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Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Busà, Gervasi, La Bruna, Buttafuoco

L'origine dei cognomi Busà, Gervasi, La Bruna, Buttafuoco.

Busà
(come Luigi Busà, karateka, Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020)

Busà è un cognome siciliano, del catanese (Catania, Acireale, Caltagirone, Santa Venerina, Paternò, Giarre, Sant’Agata Li Battiati, Riposto, ecc.), del messinese (Messina, Alì Terme, Itala, Terme Vigliatore, ecc.), del siracusano (Avola, Rosolini, Noto, Siracusa, Canicattini Bagni, ecc.); con piccoli nuclei è presente anche nel palermitano (Palermo, Misilmeri, Carini, ecc.), nell’ennese, nel ragusano, nel trapanese. La variante Busa ha un grosso ceppo in Sicilia ma anche in Veneto dove sembra che la famiglia abbia avuto origine; entrambi i cognomi hanno nuclei anche in altre regioni italiane come Lombardia, Piemonte, Calabria, Emilia-Romagna, ecc. Busà dovrebbe derivare da soprannome siciliano di origine araba BU’S che corrisponde alle cannucce utilizzate a coppie per fare la maglia delle calze, poi sostituite dai ferretti; ancora oggi i ferretti delle calze vengono chiamate, nella Sicilia occidentale, con il termine dialettale di BBUSA. Qualche studioso (D. Macris) fa derivare Busà da un misto arabo-greco BUS+ÁS che corrisponde al raccoglitore o venditore di ampelodesmo (pianta spontanea della famiglia delle graminacee usata per legare le viti o produrre cordami per impagliare le sedie).

Riferimenti storici e personaggi. Busà fu una famiglia nobile messinese della quale troviamo un Nicolò Giacomo, giudice straticoziale (magistrato cittadino) di Messina nell’anno 1582/83, annotato nella Mastra nobile del Mollica (Nobiliario siciliano). LUIGI BUSÀ (Avola 9/10/1987), karateka, campione mondiale nella specialità del kumite (termine giapponese che indica il combattimento con l’avversario). Allenato dal padre, ha fatto il suo ingresso nella Nazionale Italiana Giovanile nel 2003, divenendone capitano titolare; nel 2005 approda alla Nazionale Seniores e dal 2008 viene arruolato nel Corpo Forestale dello Stato Gruppo Sportivo. Campione del Mondo nel 2006 a Tampere (in Finlandia), nel 2006, argento a Belgrado, campione del Mondo nel 2012 a Parigi; dal 2006 al 2013, ha vinto l’oro per otto anni consecutivi nei campionati italiani; Campione europeo a Tenerife nel 2012, bronzo negli europei di Budapest nel 2013. Il 4 ottobre del 2011 è stato insignito del Distintivo dello Sport con Stella d’Oro dallo Stato Maggiore della Difesa. Il “Gorilla d’Avola” Luigi Busà, alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ha vinto la medaglia d’oro nel karate kumite battendo l’azero Rafael Aghayev. Luigi condivide la passione per le arti marziali con le sorelle Laura e Cristina e con la moglie Laura Pasqua, karateka di levatura internazionale; anche il padre Nello Busà è stato campione di karate. ROBERTO BUSA (Vicenza 28/11/1913 – Gallarate 9/8/2011), gesuita, storico della filosofia e linguista; riconosciuto da tutti come il pioniere dell’informatica applicata alla linguistica (oggi nota come linguistica computazionale). Nel 1998 l’Association for Literary and Lingustic Computing (ALLC) e l’Association for Computers in the Humanities (ACH) hanno istituito il “Premio Busa” (Busa Award) che premia chi si è distinto nel campo dell’informatica umanista. VINCENZO BUSA’ (Acireale 1960), architetto, pittore; laureatosi in Architettura a Reggio Calabria, sin dal 1986 lavora nell’ambito dei progetti di catalogazione dei Beni Culturali. Sin dal 1987 ha alternato l’attività dei concorsi d’architettura a quella della pittura e delle mostre di pittura. Nel 1996 ha ottenuto il quinto premio per il Trofeo Medusa Aurea conferito dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma (AIAM).

GERVASI
(come Galliano Gervasi, politico, partigiano, già deputato alla Costituente e senatore della Repubblica)

Gervasi potrebbe derivare dalla cognominizzazione del nome di probabile origine germanica, Gervasio (latinizzato in Gervasius); questo fa parte di un gruppo di nomi che inizia con l’elemento GER (Ger-lando, Gel-trude, Ger-ardo, ecc.), che significa “lancia”, e un secondo elemento incerto, che alcuni riconducono alla radice celtica VAS, che significa “servo”: quindi ‘colui che serve con la lancia’. Gervasio si era affermato in Italia per il prestigio e il culto dei santi Gervasio e Protasio, martirizzati sotto Diocleziano, compatroni di Milano. Molte le varianti: Gervasio, Gervaso, Gerbasi, Cervasio, Cervaso, Gervasini, Gervasoni, ecc...

Il cognome Gervasi, sparso in tutta Italia (Sicilia, Calabria, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, ecc.) ha le sue maggiori frequenze in Sicilia, nel palermitano (Palermo, Valledolmo, Caccamo, Capaci, Monreale, Mezzojuso, Villabate, Carini, Camporeale, Aliminusa, Isola delle Femmine, Montemaggiore Belsito, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Priolo Gargallo, Solarino, Buscemi, Floridia, Cassaro, Melilli, Palazzolo Acreide, ecc.), nel trapanese (Trapani, Erice, Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Valderice, Paceco, Alcamo, ecc.), nell’agrigentino (Cammarata, Caltabellotta, Isole Pelagie, Ribera, San Giovanni Gemini, Palma di Montechiaro, Naro, Agrigento, ecc.), nell’ennese (Enna, Leonforte, Aidone, Nissoria, Villarosa, ecc.), nel messinese (Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Santa Teresa Riva, Nizza di Sicilia, Taormina, Rometta, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. GIUSEPPE GERVASI (Riace 6/3/1977), poeta, scrittore, conduttore televisivo. Laureato in giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato l’attività di avvocato, ora è conduttore del ‘La terra del sole”, format culturale, in onda su Lac TV, emittente che trasmette in Calabria, che va alla scoperta delle residenze d’epoca della Calabria. Intensa la sua attività politica, sociale, culturale: ha pubblicato raccolte di liriche dense di moralità, racconti per bambini e, nel 2019, il suo primo romanzo ‘Riace che incontra il mare”. Nel novembre del 2021 ha pubblicato il libro ‘Dietro una porta ho atteso il tuo respiro ‘ sulla carenza dei servizi sanitari nel Meridione d’Italia. GALLIANO GERVASI (Foiano della Chiana 15/11/1899 – Arezzo 19/3/1970), artigiano ebanista, politico, partigiano, sindacalista. È stato deputato dell’Assemblea Costituente, e, successivamente, senatore della Repubblica nella prima e seconda legislatura, sempre per il Partito Comunista Italiano. A Foiano è stato sindaco, presidente del Consiglio di amministrazione della Scuola Tecnica Industriale, commissario prefettizio dell’ospedale civile, presidente dell’Associazione provinciale Artigiani di Arezzo, membro esecutivo della Confederazione Nazionale Artigianato. Durante il regime fascista, avendo partecipato agli scontri con i movimenti fascisti, fu condannato a 22 anni di carcere, scontandone dodici. ELIO GERVASI (Messina), pittore che vive ed opera a Roma. Ha cominciato a dipingere giovanissimo, i suoi primi dipinti esprimevano il particolare amore per l’arte popolare siciliana in speciale modo quella espressa nei carretti e nelle pitture votive. Da allora ha continuato a dipingere esponendo le sue opere in tutto il mondo. La sua pittura, dichiarata naïf, attinge al cromatismo mediterraneo, è esplosione di luminosità tanto solare da sembrare quasi artificiale. “Pittura moderna ispirata al mito, ingenua nelle apparenze, ma colta nei contenuti, pittura immediata, ma consapevole delle potenzialità cromatiche della tavolozza”. A Roma ha avuto modo di incontrare artisti come Renato Guttuso, Bruno Caruso, Antoni Corpora, Giuseppe Cesetti. Ha avuto critiche positive da vari giornalisti quali Vittore Querel, Toni Bonavita, Maria Teresa Prestigiacomo, ed altri. FABIO GERVASI (Roma 29/4/1970) attore e doppiatore, presta la sua voce anche per rubriche meteo, viabilità, giornali radio e per varie emittenti radiofoniche.

LA BRUNA
(come Domenico La Bruna, pittore trapanese del Settecento)

Il cognome La Bruna/Labruna ha probabilmente origine dal nome medioevale Bruno (Bruna) che, nell'onomastica descrittiva si riferiva, ovviamente, al colore dei capelli o alla carnagione scura del capostipite; quindi è una cognominizzazione del nome personale del/della capostipite o di suo soprannome. Non è esclusa la derivazione da soprannomi connessi con toponimi quali Santa Maria La Bruna, frazione del comune di Torre del Greco (NA), o Masseria La Bruna, frazione del comune di Matera.

La Bruna, è diffuso in 129 comuni di molte regioni italiane: è presente soprattutto in Sicilia ma anche in altre regioni, Campania, Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, ecc. Nell’Isola è presente nel siracusano (Avola, Noto, Lentini, Siracusa, Ferla, Francofonte, Carlentini, Rosolini, Priolo Gargallo, Sortino, Pachino, Augusta, ecc.), nel catanese (Catania, Aci Catena, San Giovanni La Punta, Valverde, Mascalucia, ecc.), nell’ennese (Regalbuto, Catenanuova, Cerami, ecc.)), nel palermitano (Monreale, Palermo), nel ragusano (Giarratana, Ragusa), nel messinese (Messina, Giardini Naxos).

Riferimenti storici e personaggi. DOMENICO LA BRUNA (Trapani 24/2/1699 – 9/6/1763), pittore. Figlio di mercanti, non volle seguire l’attività del padre e si fece ordinare sacerdote e, vista la sua naturale predisposizione per il disegno, intraprese l’attività pittorica. A Trapani emerse fra gli artisti tardobarocchi: i suoi modi stilistici sono ricondotti alla tradizione locale, alimentata in un primo tempo da Andrea Carrera (XVI-XVII secolo) e poi da Giuseppe Felici (1656/1734), ma anche al ricco e variegato ambiente tardobarocco palermitano. Sue opere si trovano a Monreale, Palermo, Trapani, Marsala, Calatafimi e in altre città del palermitano e del trapanese. FRANCESCO MARIA LA BRUNA (Monreale), violinista e musicista. Studi presso il Conservatorio di musica “A. Boito” di Parma, premiato in diversi concorsi e rassegne musicali nazionali. Dal 1983 svolge un’intensa attività concertistica tanto da solista che in ensembles cameristici tra cui l’orchestra da camera “I virtuosi dell’accademia” di Firenze, “Il Ruggiero” di Bologna, “Zephir Ensemble” di Palermo, “Officina Musicale Italiana” de L’Aquila. Insieme ad essi ha preso parte a numerose manifestazioni nazionali ed internazionali. Dal 1982 al 1986 ha insegnato presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma, attualmente è titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo. ANTONIO LA BRUNA (Napoli 16/4/1927 – Bracciano 27/1/2000), ex ufficiale dei carabinieri, in servizio al SID (Servizio Informazioni Difesa), responsabile del NOD (Nucleo Operativo Diretto). Nel 1973, infiltratosi negli ambienti neofascisti, riuscì a sventare i piani golpistici della cosiddetta “Rosa dei Venti”. Implicato nelle vicende processuali legate all’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, nel 1976 venne arrestato insieme al Generale Maletti e successivamente condannato a dieci mesi per il reato di concorso ideologico e per aver depistato le indagini (da Wikipedia). Dopo la condanna terminò la sua carriera nel SISMI (Servizio Informazioni Sicurezza Militare). Nei primi anni novanta si congedò con il grado di colonnello.

BUTTAFUOCO
(come Annarita Buttafuoco, storica e saggista, molto attiva come femminista)

Buttafuoco potrebbe derivare da un soprannome legato alla voce dialettale siciliana “bbuttafocu”, che indicava una specie di salterio a tre corde, antico strumento musicale a corde pizzicate a forma triangolare o trapezoidale, che risale al III secolo A.C. Il cognome potrebbe derivare, inoltre, da nome o soprannome medioevale di fantasia, attribuito al capostipite, Butafocus o Butafogus. Qualcuno lo dà cognome di origine linguistica francese, derivato dal termine “boutefoy”(V. Blunda). Esso è diffuso in Sicilia, soprattutto nel catanese (San Giovanni La Punta, Misterbianco, Catania, Tremestieri Etneo, Aci Catena, Mascalucia, Adrano, Grammichele, ecc.), nell'ennese (Leonforte, Nicosia, Pietraperzia, Piazza Armerina, Agira, Assoro, Calascibetta, ecc.) nell'agrigentino (Menfi, Ribera, Cammarata, Cattolica Eraclea, Calamonaci, Sciacca, ecc.), nel trapanese (Mazara del Vallo, Alcamo, Erice, Marsala, ecc.), nel Palermitano (Bagheria, Giuliana, Bolognetta, Terrasini, ecc.). Buttafuoco ha modesti nuclei anche in altre regioni italiane: Piemonte (nel torinese), Lombardia (Milano, Como), in Emilia Romagna (Bologna), nel Lazio.

Riferimenti storici e personaggi – tracce di questa cognominizzazione si trovano a Cremona con un Johannes Butafogo, vissuto nella seconda metà del 1300; nelle Marche, nella seconda metà del 1500, con un cardinale Costanzo Buttafoco, che partecipò al conclave del 1591 riunito dopo la morte del papa Innocenzo IX; con NICOLÒ BUTTAFOCO (Magister Nicolaus Buttafoco julianensis, 1592), pittore, nato fra il terzo e il quarto decennio del secolo XVI; fu attivo a Burgio, a Cammarata e ad Agrigento, località dove si trovano importanti sue opere. ANNARITA BUTTAFUOCO (Cagliari 15/3/1951 – Arezzo 26/5/1999) – storica e saggista italiana, molto attiva come femminista. Un suo progetto, un Dizionario biografico delle donne, con la UTET, non è stato concluso a causa della sua morte. ANTONINO BUTTAFUOCO (Nissoria 20/4/1923 – Leonforte 2/4/2005) – politico, deputato all'Assemblea Regionale Siciliana per il Movimento Sociale Italiano dal 1951 al 1971. Sindaco di Nissoria dal 1968 al 1989; deputato alla Camera dal 1972 al 1976; deputato europeo dal 1979 al 1989; zio di Pietrangelo. PIETRANGELO BUTTAFUOCO (Catania 2/9/1963) – studi in filosofia, giornalista e scrittore, ha collaborato con il Secolo d'Italia, Il Giornale, Il Foglio di Giuliano Ferrara, Panorama, Repubblica. Dal 2015 scrive per il Foglio Quotidiano e, dal 2019, collabora con Il Quotidiano del Sud. Scrittore di successo, ha pubblicato numerosi saggi e romanzi, fra cui: “Le uova del drago” (2015),  “L'ultima del diavolo” (2008), “Fimmini”(2009), “Il lupo e la luna”(2011), ed altri.). Nel 2020 ha vinto il premio letterario La Tore – Isola d’Elba. STEFANO BUTTAFUOCO (Catania 2/9/1958), giornalista professionista della Rai, laureato in Economia e Commercio alla Luiss con master presso la John Cabot University, ha iniziato la sua carriera come corrispondente dell’emittente americana Espn. Legato al mondo dello sport, calcio e boxe in particolare, ha collaborato con numerose teste giornalistiche. Da diversi anni lavora in Rai come inviato e come autore di format. È autore di un romanzo autobiografico “Il bambino 23 - La Storia e i sogni di Brando” che parte dalla malattia del figlio affetto da una sindrome genetica rara.

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