Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi: Marino, Marchese, Zermo, Vitale 

Ignazio Marino

L'origine dei cognomi: Marino, Marchese, Zermo, Vitale 

Marino

(Come Nicolò Marino, tipografo, sottufficiale partigiano, ucciso dai nazifascisti).
Deriva dalla cognominizzazione del nome proprio medioevale Marino o da soprannome, poi cognominizzato, generato dall’aggettivo “marino” (relativo a mare). E’ uno dei cognomi più diffusi in Italia: anche se nasce nel nord Italia, è maggiormente noto nelle regioni del meridione (Sicilia, Campania, Calabria). Nell’isola è particolarmente rappresentato nelle province di Catania (in quasi tutti i comuni, Catania, Acireale, Misterbianco, Caltagirone, ecc.), nel trapanese (intero territorio provinciale, Marsala, Trapani, Mazara del Vallo, Petrosino, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Palma di Montechiaro, Agrigento, Licata, Canicattì, ecc.), nel palermitano (Palermo, Corleone, Bisacquino, ecc.), nel messinese (Messina, San Fratello, Brolo, Gioiosa Marea, ecc.). Consistenti nuclei del cognome Marino si trovano nelle altre regioni italiane, in particolare, Lombardia, Piemonte, Puglia, Lazio, Liguria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. NICOLÒ MARINO (Caltagirone 1960), magistrato dal 1986, ha iniziato la carriera come giudice del Tribunale e della Corte d’Assise di Siracusa; dal 1990 al 2003 ha svolto le funzioni di sostituto procuratore a Catania e ha fatto parte della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia). Nella città etnea, insieme ad Amedeo Bertone, procuratore aggiunto di Catania, è stato PM nel processo “Orsa Maggiore, primo maxiprocesso al clan Santapaola. Prima di passare alla direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, era stato in servizio per un breve periodo al tribunale di Gela. Attualmente GIP al tribunale di Roma. È stato assessore nella giunta regionale di Rosario Crocetta, con delega all’Acqua, Rifiuti, Energia. Recentemente è stato chiamato a deporre al processo sul cosiddetto “Sistema Montante” in corso a Caltanissetta e che riguarda la posizione di Calogero Antonino Montante ex presidente di Confindustria Sicilia. NICOLO’ MARINO (Palermo 22/7/1887 – Forno Canevese, Torino 9/12/1943, tipografo, sottufficiale partigiano. Entrato nella Resistenza dopo l’8 settembre 1943, era diventato comandante di distaccamento in una Brigata della “IV Divisione Garibaldi”. Cadde, con altri 17 partigiani in un sanguinoso scontro con i nazifascisti a Forno Canavese, nel torinese. GIOVANNI MARINO (Aragona 8/1/1926 – 8/1/2017), avvocato e politico, è stato deputato all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) per tre legislature, dal 1967 al 1981 per il Movimento Sociale. È stato deputato alla Camera nelle liste di Alleanza Nazionale nelle XII e XIII Legislature. Era stato presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento. IGNAZIO MARINO (Genova 10/3/1955), chirurgo, politico e accademico: è stato sindaco di Roma dal 12/6/2013 al 31/10/2015. Dal 28/4/2006 al 22/5/2013 era stato senatore della Repubblica per il Partito Democratico.

Marchese

(come Salvatore Marchese, economista, giurista e politico)
Il cognome Marchese, che predomina nel sud e in Liguria, è diffuso con diversa frequenza in tutta l’Italia; esso ha molte varianti: Marchesi (nel nord), Marchesini (in Emilia-Romagna), Marchesin (nel Veneto), Marchesoni, Marchesotti, Marchisotto, ecc. Tutti derivano, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche più o meno dialettali, o dal nome Marchese o da soprannomi legati al fatto che i capostipiti avessero un qualche rapporto con una famiglia nobiliare, in qualità di servitori o mezzadri. Potrebbero derivare anche da un soprannome riferito al portamento o a caratteristiche di somiglianza o atteggiamenti da “marchese” del capostipite. Il cognome è noto in tutta la nostra Isola ma è più frequente nel palermitano (Palermo, Monreale, Misilmeri, Pollina, San Giuseppe Jato, Bagheria, Chiusa Sclafani, Partinico, Villabate, Ventimiglia di Sicilia, Cefalù, Camporeale, Carini, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Biancavilla, Paternò, Gravina di Catania, Mascalucia, Acireale, Grammichele, Adrano, Caltagirone, ecc.), nel messinese (Messina, Mistretta, Milazzo, Scaletta Zanclea, Sant’Agata Militello, Ficarra, Oliveri, San Filippo del Mela, Francavilla di Sicilia, Falcone, Terme Vigliatore, Giardini Naxos, Taormina, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Ribera, Racalmuto, Santa Margherita Belice, Licata, Favara, Agrigento, ecc.), nel trapanese (Marsala, Partanna, Alcamo, Castelvetrano, Salemi, Trapani, Calatafimi, ecc.), nel siracusano (Carlentini, Melilli, Siracusa, Augusta, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Il marchese, nel Medio Evo, era il signore, il feudatario di una marca, cioè una contea di confine, poi il termine divenne un titolo nobiliare inferiore a quello di duca e superiore a quello di conte. Esso deriva dal germanico marka = zona di confine e graf = conte, quindi conte-marchese o conte della marca. Una famiglia Marchese, di origine lombarda, passò in Sicilia con Riccardo Marchisio, castellano di Taormina, al servizio di re Guglielmo il Buono. Essa godette di nobiltà in Messina, Palermo e altre città siciliane, poi un suo ramo si trasferì a Napoli. La famiglia ebbe i titoli di principe della Scaletta, marchese di Rajata, diverse baronie e numerosi altri titoli. Risulta iscritta nell’Elenco Regionale delle Famiglie Nobili di Sicilia. CONCETTO MARCHESI (Catania 1/2/1878 – Roma 12/2/1957) – politico, latinista, accademico italiano; fu eletto all'Assemblea Costituente e partecipò alla elaborazione della Costituzione; fu deputato al parlamento italiano nella I e II legislatura per il gruppo P.C.I. TURI MARCHESE (1976) – scrittore, poeta dialettale siciliano, cantante; dal 2005 vive a Milano. CLARISSA MARCHESE (Sciacca, 16/4/1994), personaggio televisivo, Miss Italia 2014; ha sposato Federico Gregucci, conosciuto nell’ambito del programma “Uomini e donne”, condotto su Canale 5 da Maria De Filippi. Ha partecipato a vari programmi TV e, dal 2017, al docu-reality di MTV, “The Hottest Swimsuit”. SALVATORE MARCHESE (Misterbianco 5/11/1811 – 26/11/1880), economista, giurista e politico; insegnò economia all’Università di Catania. Partecipò alla rivoluzione del 1848/49 e, con Salvatore Scuderi e Mario Rizzari, fondò a Catania il giornale patriottico “L’Unione Italiana”; per questo nel 1852 gli fu tolta la cattedra di diritto naturale, cattedra che rioccupò nel 1860 con decreto di Garibaldi. Fu più volte presidente del Consiglio provinciale di Catania e, dal 1869 fino alla morte, rettore dell’Università di Catania. Fu deputato del regno d’Italia nell’VIII Legislatura e per due volte senatore del Regno. Misterbianco gli ha dedicato una strada che collega il centro storico con i quartieri periferici.

Zermo

(come Tony Zermo, giornalista, già editorialista de La Sicilia)
Zermo è variante dialettale di ZELMO, ipocoristico di Anzelmo, variante tipica napoletana del nome di persona Anselmo, di origine longobarda “ANSEHELM” composto da ANS (divinità) e HELM (elmo), con il significato di ‘elmo divino”, ‘elmo sacro”, “protetto da Dio”. Zermo è un cognome molto raro presente in pochi comuni di alcune regioni italiane: è diffuso in Sicilia, nel catanese (Adrano, Catania, Biancavilla, San Gregorio di Catania, Acireale, Sant’Agata Li Battiati, Aci Castello, ecc.), nell’agrigentino (Canicattì). Piccoli ceppi del cognome Zerm si trovano in Puglia, nel barese (Altamura) e nel tarantino (Pulsano), e in Lombardia (Cinisello Balsamo). 

Riferimenti storici e personaggi. SANTO ZERMO (Adrano, scomparso a 61 anni nel novembre del 2010), geologo adranita, amante della natura, esperto in educazione scientifica e ambientale. A lui ogni anno viene dedicato il premio “Amicizia e bontà” destinato agli studenti che si distinguono nello studio e in gesti di altruismo. TONY (GAETANO) ZERMO (Catania 29/11/1931), giornalista professionista, decano del giornalismo siciliano, inviato speciale ed editorialista del giornale “La Sicilia” di Catania. Ha seguito e raccontato tutti i grandi avvenimenti italiani e siciliani in particolare, le grandi tragedie del dopoguerra (strage del Vajont del 1963, grandi terremoti, anni di piombo e delle stragi terroristiche, ecc.), mondiali di calcio, grandi delitti di mafia (Mattarella, Lima, Falcone, Borsellino, ecc.).  E’ stato inviato speciale nella Guerra del Golfo del 1991 e a Sarajevo; ha seguito i grandi “gialli” (Caso Sindona, caso Calvi, morto-vivo di Avola, mostro di Marsala del 1971, ecc.). E’ autore di commedie teatrali e di copioni da film. I suoi ultimi interventi riguardano la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina e la riapertura del Casinò di Taormina. Il libro “Catania. C’era una volta”, edito nel 2018, raccoglie i racconti della Catania di una volta scritti da Tony Zermo nel quotidiano catanese.

Vitale

(come Luigi Vitale, calciatore del Verona)
Vitale deriva probabilmente dall'aggettivo latino “vitalis”, che continua il cognomen e poi signum augurale latino di età imperiale, con il significato di “che ha vita, che dà vita, vitalità”, riferito in ambienti cristiani, alla vita eterna, alla salvezza spirituale; inizialmente nasce come soprannome e serviva a distinguere, all'interno di una stessa famiglia, una persona in vita rispetto ad un'altra che non lo era più, specialmente nel caso della tradizionale omonimia fra padre e figlio; poi venne cognominizzato. Varianti di Vitale sono Vitali, Vitaliani, Vitalesta, Vitalizio, ecc. Il cognome è diffuso in circa 1700 comuni di tutte le regioni italiane, con prevalenza in quelle del sud: è presente in Campania, Sicilia, Puglia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Calabria, Emilia-Romagna, Toscana, Basilicata, ecc.  In Sicilia ha alta frequenza in particolare nel palermitano (Palermo, Cinisi, Villabate, Balestrate, Terrasini, Bagheria, Borgetto, Torretta, Carini, Partinico, Villafrati, Monreale, Gangi, ecc.), nel catanese (Catania, Giarre, Castel di Iudica, Ramacca, Palagonia, Caltagirone, Acireale, Mascalucia, Scordia, Gravina di Catania, ecc.), nel messinese (Messina, Milazzo, San Salvatore di Fitalia, Caronia, Spadafora, Barcellona Pozzo di Gotto, Santa Lucia del Mela, Brolo, Capri Leone, Capo d’Orlando, ecc.), nell’ennese (Leonforte, Nicosia, Gagliano Castelferrato, Troina, Barrafranca, Piazza Armerina, Pietraperzia, Centuripe, Regalbuto, Enna, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Palma di Montechiaro, Licata, Ribera, Agrigento, Isole Pelagie, Menfi, ecc.), nel trapanese (Castellammare del Golfo, Alcamo, Mazara del Vallo, Trapani, Castelvetrano, Erice, Marsala, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi - Questo cognome appartenne a CHAIM VITAL CALABRESE (Safed 1542 – Damasco 1620), maggior interprete e depositario della cabala; la qabbalah (letteralmente “tradizione”) è una chiave di spiegazione della Bibbia tramite l’interpretazione dei caratteri e la mistica dei numeri.  LUIGI VITALE, capitano del 3^ Reggimento Lancieri della Guardia Reale, prese parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese del 1860/61. Un altro LUIGI VITALE, cugino del precedente, fu Primo Tenente del 3^ Reggimento Fanteria di Linea Regina, partecipò alla difesa del Regno e capitolò a Gaeta il 14 febbraio 1861. GIOVANNI, della famiglia messinese dei Vitale, fu al seguito del re Pietro d’Aragona dal quale ebbe la concessione delle terre di Val di Mazara. LUIGI VITALE (Castellammare di Stabia 5/10/1987), calciatore italiano, difensore o centrocampista del Verona. Fra le squadre di club, ha giocato con il Napoli (2005/2006- 2008/2009- 2010/2011), con il Bologna (2011/2012), con la Juve Stabia, con la Ternana,  


 

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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