Sabato, 19 Giugno 2021
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

Le origini dei cognomi Lombardo, Frassica, Prestìa, Magnano

Raffaele Lombardo

Lombardo

(come Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia dal 2008 al 2012)
Lombardo ha origine da diversi toponimi quali Alzano Lombardo (BG), Martirano Lombardo (CZ), San Vito dei Lombardi (AV) oppure dalla cognominizzazione del nome medioevale italo-germanico Lombardo. Potrebbe derivare da soprannome indicante la provenienza regionale o etnica lombarda dei capostipiti, gente, probabilmente appartenente al popolo dei longobardi o proveniente dalla Lombardia. Longobardo, dal latino langobardus o longobardus, origina da lang = lunga e bart = barba; da qui longobardi = uomini dalla barba lunga (Paolo Diacono). Varianti del cognome sono: Lombardi, Lombardelli, Lombardino, Lombardini.
Lombardo, cognome più propriamente siculo-calabro, è conosciuto e diffuso in tutta l'Italia; è presente in circa 1600 comuni di tutte le regioni italiane; è concentrato massicciamente in Sicilia e nel meridione (Calabria, Campania, Puglia). Con nuclei abbastanza consistenti si trova anche in Lombardia, Piemonte, Lazio, Liguria, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, ecc. In Sicilia è diffuso in tutte le province, con più frequenze nel palermitano (Palermo, Misilmeri, Carini, Montelepre, Bagheria, ecc.), nel messinese (Messina, Santa Teresa di Riva, Tripi, Spadafora, Mistretta, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Paternò, Gravina di Catania, Mascalucia, ecc.), nell’agrigentino (Favara, Agrigento; Palma di Montechiaro, Sciacca, Porto Empedocle, ecc.), nel trapanese (Marsala, Trapani, Alcamo, Castelvetrano, Mazara del Vallo, ecc.), nell’ennese (Leonforte, Enna, Villarosa, Piazza Armerina, Nissoria, ecc.). 

Riferimenti storici e personaggi - Il cognome Lombardo è molto diffuso in Istria, conseguenza della massiccia immigrazione dalla Sicilia; diverse attestazioni danno un Willelmus Lombardus – Sicilia 1142, un Giovanni Lombardo - Padova 1146, un Martinus de Lombardo, Pola 1150, un Damianus Petri Lombardi, Zara 1247, un Girolamo Lombardo, podestà d'Albona (Istria) nel 1428/30 e 1463/74. ANTONINO LOMBARDO (Mistretta 29/3/1946 – Palermo 4/3/1995) – maresciallo dell'arma dei carabinieri; da comandante la stazione dei CC. di Terrasini, il 15/3/1993 diede un contributo importante all'arresto di Totò Riina. In conseguenza di una serie di accuse di connivenza con la mafia, Antonino Lombardo, si suicidò dentro la caserma Bonsignore di Palermo, sede del Comando Regione Carabinieri Sicilia.   RICCARDO LOMBARDI (Regalbuto 16/8/1901 – Roma 18/9/1984) – politico, giornalista, partigiano e ingegnere. Antifascista, fu fra i fondatori del Partito d'Azione clandestino nel 1942; dopo la guerra, nel 1947, entrò nelle file del Partito Socialista Italiano e fu ininterrottamente deputato dal 1948 al 1983. Riccardo Lombardi (Napoli 28/3/1908 – Rocca di Papa 14/12/1979) – predicatore, gesuita; fu un predicatore radiofonico, noto come “il microfono di Dio”. RAFFAELE LOMBARDO (Catania 29/10/1950) – presidente della Regione Siciliana dal 2008 al 2012; è stato presidente della Provincia di Catania dal 2003 al 2008 e parlamentare europeo dal 1999 al 2008. ANTONIO LOMBARDO (Alcamo 14/7/1982), avvocato e politico; deputato della Repubblica Italiana, gruppo M5S, in carica dal 23/3/2018. È segretario della Giunta per le autorizzazioni a procedere e componente della XIII Commissione - Agricoltura e del Comitato Parlamentare per i procedimenti d’accusa.

Frassica

(come Nino Frassica, attore, comico, personaggio televisivo)
Frassica è un cognome facente parte del gruppo di patronimici originati dal nome proprio di frati secolari tanto comuni nel medioevo, i quali, ovviamente, non erano obbligati al celibato: es. Frabasile (Fra' Basile), Fratantonio (Fra' Antonio). In questi casi l'apposizione “frate” si è fusa con il nome: Fra' Sica = Frassica (cfr. G. Peirce, Le origini preistoriche dell'onomastica italiana): vale per “figlio di Fra' Sica”. Frassica è un cognome siciliano diffuso in circa 35 comuni; diramatosi, con piccoli nuclei, anche in Lombardia (zone Milano, Como, Cremona), nel Lazio, in Liguria, Toscana, Puglia, ecc., è presente nel messinese (Messina, Brolo, Falcone, Rometta), nel nisseno (Niscemi, Gela), nel catanese (Mascalucia), nel palermitano (Capaci), nel siracusano (Siracusa). 

Riferimenti storici e personaggi: NINO (ANTONINO) FRASSICA (Messina 11/12/1950), attore, comico, personaggio televisivo, scrittore. Debutta in TV nel 1985 con il varietà di Renzo Arbore “Quelli della notte”, seguito nel 1987 da “Indietro tutta”; vanta partecipazioni a “Fantastico”, “Domenica In”, “Scommettiamo che”, “I migliori anni”, “Cugino e cugino”; nel 1988 interpreta la serie S.P.Q.R., quindi il maresciallo Cecchini nella fortunata serie televisiva “Don Matteo”, giunta alla undicesima edizione, a fianco di Terence Hill. In campo cinematografico ha esordito nel film “il Bi e il Ba”, con Maurizio Nichetti; poi ha interpretato ruoli diversi in film di Vanzina, Tornatore, Risi ed altri. Attualmente partecipa alla rubrica settimanale “Che fuori tempo che fa” di Fabio Fazio con la quale ha ottenuto così tanto successo da spingere il comico a pubblicare, nel maggio del 2018, il libro “Novella Bella”, edito da Mondadori. La sua comicità si basa soprattutto sull’eloquio surreale: il discorso non-sense, i giochi di parole improbabili, le frasi lapalissiane e le considerazioni fuori da ogni logica, sono i suoi strumenti preferiti. Ha scritto “Sani Gesualdi”(1986), “Il terzesimo libro di Sani Gesualdi”, “Il manovale del bravo presentatore”, “Come diventare mago in 15 minuti”, “Novella Bella”.

Prestia

(come Francesca Prestìa, unica donna cantastorie della Calabria)
Prestìa e le varianti Presta, Presti, Preste, Presto, Lo Presti, ecc. derivano da alterazioni della forma medievale PRESTRE derivata, a sua volta, dal vocabolo latino “presbiter”(prete):  starebbe ad indicare una qualche connessione del capostipite con un prete. Prestìa ha ceppi consistenti in Calabria e Sicilia quindi in Lombardia, Piemonte, Lazio, Liguria, Toscana, Campania, Emilia-Romagna, Veneto, ecc.: è presente in poco più di 180 comuni, per un totale di circa 350 famiglie. In Sicilia è presente in tutte le province, in particolare nell’agrigentino (Porto Empedocle, Montevago, Sciacca, Realmonte, Menfi, Agrigento, ecc.), nel palermitano (Palermo, Camporeale, Isola delle Femmine, Cinisi, Termini Imerese, Partinico, ecc.), nel messinese (Roccalumera, Furci Siculo, Messina, Pettineo, ecc.), nel trapanese (Mazara del Vallo, Partanna, Castelvetrano, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Lentini, Priolo Gargallo).

Riferimenti storici e personaggi. Le prime tracce di questa cognominizzazione sono attestate a Brindisi (1314) con un Corradus de Preste, e a Gangi (PA) con un Giuseppe Lo Presti (1600). FRANCESCA PRESTIA (Catanzaro 27/9/1965), cantante, l’unica donna cantastorie della Calabria che compone ballate anche in lingua grecanica e arbëreshe. Racconta la storia dei Vinti; narra, suona e canta per protestare, denunciare, resistere, commuovere ed emozionare. L’ultimo suo CD, “Mare Nostrum”, affronta i temi del Mediterraneo visto nono solo come problema per via delle migrazioni, ma anche come mare-ponte, spazio di molteplici e interessanti contaminazioni culturali e per occasioni di sviluppo economico e sociale. VALERIO PRESTIA (Spilinga, Vibo Valentia 28/8/1962), pittore autodidatta, ha tenuto personali a Vibo Valentia, Padova, Tropea, Roma, Firenze, Piacenza, Brindisi e in altre città italiane. Ha partecipato a diverse collettive ottenendo premi e riconoscimenti vari. Sue opere sono in collezioni private, nello Sporting Club e nel Circolo Hipponion di Vibo Valentia. “Valerio Prestia, attraverso una galleria di personaggi e situazioni, analizza sentimenti ed emozioni in una lucida rappresentazione di carattere lirico.  GIUSEPPE PRESTIA (Palermo 13/11/1993) giocatore di calcio, ruolo difensore, cresciuto nelle giovanili rosanero. Nella stagione 2018/2019 gioca nell’Alessandria, squadra di Serie C, Girone A

Magnano

(come Mauro Magnano, dirigente del Fai, Federazione delle associazioni antiracket italiane)
Magnano ha alla base un soprannome derivato dal latino parlato “manianus”, da manus, mano, antico mestiere itinerante corrispondente a stagnino o coccolinaio, calderaio, saldatore che per lavorare si stabiliva temporaneamente nelle piazze dei paesi, artigiano che eseguiva minuti lavori in ferro, come chiavi, serrature, maniglie, ecc.; il termine riprende la voce regionale, prevalentemente settentrionale, magnano, o magnàn, ligure magnìn. In alcuni casi potrebbe riflettere il toponimo Magnano, che indica varie località italiane (Magnano in Riviera, comune di Magnano, castello di Magnano, ecc.). Il cognome Magnano ha un ceppo principale nel siracusano ed uno nel torinese; oltre che in Sicilia, è diffuso nel Piemonte, in Liguria, in Lombardia e, con nuclei minori, in Veneto, Toscana, Lazio, Sardegna, Emilia-Romagna, Puglia. Nell’Isola ha presenze nel siracusano (Lentini, Melilli, Francofonte, Carlentini, Solarino, Augusta, ecc.), nel catanese (Catania, Caltagirone, San Michele di Ganzaria, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Paternò, ecc.), nel ragusano (Comiso, Ragusa, Modica), nel messinese (Santa Agata di Militello, Taormina, Letojanni, ecc.), nell’ennese, nell’agrigentino, nel palermitano.

Riferimenti storici e personaggi. La famiglia Magnano, originaria di Bologna, in Sicilia ebbe dimora a Lentini; fra i suoi personaggi ebbe un Biagio Magnano, che fu giudice della Corte Pretoriana di Palermo nel 1573/74 e del tribunale della Gran Corte del Regno nel 1575/77; Orlando Magnano fu vice portulano in Taormina (1572); Giuseppe Francesco nel 1765 ottenne il titolo di barone di San Lio e, nello stesso anno, ottenne il feudo, fu patrizio di Lentini (1782/83, 1791/92); un Antonino Magnano fu capitano di giustizia in Lentini (1791/92); Alfio, barone di San Lio, fu capitano di giustizia (1806/07, 1811/12). La famiglia risulta iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. MAURO MAGNANO (Sortino), docente di scuola secondaria di primo grado, membro del direttivo nazionale del FAI (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane). Dal 2001 al 2004 è stato coordinatore provinciale del FAI della provincia di Siracusa. Dal 2006 al 2008 è stato componente del Comitato Nazionale antiracket al Ministero degli interni a Roma.
BENEDETTO MAGNANO SAN LIO (Padova 1966), pittore. Dall’11 al 14 aprile scorso ha presentato alcune sue opere alla Contemporary Art Fair Paris, presso Paris Expo Porte de Versailles; dal 26 al 28 aprile prossimo parteciperà al Salone Internazionale d’Arte Contemporanea del Lussemburgo. Nel 2010 aveva presentato la sua prima personale d’arte a Padova e nel triennio 2013/2015 aveva esposto alla Fiera di Padova Arte; nel 2015 aveva proposto con successo le sue opere ad Art Innsbruck e, successivamente, insieme ad altri 20 artisti italiani, alla prestigiosa collettiva “The Rhythm of Art” presso la 3Space2 Gallery di Londra. PAOLO MAGNANO (Sortino), docente e scrittore, vive e lavora a Melilli, dove insegna materie letterarie. Si è laureato in filosofia con una tesi sulla Storia del Risorgimento. Tra le sue pubblicazioni: “Padre Salvatore Giardina, apostolo dei giovani”, “Vincenzo Magnano, eroe carabiniere di Sortino, Medaglia d’Argento al valore militare alla memoria”; “Un secolo di acqua potabile a Melilli”. Ha curato l’edizione di “Alzatevi e pregate”, raccolta di preghiere della tradizione melillese”.


 

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