Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi Lorefice, Fisicaro, Caminiti e Matranga

L'arcivescovo Lorefice

Lorefice

(come Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo)
Lorefice è cognome agentis o epanghelmatico, cioè significante mestiere; proviene dal latino "aurifex", termine con cui si indicava chi lavorava i metalli più preziosi, l’oro, l’argento, il platino: è detto oggi anche orafo o gioielliere. Il cognome deriva da un iniziale “l’orefice”, in cui risulta agglutinata (cioè congiunta, con il nome) la “L” dell’articolo determinativo. Si tratta, dunque, della cognominizzazione del nome dell’attività svolta dai capostipiti. Il cognome è presente in molte regioni italiane, Sicilia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Sardegna, Abruzzo, Lazio, ecc., ma il ceppo più consistente si trova in Sicilia, in particolare nel siracusano (Rosolini, Siracusa, Pachino, Noto, ecc.), nel ragusano (Ispica, Modica, Scicli, Vittoria, ecc.), nel catanese (Catania, Acireale, Mascalucia, ecc.), nel messinese (Messina, Milazzo, Santa Teresa di Riva, ecc.), nel trapanese (Trapani, Erice, Paceco, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Il cognome Lorefice, e varianti, era uno dei più diffusi nella giudaica palermitana. Lorefice o Laurefice è antica e nobile famiglia di Modica che vanta di essere ascritta ad uno dei sedili di Napoli. Possedette le baronie di Condrò, Corulla, Passanitello, Piano del Pozzo o Poggio Diamante e Acqua del Golfo ed il diritto di mezzograno sopra l’ufficio di portulanotto della città di Sciacca. (cfr. Nobiliario di Sicilia di A. Mango di Casalgerardo). La famiglia era originaria di Napoli e vanta come primo ceppo un Gaetano Lorefice, valoroso guerriero ai servizi di papa Gregorio VII (1070). Un Sigismondo e un Berengario, cavaliere gerosolominato, fratelli, portarono la famiglia in Sicilia ove si diffuse in Modica, Palermo, Siracusa, Sciacca, Trapani Monte Erice. MARIALUCIA LOREFICE (nata a Modica l’8/7/1980 ma residente ad Ispica), parlamentare nazionale del Movimento Cinque Stelle; è componente della XII Commissione – Affari sociali e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione. Laureanda in lettere moderne, è attivista del M5S dal 2012: ha esperienze di impegno nel volontariato a favore dei bambini di famiglie disagiate. FEDERICO LOREFICE (Milano 22/11/1977), gastronomo, imprenditore, scrittore. E’ stato il “più giovane imprenditore d’Europa” con la sua attività di catering: fra la sua clientela vanta nomi prestigiosi della moda e della cultura e ha organizzato eventi anche per i principi di Monaco. Ha partecipato a molti programmi televisivi ed è consulente e contributor di alcuni periodici di gastronomia del Gruppo Arnaldo Mondadori Editore, della rivista “Cotto e mangiato” di Conte editore e dell’omonimo programma televisivo “Studio Aperto” di Italia 1. Attualmente dirige il “Congusto Gourmet Institute, scuola di formazione culinaria di Milano, Centro da lui fondato nel 2003, salotto milanese dedicato a corsi di cucina e decorazione della tavola per adulti e bambini. CORRADO LOREFICE (Ispica 12/10/1962), arcivescovo metropolita di Palermo, nominato da Papa Francesco nell’ottobre del 2015; succede al cardinale Paolo Romeo, dimessosi per raggiunti limiti di età. Nominato presbitero nel 1986, ha insegnato all’Istituto superiore di Scienze religiose di Siracusa e allo Studio teologico San Paolo di Catania. Nel 2010 era stato arciprete del Duomo di San Pietro a Modica e vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Noto. È stato relatore in numerosi convegni teologici e pastorali e ha pubblicato vari articoli in riviste scientifiche e di testi teologici e pastorali, con un’attenzione particolare ai giovani, ai poveri e al Concilio Vaticano II.

Fisicaro

(come Rosario Fisicaro – padre Domenico, cappuccino, predicatore, insegnante, scrittore)
Fisicaro ha origine linguistica latina: nella Roma repubblicana il physicarius era una delle più importanti figure curanti, specialista di medicina interna; il cognome probabilmente deriva dall’attività del capostipite. E' di origine siciliana e tipico del siracusano: è diffuso in più di 100 comuni di varie regioni italiane: Sicilia, Lombardia, Toscana, Veneto, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Friuli, ecc. In Sicilia è noto oltre che nel siracusano Lentini, Ferla, Carlentini, Siracusa, Floridia, Francofonte, Melilli, Buscemi, ecc.), anche nel catanese (Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, San Gregorio di Catania, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, Mascali, ecc.), nell’ennese (Agira, Regalbuto, Centuripe, Troina, Piazza Armerina, ecc.), nel trapanese, nel messinese, nel palermitano).

Riferimenti storici e personaggi - Una famiglia Fisicaro godette di nobiltà in monte San Giuliano e Trapani; nel 1741 ebbe il titolo di barone di Cuddia Balati e Risalfi, con Marcello Fisicaro che nel 1759 ebbe parere favorevole per la nomina a conte e marchese di Santa Severina. La famiglia risulta iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. ROSARIO FISICARO (Padre Domenico) – (Troina 17/12/1871 – Troina 214/11/1945), cappuccino, insegnante, predicatore, scrittore. Giovanissimo sostenne e superò il concorso di lettore per la Filosofia e la Teologia. Si dedicò con trasporto alla predicazione: predicò più di trenta quaresime in vari paesi della Sicilia e due mesi di maggio a Roma. P. Domenico, sin da giovane, manifestò attitudini particolari e grande abilità nel governo della Provincia. Ad appena 32 anni, con decreto generalizio, fu nominato ministro provinciale. Nei lunghi anni del suo Provincialato promosse la formazione e la preparazione culturale dei giovani, incoraggiò l’apertura missionaria della Provincia, già presente nella Missione di Candia. Dopo il terremoto del 1908, si prodigò per la ricostruzione del convento di Messina; istituì il Collegetto a Bronte, anticipazione di quello che poi sarà il seminario di Randazzo, per accogliere i ragazzi. Visitò la Custodia di Minas Gerais, in Brasile, ove si fermò per cinque mesi, prestò molta attenzione al Convento patrio di Troina, che fu oggetto della sua cura e della sua attenzione e affrontando i lavori materiali, arricchì la Biblioteca, la Chiesa, ecc.   Rivendicò, tramite l’opuscolo critico-polemico  “Sul diritto di priorità d’origine tra le due Province dei FF.MM. Cappuccini di Messina e Palermo”, Messina 1914, il primato di Messina come primo convento Cappuccino della Sicilia.

Caminiti

(come Vladimiro Caminiti, giornalista sportivo, scrittore, poeta)
Caminiti dovrebbe derivare da forme etniche riferite al paese di Camini, nel reggino, il cui toponimo dovrebbe rifarsi al termine greco-arcaico kaminion dal significato di “fornace”; potrebbe rifarsi, inoltre, a soprannomi di mestiere legati al grecanico "cominetes" (piccola fornace). Tutto sembrerebbe filare liscio se non fosse che, come qualcuno obietta, l’etnico di Camini sarebbe “Caminesi” e non Caminiti, cognome, quest’ultimo assente, fra l’altro, a Camini. Caminiti deriverebbe, invece da Campo (Calabro), fino al 1950 frazione di Villa San Giovanni. Campo è dominato dalla fortezza di Matiniti, che sorge sopra in una zona deserta, proprio quasi all’imbocco dello Stretto, per cui, venendo ad esaminare il cognome Caminiti, risulterebbe, questo, composto da CAMPI MATINITI dove ci sarebbe la caduta di “pi” dal termine Campi e la caduta di “mat” da Matiniti = Cam(pi) (Mat)initi. Il cognome, tipico della Calabria, è diffuso soprattutto nella zona dello Stretto, nel reggino, nel catanzarese, nel cosentino, nel messinese (Messina, Santa Teresa Riva, Roccalumera, Furci Siculo, Mandanici, Taormina, Pagliara, Nizza di Sicilia, ecc.); in Sicilia è, inoltre diffuso nel catanese (Catania, Calatabiano, Giarre, Paternò, Fiumefreddo di Sicilia, San Pietro Clarenza, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Palazzolo Acreide, Melilli, Avola, ecc.), nel palermitano (Palermo, Bagheria, Cinisi), nell’ennese (Valguarnera Caropepe, Piazza Armerina), nel ragusano. Famiglie Caminiti sono attestate nel Lazio, in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Campania, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Dai documenti trovati nell’Archivio di stato civile di Ustica si legge che il capostipite fosse un certo marinaio proveniente dalla Spagna, di nome Joachin Caminito, nato nel 1786 e successivamente sposato con una donna di Ustica ed ivi morto nel 1883. Fra i personaggi: VLADIMIRO CAMINITI (Palermo 31/5/1932 – Torino 5/9/1993) giornalista, scrittore, poeta, grande firma del giornalismo sportivo. Scriveva soprattutto di calcio, poco di ciclismo. Numerosi i libri da lui pubblicati: “Il pallone d’oro”, “Il romanzo del calcio italiano”, “Olimpiadi senza mito”, “Divi in poltrona”, “Juventus Juventus”, e una biografia del padre. Iniziò a scrivere a “L’Ora”, a 18 anni, poi passò alla redazione palermitana del “Popolo”, infine venne chiamato a Torino, a “Tuttosport”, dove lavorò per circa 30 anni, fino alla morte avvenuta a 61 anni di età. CARMELO CAMINITI (Santa Teresa di Riva 13/05/1901 – 31/1/1956). Laureatosi in Ingegneria Elettrotecnica al Politecnico di Torino, iniziò la sua carriera presso la Società Idroelettrica Piemontese. Successivamente il presidente della Società Elettrica Lombarda lo volle nella sua società a Milano. Ritornato in Sicilia, ottenne la nomina di direttore generale di tutte le costruzioni elettriche in Sicilia. L’ultimo suo grande impegno fu la direzione delle opere elettromeccaniche dell’elettrodotto che attraversava lo Stretto di Messina, alla cui inaugurazione non poté assistere perché morì il 31/01/1956.  Tanti altri lavori scientifici vennero firmati dall’ingegnere Caminiti, ma oggi non sono facilmente reperibili. La sua operosa attività scientifica si manifestò anche nella formulazione di brevetti sulla costruzione di relè di terra su pali in cemento armato centrifugato. ROCCO CAMINITI (Villa San Giovanni 1868/1946), medico chirurgo, docente universitario, sindaco di Villa San Giovanni e deputato del Regno d’Italia nella XXV Legislatura (1919/1921); fu insignito della Medaglia al valore civile dal ministro dell’Interno dell’epoca per il suo impegno a favore della popolazione di Villa, in occasione del terremoto del 1908.

Matranga

(Come Tony Matranga, componente del Duo Matranga e Minafò)
L’origine dei cognomi Matranga, Matranca e Matrango, va ricercata nelle diverse italianizzazioni del cognome albanese Matrënga, appartenente alla folta schiera dei cognomi arbëreshë (albanesi/italiani) presenti nel sud Italia: non a caso, infatti, il cognome Matranga ha il suo ceppo più consistente a Piana degli Albanesi anche se è diffuso poi in tutto il palermitano. Il termine potrebbe derivare dal toponimo Mathraki, isola della Grecia facente parte dell’arcipelago delle Diapontie. Matranga è noto in molti comuni della provincia di Palermo (Palermo, Piana degli Albanesi, Monreale, Belmonte Mezzagno, Balestrate, San Giuseppe Jato, Villabate, Carini, Santa Cristina Gela, Altofonte, Santa Flavia, ecc.), nel trapanese (Alcamo, Castellammare del Golfo, Paceco, Salaparuta, ecc.), nel catanese (Catania, Trecastagni), nell’agrigentino (Montevago), nell’ennese (Valguarnera Caropepe). Fuori dell’Isola è attestato in Lombardia, Piemonte, Lazio, Calabria, Toscana, Emilia-Romagna e, qua e là, in alcune altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi – Dal punto di vista storico viene ricordato, proprio a Piana degli Albanesi, LUCA MATRANGA (1567/1619), anche conosciuto come Lekë Matrënga, presbitero cattolico di rito bizantino-greco e scrittore; scrisse e pubblicò l’opera “E Mbsuame e Krështerë”, traduzione dall’italiano all’albanese della dottrina cristiana del gesuita Ladesma; questa opera, pubblicata nel 1592, è in assoluto una delle prime espressioni filologiche documentate di lingua scritta arbëreshë. ROBERTO MATRANGA (Roma 15/6/1969), ex giocatore e, oggi, allenatore di calcio a 5; con la nazionale italiana ha partecipato a due edizioni del Fifa Futsal World Championship: nel 1992 a Hong Kong, dove gli azzurri furono eliminati al primo turno, e nel 1996 in Spagna, dove approdarono al secondo turno ma furono eliminati da Russia e Spagna. Nel 1992 al Torneo Internazionale di Mosca con Italia, Russia, Slovenia, Ucraina, vinse il titolo di miglior giocatore della manifestazione, insieme al russo Eremenko. Da allenatore ha operato con le squadre del Nepi (da vice), Lazio Colleferro (da vice), Brillante Roma, Nazionale Italiana (vice di Roberto Menichelli), Fiumicino, Lido di Ostia. MARCO MATRANGA (Palermo 10/9/2002), calciatore, portiere del Palermo dall’11/10/2020. TONY MATRANGA (Palermo 9/8/1980), cabarettista, attore, presentatore, componente del Duo Matranga e Minafò. I due comici siciliani, Tony Matranga ed Emanuele Minafò, hanno ottenuto la popolarità a livello nazionale attraverso il varietà comico di Rai2 “Made in Sud”, del quale fanno parte dal 2012, e al programma “Sicilia Cabaret”, in onda prima sulle TV regionali siciliane e, nel 2018/2019 su Rai2. Il Duo recentemente è approdato al cinema con il film commedia “Un pugno di amici” disponibile su Amazon Prime Video che vi vede anche la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagrande.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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