popolare, le sue poesie si leggevano nelle botteghe del paese. Svolse l’attività di impiegato comunale presso l’ufficio anagrafe. Conosciuto con il soprannome di "don Cicciu Cudduzzu", compose le sue opere poetiche in vernacolo ma anche in lingua italiana, pubblicate in vari volumi. Scrisse articoli giornalistici di argomento storico e archeologico locale.

Maltese

(come Giovanni Maltese, militare italiano “giustiziato” dai tedeschi a Cefalonia)
Il cognome Maltese deriva dal toponimo Malta e dal suo etnico corrispondente: è riferito ad un capostipite proveniente da Malta o che con Malta aveva rapporti. Maltese è diffuso soprattutto in Sicilia, in particolare nel Palermitano (Palermo, Cinisi, Carini, Terrasini, Balestrate, Partinico, Misilmeri, Borgetto, Altofonte, Trappeto, Torretta, Belmonte Mezzagno, ecc.), nel Trapanese (Marsala, Trapani, Alcamo, Mazara del Vallo, Salemi, Paceco, Salaparuta, Castelvetrano, Petrosino, Valderice, Gibellina, ecc.), nell’Agrigentino (Agrigento, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Licata, Ribera, Cattolica Eraclea, Alessandra della Rocca, Santa Margherita di Belice, ecc.), nel Siracusano (Rosolini, Siracusa, Floridia, Pachino, Priolo Gargallo, Noto, Lentini, Carlentini, ecc.), nel Ragusano (Modica, Ragusa, Comiso, Scicli, Giarratana, Ispica, ecc.). Con nuclei abbastanza consistenti è diffuso in Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Toscana, Liguria, Calabria, Emilia-Romagna; con pochi nuclei familiari, anche nelle altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. Maltese è una nobile famiglia di Castrogiovanni (Enna) propagatasi nel corso dei secoli in varie regioni italiane, La tradizione vuole che capostipite di tale famiglia sia stato un gentiluomo francese, Leodorigi Timera, che sotto i re normanni fu governatore dell’Isola di Malta e il cui fratello Remigio, fu castellano di Leontini, ove ebbe sede la sua famiglia. I Maltese possedettero i feudi di Ganigazzeni e Gasba. Giovanni Maltese (Palermo 28/11/1895-Cefalonia 22/9/1943), militare italiano, tenente colonnello, combattente nella prima e nella seconda guerra mondiale. L’8 settembre del 1943, giorno in cui fu annunciato l’armistizio di Cassibile, la guarnigione italiana di stanza nell’isola greca di Cefalonia si oppose al tentativo tedesco di disarmo: Giovanni Maltese comandava il III Battaglione del 17^ Fanteria. Ci furono aspri combattimenti sul campo per vari giorni con pesanti perdite fino alla resa incondizionata della guarnigione italiana. Nonostante fosse cessata ogni resistenza da parte italiana seguirono massacri e rappresaglie: i soldati che erano stati catturati e fatti prigionieri furono sommariamente giustiziati, i superstiti vennero portati in Germania. Giovanni Maltese fu catturato e fucilato nel vallone di Santa Barbara. Nel 1976 il Presidente della Repubblica Giovanni Leone gli conferì la medaglia d’oro militare alla memoria. Giovanni Maltese (Forio, Ischia 1852/1913), pittore, scultore, poeta. Allievo di Giulio Monteverde, celebre scultore verista, fu da questi indicato come scultore per i lavori di abbellimento del castello di Chenonceaux, uno dei castelli della Loira, ma la sua permanenza in Francia durò solo sei mesi. Ritornato a Forio, ottenne in enfiteusi dal Comune il Torrione che lui trasformò in abitazione privata e in atelier personale: qui realizzò il maggior numero delle sue sculture e pitture. Fu anche poeta satirico come dimostra la sua raccolta “Cerrerme”. Angelo Maltese (Modica 8/12/1896-Siracusa 26/1/1978), artista, fotografo siracusano, ufficiale in entrambe le due guerre mondiali, fu uomo colto, poeta, pittore, scultore; ha lasciato ottimi scritti sul quotidiano La Sicilia e sui settimanali locali dell’epoca come La Domenica e Siracusa Nuova, nonché racconti, poesie, recensioni, note d’ambiente e di costume. E’ stato il primo fotografo delle Rappresentazioni classiche al Teatro Greco nel 1914; ha fotografato monarchi d’Europa in visita alla città, attori, famosi uomini politici e di governo. Il suo studio "La Fontanina" fu punto di riferimento per moltissimi artisti che fecero di Siracusa una piccola capitale dell’arte e della fotografia.

Manganaro

(come Antonio Manganaro, pittore, caricaturista, professore di disegno, patriota)
Manganaro è un cognome agentis o epanghelmatico, cioè derivato da nome di mestiere; il manganaro (il filatore di seta) nel siciliano arcaico era colui che cavava la seta dai bozzoli con uno strumento detto manganello (manganeddu), una ruota grande sulla cui circonferenza si avvolgeva il filato di seta. Tale cognome è diffuso in Sicilia, soprattutto nel Messinese (Messina, Scaletta Zanclea, Alì, Itala, Barcellona Pozzo di Gotto, Taormina, Santa Teresa Riva, Roccavaldina, Monforte San Giorgio, Venetico, Spadafora, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Giardini Naxos, Meri, Saponara, Sinagra, ecc.), nel Catanese (Catania, Misterbianco, Tremestieri Etneo, ecc.), nel Siracusano (Noto, Avola, Siracusa, ecc.), nel Nisseno (San Cataldo, Caltanissetta, Delia, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Monreale, ecc.), nel Siracusano (Noto, Avola, Siracusa, ecc.); ha ceppi in Campania (Napoli, Avellino), Calabria (Reggio Calabria, Vibo Valentia), Lazio, Lombardia (Milano, Varese), Piemonte, Veneto; è attestato anche in Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Questa cognominizzazione appare a Palermo nella prima decade del 1300 con un certo Filippo Manganaro che il 28/3/1310 venne nominato all’ufficio di Maestro segreto e Maestro procuratore di tutta la Sicilia; fu, inoltre giudice della Magna Regia Curia di Palermo dal 1313 al 1319. Alessandro Manganaro (Barcellona Pozzo di Gotto 26/6/1917-25/10/1994), insegnante di greco presso il liceo classico della sua città, grecista. Ha tradotto la commedia plautina "Per tre soldi", si è occupato di poesia neogreca, traducendo poesie di Sikelianòs, Elitis, Seferis, Ritsos ed Ergonòpulos e illustrandole nel 1963 sul Gazzettino di Venezia. Per Mondadori ha tradotto nel 1965 il romanzo dello scrittore greco moderno Stratis Myrivilis, “I quaderni di guerra del sergente Costula. Antonio Manganaro (Manfredonia 1842 – Napoli 1920), pittore e caricaturista, professore di disegno, patriota. Arrestato per cospirazione politica (i suoi familiari appartenevano alla Giovane Italia) gli fu ingiunto di lasciare Napoli, ma lui non ottemperò all’ordine nascondendosi presso un amico. Nel 1859 fece parte del Comitato segreto o d’azione e, nel 1860, partecipò ai moti rivoluzionari che favorirono l’ingresso di Garibaldi a Napoli; al seguito del Generale partecipò a numerosi fatti d’arme e fu anche ferito. Fu redattore caricaturista di vari giornali (“Il Giudizio universale”, “Stenterello”, ecc.); nel 1885 ottenne la cattedra di disegno presso la Scuola tecnica "G.B. Della Porta" a Napoli. Ha lasciato molti album originali di caricature. Patrizia Manganaro (Roma 13/12/1964), filosofa, docente di Filosofia del Linguaggio e di Filosofia della Mistica alla PUL (Pontificia Università Lateranense), visiting professor presso la Pontificia universidade católica do Paranà (Brasile), direttrice dell’Area Internazionale di Ricerca "Edith Stein e il pensiero contemporaneo". Dedica la sua attività di ricerca alla filosofia del linguaggio di Ludwig Wittgenstein e alla fenomenologia tedesca. Ha all’attivo numerose pubblicazioni tra saggi, monografie, volumi collettanei, articoli su riviste specializzate. Fra le più recenti: "Formare e tras-formare l'uomo. Per una storia della filosofia come paideia" (con E. Vimercati, ETS 2017); "Maestri perché testimoni. Pensare il futuro con John Henry Newman e Edith Stein" (con M. Marchetto, Las-Lup 2017); "Empatia e creatività. Personale, impersonale, interpersonale" (Il Poligrafo 2020, tavole a colori); "Corpi soggetti. Edmund Husserl, Edith Stein & gli altri (Inschibboleth 2021)"; "Fenomenologia della vita" (Carabba 2022); "Wittgenstein 100 anni dopo" (Carabba 2023). Dirige la Collana "Filosofia contemporanea" presso l'Editrice Carabba; è Research Coordinator dell'Irafs (Sezione "Logos & Pathos").

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