Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi: Pilo, Leocata, Corrao, Fisichella

L'origine dei cognomi: Pilo, Leocata, Corrao, Fisichella


Pilo

(come Rosolino Pilo, patriota e mazziniano)
Il cognome Pilo, di origine romano-visigota, deriva dal termine latino “pilum”, che era un’arma da getto usata dai soldati romani e costituita da un’asta di legno lunga circa due metri, munita di punta metallica. Nel secondo secolo era l’arma per eccellenza dei fanti romani delle prime due file della legione (hastati e principes), un secolo dopo venne usata da tutti i legionari. Pilo potrebbe essere, inoltre, un toponimico, derivato da Pilo di Messeria, città greca del Peloponneso, citata nei poemi omerici quale patria di Nereo e del figlio Nestore. Indicherebbe, in questo caso, il luogo d’origine del/dei capostipite/i. Pilo è diffuso soprattutto in Sardegna, nel sassarese, nel cagliaritano e nella zona di Olbia-Tempio; è noto in Calabria, Lazio, Lombardia, Liguria, Toscana, Veneto e in alcune altre regioni italiane. In Sicilia è attestato nel palermitano (Palermo, Bagheria, Trabia, Carini, ecc.), nel catanese (Catania, Ramacca, Misterbianco), nel messinese (Messina, Furci Siculo), nell’agrigentino (Menfi), nell’ennese (Piazza Armerina).

Riferimenti storici e personaggi. Si crede che la famiglia Pilo, di origine spagnola, verso il 1100 abbia avuto come capostipite Raimondo Berengario, conte di Barcellona, e che sia stata portata da Genova in Sicilia, verso la fine del XVI secolo, da Bartolomeo Lorenzo, signore di Brucato; il figlio Vincenzo, primo marchese di Marineo e barone di Capaci, nel 1625 ebbe l’investitura di conte di Capaci. La famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale Siciliano con i titoli di marchese di Marineo, conte di Capaci, barone della salina Chiusa Grande; risulta iscritta nell’Elenco Ufficiale Nazionale Italiano del 1922 con il titolo di marchese di Torretta. Fra i discendenti viene ricordato nel XIX secolo Girolamo, marchese di Marineo e conte di Capaci, che fu padre di ROSOLINO PILO (Palermo 15/7/1820 – San Martino delle Scale 21/5/1860), patriota italiano; fu promotore, con Giuseppe La Masa, della rivolta palermitana che provocò la rivoluzione siciliana del 1848. Fece parte del governo provvisorio ed ebbe l’incarico della direzione dell’artiglieria. Falliti i moti, nel maggio del 1849, andò esule a Marsiglia e poi a Genova; qui frequentò Mazzini e allacciò i contatti con gli esuli siciliani. Nel 1857 dovette lasciare Genova per aver collaborato alla preparazione della spedizione di Carlo Pisacane, e riparò a Malta e poi a Londra. Alla notizia dell’insurrezione popolare a Palermo e alla prime voci di una spedizione di Giuseppe Garibaldi alla guida dei Mille, Pilo, con Giovanni Corrao, raggiunse la Sicilia e batté le campagne dell’Isola animando gli insorti e preparando così il terreno favorevole alla spedizione garibaldina. Fu ferito a morte sulle alture di San Martino, mentre con i suoi compagni tentava di bloccare le truppe borboniche nella zona di Monreale per permettere a Garibaldi, già vincitore di Calatafimi, di entrare a Palermo. La sua salma riposa nella chiesa di San Domenico, il “Pantheon” di Palermo. GIOVANNI PILO (Macomer, Nuoro 3/9/1954), politico, deputato della Repubblica Italiana per Forza Italia nelle XII e XIII Legislature (1994/2001). In occasione delle elezioni politiche del 1994, Pilo, diventato amministratore delegato della Diakron, venne incaricato da Berlusconi di stilare i sondaggi per valutare i consensi degli elettori per Forza Italia: i sondaggi si rivelarono veritieri e il Polo della Libertà uscì vincitore dalle urne e Pilo venne eletto deputato.

Leocata

(come Jerome Leocata, filosofo maltese, specializzato in metafisica)
Il cognome Leocata dovrebbe derivare dalla forma medioevale del toponimo Licata, comune in provincia di Agrigento (in greco Leucada, λευκάδα, in saraceno Al-kalata = rupe fortificata, castello, luogo forte). È un cognome tipico del catanese, diffuso in vari comuni fra cui Adrano, Biancavilla, Catania, Aci Catena, Acireale, Santa Maria di Licodia, Ramacca, San Giovanni La Punta, Giarre, Pedara ed altri. Ha ceppi anche nel ragusano (Modica, Scicli, Pozzallo, Ispica, Ragusa), nel siracusano (Priolo Gargallo, Pachino, Carlentini, Siracusa), nell’ennese (Centuripe, Regalbuto, Catenanuova, ecc.). É diffuso in circa 90 comuni di varie regioni italiane, per un totale di circa 350 famiglie; alcune famiglie Leocata, infatti, sono attestate in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Abruzzo, Veneto, Toscana, Molise, ecc.  

Riferimenti storici e personaggi. Leocata fu antica e nobile famiglia di Malta: essa ebbe baroni, conti, marchesi, principi. La famiglia è nota fin dal 1404 per le cariche di giurato occupate da Frabimeo e Franchino. Un Vituzzo fu regio segretario a Malta nel 1458 e possedette il beneficio dello jus patronato. La famiglia fu portata in Sicilia da un Filippo che sposò una Laurella Lorefice, di nobile famiglia (Mugnos). In un antico documento del tribunale del Regio Patrimonio si legge che il detto Filippo fu padre di Garardo, uno dei fondatori dell’Ospedale Santa Croce di Girgenti; ciò si rileva anche da una lapide sepolcrale del 1581. Secondo tale documento, Salvatore, figlio di Garardo, nel 1628 andò a stabilirsi a Favara (AG). JEROME LEOCATA (1664/1745 –filosofo maltese specializzato in metafisica; la sua lunga carriera accademica in filosofia e teologia fu molto ostacolata dai suoi numerosi impegni amministrativi. A La Valletta entrò a far parte dell’Ordine Domenicano e lì compì i suoi studi: già nel 1694 insegnava teologia presso lo stesso “Studium” dei domenicani. Divenne “bachelor of theology” sostenendo un esame speciale a Roma.  Insegnò filosofia e teologia al Bishop’s Seminary di Malta. Tra il 1729 e il 1730 fu priore della comunità di Vittoriosa a Malta e poi di La Valletta; poi fu priore provinciale in Sicilia. Le sue numerose opere tutte in latino non furono scritte di sua mano ma furono manoscritte da uno dei suoi studenti, John Mary Gatt. GIUSEPPE LEOCATA (Monasterium Albo 1630 – Catania 1705), sacerdote, fu “lettore teologo all’Università di Catania dal 1670 al 1673 ed insegnò Logica. Il suo nome è legato alla violenta eruzione dell’Etna del 1669, quando la lava seppellì i numerosi piccoli centri abitati e, fra questi il popoloso casale di Monasterium Albo, La maggioranza degli abitanti, recuperati animali, mobili e suppellettili, si insediò alcuni chilometri più a valle rispetto al centro abitato, in contrada Milicia e diede origine al paese di Misterbianco; altri, la minoranza degli abitanti, si stabilì a nord della città di Catania, nei terreni concessi dal sacerdote Giuseppe Leocata e, grazie all’aiuto del Senato catanese, che mise a disposizione l’attuale piazza Cavour. Il nuovo quartiere, popolato dai misterbianchesi e da altre famiglie provenienti da altri centri vicini, venne indicato come il “Borgo” di Catania (attuale piazza Cavour e dintorni). PINO LEOCATA, nato ad Adrano, vive a Torino. Pittore, architetto, docente; centro dei suoi interessi artistici è il mondo della strada con i suoi mezzi di trasporto. 

Corrao

(come Ignazio Corrao, parlamentare europeo del M5S)
Corrao deriva da errore di trascrizione o da modificazioni dialettali del nome di persona Corrado che ha origine linguistica longobardo-germanica e che è composto da CHUN (Kuoni, Kuon, Konja) che significa “audace, coraggioso” e da RADHA (Rad, Rat, Raet), che significa “assemblea, consiglio, deliberazione”; Corrado = “audace nel deliberare, valoroso consigliere”. Il nome fu portato da numerosi imperatori (Corrado II il Salico, Corradino, figlio di Corrado IV) ed è stato documentato nelle forme latine Conradus e Corradus. Varianti di Corrao sono Corrau, Currao, Currau. In alcuni casi Corrao potrebbe derivare da nomi di località come il Lago calabrese Currao Il cognome Corrao è diffuso a macchia di leopardo nella penisola: 550 famiglie circa in quasi 200 comuni; ha un ceppo numeroso in Sicilia e nuclei meno consistenti in altre regioni italiane, Lombardia, Lazio, Piemonte, Calabria, Campania, ecc. Nell’isola è presente in tutte le province, in particolare nel palermitano (Palermo, Bagheria, Villabate, Borgetto, Partinico, Balestrate, Carini, Monreale, Mezzojuso, Isola delle Femmine, Ficarazzi, Altavilla Milicia, Baucina, Santa Flavia,  ecc.), nel messinese (Messina, Sant’Agata Militello, Longi, Tortorici, Galati Mamertino, Torretta, ecc.), nel trapanese (Alcamo, Mazara del Vallo, Trapani, Marsala, Castellammare del Golfo, ecc.), nel catanese (Catania, Tremestieri Etneo, Ramacca, Valverde, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Menfi, Agrigento, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. IGNAZIO CORRAO (Roma 14/1/1984), europarlamentare iscritto al gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (E.F.D.D.) – Movimento cinque Stelle, eletto nel 2014 nella Circoscrizione Isole. Rieletto nel 2019, è membro titolare della Commissione Industria, Energia e Ricerca, commissione competente oltre che per le politiche industriale ed energetica dell’Unione Europea, anche per la politica spaziale, l’innovazione e la ricerca, le nuove tecnologie, le telecomunicazioni, le piccole e medie imprese, il programma Horizon 2020. Ignazio Corrao, laureato in giurisprudenza e avvocato, negli anni 2010/2011 ha gestito la Sala Multimediale dell’Università di Palermo; dal 2013 al 2014 ha lavorato nell’ufficio legislativo del Gruppo parlamentare M5S dell’ARS. LUDOVICO CORRAO (Alcamo 26/6/1927 – Gibellina 7/8/2011), avvocato, politico, intellettuale. Come avvocato divenne noto alle cronache quando nel 1965 difese Franca Viola, la prima giovane donna che in Sicilia si ribellò al matrimonio “riparatore”. Nel 1955 fu eletto deputato regionale e, all’ARS, fu tra i promotori del “milazzismo” e divenne assessore regionale ai Lavori Pubblici e in seguito assessore all’Industria e al Commercio. Nel 1963 venne eletto deputato alla Camera come indipendente di sinistra nella lista del PCI; dal 1968 fu senatore della Repubblica per due legislature (V e VI). Dopo il terremoto del Belice del gennaio 1968 fu sindaco di Gibellina e si prodigò per la ricostruzione della città: restò sindaco di Gibellina a più riprese fino agli anni ottanta. Fu ancora senatore della Repubblica nella XII e XIII legislatura, eletto nelle file del PDS. Dal 1995 al 2000 fu rieletto sindaco di Gibellina e divenne presidente della Fondazione Orestiade, carica che tenne fino alla morte. All’età di 84 anni, il 7 agosto del 2011 venne assassinato a Gibellina nella sua camera da letto da un bengalese di 21 anni, suo domestico. GIOVANNI CORRAO (Palermo 17/11/822 – 3/8/1863), militare e patriota, ebbe parte attiva nella rivoluzione siciliana del 1848; dopo lo sbarco dei Mille combatté con i garibaldini e guidò i volontari siciliani alla conquista di Palermo. Garibaldi lo nominò generale.

Fisichella

(come Domenico Fisichella, politico, politologo e pubblicista, già ministro della Repubblica)
Fisichella è un cognome generato da una professione: il “fisicus” latino, aiutante di un medico; è riferito all’attività esercitata dal capostipite, o dall'essere, una capostipite, moglie o figlia di un fisicus (fisichella). E’ un cognome tipico siciliano presente in tutta l’isola ma con maggiori frequenze nel catanese (è rilevato in 34 comuni fra cui Catania, Biancavilla, Tremestieri Etneo, Misterbianco, Gravina di Catania, Scordia, Militello Val di Catania, Adrano, San Giovanni la Punta, Aci Catena, Ramacca, ecc.), nel messinese (Messina, Giardini Naxos, Gaggi, Furci Siculo, Letojanni, Roccalumera, Furnari, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Pachino, ecc.), nell’ennese (Catenanuova, Centuripe, Cerami), nel palermitano (Palermo), nel trapanese (Marsala).
Con piccoli nuclei è diffuso anche in molte altre regioni italiane, Lombardia, Piemonte, Lazio, Liguria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Francesco Fisichella, ambasciatore della città di Catania presso la corte di Madrid dal 1671; Giuseppe Fisichella, giudice della Gran Corte del Regno di Sicilia negli anni 1770-1771-1772-1782. FRANCESCO FISICHELLA (Catania 1841- Messina 1908), sacerdote e filosofo italiano, è autore di famose opere di teologia e diritto. Fu responsabile della Biblioteca Civica di Catania dal 1878 al 1902; insegnò presso l’Istituto teologico di Messina; fu vittima del terremoto del 1908. DOMENICO FISICHELLA (Messina 1935), uomo politico, politologo e pubblicista; docente nelle Università di Firenze e nella Università La Sapienza, è stato eletto senatore con Alleanza Nazionale e, successivamente, con la Margherita. Ministro nel 1994, ha ricoperto la carica di vicepresidente del Senato dal 1996 al 2006. Fra le sue molte pubblicazioni il suo volume “Analisi del totalitarismo” del 1976, è quello che gli ha dato il massimo dei consensi anche in campo internazionale. È membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Dall’aprile del 2008 ha chiuso la sua esperienza parlamentare. SALVATORE FISICHELLA (Catania 15/5/1943), tenore, particolarmente noto per i suoi ruoli in opere di Rossini, Donizetti, Bellini. Continuatore ideale della grande tradizione vocale della provincia etnea, è stato l’unico tenore del secolo ad avere interpretato in teatro i maggiori ruoli lirici del repertorio belliniano. SALVATORE (RINO) FISICHELLA (Codogno 25/8/1951, nato in una famiglia di origini siciliane), arcivescovo e teologo italiano, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.  GIANCARLO FISICHELLA (Roma 14/1/1973), pilota automobilistico italiano; corre con la Ferrari –AF nel Campionato del Mondo Endourance.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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