Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi generati da nomi di piante: Oliva, Carrubba, Castagna e Cucuzza

Alberto Castagna

L'origine dei cognomi  fitonimici (generati da nomi di piante): Oliva, Carrubba, Castagna e Cucuzza.

Oliva

(come Patrizio Oliva, ex pugile, uno dei maggiori campioni della storia del pugilato italiano)

Il cognome Oliva e le sue varianti (Uliva, Olivo, Olivi, Ulivi, ecc.), alterati e derivati (Olivella, Olivelli, Olivetti, Olivotto, ecc.) possono avere alla base l’oliva, come frutto, con riferimento a chi produce o vende olive; come colore, derivati da soprannomi riferiti a persone di carnagione olivastra; l’ulivo, come albero, riferito a chi coltiva ulivi. Per molti cognomi, tuttavia, la base potrebbe essere costituita da toponimi formati o derivati da oliva e ulivo (Oliva Gessi, Oliveto, Olivetta San Michele, Oliveri, ecc.); soprattutto nella Sicilia occidentale può derivare da Sant’oliva, martire a Palermo, il cui nome fu probabilmente importato dai Normanni (“Olive”, che fra l’altro, fu la figlia di Pipino, è comune nella Francia dell’Alto Medio Evo, collegato al culto di Santa Rosalia, rappresentata spesso con un ramoscello di olivo in mano). Oliva è cognome diffuso un po’ ovunque in Sicilia, soprattutto nel messinese (Messina, Milazzo, Roccalumera, Torregrotta, Barcellona Pozzo di Gotto, Rometta, Taormina, ecc.), nel palermitano (Palermo, Santa Flavia, Bagheria, Marineo, Cinisi, Cefalù, Misilmeri, Capaci, ecc.), nel catanese (Catania, Palagonia, Misterbianco, Militello V.C., Mascali, Vizzini, Acireale, ecc.), nel siracusano (Solarino, Siracusa, Lentini, Floridia, ecc.), nel trapanese (Marsala, Erice, Campobello di Mazara, Trapani, ecc. ), nell’agrigentino (Sciacca, Agrigento; Sambuca di Sicilia, ecc.). Famiglie Oliva sono attestate, inoltre, in tutte le altre regioni italiane, in particolare in Campania, Lombardia, Piemonte, Calabria, Puglia, Lazio, Liguria, Emilia-Romagna.

Riferimenti storici e personaggi. Una famiglia Oliva risulta iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliario Italiano del 1922: è originaria di Gaeta e nota fin dal secolo XV; ebbe sede a Gaeta e Napoli. ANTONIO OLIVA (L’Avana 19/6/1927 – Roma 14/5/1886), politico, patriota, docente di Diritto Costituzionale e di Diritto all’Università di Parma. Politicamente si riconobbe nell’ideale mazziniano dell’Italia unita ed indivisibile, fu uno dei capi del movimento politico che condusse alle insurrezioni del 1848. Fu deputato del Regno d’Italia dalla IX alla XV legislatura, per la sinistra storica. PATRIZIO OLIVA (Napoli 28/1/1959) ex pugile, considerato uno dei maggiori campioni della storia del pugilato italiano; in tutta la sua carriera (da dilettante e poi da professionista) ha disputato 152 incontri, perdendone solo 5. Da dilettante fu campione italiano negli anni 1976/1977/1978, nel 1980 vinse l’oro olimpico a Mosca nella categoria “Superleggeri”; da professionista conquistò il titolo italiano ed europeo e si laureò campione d’Europa anche nella categoria “Welter”. Dopo essersi ritirato dalle competizioni è diventato commissario tecnico della Nazionale azzurra, partecipando sia ad Atlanta 1996, sia a Sidney 2000, ha organizzato incontri fra professionisti per i sei anni successivi ed è diventato, negli ultimi tempi, commentatore di Sky e istruttore degli allenatori di pugilato per la Federazione mondiale. Ha scritto un libro “Sparviero” e ha pubblicato un LP, “Resterò qui” che contiene 12 brani di due firmati da lui stesso. Ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica e, nel 2015, il collare d’Oro al merito sportivo.  

Carrubba

(come Salvatore Carrubba, giornalista, scrittore e accademico italiano)

Carrubba è cognome siciliano, diffuso in tutta l’isola, ha epicentro nel catanese; è formato da toponimi come carruba e carrubo presenti nel catanese. Il toponimo Carruba, frazione di Giarre e Riposto, potrebbe derivare da un’antica macchia di carrubi o dal termine arabo “qarubah”, piccola moneta adoperata durante la dominazione musulmana in Sicilia. Carrubba è diffuso in particolare nel catanese (Catania, Maletto, San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo, Caltagirone, Misterbianco, Mascalucia, ecc.), nel palermitano (Petralia Soprana, Bagheria, Caccamo, Capaci, Misilmeri, Termini Imerese, ecc.), nel ragusano (Scicli, Vittoria, Acate, Ragusa, ecc.), nell’agrigentino (Licata, Racalmuto, Agrigento, Favara, Sciacca, Joppolo Giancaxio, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Solarino, Pachino, Floridia, Augusta, ecc.), nel nisseno (San Cataldo, Caltanissetta, Mussomeli, Riesi, Niscemi, ecc.). E’ noto, inoltre, nelle regioni Lombardia, Lazio, Liguria, Campania, Piemonte, Toscana, Veneto e, qua e là in altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. FRANCESCO CARRUBBA (Como 14/5/1984), laureato in Scienze politiche, è giornalista, soprattutto radiofonico, e autore; scrive poesie, haiku, racconti e testi di canzoni. Si diverte con reading, poetry scam (gare di poesia), serate di lettura, performance e iniziative di poesia/strada, componendo testi istantanei con la tastiera del PC. La sua ultima silloge “Canzoni quasi d’amore” si è classificata tra i finalisti del Premio letterario “Casa Museo Alda Merini (Milano 2016). Ha ricevuto la menzione del premio nazionale “Va pensiero” e il diploma d’onore con menzione d’encomio del premio internazionale “Michelangelo Buonarroti” 2017. SALVATORE CARRUBBA (Catania 19/5/1951), giornalista, scrittore e accademico italiano. Si è laureato in giurisprudenza a Milano e lì ha svolto la sua attività di giornalista. È stato responsabile di “Mondo Economico” e del “Sole 24 Ore”(1993/1996), poi direttore editoriale del Gruppo. Dal 1997 al 2005 è stato assessore alla cultura del comune di Milano, poi presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera e dell’Accademia Teatro alla Scala. Oggi è presidente della Fondazione Collegio delle Università Milanesi e presidente del Piccolo Teatro di Milano; docente e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università IULM (Libera Università di Lingue e Comunicazione); presidente del Centro “Luigi Einaudi” di Torino. Continua a scrivere come editorialista del Sole 24 Ore e tiene una rubrica sui libri su Radio 24; è autore di numerosi libri e pubblicazioni.

Castagna

(come Alberto Castagna, giornalista e conduttore televisivo). 

Castagna e le sue molte varianti (Castagni, Castana, Castangia, Castagnetta, Castagnetto, Castagnetti, Castagnola, ecc.) hanno alla base soprannomi e nomi di mestiere o toponimi ed etnici: tutti formati o derivati dai termini castagno/castagna e riferiti a “chi raccoglie, secca e trasporta, vende castagne” o derivati da toponimi, località come Castagneto (frazione di Pavullo nel Frignano, Modena) o Castagneto Carducci (comune in provincia di Livorno) o Castagneto Po (Torino) o Castagna (frazione del comune di Nicosia, Enna) o Castegnato (Brescia) e altri largamente rappresentati, specialmente nel centro-nord. Castagna è diffuso in tutt’Italia con ceppi più numerosi in Lombardia, Veneto, Sicilia, Campania, Piemonte, Liguria, Lazio, Calabria; in Sicilia è rappresentato in particolare nel palermitano (Palermo, Gangi, Caccamo, San Giuseppe Jato, Monreale, Castelbuono, Alimena, Pollina, ecc.), nel catanese (Catania, Caltagirone, Acireale, Mineo, Sant’Agata Li Battiati, Aci Castello, ecc.), nel messinese (Messina, Tusa, Torregrotta, Venetico, ecc.), nell’ennese (Calascibetta, Piazza Armerina, ecc.), nell’agrigentino (Ribera, Licata, Sciacca, Cianciana, ecc.), nel nisseno (Gela, Riesi, ecc.), nel siracusano (Noto, Siracusa, Francofonte, ecc.), nel trapanese (Trapani, Erice, Favignana, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Il nobilissimo casato dei Castagna, originario della Liguria, si portò in Sicilia anteriormente al XV secolo; venne illustrato da Nicolò, uno dei consiglieri di re Martino, tesoriere del regno che il 16 gennaio 1387 ebbe concessa la terra di Saponara e, nel 1399, i casali di Bavuso, Calvaruso, Mauro-Giovanni e Sant’Andrea; nel 1401 ebbe i feudi di Graniti e Mangiavacche. Un Giovanni possedette il feudo di Cutu, nel quale gli succedette la figlia Granata, moglie di Armando Spatafora. Un altro ramo della famiglia fiorì nel secolo XVII in Nicosia, Messina ed Enna. (cfr. Nobiliario di Sicilia). ALBERTO CASTAGNA (Castiglion Fiorentino 23/12/1945 – Roma 1/3/2005), giornalista e conduttore televisivo. Approdò in TV come giornalista nel 1981, dapprima come redattore del TG 2, poi come inviato speciale conduttore. Pippo Baudo nel 1988 gli affidò i collegamenti esterni di “Serata d’onore” ma il suo nome diventò noto al grande pubblico nel 1992 con “I fatti vostri” in cui Castagna sostituisce Fabrizio Frizzi nel programma quotidiano di RAI 2, poi passato in prima serata il venerdì sera. Castagna acquistò la massima  notorietà nella conduzione, nel 1994, su Canale 5 del programma “Stranamore”: il suo successo venne consacrato da otto milioni di spettatori che ogni domenica rimanevano incollati davanti alla TV. La sua carriera subì una battuta d’arresto nel 1998, quando fu vittima di un doppio aneurisma all’aorta; morì il 1/3/2005 per un’emorragia interna. SALVO CASTAGNA (Palermo 30/8/1977), cantante.

Cucuzza

(come Salvatore Cucuzza Silvestri, pioniere dei vulcanologi italiani del XX secolo)

Questo cognome nasce dal termine dialettale siciliano “cucuzza” (sost. f. tardo latino cucutia = zucca), soprannome attribuito al capostipite probabilmente per evidenziare particolari fisici come la forma allungata della testa  o sue caratteristiche comportamentali; è diffuso soprattutto in Sicilia, nel palermitano (Palermo, Carini, Montelepre, Belmonte Mezzagno, ecc.), nel catanese (Palagonia, Grammichele, Caltagirone, Catania, ecc.), nel siracusano (Rosolini, Carlentini, ecc.), nel messinese (Gioiosa Marea, Patti, Montagnareale, ecc.), nel ragusano, nel trapanese, ecc.. Con piccoli nuclei è presente anche in altre regioni italiane, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Toscana, ecc. Ha come varianti: Cucuzzella (Vittoria, Comiso, nel ragusano; Ribera, Casteltermini, nell'agrigentino), Cucuzzo.

Riferimenti storici e personaggi: Cucuzza o Cocuzza, secondo il Galluppi, era una nobile famiglia originaria della Spagna, poi propagatasi in diverse regioni italiane; essa diede illustri personaggi, come Tommaso, nel 1417 maestro notaro della cancelleria del regno; Francesco, che nel 1632 fu pro-conservatore in Santa Lucia; Giuseppe da Monterosso, che nel 1775 ottenne il titolo di barone di Canalazzi e San Leo (cfr. Nobiliario di Sicilia). SALVATORE CUCUZZA SILVESTRI (Palmi 11/5/1923 – Catania 3/7/2012), pioniere dei vulcanologi italiani del XX secolo. Fu docente di geochimica, vulcanismo, vulcanologia presso l'Istituto di Vulcanologia dell'Università di Catania. Ha lasciato più di 250 pubblicazioni riferite ai territori vulcanici di tutto il mondo; ha descritto, per circa 50 anni, le eruzioni e le attività effusive, esplosive e sismiche dell'Etna. MICHELE CUCUZZA (Catania 14/11/1952), figlio di Salvatore Cucuzza, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, scrittore. Laureato in lettere, giornalista professionista dal 1979, esordisce a Milano a Radio Popolare, poi, nel 1985, entra in RAI dove realizza numerosi importanti servizi per i telegiornali su fatti di attualità in Italia e all'estero; per molti anni è uno dei protagonisti del telegiornale della rete ammiraglia. Conduce “Vita in Diretta”, “Uno Mattina” e altri importanti programmi. Dopo il divorzio consensuale dalla RAI, nel 2011, Cucuzza si tiene lontano dal video, lavora in radio, scrive libri; nel 2016 torna in TV su TeleNorba con un programma pomeridiano dedicato all’attualità, cronaca, personaggi dello spettacolo, gente comune. Si rimette in gioco con “90 Special” ed è esperto social e responsabile del contatto con il pubblico nel programma televisivo di Italia 1 condotto da Nicola Savino. Fra i suoi libri vengono ricordati: “Ma il cielo è sempre più blu”, Milano 2006 (sulla rivolta civile dei ragazzi calabresi contro la 'ndrangheta e per la legalità); “Sotto i 40. Storie di giovani in un paese vecchio”. Roma 2007; “Gramigna. Vita di un ragazzo in fuga dalla camorra”, 2013.


 

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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