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Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Cutuli, Lunetta, Chirieleison e Buffa

L'origine dei cognomi Cutuli, Lunetta, Chirieleison e Buffa:


Cutuli

(come Maria Grazia Cutuli, giornalista assassinata in Afghanistan)
Cutuli deriva probabilmente dalla cognominizzazione di soprannomi originati dal termine greco antico “kutylè”, che significa “vaso, oggetto cavo, scavato, coppa”; “koutros”, pertanto, sarebbe il capostipite, vasaio (cfr. E.Rossoni, L’origine dei cognomi italiani…) Il cognome ha ceppi consistenti nel catanese (Aci Catena, Acireale, Catania, Aci Sant’Antonio, Aci Castello, Zafferana Etnea, Riposto, San Giovanni La Punta, Giarre, Santa Venerina, Paternò, Misterbianco, Valverde, Gravina di Catania, Trecastagni, ecc.), nel messinese (Messina, Valdina, Taormina, Giardini Naxos, Leto, ecc.), nel reggino (Reggio Calabria, Laureana di Borrello, Rosarno, Brancaleone, ecc.), nel vibonese (Vibo Valentia, Zaccanopoli, Filandari, ecc.). Famiglie Cutuli sono note anche nel siracusano (Siracusa, Augusta) e nel ragusano (Ragusa); altre sono attestate in Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Liguria, Campania, Sardegna. La variante Cutolo è tipica del napoletano.

Riferimenti storici e personaggi. MARIA GRAZIA CUTULI (Catania 26/10/1962 – Sarobi, Afghanistan 19/11/2001), giornalista italiana assassinata in Afghanistan. Cronista del Corriere della Sera, fu uccisa, insieme ad alcuni colleghi, sulla strada che collega Jalalabad e Kabul. Aveva documentato la presenza di gas nervino in una base abbandonata da Al Qaeda. Con lei morirono altri tre cronisti: Julio Fuentes, del quotidiano spagnolo El Mundo, l’australiano Harry Burton e l’afghano Azizullah Haidari. Maria Grazia era andata in Afghanistan due mesi dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York che causò tremila morti. La notizia della presenza di gas nervino in Afghanistan fu pubblicata in apertura sul Corriere della Sera il giorno stesso della morte della giornalista. Le indagini sulla morte di Maria Grazia Cutuli e dei suoi colleghi portarono alla identificazione e alla condanna degli esecutori dell’assassinio. In memoria di Maria Grazia Cutuli sono stati istituiti tre premi: Premio giornalistico “Città di Milano” alla memoria di Maria Grazia Cutuli; Premio internazionale di giornalismo “Maria Grazia Cutuli”, da parte di Santa Venerina, suo paese di origine; Premio giornalistico nazionale “Maria Grazia Cutuli – per non dimenticare e costruire la pace. PAOLO CUTULI (Ionardi, Vibo Valentia, 39 anni), attore poliedrico; laureato in lettere ha perfezionato il suo percorso di recitazione conseguendo un master all’Istituto Internazionale di commedia dell’arte di Venezia. Ha debuttato in importanti spettacoli di Venezia, Marsiglia, Milano; ha lavorato al Piccolo Teatro di Milano nella “Vita di Galilei” di Brecht e in altri importanti teatri nazionali e internazionali. In TV ha recitato nelle serie di RAI 1 ”Il giudice Meschino” e “Questo è il mio paese”  e nella serie “Squadra antimafia 8” di Canale 5; poi il meritato ruolo di protagonista nel film “Rapiscimi” di Gargano. Tra i riconoscimenti ottenuti il primo premio al Festival “Parodos” di Tindari.

Lunetta

(come Mario Lunetta, scrittore, poeta, critico)
Lunetta, alterato diminutivo del nome di persona antico medievale Luna, è assunto anche come cognome simbolico-figurativo ispirato al satellite della terra. Il nome Luna, affettivo ed augurale, veniva dato ad una figlia con l’augurio di essere bella e luminosa come la luna, termine derivato dal latino “lùna” e che ha la medesima radice di “lux” (luce), che significa “luce riflessa”. Il cognome Lunetta ha un importante ceppo in Sicilia, nel nisseno, zona da cui proviene e in cui è maggiormente presente (San Cataldo, Caltanissetta, Santa Caterina Villarmosa, Riesi, Campofranco, Gela, Sommatino, ecc.); esso è inoltre diffuso nel palermitano (Palermo, Carini, Piano degli Albanesi, Balestrate, Terrasini, Chiusa Sclafani, Trabia, Partinico, Termini Imerese, ecc.), nell’agrigentino (Ravanusa, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Licata, ecc.), nell’ennese (Enna, Villarosa, Piazza Armerina, Nicosia, ecc.), nel catanese (Gravina di Catania, Catania, Mascalucia). Famiglie Lunetta sono censite, inoltre in Lazio, Piemonte, Lombardia, Sardegna, Veneto, Liguria, Umbria, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. MARIO LUNETTA (Roma 23/11/1934 - 6/7/2017), poeta, scrittore, critico. Scrittore straordinariamente prolifico, ha pubblicato a partire dagli anni 70 una lunghissima serie di libri, di prosa, poesia, saggistica e drammaturgia. È stato insignito di numerosi premi e onorificenze, in Italia e all’estero. Militante del Sindacato Nazionale scrittori, ne è stato per due mandati presidente. È stato anche presidente della SIAD, Società Italiana Autori Drammatici. Sperimentatore nei più diversi generi letterari e artistici, ha collaborato ai programmi culturali della RAI e a numerosi giornali e rivista italiane e straniere (l’Unità, Il Messaggero, il Corriere della Sera, Rinascita, Il Manifesto, Liberazione). Curatore di importanti antologie, ha introdotto e curato opere di vari autori: Italo Svevo, Emily Brontë, Émile Zola, Federico De Roberto, Gustave Flaubert, Dino Campana. FILIPPO LUNETTA (1992), cantante lirico, baritono. Ha debuttato all’età di 24 anni ne Le nozze di Figaro, di Mozart, nel ruolo del conte di Almaviva presso il teatro Poleeni Pieksämäki in Finlandia. Nel 2017 è a Palermo nella Bohème di Puccini e, nell’ottobre dello stesso anno, è finalista al Concorso internazionale “Fausto Ricci”. Nel 2018, dopo essersi diplomato all’Accademia del festival pucciniano, debutta in quel festival in cinque opere: Gianni Schicchi, Manon Lescaut, Tosca, Madama Butterfly, Bohème, sempre accanto a grandi nomi del panorama musicale italiano ed internazionale: Nel 2019, in Giappone, è stato impegnato nel ruolo del barone Douphol nella traviata di Verdi. SILVANA LUNETTA (Caltanissetta 1946), pittrice. Si trasferisce a Brescia nel 2012. Docente di scuola secondaria, ha promosso l’arte terapia per i ragazzi diversamente abili. Ha seguito corsi di incisione presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, con Riccardo Licata e corsi di ceramica a Firenze e a Faenza, dove ha approfondito la tecnica del Raku (tecnica di cottura della ceramica giapponese). Ha iniziato la sua attività espositiva a Caltanissetta e ha ottenuto numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2003 ha ricevuto il premio “Fiori di Sicilia”.

Chirieleison 

(come Domenico Chirieleison, generale italiano del Regio esercito)
Chirieleison dovrebbe derivare dalla forma liturgica greco bizantina kirie eleison ( ), invocazione che significa “Signore, pietà”. Come cognome veniva attribuito probabilmente a bambini orfani abbandonati o a figli di genitori molto devoti. Il cognome è presente in circa 50 comuni di varie regioni italiane: è diffuso in Sicilia, nel messinese (Alì Terme, Barcellona Pozzo di Gotto, Scaletta Zanclea, Alì, Taormina, Rometta), nel catanese (Aci Sant’Antonio, San Gregorio di Catania, Paternò), nel siracusano (Solarino, Siracusa); è noto, inoltre, qua e là in alcune regioni italiane, in Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Veneto, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. DOMENICO CHIRIELEISON (Asti 26/12/1888 -Roma 1972), generale del Regio Esercito Italiano insignito delle onorificenze di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Veterano della Grande Guerra, partecipò alla prima Guerra Mondiale da tenente maggiore venendo decorato con Medaglia di bronzo al Valore Militare e con Croce di merito di guerra. Partecipò alla seconda Guerra Mondiale e qui viene ricordato per il suo ruolo in Sicilia nella battaglia di Gela che si combatté dal 10 al 12 luglio 1943. Protagonisti di quella battaglia furono i militari italiani della Divisione motorizzata Livorno, il cui comandante, il generale Domenico Chirieleison, sebbene sovrastato dalle forze nemiche, non diede ordine di indietreggiare, anzi ordinò ai suoi uomini di avanzare ad oltranza verso Gela. Quella battaglia si trasformò in una carneficina: le perdite furono di 7.200 uomini fra morti, feriti e dispersi su un totale di 11.000 effettivi; quel che rimase fu chiamata “La Divisione Fantasma”. Viene ricordato anche per il ruolo che ebbe a Roma nel 1944: dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 a Roma assunse la carica di Commissario per l’Amministrazione centrale della Città Aperta di Roma e aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Dopo la liberazione di Roma collaborò con il Comitato di Liberazione Nazionale e con gli Alleati che gli furono successivamente riconoscenti. Nel dopoguerra fu insignito di medaglia d’argento al valor militare e della Croce di Ufficiale dell’Ordine militare d’Italia. CHIARA CHIRIELEISON (14/5/1982), giornalista, avvocato, ha studiato giurisprudenza a Messina, ha ricoperto il ruolo di Ufficio stampa; è stata capo della Segreteria Particolare del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo, nel Governo Conte bis ed attualmente ricopre il ruolo di capo della Segreteria particolare del sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione Barbara Floridia. Il 27 maggio scorso è stata insignita, dal prefetto di Messina Cosima Di Stani, dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica, assegnatale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Buffa

(come Antonino Buffa, ristoratore palermitano, meglio conosciuto come “Ninu u ballerinu”
Buffa e le sue varianti (Buffo, Buffi, Buffino, Buffini), derivano, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da aferesi del nome medioevale, in uso intorno all’anno mille, Rebufus o Robufus. Secondo il Rohlfs, il cognome Buffa, in Sicilia e nel napoletano, deriva dal dialettale “buffa” che equivale a “rospo”. Altri studiosi affermano che la radice di Buffa proviene dal tedesco “büffel”, cioè bufalo. I Büffel erano famiglie bavaresi trasferitesi in Italia intorno all’anno mille: esse si stanziarono dapprima nella bassa Lombardia e nel piacentino, poi, nel basso medioevo, si diffusero in varie parti d’Italia; alcune famiglie italianizzarono variamente il loro cognome: Bufalo, Bufali, Bufalini, Buffa, ecc. E’probabile che una famiglia Buffa abbia dato il nome a Buffa, frazione di Mondovì.
Il cognome Buffa è diffuso in quasi tutte le regioni italiane, in particolare in Piemonte (Torino, Alessandria, Vercelli, Cuneo, Novara) e in Sicilia, ma anche in Lombardia, Liguria, Trentino-Alto Adige, Toscana, ecc. Nella nostra regione è presente nel palermitano (Palermo, Carini, Monreale, Montelepre, Bagheria, Giardinello, Partinico, San Cipirello, Misilmeri, Capaci, ecc.), nel trapanese (Marsala, Mazara del Vallo, Vita, Trapani, Castellammare del Golfo, Paceco, Custonaci, Erice, Campobello di Mazara, ecc.), nel catanese (Catania, San Giovanni La Punta, Mascalucia, Paternò, Caltagirone, ecc.), nel siracusano (Rosolini, Siracusa, Floridia, ecc.), nel ragusano (Modica, Ispica, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. AMEDEO CARLO LEONE BUFFA (in arte AMEDEO NAZZARI), (Cagliari 10/11/1907 – Roma 6/11/1979), attore italiano molto noto soprattutto per i suoi film del genere ‘melodramma italiano’: Tormento, 1950, I figli di nessuno, 1951, Chi è senza peccato, 1952, Torna,1953, ecc.) ma anche per molti film con ruoli ‘impegnati’ del tipo: Processo alla citta, 1952 di Luigi Zampa, Il brigante di Tacca del Lupo, 1952, di Pietro Germi, Le notti di Cabiria, 1957 di Fellini, e tanti altri. ANTONINO BUFFA, focacciere palermitano classe 1970, divenuto famoso in tutto il mondo per la ‘conzatura” (preparazione) del panino con la milza, attività di famiglia iniziata dal suo bisnonno nel 1802. Nico ‘conza’ il panino con una ‘annacatura’(movimenti) eseguita a suon di musica, da qui il soprannome di “Ninu u ballerinu”. Nel 2013 ha vinto la puntata palermitana del programma “Street Food Heroes”, manifestazione dedicata al cibo di strada, andato in onda su Italia 2; nel 2014, in occasione della Giornata inaugurale del Master of Management in Food & Beverage alla Bocconi di Milano, in rappresentanza della città di Palermo, ha preparato panini con la milza e panini con panelle per circa 200 persone Sono tanti ormai i riconoscimenti che Ninu u ballerinu ha raccolto in tutti questi anni che la sua fama è andata oltre i confini nazionali. FEDERICO BUFFA (Milano 28/7/1959), giornalista, telecronista e commentatore sportivo, scrittore. Ha condotto alcune trasmissioni antologiche sempre a tema sportivo; dal 2014 conduce su Sky Sport il programma “Federico Buffa racconta” dove evoca, con stile avvolgente, alcuni degli episodi storici dei Mondiali di calcio e di personaggi e  manifestazioni sportive di ogni genere.

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