Sabato, 31 Luglio 2021
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Abbagnato, Orcel, Motta e Alongi

Eleonora Abbagnato

L'origine dei cognomi Abbagnato, Orcel, Motta e Alongi:

Abbagnato

(come Eleonora Abbagnato, ballerina)

L’origine di questo cognome va ricercata nel nome medioevale Abbagnato (variante di Bagnato), da intendere probabilmente come “battezzato”, cioè purificato con l’acqua santa. I due verbi “bagnare” e “battezzare” nel latino medioevale avevano esatta corrispondenza: battezzare, proveniente dal greco baptizen, con il significato di bagnare, in quanto voce di origine straniera, veniva utilizzato come voce dotta di bagnare. Etimologicamente “abbagnare” nasce da una forma arcaica e dialettale di “bagnare”, con l’aggiunta del prefisso a- (dal latino ad) che indica avvicinamento o tendenza verso qualcosa (come a-compagnare, a-correre, a-costare, ecc.). Abbagnato sarebbe allora una cognominizzazione di un nome personale del capostipite o di suo soprannome. Il cognome è poco diffuso, in Sicilia è presente nel palermitano (Palermo, Cerda), nel messinese (Milazzo), nel siracusano (Augusta), nel trapanese (Mazara del Vallo); con   piccoli nuclei è presente anche in Lombardia, Calabria, Campania, Puglia, ecc. 

Riferimenti storici e personaggi. Eleonora Abbagnato (Palermo 30/6/1978), ballerina e attrice, dal 2013 al 2021 è stata una ètoile all’Opera Garnier di Parigi: è sposata con il calciatore della Roma Federico Balzaretti. Inizia la sua carriera di ballerina a soli 11 anni partecipando ad una trasmissione televisiva di Pippo Baudo. Poi studia danza in Francia, nel 1997 si diploma ed entra nel corpo di ballo dell’Opéra di Parigi: Coriphée nel 1999, Sujet nel 2000, Première Danzeuse nel 2001, Étoile dal 28/3/2013: la sua carriera è un crescendo. Nel 2007 è attrice nel film di Ficarra e Picone “Il 7 e l’8”, nello stesso anno partecipa alla trasmissione di Rai Uno “Ballando con le stelle” di Milly Carlucci. Nel 2009 affianca Paolo Bonolis nella conduzione della seconda serata del Festival di Sanremo; nel 2012 posa per il fotografo Massimo Gatti nel libro dedicato a lei, di Skina editore; nel febbraio 2013 è membro della giuria di qualità nella 63^ edizione del Festival di Sanremo; nel maggio 2013 è caposquadra dei “blu” nel programma “Amici” di Maria De Filippi, in sostituzione di Miguel Bosè. Dal 2015 è direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma. Alcuni giorni fa ha dato il suo addio all’Opéra di Parigi.

Giovanni Abbagnato (Palermo 1957), giornalista, scrittore, ex sindacalista, con esperienza in movimenti politici di base e nell’associazionismo socio-culturale ed antimafioso. Cultore di storia, ha pubblicato, fra l’altro, un libro dedicato al sindacalista Giovanni Orcel, assassinato a Palermo nel 1920, e altri saggi su movimenti di lotta in varie epoche ed esperienze di impegno civile. È stato collaboratore di varie testate giornalistiche, tra le quali “I Siciliani-giovani”, “A Sud’Europa” e “La Repubblica di Palermo”.

Orcel

(come Giovanni Orcel, vittima della mafia, assassinato a Palermo nel 1920)

Orcel, quasi scomparso, è un cognome di origine francese; si tratta di una forma ipocoristica del nome francese Ours, equivalente al sostantivo italiano “orso” . Il cognome sopravvive in pochissimi comuni italiani: in Piemonte (Torino, Bardonecchia), in Toscana, nel Lazio (Roma).

Riferimenti storici e personaggi. Giovanni Orcel (Palermo 25/12/1887 – 14/10/1920), tipografo compositore, dirigente sindacalista, socialista; fu protagonista delle battaglie in difesa del mondo del lavoro. Rivolse gran parte del suo impegno a fianco dei lavoratori dei Cantieri Navali per l’ottenimento delle commesse, nella lotta contro i mafiosi e contro lo sfruttamento degli operai. Fu promotore, assieme a Nicolò Alongi, del collegamento fra mondo operaio e mondo contadino. Orcel capì che l’unione fra operai, contadini e braccianti, può cambiare le condizioni di tutti, non solo dei metalmeccanici. Fu pugnalato al fianco da un sicario all’angolo fra corso Vittorio Emanuele e via Collegio del Giusino, a Palermo. Era la sera del 14 ottobre 1920, fu ucciso per ordine di Sisì Gristina, capo-mandamento di Prizzi; riposa nel Cimitero dei Cappuccini di Palermo. A lui è intitolata la piazza davanti all’ingresso dei Cantieri Navali.

Andrea Orcel (Roma 14/5/1963), banchiere, attuale amministratore delegato del Gruppo Unicredit. Laureatosi nel 1986 in economia e commercio, ha conseguito un Mba (Master in Business Administration) presso l’Insead (Institut Européen d’Administration des Affaires) in Francia. Nel 1992 viene chiamato dalla Merril Lynch, banca d’investimento di New York, e lì resta per 20 anni scalando tutte le posizioni fino a diventare nel 2009 presidente esecutivo dell’Investiment Bank. La funzione dell’Investiment bank è quella di collegare, per il tramite dei mercati finanziari, i risparmiatori (privati e istituzioni) con le imprese che necessitano di risorse per finanziare i loro investimenti. Nel 2012 approda nel gruppo bancario svizzero UBS, che ha sede a Zurigo e Basilea: dopo essere diventato membro del Comitato esecutivo, da novembre 2014 fino a settembre 2019, ha ricoperto il ruolo di co-Ceo (Chief executive officer, acronimo usato negli Usa per indicare chi ha responsabilità più alta all’interno di una società) anche qui dell’Investment Bank. Dal 2019 è stato nuovo Ceo del Santander, prima banca spagnola dell’Eurozona. Nel Gruppo Unicredit Andrea Orcel ha sostituito nell’aprile scorso Jean Pierre Mustier. Il fratello di Andrea, Riccardo Orcel, è vice amministratore delegato della banca russa Vtb Capital Plc. Gian Giuseppe Orcel è stato un libraio ed editore francese con sede a Palermo, nella seconda metà del secolo XVIII. Il suo più grande risultato cartografico fu la pubblicazione di un’enorme carta murale dell’Italia basata sul manoscritto originale del 1720 dell’ufficiale e geometra austriaco Samuel Graf von Schmettau. La sua carta, ampliata e rivista su una scala molto più ampia della pubblicazione di Schmettau del 1723, fu la più bella e più grande mappa della Sicilia mai pubblicata.

Motta

(come Carmelo Motta, deputato regionale per due legislature, VII e VIII)

Motta deriva dai vari toponimi sparsi in tutta la penisola (Motta Sant’Anastasia, Ct, Motta Camastra e Motta d’Affermo, Me, Motta Montecorvino, Fg, Motta Deconti, Vercelli, Motta San Damiano, Pv, Motta Visconti, Mi) legati al vocabolo latino “mota” che significa terrapieno, montagnola, poggio, collinetta, elevazione di terreno. Il cognome è ampiamente diffuso a Nord (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, ecc. e al Sud (Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, ecc.) e in altre regioni del Centro Italia.
In Sicilia è molto diffuso nel catanese (in 42 comuni su 58 della provincia, fra cui Catania, Belpasso, Misterbianco, Paternò, Biancavilla, San Giovanni La Punta, Ramacca, Aci Catena, Tremestieri Etneo, Palagonia, Motta Sant’Anastasia, ecc.), nel siracusano (in 16 comuni su 21 della provincia, fra cui Siracusa, Sortino, Canicattini Bagni, Priolo Gargallo, Solarino, Noto, Lentini, ecc.), nel messinese (Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Castroreale, Pace del Mela, Capo d’Orlando, ecc.), nel ragusano (Vittoria, Ragusa, Ispica, Pozzallo, Scicli, Comiso, ecc.), nel palermitano (Sciara, Bagheria, Misilmeri, Caccamo, ecc.). Nota in Sicilia, ma meno diffusa, la variante La Motta.

Riferimenti storici e personaggi. La Motta fu nobile famiglia di Nicosia dal XV secolo; ebbe dimora a Nicosia e Palermo ed ebbe il titolo di barone di San Silvestro, di Salinella, e di nobile dei baroni. La famiglia risulta iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. GIiovanni Motta (Verona 1971), pittore e scultore. Le sue opere partono dalla ricerca e dallo sviluppo del ricordo di momenti legati all’infanzia. Il suo è un alfabeto contemporaneo contaminato dalla cultura nipponica, dallo stile cartoon e da cartelle colori vivaci rigorosamente impiegate a tinte piatte. I suoi dipinti sono il frutto di un’elaborata e complessa tecnica pittorica dove lo studio del colore e della forma sono protagonisti assoluti. Francesco Motta (Pisa 10/10/1986), cantante e musicista. Nel 2016 con il suo fortunato album “La fine dei vent’anni” conquista la Targa Tenco come migliore “Opera prima” e il suo secondo album, nel 2018, gli vale la seconda Targa Tenco. Nel 2019 partecipa al festival di Sanremo con il brano “Dov’è l’Italia”, vincendo la serata del duetto insieme a Nada. Il profilo instagram di Motta è molto attivo; i suoi post hanno come protagoniste i suoi grandi amori: la musica e la moglie, Carolina Crescentini.

Carmelo Motta (Barcellona Pozzo di Gotto 29/12/1938), deputato regionale nella VII e VIII legislatura, iscritto al gruppo Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (Psiup). È stato segretario provinciale di Palermo, membro del Comitato centrale e della Direzione del PSIUP. Carmen Motta (Parma 6/4/1952); laurea in lettere e filosofia, deputata della Repubblica Italiana dalla XIV alla XVI legislatura, iscritta al Gruppo PD (Partito Democratico). Dal 2019 è presidente del Consiglio direttivo dell’Isrec (Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea). Giacinto Motta (Mortara 5/4/1870 – Orta San Giulio 12/12/1943), ingegnere, dirigente d’azienda, accademico e politico. Fu docente di Tecnologie elettriche al Regio Istituto Superiore (poi Politecnico di Milano); fu presidente della Fondazione politecnica italiana, presidente della società Edison, della società Imprese Elettriche Liguri, della Società Elettrica Bresciana, della società Dinamo. Fu deputato del Regno d’Italia dalla XVII alla XXIX legislatura (1924/1939); nel 1940 fu nominato conte da papa Pio XII; nel 1943 fu nominato senatore del Regno ma la nomina non fu formalizzata perché Giacinto Motta morì in quell’anno.

Alongi

(come Nicola Alongi, sindacalista, vittima della mafia)


Alongi, come le sue varianti Alonge, Alonci, nasce da una modificazione del cognome spagnolo Alongio o dalla sua forma provenzale Alonge, ma potrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Alonso, anch’esso di origine spagnola, forma popolare e ormai quasi esclusiva di Alfonso; altre varianti sono Alonzo, Alonzi, D’Alonzo. Il cognome Alongi è presente in tutta la Sicilia con ceppi più consistenti nel palermitano (Palermo, Villabate, Prizzi, Monreale, Caccamo, Cefalà Diana, Ventimiglia di Sicilia, Trabia, Gangi, Campofelice di Fitalia, Bagheria, ecc.), nell’agrigentino (Aragona, Favara, Agrigento, San Giovanni Gemini, Naro, Menfi, Campobello di Licata, Porto Empedocle, Licata, Racalmuto, ecc.), nel nisseno (Sutera, Sommatino, Caltanissetta, Santa Caterina Villarmosa, San Cataldo, ecc.), nel catanese (Adrano, Catania, Biancavilla, Misterbianco, Caltagirone, ecc.), nel trapanese (San Vito Lo Capo, Erice, Trapani, Marsala, ecc.), nel siracusano (Avola, Siracusa, Francofonte, Pachino, ecc.) ; con ceppi meno consistenti è presente anche in quasi tutte le altre regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Campania, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Alonso è presente in Sicilia dal 1500; in una lettera del 1548 viene citato un Alonsum de Madrigal, frate dell’ordine dei Gerosolomitani e precettore a Marsala e Corleone. Alonge/Alongi è una delle più antiche famiglie di Favara (Ag), presente in quella località fin dalla prima metà del 1500: la forma italianizzata Alonge e quella dialettizzata Alongi provengono dallo stesso ceppo racalmutese e agrigentino. Pietro Alongi (Ventimiglia di Sicilia 18/11/1962), politico, deputato regionale della XVI legislatura, eletto nella lista “Il Popolo della Libertà – Musumeci presidente”. È stato vice presidente della IV Commissione “Ambiente e territorio, segretario del Gruppo parlamentare “Nuovo Centro Destra”, componente della Commissione di “Inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia” e della III Commissione “Attività produttive”. Nicola Alongi (Ventimiglia di Sicilia 22/1/1863- 29/2/1920); sindacalista, dirigente del movimento contadino prizzese dai Fasci Siciliani (sviluppatosi in Sicilia dal 1889 al 1894), fino al Biennio Rosso (1919/1920), periodo caratterizzato da una serie di lotte operaie e contadine culminato con l’occupazione delle fabbriche nel settembre del 1920. Nel primo dopoguerra, Nicolò Alongi, insieme a Giovanni Orcel, realizzò quell’unità di classe fra operai e contadini teorizzata da Antonio Gramsci. La mafia agraria locale e i suoi amici politici decisero di eliminarlo uccidendolo a colpi di fucile in una strada di Prizzi, a pochi passi dalla sede della sua “Lega di miglioramento” dove stava recandosi per presiedere una riunione.

Giuseppina Alongi (Catania 1962), professoressa associata di Botanica Ambientale e Applicata; svolge attività accademica e scientifica presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali e di Biologia Vegetale dell’Università di Catania. Le sue numerose pubblicazioni sono contenute in importanti riviste italiane ed internazionali e riguardano atti di convegni, articoli, contributi in volume, poster, monografie e trattati scientifici vari. Filippo Alongi (nato a Trieste, da padre di Menfi e madre di Ribera, il 13/10/1976), radioterapista oncologico, dirige l’Unità Operativa Complessa di Radioterapia oncologica all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, a Verona e, dal 2017, insegna come professore associato all’università di Brescia, nella Facoltà di medicina. È autore di diversi capitoli di libri, di più di 150 pubblicazioni di Radioterapia Oncologica.

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