Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi Laganà, Gullo, Giacalone e Vazzana

Regista Roberto Laganà

L'origine dei cognomi Laganà, Gullo, Giacalone e Vazzana.

Laganà

(come Roberto Laganà, regista teatrale e scenografo)

Laganà deriva dal vocabolo greco “lacanas” che significa ortolano, erbivendolo; si tratta quindi della cognominizzazione del mestiere di un capostipite dedito alla coltivazione o alla vendita di ortaggi. Caratteristica del cognome Laganà (secondo cognome reggino per rango), e di tanti altri cognomi reggini, è l’origine neogreca, insorta nel Medioevo quando, accanto alla latinità, si era affermata una grecità culturale, etica e linguistica, per la forte influenza politica e religiosa bizantina ma anche per l’insediamento di coloni provenienti dalla Grecia, quindi di origine neogreca e, in particolare, per il prestigio della Chiesa Bizantina. Il cognome è ampiamente diffuso in Calabria (in tutto il reggino), in Sicilia, nel Lazio e, via via esteso, in tante altre regioni italiane, Lombardia, Piemonte, Campania, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, ecc. In Sicilia famiglie Laganà sono presenti soprattutto nella zona orientale, nel catanese (Catania, Bronte, Militello Val di Catania, Acireale, Palagonia, Belpasso, Giarre, Gravina di Catania, Aci Sant’Antonio, Aci Catena, ecc.), nel messinese (Messina, Giardini Naxos, Milazzo, Letoianni, Pagliara, Gaggi, Taormina, ecc.), nel siracusano (Lentini, Melilli, Siracusa, Sortino, Augusta, ecc.), ma anche nel palermitano (Palermo, Bagheria, Lercara Friddi, Bisacquino, Cefalù).

Riferimenti storici e personaggi. Una traccia di questa cognominizzazione si trova a Reggio Calabria dove nel 1640 il notaio Livio Laganà redasse l’atto di possesso della Baronia di Sambatello da parte della città di Reggio Calabria. ROBERTO LAGANA’ (Catania 1940/2020), regista teatrale, scenografo catanese. Si formò nel Teatro Stabile di Catania, lavorò, fra gli altri, con Strehler e Tino Buazzelli. A Catania, negli anni Ottanta divenne capocomico di una compagnia di prosa di giovani che produsse vari spettacoli. Artista di fama internazionale, impegnato in spettacoli di lirica e di prosa, ha operato per molti anni al Teatro Massimo Bellini di Catania firmando gli allestimenti di opere illustri come “Il Trovatore” e “Rigoletto” di Verdi, nel 2008 e nel 2011, “Bohème” e “Madame Butterfly” di Puccini nel 2010 e nel 2013. Aveva allestito opere e concerti, oltre che per il Teatro Bellini di Catania, anche per il Teatro Vittorio Emanuele di Messina e il Teatro Municipal di Santiago del Cile. NELLINA LAGANA’ (Siracusa 1947 – Catania 2020), attrice di teatro, cinema e televisione. Ha collaborato con i più grandi dello spettacolo, Giuseppe Tornatore, Gigi Proietti; ha lavorato per il Teatro Stabile di Catania e con L’INDA (Istituto Nazionale Dramma Antico), con registi come Luca Ronconi, Mario Missiroli, Romano Bernardi. Nell’agosto del 2019, con l’attore Silvio Laviano e alcuni altri colleghi, si recò al porto di Catania per solidarizzare con i 77 migranti bloccati sulla nave Diciotti. RODOLFO LAGANA’ (Roma 7/3/1957), attore comico; ha iniziato la sua carriera nel laboratorio teatrale di Gigi Proietti. Con alcuni colleghi ha creato il gruppo comico “La zavorra” che fino al 1984 ha partecipato a diverse trasmissioni televisive. MARIA GRAZIA LAGANA’ (Locri 17/5/1959), medico ospedaliero, politica. È  vedova di Francesco Fortugno, già vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, ucciso dalla ‘ndrangheta il 16/10/2005; è figlia di MARIO BRUNO LAGANA’, ex deputato della DC. Maria Grazia Laganà è stata deputata del PD nella XV e XVI Legislatura.

Gullo

(come Fausto Gullo, detto “il ministro dei contadini” per il suo impegno a favore della riforma agraria)

Il cognome Gullo deriva dal cognomen latino “Gullus” o dal nome normanno “Gulian”; potrebbe anche essere un'aferesi di nomi latini quali “Agulus”, “Figulus” o “Regulus”. Potrebbe derivare anche dalla voce dialettale calabrese “gullu”, che significa “privo di corna, mozzo, tronco”. (dal greco goylòs, V.  Blunda). Il cognome è diffuso in più di 300 comuni di varie regioni italiane, con nuclei più numerosi in Sicilia, in Calabria (nel cosentino, nel catanzarese, nel reggino), in Lombardia, e diramazioni meno numerose in Lazio, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia - Romagna, Campania, ecc. In Sicilia i Gullo sono presenti in quasi tutte le province, in particolare nel messinese (Messina, Oliveri, Patti, ecc.), nel palermitano (Palermo, Monreale, Caccamo, Montemaggiore Belsito, ecc.), nel catanese (Catania, Linguaglossa, Calatabiano, ecc.), nel trapanese (Castelvetrano, Partanna, Salemi, ecc.), nell’agrigentino (Ribera, Licata, Agrigento, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi – Esempio di questa cognominizzazione troviamo a Volterra, dove nel 1208, uno dei due consoli era un certo Lionardo di Gullo. La famiglia Gullo di Palermo, il cui capostipite è un Pietro Gullo Ricciardi, emigrato a Palermo da Monforte agli inizi dell’Ottocento, era presente nel territorio di Monforte sin dalla fine del XVI secolo: essa è da annoverare tra le famiglie illustri del Valdemone avendo i suoi membri ricoperto alte cariche pubbliche ed essendosi imparentata con le famiglie più aristocratiche di Monforte e dei centri vicini. FAUSTO GULLO (Catanzaro 16/6/1887 – Spezzano Piccolo 3/9/1974) – politico italiano del Partito Comunista d'Italia (1921), fu soprannominato “Ministro dei contadini” per il suo impegno a favore della riforma agraria in contrasto con il latifondismo. Avvocato, entrato molto giovane del Partito Socialista Italiano, nel 1921 aderì al Partito Comunista d’Italia; dopo il delitto Matteotti, Gullo, insieme a Gramsci, fu contrario ai parlamentari aventiniani; nel 1924 fu eletto deputato della XXVII Legislatura ma la sua elezione fu annullata dal fascismo. Nel corso del ventennio fascista fu punto di riferimento del movimento antifascista calabrese. Dopo la guerra fu il primo a proporre l'istituzione dell'Assemblea Costituente, di cui poi fu componente; fu deputato della Repubblica Italiana dalla 1^ alla 5^ Legislatura e, nel 1944, fu ministro dell’Agricoltura e Foreste: in tale incarico promosse alcuni decreti che contribuirono a creare una legislazione agraria “preriformatrice”. Dal 1946 al 1947 fu ministro di Grazia e Giustizia succedendo a Palmiro Togliatti. Nel 1974, sebbene in età avanzata, partecipò alla battaglia per il divorzio e fu anche presidente della LID (Lega Italiana per il Divorzio). MARIA TINDARA GULLO (Patti 27/2/1964), avvocata, politica, deputata al Parlamento nazionale eletta nel 2013 nella lista del PD, partito che abbandonò nel 2015 perché in contrasto con i democratici orientati a votare a favore dell’arresto di Francantonio Genovese, arrestato per un’inchiesta sui fondi della formazione professionale. Nel dicembre di quell’anno aderì, pertanto, al gruppo parlamentare Forza Italia. Maria Tindara Gullo fa parte di una famiglia che fa politica da tanto tempo, è figlia dell’ex vicesindaco di Patti Francesco e cugina di Luigi Gullo che nel 2011 fu candidato a sindaco di Patti.

Giacaolone

(come Vito Giacalone, già deputato regionale e senatore della Repubblica)

Giacalone deriva dal soprannome dialettale siciliano “ggiacaluni”, che è un piccolo topo torpido nei movimenti e simile al ghiro; potrebbe derivare, inoltre, dal toponimo Giacalone, frazione del comune di Monreale, originariamente feudo monrealese di proprietà arcivescovile, il cui nome fa riferimento sempre al termine “giacaluni””. Altra ipotesi lo vuole derivato da modificazione dialettale del nome personale Giacomo. Si tratta di un cognome tipico della Sicilia occidentale, del trapanese in particolare, molto diffuso nel provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Erice, Petrosino, ecc.), ma presente anche nel palermitano (Palermo, Monreale, Misilmeri, Altofonte, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Sambuca di Sicilia, Agrigento, ecc.), nel catanese (Misterbianco, Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, ecc.). Nuclei abbastanza numerosi di Giacalone sono presenti, inoltre, in tutte le altre regioni italiane, in particolare in Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Veneto, Campania.

Riferimenti storici e personaggi. Giacalone è antica e nobile famiglia siciliana con residenza a Trapani; verso il 1716 fiorì in questa città il canonico MARIO GIACALONE che fu sommo scrittore ed espertissimo di ermeneutica. Lasciò un legato patrimoniale all’arciprete della chiesa di San Pietro per l’istituzione di una biblioteca e l’acquisto di libri di catechismo. VITO GIACALONE (Marsala 14/12/1924), politico, deputato regionale PCI per due legislature (quinta e sesta) dal 1963 al 1971: fu vice presidente della Commissione finanze e bilancio dell’ARS e vice presidente del gruppo PCI per l’intera quinta legislatura. Nel 1976 fu eletto al Senato della Repubblica e, fra gli altri incarichi, ebbe quelli di componente della Commissione parlamentare per il parere al governo sulla destinazione dei fondi per la ricostruzione del Belice e componente della Commissione di inchiesta sull’attuazione degli interventi nel Belice. Laurea in economia e commercio insegnò dal 1943 al 1963 matematica finanziaria, ragioneria, tecnica bancaria. Fu componente del Comitato regionale del PCI, segretario della Federazione comunista di Trapani negli anni cinquanta, consigliere al Comune di Marsala. DIEGO GIACALONE (Marsala 30/6/1917 – 18/12/1985), deputato regionale nella quinta e sesta legislatura, iscritto al Gruppo PRI (Partito Repubblicano Italiano). Fu assessore regionale alla Pubblica Istruzione in vari governi, dal 1963 al 1967 e, dopo la parentesi di due anni all’Assessorato alla Presidenza, venne riconfermato assessore alla P.I. nel primo governo Carollo dal settembre 1967 all’aprile 1968. Laureato in lettere, docente di scuola media, era stato ufficiale di fanteria, combattente, prigioniero di guerra, presidente della sezione di Marsala dell’Associazione Combattenti e Reduci, fondatore e segretario politico della sezione PRI di Marsala, consigliere al Comune di Marsala e assessore comunale della Pubblica Istruzione. DAVIDE GIACALONE (Livorno 24/5/1959), politico, giornalista, scrittore, dal 1979 a fianco di Vincenzo Muccioli nella battaglia contro la droga. Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione giovanile repubblicana. Negli anni ottanta è stato capo della segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri e consigliere del Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable, Telespazio. E’ autore di numerosi articoli, studi e libri, Su RTL 102,5 ha condotto la domenica mattina “L’indignato speciale” con Fulvio Giuliani e Andrea Pamparana e la rassegna stampa all’interno di “Non Stop News”.GIUSEPPE GIACALONE (Marsala 1/10/1918 – Perugia 6/9/2006), critico letterario, scrittore, studioso di Dante. E’ stato professore e preside nel liceo classico e nel magistrale, professore di storia e letteratura italiana nell’Università di Perugia e di Siena.

Vazzana

(come Giuseppe Vazzana, poeta e scrittore)

Vazzana e la variante maschile Vazzano sono cognomi toponimici, derivati da Vazzano, comune in provincia di Vibo Valentia. Il toponimo, che in un documento della prima metà del secolo XIV compare nella forma “Varano”, deriva dal nome personale latino VATTUS o VACCIUS con l’aggiunta del suffisso ANUS, che indica una proprietà privata. A detta di altri genealogisti, però, Vazzana dovrebbe derivare dal termine arabo “wazzán”, che significa pastore o pesatore, attività riferite ad un ignoto capostipite. Il cognome ha un ceppo calabrese, in provincia di Reggio Calabria, e un ceppo siciliano, in provincia di Palermo. In Sicilia, in particolare, è diffuso oltre che nel palermitano (Cefalù, Palermo, Termini Imerese, Geraci Siculo, Campofranco di Roccella, Gangi, Pollina, Petralia Soprana, Altofonte, Trabia), anche nel messinese (Messina, Gualtieri Sicaminò, Mistretta), nel catanese (Catania, Aci Castello), nel trapanese (Campobello di Mazara, Mazara del Vallo), nel nisseno (San Cataldo). Famiglie Vazzana sono attestate anche in altre regioni italiane, in Lombardia, Piemonte, Lazio, Abruzzo, Toscana, Veneto, ecc.: in totale in circa cento comuni.

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Riferimenti storici e personaggi. GIUSEPPE VAZZANA (Catania 1957), poeta, scrittore, saggista. Tra le sue opere maggiori: “Canto siculo per Ducezio”, “Preghiera siciliana”, “Il balletto di Oniria fra le stelle”, il saggio “Storia delle letteratura catanese”. ANGELO VAZZANA (Reggio Calabria 26/6/1947), laureato in Scienze Biologiche (1970) e in medicina (1983), specialista di medicina preventiva (1988). Ricercatore nel campo della Malacologia (ramo della zoologia che studia i molluschi) e della Paleontologia (studia animali e piante di epoche trascorse), ha documentato le numerose ricerche componendo una vasta collezione scientifica che è diventata museo fruibile per studi e ricerche. È brevettato come fotografo subacqueo, sommozzatore scientifico, Istruttore Naturalist Diver, videooperatore subacqueo ed anche presidente di un Diving Club che organizza le diverse attività subacquee sulle coste calabre dell’Area dello Stretto. PIETRO VAZZANA (Termini Imerese 4/6/1954), medico, politico, consigliere provincia di Palermo, lista PDL, dal 18 luglio 2008 al 12 luglio 2011, nominato assessore alla Cultura e Beni culturali e monumentali dal 2011 al 31 agosto 2012.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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