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Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Milìa, Camarda, Fazio, Alloro o Allori

L'origine dei cognomi Milìa, Camarda, Fazio, Alloro o Allori. Di Francesco Miranda.

Milia

(come Fulvio Milia, maresciallo capo dei Carabinieri, Medaglia d’Oro al valore civile)
Il cognome Milìa è diffuso in circa 300 comuni italiani: concentrato soprattutto in Sardegna è presente anche in Sicilia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Liguria, Calabria, Emilia Romagna; in Sicilia è presente nel Palermitano (Palermo, Bagheria, Misilmeri, Torretta, Ficarazzi, Vicari, Isola delle Femmine, Monreale, Montelepre, Carini, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Aci Castello, Belpasso, Riposto, Acireale, ecc.), nel Messinese (Santo Stefano di Camastra, San Filippo del Mela, Caronia, Messina, Capizzi, Motta D’Affermo), nel nisseno (Caltanissetta, Sommatino, Niscemi, San Cataldo), nell’Agrigentino (Favara, Canicattì, Porto Empedocle), nell’Ennese (Cerami, Regalbuto, Pietraperzia). Il ceppo sardo del cognome Milia dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo “milìa”= belato, forse ad indicare l'attività del capostipite, dedito alla pastorizia. Ma potrebbe anche originare dal termine greco milìa, che significa “melo” (Vito Blunda)

Riferimenti storici e personaggi - Graziano Ernesto Milìa (Nuoro 10/8/1959) – politico italiano, studioso di storia medioevale, giornalista, consulente storico e culturale. È sindaco di Quartu-Sant'Elena dal 2020; aveva ricoperto tale carica per otto anni dal 1993 al 2001. È stato presidente della provincia di Cagliari dal 2005 al 2011. Fulvio Milia (Trieste 12/7/1963), militare, maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri: il 17/1/1997 l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro lo ha insignito di Medaglia d’Oro al valor civile per aver partecipato, in Colombia, ad un’operazione internazionale contro il traffico di droga. Il militare si era infiltrato in una agguerrita organizzazione criminale del Sudamerica dedita al traffico internazionale di stupefacenti e, disarticolando il gruppo delinquenziale, aveva contribuito all’arresto di 19 persone e al sequestro di 1045 chili di cocaina. Raimondo Milia (Lanusei 26/11/1923 – Sassari 21/5/2019), avvocato, politico e dirigente sportivo. È stato deputato della Repubblica Italiana per tre legislature, IV, V, VI, prima per il PDIUM (Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica), poi per il MSI (Movimento Sociale Italiano). È stato sindaco di Ploaghe e storico presidente della Dinamo, principale squadra di pallacanestro di Sassari (dal 1972 al 2005). Sergio Milia (Sassari 23/1/1960), avvocato, politico, deputato della Repubblica Italiana nella XV Legislatura, per l’Unione di Centro. Assunta la carica di parlamentare nazionale, di dimise dopo un mese optando per la carica di consigliere regionale della Sardegna che già deteneva dal 1999: figlio di Raimondo Milia. Emanuela Milia (Bari), pittrice e disegnatrice, ha studiato al Liceo artistico di Bari, sua città natale nella quale vive e lavora. Partecipa dal 1978 a manifestazioni e appuntamenti artistici in campo nazionale ottenendo consensi e riconoscimenti. Le sue opere sono custodite in gallerie, collezioni private in Italia e all’estero. Ha partecipato a Expo Arte Bari nelle diverse edizioni; risulta censita in annuari e cataloghi d’arte ed è citata spesso dalla stampa specializzata: le sue opere sono create con sapienti effetti cromatici e chiaroscurali magistralmente eseguiti.

Camarda

(come Demetrio Camarda, sacerdote di rito cattolico-bizantino; fu grande glottologo di origine arbëreshë)
Il cognome deriva dal termine calabrese “camarda” che vuol dire macchia di cespugli, proveniente, a sua volta dal tardo greco kamarda, con cui veniva indicata una specie di tenda (Macris – Blunda). La voce greca ha dato origine al toponimo Camarda, in provincia di Matera e in provincia di L’Aquila. Camarda di Matera si chiamò così fino alla dominazione angioina, poi con i normanni assunse il nome di Bernarda, comune del materanese. Il cognome ha ceppi in Sicilia, nel brindisino e nella Lucania: è diffuso in circa 300 comuni di quasi tutte le regioni italiane, in particolare Sicilia, Puglia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania, Calabria, Liguria, Veneto, Toscana, ecc. In Sicilia è presente in tutte le province, soprattutto nel messinese (Messina, Milazzo, Villafranca Tirrena, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata Militello, Furnari, Francavilla di Sicilia, Giardini Naxos, Saponara, Montalbano Elicona, Naso, Furci Siculo, ecc.), nel palermitano (Palermo, Casteldaccia, Piana degli Albanesi, Trabia, Monreale, Bagheria, Misilmeri, Altavilla Milicia, Villabate, Vicari, Capaci, ecc.),  nel catanese (Randazzo, Catania, Adrano, Giarre, Biancavilla, Tremestieri Etneo, Aci Catena, Misterbianco, Castiglione di Sicilia, Gravina di Catania, Belpasso, Fiumefreddo di Sicilia, ecc.), nell’ennese (Catenanuova, Centuripe, Calascibetta), nel trapanese, nel siracusano, nell’agrigentino.

Riferimenti storici e personaggi - Camarda era un’antica famiglia di origine spagnola, proveniente dalla regione di Guipùzcoa. Alcuni storici la vogliono italica, feudataria del castello di Camarda in Abruzzo; fiorì in questa regione sotto gli angioini e Carlo V. Poi un ramo della famiglia si trasferì in Calabria e in Sicilia (secondo alcuni direttamente dalla Spagna). Gli esponenti di questa famiglia primeggiarono negli uffici notarili e acquistarono numerosi possedimenti terrieri. Ebbero sede a Pizzo Calabro e a Messina dove furono iscritti nella mastra nobile della città. Angelo Camarda, nobile di Milazzo e magistrato, fu inviato dalla sua città in Paterno (Potenza), presso San Francesco di Paola, dove il santo si trovava, ed assistette al famoso miracolo della traversata dello stretto di Messina sopra un mantello. Le origini di Camarda, comune della provincia de L’Aquila, secondo la leggenda, risalgono al tempo dei longobardi; questi, durante un’incursione in quella zona, diedero fuoco ai covoni di grano ammucchiati nei campi; i contadini, svegliatisi, gridarono aiuto: “cama ardet, cama ardet”, da lì il nome “Camarda”. Antonino Serafino Camarda (Messina 8/10/1674 – Rieti 24/5/1754), vescovo di Rieti dal 1724 al 1754: insegnò filosofia e teologia nel convento di Santa Maria della Quercia a Viterbo. Fu autore di diverse opere in materia teologica e canonica, fra cui le “Synopsis” del 1715. Demetrio Camarda (Piana degli Albanesi 23/10/1821 – Livorno 13/3/1882), sacerdote italo-albanese di rito cattolico-bizantino. Glottologo di origine arbëreshë, è riconosciuto come il più importante studioso di lingua albanese dell’Ottocento. Scrisse un “Saggio di grammatologia comparata sulla lingua albanese”, 1862, e un “Appendice al Saggio”, 1866 importante per la raccolta dei canti popolari italo-albanesi. Elsa Camarda (Roma 10/5/1923 – Pietramelara 28/11/2011), attrice e doppiatrice nota con il nome d’arte di Maria Landi; figlia dell’attore Nino Camarda, doppiò, fra le altre, Bette Davis, Paula Trueman, Jessie Ralph. È nota per aver dato la voce italiana all’alieno E.T. nel film “E.T. l’extraterrestre, nell’originale del 1982. Gaspare Camarda (Barcellona Pozzo di Gotto 1570/1630 circa), pittore; la sua attività si svolse prevalentemente nel messinese e nel palermitano fra il 1597 e il 1629. Nicolò Camarda (Piana degli Albanesi 11/11/1807 – Palermo 3/1/1884). Presbitero greco- ortodosso, fu glottologo, grecista e traduttore italiano di etnia arbëreshë; importante studioso di lingua greca e albanese, fu traduttore apprezzato e insegnò lingua e letteratura greca nell’Università di Palermo. Fratello maggiore del più noto Demetrio Camarda.

Fazio

(come Fabio Fazio, conduttore televisivo della trasmissione “Che tempo che fa”)
Fazio è cognominizzazione del nome medioevale Fatius, ipocoristico aferetico di Bonifazio, nome augurale con funzione propiziatoria che i genitori imponevano ai figli ai quali auguravano di “avere un buon destino”: Bonifazio deriva, infatti, dal latino bonum = buono e fatum = destino. Fazio si presenta anche, in molte regioni italiane come patronimico preceduto da “di (Fazio)” o “de (Fazio)”. Il cognome è diffuso in quasi mille comuni delle varie regioni italiane: ha la maggiore concentrazione in Sicilia e in Calabria, ma è abbastanza frequente anche nelle altre regioni come Lombardia, Liguria, Lazio, Puglia, Piemonte, ecc. Nell’Isola è presente in tutte le province, in particolare nel Messinese (Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Galati Mamertino, Capo d’Orlando, Castroreale, Sant’Angelo di Brolo, Sant’Agata Militello, Capizzi, Sinagra, Patti, Furnari, Acquedolci, Furci Siculo, Capri Leone, Santa Domenica Vittoria, Terme Vigliatore, ecc.), nel Catanese (Catania, Paternò, Misterbianco, Gravina di Catania, Acireale, Bronte, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Santa Maria di Licodia, Tremestieri Etneo, Giarre, Sant’Agata Li Battiati, San Giovanni La Punta, Riposto, Aci Castello, Aci Catena, Linguaglossa, Adrano, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Cefalù, Geraci Siculo, Campofelice di Roccella, Giuliana, Campofiorito, Carini, Castelbuono, Camporeale, Bagheria, Trabia, Petralia Sottana, Villalba, Pollina, Ventimiglia di Sicilia, Monreale, Lascari, Gangi, ecc.), nell’Agrigentino (Canicattì, Sciacca, Agrigento, Porto Empedocle, Camastra, Menfi, ecc.), nel Trapanese (Erice, Marsala, Trapani, Paceco, Mazara del Vallo, Castellammare del Golfo, ecc.), nel Siracusano (Augusta, Siracusa, Melilli)

Riferimenti storici e personaggi - Tracce di questo cognome si trovano nel monastero di S. Maria di Malfinò (PA) con un Facius de Parma, 1296 e a Palermo con un Symon de Facio, 1328.  Una famiglia Fazio, di origine calabrese, nota già nel XV secolo, si trasferì a Napoli nel XVII secolo. Nel 1806 Giovanni Antonio Fazio ebbe il possesso della terra di San Barbato in Calabria. Un Emanuele Fazio, capitano del Comando Generale dello Stato Maggiore dell’esercito delle Due Sicilie, partecipò alla campagna del 1860/61. Antonio Fazio (Alvito, Frosinone, 11/10/1936), economista, governatore della Banca d’Italia dal 1993 al 2005. E' riconosciuto come uno dei principali fautori in Italia della stabilità economica necessaria per il passaggio dalla lira all’euro, avvenuto fra il 1999 e il 2002. Fabio Fazio (Savona 30/11/1964), noto conduttore televisivo, impegnato attualmente in Rai 3 con la trasmissione “Che tempo che fa”. Ha condotto il festival di Sanremo negli anni 1999 e 2000 e, poi ancora, nel 2013 e nel 2014, in collaborazione con Luciana Littizzetto. Girolamo Fazio (Trapani 7/7/1954), imprenditore, avvocato cassazionista, politico; è stato sindaco di Trapani dal 2001 al 2012. È stato deputato regionale nella XVI Legislatura, eletto nella lista del PDL. Coinvolto in alcune vicende giudiziarie è stato sospeso dalla carica e ha lasciato l’ARS nel giugno del 2017. Egidio Fazio (Garessio 1/9/1872 – 20/7/1957), avvocato, politico liberale e partigiano.  È stato senatore della Repubblica Italiana nella I^ Legislatura. Fu eletto deputato nel 1921 nella lista capeggiata da Giovanni Giolitti e appoggiò inizialmente il governo Mussolini. Dopo il delitto Matteotti passò all’opposizione e osteggiò le leggi eccezionali fasciste del 1926; poi si appartò dalla politica. Alla caduta del fascismo entrò nella Resistenza come fiduciario del Partito liberale italiano, partecipò alla guerra di Liberazione e fu anche arrestato dal fascismo. Nel luglio del 1945 fu nominato presidente della provincia di Cuneo e, nel 1946, fu designato alla Consulta. Ferruccio Fazio (Garessio 7/8/1944), medico, politico e accademico; sindaco del comune di Garessio dal 2019: nipote di Egidio Fazio. Dal 2008 al 2011 è stato sottosegretario di Stato, poi viceministro e, infine, ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, nel governo Berlusconi IV. Docente universitario a Pisa, è stato pioniere in Italia nell’utilizzo della Tomografia a emissione di positroni (Pet); nel 1977 ha installato la prima Pet in Europa all’Hammersmith Hospital di Londra; nel 1988 la prima Pet clinica in Italia all’Ospedale San Raffaele di Milano, mentre nel 2004 ha installato la prima Tomoterapia in Europa presso la stessa clinica.

Alloro-Allori

(come Mario Alloro, ex deputato regionale del Pd)
Alloro deriva dal nome medievale alloro/allora (caduto in disuso) connesso con laurus, pianta aromatica appartenente alla famiglia “lauraceae”, diffusa nelle zone di clima mediterraneo; il nome era anticamente attribuito in onore di Apollo. Nella mitologia greco-romana l’alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei Giochi olimpici e costituiva il massimo onore per un poeta che diveniva un “poeta laureato”. Varianti: Allori (tipicamente toscano, di Prato, Firenze, Livorno, Pistoia, Arezzo), Alliora (del milanese, quasi unico), Allora (del torinese), Allorio (piemontese). La forma Alloro ha nuclei più consistenti in Sicilia, in Campania (nelle zone di Benevento, Salerno, Napoli) e in Veneto (veronese e vicentino) e presenze rade in alcune altre regioni italiane (Piemonte, Lazio, Liguria, Abruzzo, ecc.): nella nostra Isola è presente nell’Agrigentino (Menfi, Sciacca, Sambuca di Sicilia), nel Palermitano (Altavilla Milicia, Marineo, Palermo), nel Siracusano (Carlentini, Lentini), nell’Ennese (Enna), nel trapanese (Marsala), nel Catanese, nel Nisseno.

Riferimenti storici e personaggi. Mario Alloro (Enna 9/9/1960), laurea in giurisprudenza, dirigente Irsap (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive); ex deputato regionale del P.D, della XVI Legislatura (2012-2017). E' stato consigliere comunale ad Enna e assessore PSI e, dal 2008 al 2013, consigliere provinciale.  Nel 2019 ha aderito a Italia Viva di Matteo Renzi. Giorgio Allori (Livorno 4/2/1922), militare italiano catturato dai nazisti dopo l’8 settembre del 1943, a Modena insieme ai suoi compagni di Accademia. I sottoufficiali come Allori, che rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò, furono deportati nei campi di prigionia tedeschi, in diverse sedi fra Germania e Polonia occupata: Torun, Czestochowa, Przemysl, Norimberga, Altengrabow, Berlino. Nel campo di prigionia di Przemysl riuscì ad entrare in possesso di un quaderno che per lui diventò un diario delle sue vicende e che conserva ancora. Visse nei campi di prigionia per due anni, dopo l’8 settembre fu liberato e ritornò in Italia, poi proseguì la sua carriera militare, fino al grado di generale, si sposò ed ebbe tre figli. Tutta la sua “storia” è contenuta in quel diario dalla copertina blu che Giorgio Allori conserva ancora, a 100 anni compiuti qualche giorno fa, il 4 febbraio del 2022. L’anno scorso, il 3 febbraio, ad iniziativa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al generale Giorgio Alloro è stata conferita l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Alessandro Allori (Firenze 31/5/1535 – 22/9/1607), pittore, uno de i più prolifici e attivi artisti di Firenze fine secolo XVI. Venne soprannominato il Bronzino, dal nome del suo maestro, Agnolo Bronzino, con il quale viene spesso confuso. Rimasto orfano di padre, Alessandro, venne accolto da Agnolo, forse parente del padre, che lo prese in carico come allievo e figlio adottivo. Con il maestro l’Allori si perfezionò nel disegno e nello studio dell’anatomia umana. Ma, per completare la sua formazione, soggiornò a Roma dove fu influenzato dall’arte di Michelangelo. Ritornato a Firenze divenne uno dei principali pittori della famiglia dei Medici per la quale seguì dipinti, affreschi e arazzi. Alessandro Allori fu l’ultimo maestro del Manierismo Fiorentino che influenzò l’arte italiana per oltre 50 anni oltre la sua morte.

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