Domenica, 14 Luglio 2024
Cognomen omen

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Di Matteo, Ascoli, Carrara e La Valle

L'origine dei cognomi Di Matteo, Ascoli, Carrara, La Valle, di Francesco Miranda


Di Matteo

(Come Nino Di Matteo, magistrato)
Di Matteo è un cognome patronimico dove il "di" sta per "il figlio di…", riferito a capostipiti il cui padre si chiamava Matteo, nome proveniente dall’ebraico "Matithya", composto da "matag" (dono, regalo) e da "yah" (abbreviazione di yahweh); significa "dono di Dio". Il cognome è diffuso soprattutto nel Sud, con ceppi principali in Basilicata, Campania, Puglia e ceppi minori nelle restanti regioni meridionali. Piccoli nuclei si trovano in altre regioni italiane, Lombardia, Lazio, Piemonte, ecc. In Sicilia è presente in quasi tutte le province, in particolare nel Palermitano (Palermo, Altofonte, Monreale, Collesano, Casteldaccia, Bagheria, San Giuseppe Jato, Capaci, Santa Flavia, Misilmeri, Carini, Camporeale, Altavilla Milicia, ecc.), nel Trapanese (Calatafimi, Mazara del Vallo, Marsala, ecc.), nel Messinese (Messina, San Filippo del Mela, ecc.), nel Catanese (Aci Catena, Mascalucia, ecc.), nel Nisseno (Riesi, Santa Caterina Villarmosa, ecc.), nell’Agrigentino (Sciacca, Agrigento, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Roberto Di Matteo (Sciaffusa 29/5/1970), allenatore di calcio, ex calciatore italiano, ruolo difensore e centrocampista; ha giocato in campionati di Svizzera, Italia, Inghilterra. Ha allenato importanti squadre inglesi come Milton Keines Dons, West Bromwinch Albion, Chelsea, Schalke, Aston Villa. Dal gennaio 2023 Di Matteo è consulente tecnico dello Jeonbuk Hyundai, club calcistico sudcoreano. Giuseppe Di Matteo (1981-1996), figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo (Altofonte 17/12/1954), ex mafioso della famiglia di Altofonte. Il ragazzo, dodicenne, fu rapito il 23.11.1996 da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca. Divenne vittima di una vendetta trasversale per far tacere il padre: il suo corpo venne disciolto in una vasca di acido nitrico. Nino Di Matteo (Palermo 1961), magistrato dal 1991, procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta dal 1992 al 1999 e pubblico ministero della Dda di Palermo dal 1999. Ha indagato sulle stragi dei magistrati Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e sull’omicidio del giudice Antonino Saetta. E' stato pm in numerosi processi a carico di mafiosi e fiancheggiatori di Bernardo Provenzano. Si è occupato dei rapporti fra mafia, politica e istituzioni e dei processi al senatore Cuffaro, ad Ignazio D’Antone, funzionario dei servizi segreti, alla "talpe" presso la procura di Palermo. E' stato membro del pool che si è occupato del processo sulla "trattativa" Stato-mafia. Dal 2019 al gennaio 2023 è stato consigliere togato (indipendente) del Consiglio superiore della magistratura. Nino Di Matteo nel gennaio del 2022 è stato candidato alla Presidenza della Repubblica, proposto da alcuni deputati e senatori, per lo più ex grillini. Il magistrato, che dal 1993 vive sotto scorta, è cittadino onorario di molte città italiane, Messina, Torino, Pescara, Grosseto, Roma, Milano. Michele Di Matteo (attivo fra il 1410 e il 1967), pittore, indicato come Michele Di Matteo da Bologna: Si sa ben poco della sua carriera artistica, documentata per la prima volta nel 1410 quando fu pagato per alcuni stendardi con le insegne dell’antipapa Alessandro V. Lavorò, oltre che a Bologna, a Firenze, a Venezia. Co la sua opera cercò un rinnovamento nel linguaggio gotico locale.

Ascoli

(come Graziadio Isaia Ascoli, linguista, glottologo e glottoteta)
Il cognome deriva dal toponimo Ascoli Piceno, capoluogo dell’omonima provincia nelle Marche o da Ausculum Apulum città dell’Apulia, attuale Ascoli Satriano, comune in provincia di Foggia, in Puglia. In latino era Ausculum o Asculum o Asclum, in osco Auhsclum, in greco Ασκλον; ma si potrebbe anche trattare di un tipico cognome ebraico portato anche da famiglie non di origine ebrea. Ascoli è diffuso in circa 140 comuni italiani sparsi in varie regioni, in ordine di consistenza: Lombardia, Campania, Lazio, Puglia, Marche, Piemonte, Liguria, Sicilia, Calabria, Toscana, Emilia Romagna. In Sicilia è presente nell’Ennese (Agira, Regalbuto), nel Messinese (Barcellona Pozzo di Gotto, Letojanni), nel Catanese (Catania), nel Palermitano (Palermo), nel Trapanese (Alcamo).

Riferimenti storici e personaggi. Un Umana de Asculi possedette il feudo di Faverchi (nei pressi di Lercara Friddi); alla sua morte, in mancanza di eredi, il feudo fu dato da Re Martino a Guglielmo de Matina. Abramo Alberto Ascoli (Trieste 15/8/1877-Milano 28/9/1957), medico veterinario, professore di Patologia e Anatomia veterinaria a Milano. Lavorò con Serafino Belfanti su malattie infettive e vaccini all’Istituto Sieroterapico Milanese e all’Istituto di Patologia Generale della facoltà Veterinaria di Milano. Esonerato dall’insegnamento perché ebreo, si trasferì negli Stati Uniti dove insegnò in tre università diverse. Nel 1947 venne reintegrato nell’Università di Milano. Autore di un Manuale di Sierologia, nel 1954, per i suoi studi ricevette il Premio Feltrinelli conferitogli dall’Accademia dei Lincei. Graziadio Isaia Ascoli (Gorizia 16/7/1829-Milano 4/1/1907), linguista, glottologo e glottoteta (detto di chi progetta e sviluppa fonologia, vocabolario e grammatica di una nuova lingua artificiale). Docente universitario, insegnò per 40 anni Storia comparata delle lingue classiche e neolatine all’Accademia scientifico-letteraria di Milano. Nel 1873 fondò l'Archivio glottologico italiano, rivista dedicata agli studi di dialettologia italiana e in genere romanza. Fu senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura e membro del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Fu socio, fra l’altro, dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia delle Scienze di Torino. A lui è dedicata la Società filologica friulana, fondata a Gorizia nel 1919. Francesco Ascoli (1949), storico, ha studiato paleografia, grafologia, storia della calligrafia e pedagogia della scrittura. E' stato uno dei fondatori dell’Associazione calligrafica italiana. E' uno storico della Cultura scritta d’età moderna e curatore scientifico della raccolta documentaria sulla scrittura da lui ideata e creata e oggi conservata presso lo Scriptorium foroiuliense di San Daniele del Friuli (Udine). Fra le sue numerose pubblicazioni va ricordato il testo "Dalla cancelleresca all’inglese" del 2012, storia della calligrafia italiana. Collabora con numerose università per progetti e ricerche sui temi relativi alle sue competenze. Conduce laboratori di lingua e grammatica italiana presso l’Università Cattolica di Milano.

Carrara

(Come Ida Carrara, attrice di teatro, cinema, televisione)
Carrara può derivare da toponimi diffusi in tutta Italia, quali Carrara, capoluogo dell’omonima provincia di Massa Carrara, o Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano, frazioni del comune di Due Carrare in provincia di Padova. Se ha origine dal toponimo Carrara proviene dall’antico ligure "kar", che significa "pietra", quindi "luogo delle pietre". O, come sostiene San Gerolamo, da "car" (= città sui carri) e "lara" (=luna), quindi, "città della luna sui carri"; o, come sostiene il geografo Emanuele Repetti, dal francese "carrière", a sua volta proveniente dal latino "carrariae" = cava; per ultima ipotesi, quella del danese Wilhelm Wanscher, che ritiene Carrara derivato dall’egiziano "kar-rha" (tempio del sole), Wikipedia. Il cognome è presente in tutta la penisola, particolarmente nelle regioni del nord quali Lombardia (zone Bergamo, Milano, Brescia), Toscana (Lucca, Pistoia, Livorno, Pisa, Firenze), Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna; in Sicilia Carrara è diffuso, con piccoli nuclei, in quasi tutto il territorio isolano, soprattutto nel Catanese (Paternò, Catania, Gravina di Catania,  Misterbianco, Mascalucia, Acireale, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Monreale, Misilmeri, Villafrati, Terrasini, Carini, Partinico, ecc.), nel Messinese (Torregrotta, Sant’Agata Militello, Militello Rosmarino,  Giardini Naxos, ecc.), nel Trapanese (Trapani, Erice, Alcamo, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. Carrara è antichissimo casato le cui origini si fanno risalire ad Ugozio, giunto in Italia al seguito dell’imperatore Carlo Magno. La discendenza è storicamente provata con un Gumberto morto nel 970. La famiglia prese il nome dal castello di Carrara nella zona di Padova e nel 1149 ottenne una investitura di quel feudo (H.I.). Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Bergamo dove sotto l’anno 1603 si trova un testamento di un certo Giovanni Paolo Carrara. Carrara è famiglia di attori teatrali attiva in Italia fin dal secolo XIX: il capostipite è un Giuseppe Carrara (nato nel 1866), padre di Salvatore e nonno di Tommaso Carrara che nel 1946 sposò Argia Laurini e fondò la compagnia Carrara-Laurini e un teatro mobile. Negli anni settanta fondò la compagnia "Il teatro del mattino" con i figli Titino (Ferrara 1/1/1949), Armando e Annalisa Carrara, diretto particolarmente ad un pubblico di studenti. Ida Carrara (Bonorva, Sassari 16/6/1928-Catania 5/12/2013), attrice poliedrica di teatro, cinema, televisione. Erede di una famiglia che da sette generazioni fa teatro, ultima di undici figli, nata da Aristide Carrara, agrigentino, e da Cesira Tolu di origine sarda. Giovane attrice recita con la compagnia di Paola Borboni poi entra nella compagnia siciliana di Rosina Anselmi e Michele Abruzzo. Nella stagione 1948/40 fa parte della compagnia di Rosso di San Secondo con Rocco d’Assunta. Nel 1951 sposa Turi Ferro e con lui inizia un sodalizio artistico che si conclude con la morte del marito nel 2001: recita opere di autori come Verga, De Roberto, Fava, Sciascia, Dacia Maraini, Pirandello e ancora Cechov, Molière, Garcia Lorca, ecc. E' morta il 5 dicembre 2013 all’età di 85 anni; la tradizione artistica continua con i figli Guglielmo, regista, Francesca, attrice e regista, Enza.

La Valle

(come Raniero Luigi La Valle, giornalista, politico, scrittore)
La Valle (ed anche Valle, Lavalle, Del Valle, Dellavalle, Della Valle, Valla, Davalle, D’Avalle, ecc.) derivano da cognominizzazione di toponimi, numerosi in tutta la penisola, che denominano abitati e località situati in una valle intesa come "luogo circondato dai monti" o anche nei significati regionali di "fiume, torrente" o di "zona paludosa". La forma La Valle è diffusa soprattutto nel Lazio, in Calabria, in Sicilia. E' nota anche nelle altre regioni italiane, Piemonte, Abruzzo, Lombardia, Liguria, Basilicata, Campania, Toscana, Veneto, ecc. In Sicilia famiglie La Valle si trovano soprattutto nel Messinese (Messina, Rometta, Milazzo, Furci Siculo, Novara di Sicilia, ecc.), nel Catanese (Catania, Gravina di Catania, Aci Catena, Giarre, ecc.), nell’Agrigentino (Canicattì, Agrigento, Castrofilippo, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Ustica, Cefalù, ecc.), nell’Ennese (Villarosa).

Riferimenti storici e personaggi. La Valle fu nobile famiglia aragonese, portata in Sicilia sotto re Martino, da un Giacomo La Valle, distinto cavaliere, il cui figlio Antonio al servizio di re Alfonso, si stabilì in Messina e fu capostipite della famiglia in questa città a cui diede vari cavalieri e senatori. La linea continuò con Caterina La Valle e Digiovanni che si sposò con Michele Arduino e Furnari marchese della Foresta e trasferì in questa illustre famiglia tutti i beni e titolo della casa La Valle, oggi rappresentata dalla nobile famiglia Stagno di Messina. Un altro passaggio della famiglia La Valle avvenne in Palermo. Raniero Luigi La Valle (Roma 22/2/1931), laureato in Giurisprudenza, giornalista, politico. Senatore della Repubblica italiana per tre legislature (dalla VII alla IX) e deputato nella X Legislatura, Gruppo Sinistra Indipendente. Ha lavorato nelle Commissioni Esteri e Difesa delle due Camere fino al 1992, in particolare per la riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Alle elezioni politiche del 1992 fu candidato nella lista de "La Rete" e, nel 1997, fu assessore del Comune di Roma nella prima giunta di Francesco Rutelli. Da giornalista ha diretto il quotidiano "Il Popolo" e, dal 1961, durante il Concilio Vaticano II, "L’Avvenire d’Italia". Ha scritto numerosi libri dedicati a questioni di carattere storico-culturale e politico-ecclesiale. Tra questi: "Prima che l’amore finisca", "Se questo è un Dio", "Paradiso e libertà", "Quel nostro Novecento". Ha fondato "Vasti", scuola di ricerca e critica delle antropologie, ed è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione e ha promosso il movimento per un’Economia democratica. Attualmente continua la sua attività giornalistica su "Rocca", rivista della Pro Civitate Christiana di Assisi, ed è attivo come conferenziere e scrittore. Francesco La Valle (Cavaso 1937/2020), pretore penalista, magistrato di Cassazione, avvocato, libero docente di diritto amministrativo a Padova, infine giudice di Pace a Cittadella. Aveva iniziato la sua carriera a Venezia per poi passare a Treviso e ad Asolo, una carriera fatta di processi importanti, soprattutto nel campo della salute e dell’ambiente. Uno dei più clamorosi fu quello dell’olio di colza nel 1974, che coinvolse tre ministri; il processo per la schedatura della Cassa di Risparmio, contro gli scavi abusivi nel Piave. Dopo la strage di Bologna il suo nome fu trovato negli schedari delle Brigate Rosse e per questo gli era stata affidata una scorta, che però lui non volle, non voleva che altri morissero per lui. Amava la storia e fondò l’associazione Magnifica Comunità dal Piave al Brenta, progetto embrione delle future Aziende di promozione turistica.

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