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Domenica, 16 Giugno 2024
Cognomen omen

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Oddo, Patti, Belfiore e Lazzara

L'origine dei cognomi Oddo, Patti, Belfiore, Lazzara.

Oddo

(come Antonio Oddo, il Re della Carambola)

Oddo ha come varianti Oddi, Oddone, Oddoni, Odoni, Otto, Ottone, Ottoni: tutti derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome di persona franco-longobardo “Oddo” (in germanico Audha), che ha il significato di “possesso, ricchezza, potere”, cioè “colui che possiede molte cose, è ricco”. Oddo è presente in tutte le province siciliane,  in particolare nel Trapanese (Trapani, Erice, Valderice, Marsala, Custonaci, Castelvetrano, Buseto Palizzolo, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Alimena, Campofiorito, Bisacquino, Baucina, Bagheria, Corleone, Monreale, Villafrati, Caltavuturo, Sciara, Castelbuono, Scillato, Cefalù, Gratteri, ecc.), nel Messinese (San Fratello, Militello Rosmarino, Sant’Agata Militello, Roccella Valdemone, Acquedolci, San Teodoro, Messina, Taormina, Barcellona Pozzo di Gotto, Mistretta, Santo Stefano di Camastra, Torrenova, Milazzo, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Rosolini, Lentini, Ferla, Francofonte, ecc.), nell’Agrigentino (Sambuca di Sicilia, Agrigento, Menfi, Ribera, ecc.), nel Catanese (Catania, Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, Licodia Eubea, ecc.), nell’Ennese (Centuripe, Pietraperzia, Enna, ecc.); è abbastanza diffuso in Lombardia, Piemonte, Liguria e, con piccoli nuclei, anche in altre regioni italiane, Lazio, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, ecc.

Riferimenti storici e personaggi - Tracce di questo cognome si trovano a Pavia, nel 1174, dove viene citato un certo Oddo de Baldo. Una famiglia Oddo, che alcuni ritengono proveniente da Perugia e da Piacenza, fu portata in Sicilia nella prima metà del secolo XV da Enrico, Andrea e Giovanni d'Oddo; si diramò in Polizzi con Enrico D'Oddo che nel 1435 comprò i feudi di Fichechi e Sichena; in Monte San Giuliano con Andrea; in Noto con Giovanni. Anche in Castelbuono fiorì una famiglia Oddo, portata in Sicilia da Nicolò e Francesco Oddo che nel 1495 comprarono alcuni feudi dal conte di Collesano, detti di Serra. Salvatore Antonino Oddo (Erice 14/2/1961), bancario, politico, deputato regionale per due Legislature, la XIV (2006/2008) e la XVI (2012/2017). Giovanni Cesare Oddo (Trapani 1913/2009), già atleta e allenatore di calcio. Fu campione universitario di salto triplo ai Littoriali del 1934 a Milano e del 1937 a Torino. Laureato in economia fu docente di matematica nelle scuole medie. Nel 1945/46 allenò la squadra di calcio del Trapani in prima divisione. Padre di Francesco Oddo (Trapani 14/8/1946, allenatore di calcio e dirigente sportivo; ha allenato prevalentemente squadre di serie B, con brevi apparizioni in serie A) e nonno di Massimo Oddo (Città Sant’Angelo 14/6/1976), ex calciatore, ha indossato, tra le altre, la maglia di Napoli, Lazio, Milan, Bayern Monaco. Da tecnico ha allenato le squadre del Pescara, Udinese, Crotone, Perugia, ancora Pescara, Padova. Attualmente è opinionista per Prime Video. Antonio Oddo (Palermo 7/1/1939), il re della Carambola: è stato campione nazionale di tutte le specialità della Carambola, ha rappresentato e rappresenta un prezioso riferimento nella storia della Carambola italiana. Appartenente all’Associazione sportiva International di Palermo, ha attraversato per diversi decenni la storia della disciplina in Italia: 41 titoli individuali nella specialità libera, a sponda, quadro e tre sponde. Con 12 medaglie d’oro, Oddo è il giocatore da tre sponde più vincente in Italia dopo Zanetti.  

Patti

(come Gino Patti, pittore alcamese, surrealista)

Il cognome è generato dalla cognominizzazione del toponimo Patti, comune siciliano della città metropolitana di Messina ed è riferito alla località di provenienza del/dei capostipite/i. Patti è molto diffuso in Sicilia, nel Palermitano (Palermo, Villabate, Gangi, Montemaggiore Belsito, Partinico, Carini, Balestrate, Capaci, Caccamo, Alia, Altofonte, Polizzi Generosa, Monreale, Terrasini, Collesano, Bagheria, ecc.), nel Messinese (Santo Stefano di Camastra, Milazzo,  Castel Lucio, Rometta, Tusa, Villafranca Tirrena, Giardini Naxos, Lipari, Saponara, Barcellona Pozzo di Gotto, Santa Teresa Riva, Santa Marina Salina, Taormina, ecc.), nel Catanese (Catania, Acireale, Giarre, S. Maria di Licodia, Caltagirone, Riposto, San Giovanni La Punta, San Michele di Ganzaria, Misterbianco, Mascali, Gravina di Catania, Aci Catena, Fiumefreddo di Sicilia, Grammichele, Palagonia, ecc.), nel Trapanese (Marsala, Mazara del Vallo, Petrosino, Trapani, Castelvetrano, Campobello di Mazara, Salemi, Partanna, ecc.), nell’Agrigentino (Favara, Agrigento, Porto Empedocle, Sciacca, Ribera, Menfi, Licata, Cattolica Eraclea, Naro, Campobello di Licata, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Noto, Augusta, Lentini, Melilli, Carlentini, ecc.), nell’Ennese (Barrafranca, Assoro, Leonforte, Enna, ecc.). Famiglie Patti sono attestate, inoltre, nelle altre regioni italiane, in particolare Lombardia, Piemonte, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Campania, Calabria, Veneto, ecc.

Riferimenti storici e personaggi - Le prime tracce del cognome ci portano ad una famiglia messinese con un Pellegrino Patti, che fu vice maestro giustiziere del regno e nel 1325 ottenne la concessione delle Foreste di Troina, ad un Matteo Patti che nel 1289 fu giurato a Caltagirone e ad un Tommaso Patti che fu capitano di giustizia di Salemi. Adelina Patti (Madrid 19/2/1943 – Brecon, Galles 27/9/1919), soprano, una dei soprani più famosi della storia, grazie alla purezza e alla bellezza della sua voce lirica e della qualità ineguagliata della tecnica del belcanto. Giuseppe Verdi la descrisse come “stupenda artista”, giudizio condiviso da numerosi critici musicali e commentatori del suo tempo. La sua carriera fu tutta un successo; nel 1862, durante un tour americano, cantò per il presidente Abramo Lincoln e per la moglie; cantò non solo negli USA e in Inghilterra, ma anche in Europa, in Russia, nel Sudamerica. Nacque a Madrid, città nella quale lavoravano i suoi genitori, il padre Salvatore Patti (1800/1869), tenore catanese, e la madre Caterina Barilli (1810/1870), soprano italiana. Le sue sorelle, Amalia e Carlotta erano cantanti, suo fratello, Carlo, violinista. Ercole Patti (Catania 15/2/1903 – Roma 15/11/1976), scrittore, giornalista, drammaturgo, critico cinematografico. Dedicatosi al giornalismo, fu inviato speciale e collaboratore della “Gazzetta del Popolo”, “Il Messaggero”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”. Fu scrittore prolifico, scrisse racconti, romanzi (Giovannino, Un bellissimo novembre, Diario siciliano, Roma amara e dolce, e tanti altri), testi teatrali e radiofonici; i suoi scritti sono stati recentemente raccolti a cura di Sarah Zappulla Muscarà e del marito Enzo Zappulla, per “La Nave di Teseo”. Gino Patti (Alcamo 1925/1993), pittore surrealista. Con Gino Patti il surrealismo ha dovuto prendere atto che “l’arte è un’operazione della mente, quindi esame introspettivo e non studio o interpretazione oggettiva della realtà”. Terminati i suoi studi in giurisprudenza a Palermo, iniziò a leggere molto di pittura e cominciò a dipingere: produsse molte opere. Dal 1957 partecipò a numerose mostre d’arte in Italia e all’estero: oggi le due opere sono esposte in gallerie nazionali e internazionali e in collezioni private.  

Belfiore

(come Alfonso Belfiore, compositore e docente di Musica Elettronica)

Belfiore nasce dalla cognominizzazione del nome medioevale augurale “Belfiore” che ha il significato di “che divenga bello, o bella, come un fiore”. In alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Belfiore, comune in varie province, Verona, Perugia, Venezia, ecc. Il cognome è noto in tutt’Italia ma frequente soprattutto in Sicilia, nel Catanese (Catania, Acireale, Misterbianco, Giarre, Acicastello, Aci Catena, Gravina di Catania, Palagonia, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Riposto, Mascalucia, Sant’Agata Li Battiati, Maletto, ecc.), nel Messinese (Messina, Sant’Agata Militello, Giardini Naxos, Nizza di Sicilia, Torrenova, Lipari, Santa Teresa Riva, Gaggi, Acquedolci, Francavilla di Sicilia, Raccuja, Montalbano Elicona, Caronia, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Avola, Carlentini, Noto, Pachino, Augusta, Palazzolo Acreide, ecc.), nel Palermitano (Palermo, San Cipirello, Monreale, Sciara, Misilmeri, ecc.), nell’Agrigentino (Licata, Sciacca, Porto Empedocle, Agrigento, ecc.), nel Nisseno (Mussomeli, Campofranco, Caltanissetta, Delia, ecc.). Il cognome Belfiore ha ceppi più consistenti in altre regioni italiane: Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, e, meno consistenti in Abruzzo, Marche, Veneto, Calabria, Basilicata, ecc.

Riferimenti storici e personaggi - Belfiore è famiglia antica e nobile; originaria dell’Umbria, nel corso dei secoli si propagò in diverse regioni italiane: suoi rappresentanti ebbero importanti cariche nelle città in cui presero dimora. Il casato ottenne il titolo di conte con Beatrice Belfiore nel 1254; essa fu una delle fondatrici, insieme alle nobildonne Violante Palizzi e Eleonora da Procida, del tempio monumentale di San Francesco dell’Immacolata di Messina, incendiato poi nel 1854. Alfonso Belfiore (Noto 22/6/1954), compositore, docente di Musica Elettronica e responsabile del Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Statale di Musica “L. Cherubini” di Firenze. Dal 1977 si è dedicato alla ricerca e alla sperimentazione nell’ambito delle nuove tecnologie elettroniche ed informatiche applicate alla composizione musicale ed estese ad altre forme espressive come la poesia, il teatro, la danza e l’immagine elettronica. È stato “visiting professor” nella New York University dove ha tenuto incontri e laboratori di composizione musicale elettroacustica e multimediale. I suoi lavori sono stati eseguiti in vari festival e convegni internazionali di musica contemporanea. Turi Belfiore (Palazzolo Acreide 1917/2005), uno dei più importanti compositori palermitani. Maestro di composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo, ha avuto per allievi (poi illustri compositori) Salvatore Sciarrino, Aldo Lombardo ed altri. Pietro Belfiore (Milano 7/6/1986), scrittore e regista; ha fondato con altri quattro compagni il collettivo “Il terzo segreto di satira”, gruppo comico molto noto per i suoi sketch seguitissimi sul web. Insieme ai suoi compagni, Pietro ha firmato i film “Si muore tutti democristiani” e “Mollo tutto e apro un chiringuito”. Ha scritto alcuni libri per “Il battello a vapore”, indirizzati prettamente ai giovani. Gianni Belfiore (Genova 1/2/1941), paroliere e produttore discografico. È noto soprattutto come autore delle versioni italiane di brani interpretati da Julio Iglesias per il quale ha scritto più di 80 canzoni. Ha scritto testi musicali per Rosa Balistreri, Raffaella Carrà, Fred Buongusto, Matia Bazar, Bobby Solo, Iva Zanicchi ed altri.  

Lazzara

(come Ivan e Fabio Lazzara, coach specializzati in vocalità artistica, foniatria, canto)  

Alla base del cognome Làzzara è il nome Làzzaro, di tradizione evangelica (è il nome della parabola del ricco epulone e del Lazzaro di Betania, fratello di Maria e Marta, resuscitato da Gesù). Il nome risale, attraverso l’adattamento latino Lazarus e greco Lázaros (Λαξαροζ) all’aramaico La’ zār (da La, Dio e azara, aiutato: aiutato da Dio), corrispondente all’ebraico “El’āzar”, formato da “El”, (cioè Elōhīm), Dio e” āzar”, aiutare: colui che è assistito da Dio (riferito ad un figlio atteso e desiderato). Lazzaro ha come varianti Làzzara, Lazzàra, Lazzarà, Lazzeri, Lazzero e come alterati e derivati Lazzarelli, Lazzaretti, Lazzeretti, Lazzarini, ecc. In alcuni casi Làzzara potrebbe derivare da un toponimo come Lazzaro di Reggio Calabria, Borgo San Lazzaro di Salerno, San Lazzaro di Parma e di Vicenza. Il cognome Lazzara, specifico siciliano, ha ceppi in tutte le province dell’isola, soprattutto nel Palermitano (Palermo, Altavilla Milicia, Ciminna, Gratteri, Roccapalumba, Cerda, Vicari, Cefalù, Santa Flavia, Ficarazzi, Altofonte, Collesano, Lascari, Trabia, Carini, Bagheria, Termini Imerese, ecc.), nel Catanese (Catania, Grammichele, Vizzini, Mineo, Mirabella Imbaccari, Caltagirone, Gravina di Catania, Misterbianco, Mascali, Tremestieri Etneo, Motta Sant’Anastasia, Valverde, Mascali, Licodia Eubea, Pedara, ecc.), nel Messinese (Longi, Sant’Agata Militello, Messina, Capri Leone, Galati Mamertino, Caronia, Tusa, Capo d’Orlando, Taormina, Castell’Umberto, Torrenova, Torrenova, Acquedolci, Patti, ecc.), nell’Agrigentino (Porto Empedocle, Santo Stefano Quisquina, Bivona, Agrigento, Sciacca, Favara, ecc.), nel Trapanese (Trapani, Marsala, Erice, Petrosino, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Mazara del Vallo, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Francofonte, Augusta, ecc.), nell’Ennese (Piazza Armerina, Enna, Villarosa, ecc.). Ceppi del cognome Lazzara si trovano, inoltre, in Piemonte, Lombardia, Puglia, Lazio, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Liguria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi - Nella Bibbia il nome Lazzaro è portato oltre che dal fratello di Marta e Maria di Betania, resuscitato da Gesù, anche dal mendicante Lazzaro, protagonista di una parabola raccontata da Gesù, da cui prendono il nome i “lazzaretti”, luoghi di confinamento e di isolamento per portatori di malattie contagiose come la lebbra e la peste. Nel Medioevo “lazzaro” indicava una persona povera o disagiata; specialmente in lingua spagnola; con lo stesso termine a Napoli e nel napoletano venivano indicati i poveri. A questa etimologia risale la parola italiana “lazzarone” che ha un’accezione diversa: indica il mariuolo, il ladruncolo. Giuseppe Galluppi ritiene che la nobile famiglia Lazzara, originaria di Castelnuovo Scrivia, sia passata prima in Genova, poi, con un Giovanni Battista, in Messina, dove venne aggregata alla nobiltà nel 1584; Antonino Mango di Casalgerardo ritiene invece che la famiglia abbia fatto o due passaggi in Sicilia ovvero sia andata prima in Catania e Marsala, poi a Messina. Lungo sarebbe ricordare l’albero genealogico della famiglia. Fra i personaggi oggi in vista ricordiamo: Ivan e Fabio Lazzara (fratelli siciliani di Rocca di Capri Leone), vocal coach specializzati in vocalità artistica, foniatria e canto. Da anni accompagnano e curano le performance di celebri artisti del canto, del musical, del doppiaggio. Svolgono attività didattica in Italia e all’Estero presso Università e Conservatori, tenendo corsi di perfezionamento per docenti di canto e logopedisti, artisti impegnati in produzioni televisive RAI e Mediaset. Marco Lazzara (Livorno 1962), contraltista di musica lirica e barocca. Il contraltista è un cantante di sesso maschile che canta (in falsetto) nel registro di contralto (voce femminile). 

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