Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi: Baudo, Ternullo, Melodia, Lazzaro

L'origine dei cognomi: Baudo, Ternullo, Melodia, Lazzaro

di Francesco Miranda

Baudo

(come Giuseppe (Pippo) Baudo, noto conduttore televisivo)
La base di questo cognome è il nome personale Baldo documentato fra XI e XII secolo; secondo il De Felice potrebbe trattarsi o di un ipocoristico, cioè di una forma abbreviata, di nomi come Ubaldo, Tebaldo, Rambaldo, ecc., o di nome formatosi per apocope, cioè per caduta di un secondo elemento come nel caso di Baldovino. Etimologicamente Baldo è l'adattamento dell'aggettivo germanico Baltha che significa “audace, coraggioso” Il nome è documentato come autonomo in Italia già nel IX secolo nella forma longobarda Paldus o, dal 948, nella tradizione francone Baldus. Il cognome è diffuso in circa 150 comuni italiani delle regioni Sicilia, Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e, poi, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Puglia. In Sicilia è presente in tutte le province, in prevalenza nel catanese (Misterbianco, Catania, Scordia, Belpasso, Gravina di Catania, San Giovanni La Punta, Palagonia, Militello Val di Catania, Aci Castello, Mascali, Paternò, ecc.), nel messinese (Ficarra, Messina, Brolo, Cesarò, Milazzo, ecc.), nel palermitano (Misilmeri, Altavilla Milicia, Altofonte, Monreale, ecc.), nell’ennese (Troina, Regalbuto, Nicosia, ecc.), nel trapanese (Trapani, Erice ecc.), nel siracusano (Augusta, Lentini, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Tracce di questa cognominizzazione si trovano in una pergamena del 1110 dove viene citato un Radulfus Baudus che teneva un “feudo molendini”. GIUSEPPE (PIPPO) BAUDO (all'anagrafe Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, nato in Militello Val di Catania il 7 giugno 1936). Noto conduttore televisivo in attività dal 1959. Insieme a Raimondo Vianello, Mike Bongiorno, Corrado Mantoni ed Enzo Tortora è considerato uno dei padri fondatori della televisione italiana. Pippo Baudo detiene il record di conduzione del Festival di Sanremo avendolo presentato 13 volte (l'ultima volta nel 2008). È stato un bravo talent scout del mondo dello spettacolo, scoprendo, tra gli altri, i seguenti artisti: Grillo, Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia. LUCA BAUDO, pittore, menzionato per la prima volta in Liguria in documenti del 1481: la sua nascita è situata probabilmente a Novara fra il 1460 e il 1465, la sua morte fra il 1509 e il 1510. Firmato e datato 1493 è il “Presepio” già nell’oratorio di Torre Cambiaso a Pra’ di Genova) ed ora nella galleria del Palazzo Bianco. Le sue maggiori opere sono state eseguite fra il 1493 e il 1503: una di esse, la “Natività” del 1493 è oggi conservata nel Museo di Sant’Agostino; dal 1497 è la pala d’altare “Sant’Agostino in trono fra Santa Monica e Sant’Ambrogio” della chiesa di San Teodoro e la “Presentazione del Bambino al tempio”, oggi al Museo di Le Mans. Fra il 1500 e il 1503 il pittore risulta impegnato a Genova con due dipinti, una Madonna del Rosario, per la chiesa di San Domenico e una Madonna tra i santi Apollonia e Gerolamo, Chiara e Gottardo. Dal 1498 al 1500 Luca Baudo ricoprì la carica di console dell’Arte dei pittori ed ebbe numerosi committenti e risulta citato in numerosi documenti di commissione.

Ternullo

(come Daniela Ternullo, deputata all’Assemblea regionale siciliana)
Ternullo deriva da “tirinnuddu”, termine di origine linguistica siciliana che ha il significato di “parto trigemino, trigemellare; tirinnuddu è detto ciascuno dei nati da tale parto: da qui il soprannome del capostipite, in seguito cognominizzato. È un cognome raro diffuso soprattutto in Sicilia, nel catanese (Catania, Misterbianco, Aci Catena, Santa Venerina, Acireale), nel messinese (Messina), nel palermitano (Palermo), nel ragusano (Scicli), nel siracusano (Augusta, Melilli, Pachino, Lentini). Alcune famiglie Ternullo sono attestate in Piemonte, Lombardia, Lazio, Sardegna, Toscana, Campania, Liguria, Veneto, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. MAURIZIO TERNULLO (Augusta 1947), laureato in fisica e chimica, ha lavorato per diversi anni a Torino, reparto ricerca e sviluppo della Fiat. Riciclatosi come astronomo, a Catania ha studiato il ciclo di attività solare e la geometria dell’ellisse; ha lavorato presso l’Osservatorio astrofisico di Catania. Ha scritto versi traendo ispirazione dalle dichiarazioni della Gelmini sulla inferiorità degli insegnanti meridionali e di Brunetta sugli statali “fannulloni”. Ha pubblicato “Versacci di un fannullone”, Youcanprint, 2015/2018. DANIELA TERNULLO (Siracusa 9/5/1975) deputata regionale eletta nella lista “Popolari e autonomisti Musumeci presidente: già vice sindaca di Melilli, è stata nominata all’Ars una prima volta nel 2019 (aprile/luglio) supplente al posto del deputato Giuseppe Gennuso, sospeso dal Consiglio dei Ministri in applicazione della legge Severino, ritornata sugli scranni di Sala d’Ercole nel maggio scorso, sempre in sostituzione di Gennuso, ancora una volta allontanato dall’Ars in applicazione della legge Severino. Daniela Ternullo ha riassunto le cariche di componente della Commissione III – Attività produttive, della commissione “Esame delle attività dell’Unione Europea” e della commissione speciale d’inchiesta sui fenomeni del randagismo in Sicilia. Recentemente l’onorevole Ternullo ha aderito al Gruppo regionale “Forza Italia”. AMEDEO TERNULLO (Salerno 1959), pittore, ceramista, predilige un genere pittorico di grande tradizione, specie nel XIX secolo, cioè quello degli “interni” riproposti secondo una visione contemporanea. È stato a bottega del maestro Mario Carotenuto presso cui ha maturato una più profonda e attenta visione della realtà che ci circonda. Insegnante di educazione artistica nelle scuole medie, ha partecipato a numerose collettive e personali nell’ambito della provincia in cui vive; ha insegnato ceramica e ha tenuto corsi pluriennali di disegno e pittura presso il suo studio anche in collaborazione con il suo maestro Carotenuto. Ha realizzato scenografie per vari gruppi teatrali; vive e lavora a Salerno.

Melodia

(come Giovanni Melodia, giornalista, superstite di Dachau)
Melodia deriva probabilmente da nomi e soprannomi originati dal tardo latino “melodia”, proveniente da un termini del greco antico, il tutto riferito forse a capostipiti cantanti o musici. Il cognome ha il ceppo principale in Sicilia, nel palermitano (Palermo, Capaci, Carini, Isola delle Femmine, Altofonte, Monreale, Bolognetta, Trabia, Altavilla Milicia, Termini Imerese), nel ragusano (Vittoria, Ragusa), nel trapanese (Alcamo, Partanna), nell’agrigentino (Licata, Favara), nel nisseno (Gela), nel messinese (Letojanni); ceppi meno consistenti si trovano in Lazio, Lombardia, Puglia, Veneto, Basilicata, Piemonte, Emilia-Romagna, Campania, Toscana, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Melodia è famiglia di origine portoghese da oltre sette secoli stabilitasi ad Altamura dove un Giovanni è menzionato sin dal 1283. Nel 1590 Franchino fu investito del feudo e del titolo di barone di San Pietro in Melicozza. Nel 1748 Mario junior, generale nella battaglia di Velletri (1744), ebbe da Carlo di Borbone, il feudo e il titolo di Camporeale in Abruzzo, rinnovato con regie patenti del 1912 e del 1924. NICOLA MELODIA (1849/1929) segretario particolare di Camillo Benso di Cavour, fui ministro del Regno d’Italia, senatore del Regno, ex vice presidente del Senato, deputato al Parlamento, cavaliere di Gran croce, del Gran Cordone dei Santi Maurizio e Lazzaro, della Corona d’Italia, tenente colonnello di Fanteria del regio Esercito. MELODIA TOMMASO (Altamura 31/10/1802 – Altamura 3/12/1888, politico, senatore e deputato del Regno d’Italia; fu sindaco di Altamura dal 1867 al 1869, colonnello della Guardia Nazionale di Altamura e Corato, presidente della Banca Mutua Popolare Cooperativa di Altamura, commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. GIOVANNI MELODIA (Messina 8/1/1915 – Roma 2003), stenografo e giornalista, superstite di Dachau. Condannato dal Tribunale Speciale Fascista nel 1940, dopo la caduta del fascismo venne consegnato ai tedeschi che lo portarono a Dachau dove rimase per 21 mesi. Dopo la Liberazione diventò il leader e il presidente del Comitato degli Italiani in Dachau: il Comitato si occupò della creazione dell’ospedale italiano, della redazione dell’elenco ufficiale dei morti e dei sopravvissuti italiani e dell’organizzazione dei rimpatri. Giovanni Melodia, insieme ad alcuni compagni di prigionia, pubblicò diversi numeri di un bollettino “Gli Italiani in Dachau”. Autore di diversi libri sulla deportazione, è stato a lungo segretario generale dell’Aned, l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti). GIUSEPPE MELODIA (Noto 1808/1884), laureato in medicina, lavorò come medico a bordo di una nave che lo portò in giro per tutto il Mediterraneo. Dopo alcuni anni ritornò a Noto e, lasciata l’attività di medico, si dedicò all’insegnamento; fondò una scuola privata aprendola ai settori più emarginati della città, scrisse libri per i suoi alunni, bambini e adolescenti, e per adulti. Dopo l’Unità d’Italia ricoprì il ruolo di provveditore agli studi in varie province meridionali. Ricevette parecchie onorificenze per i suoi scritti pedagogici.

Lazzaro

(come Domenico (Mimì) Maria Lazzaro, pittore, scultore, scrittore, poeta catanese)
Alla base del cognome è il nome Lazzaro, di tradizione evangelica (è il nome della parabola del ricco epulone e del Lazzaro di Betania, fratello di Maria e Marta, resuscitato da Gesù). Il nome risale, attraverso l’adattamento latino Lazarus e greco Lázaros all’aramaico La’ zār (da La, Dio e azara, aiutato: aiutato da Dio), corrispondente all’ebraico “El’āzar”, formato da “El”, (cioè Elōhīm), Dio e” āzar”, aiutare: colui che è assistito da Dio (riferito ad un figlio atteso e desiderato). Lazzaro ha come varianti Lazzeri, Lazzero e come alterati e derivati Lazzarelli, Lazzaretti, Lazzeretti, Lazzarini, ecc. In alcuni casi Lazzaro potrebbe derivare da un toponimo come Lazzaro di Reggio Calabria, Borgo San Lazzaro di Salerno, San Lazzaro di Parma e di Vicenza. Il cognome Lazzaro ha il ceppo più consistente in Veneto, seguono, poi Sicilia, Calabria, Lombardia, Puglia, Piemonte, Lazio, Campania Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, ecc. In Sicilia è diffuso nel messinese (Capo d’Orlando, Messina, Capri Leone, Milazzo, Lipari, Naso, Giardini Naxos, San Fratello, Santo Stefano di Camastra, Rometta, Tortorici, Barcellona Pozzo di Gotto, San Filippo del Mela, Torrenova, ecc.) nel catanese (Adrano, Bronte, Catania, Vizzini, Randazzo, Aci Sant’Antonio, Pedara, Misterbianco, Aci Castello, Paternò, Fiumefreddo di Sicilia, Maniace, Tremestieri Etneo, ecc.), nel ragusano (Vittoria, Ispica; Ragusa, ecc.), nel palermitano (Palermo, Misilmeri, ecc.), nel siracusano (Lentini, Siracusa, Francofonte, Augusta, ecc.), nell’agrigentino (Ravanusa, Porto Empedocle, Grotte, Agrigento, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Nella Bibbia il nome Lazzaro è portato oltre che al fratello di Marta e Maria di Betania, resuscitato da Gesù, anche dal mendicante Lazzaro, protagonista di una parabola raccontata da Gesù, da cui prendono il nome i “lazzaretti”, luoghi di confinamento e di isolamento per portatori di malattie contagiose come la lebbra e la peste. Nel Medioevo “lazzaro” indicava una persona povera o disagiata; specialmente in lingua spagnola; con lo stesso termine a Napoli e nel napoletano venivano indicati i poveri. A questa etimologia risale la parola italiana “lazzarone” che ha un’accezione diversa: indica il mariuolo, il ladruncolo. MIMI’ MARIA LAZZARO (Catania 19/1/1905 – Catania 16/3/1968), pittore, scultore, scrittore, poeta. Genio multiforme scolpì e dipinse aderendo alla corrente del “futurismo”, scrisse e poetò. La sua prima mostra personale fu organizzata a Messina nel 1926; seguì poi una serie di partecipazioni che culminò nella Biennale di Venezia e nella Quadriennale di Roma. Insegnò a Napoli e a Catania dove, insieme ad altri artisti, costituì l’Istituto d’Arte. Sue opere si trovano a Catania, Enna, Messina e altre città siciliane. Nel 1957 realizzò in collaborazione con un suo allievo, Domenico Tudisco, i quattro candelabri bronzei di piazza Università e la statua della Giustizia, anch’essa in bronzo, posta all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Catania. GIUSEPPE LAZZARO DANZUSO (Catania 1958), giornalista, scrittore, regista. Ha scritto inizialmente per “Espresso Sera”, poi ha lavorato con “Antenna Sicilia” e con il quotidiano “La Sicilia”, poi è passato all’ANSA. Ha scritto numerosi libri sulla Sicilia. Da regista ha realizzato più di venti documentari, ha scritto anche per il teatro. GIUSEPPE LAZZARO (Napoli 6/4/1825 – Roma 20/3/1910), docente di scuole superiori, pubblicista, deputato alla Camera del Regno d’Italia dalla VIII alla XXII Legislatura.

 
 

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